Intervista a Barbara Pezzini di Jacopo Rosatelli
Nel lento percorso del disegno di legge sulle unioni civili, fa discutere l’emendamento (a prima firma Fattorini) approvato mercoledì dalla commissione giustizia del Senato: una premessa all’articolo 1 che definisce l’unione tra persone dello stesso sesso una «specifica formazione sociale». Sul significato di tale voto, che nel movimento lgbt viene visto come un brutto segnale, abbiamo sentito la costituzionalista Barbara Pezzini, docente all’Università di Bergamo, esperta di studi giuridici su orientamento sessuale e identità di genere.
Professoressa, ci aiuti a capire la qualificazione dell’unione civile come «specifica formazione sociale».
"Cosa significa questa dizione – che richiama l’articolo 2 della Costituzione e le due sentenze della Corte costituzionale sul tema (138/2010 e 170/2014) – lo capiremo meglio a seconda del contenuto degli articoli che verranno dopo. Certo serve a rafforzare l’enfasi sulla distinzione dal matrimonio. Il legislatore ha scelto di non procedere sulla strada del matrimonio per tutti, come secondo me avrebbe dovuto fare, ma ha preferito creare un doppio binario: il risultato può essere la nascita di un istituto giuridico analogo al matrimonio oppure qualcosa di decisamente inferiore."




