di Marta Fana
Gli ultimi dati dl Ministero del Lavoro, pubblicati ieri, sui contratti del secondo trimestre 2015 certificano che la precarietà gode di ottima salute e che a via Veneto si fa di tutto per destare confusione nella lettura dei dati.
Nella nota trimestrale il ministero pubblica in tabelle differenti sia i dati totali per il trimestre sia i dati consolidati dei tre mesi che formano quel trimestre.
Facendo un controllo sul totale di queste tabelle — che dovrebbero corrispondere — si nota che, per i contratti a tempo indeterminato, il dato totale risulta inferiore a quello ricavato dalla somma mensile di 6646 contratti al netto delle cessazioni. Una discrepanza che non può essere dovuta alle procedure di revisione in quanto i dati mensili «consolidano quelli pubblicati con le Note Flash mensili del Ministero del Lavoro», quindi tutto fa pensare che questi dati siano gli ultimi disponibili, quelli a 50 giorni. Un’analisi attenta suggerisce che la discrepanza è dovuta all’inclusione nel dato trimestrale dei contratti relativi alla pubblica amministrazione.
Gli ultimi dati dl Ministero del Lavoro, pubblicati ieri, sui contratti del secondo trimestre 2015 certificano che la precarietà gode di ottima salute e che a via Veneto si fa di tutto per destare confusione nella lettura dei dati.
Nella nota trimestrale il ministero pubblica in tabelle differenti sia i dati totali per il trimestre sia i dati consolidati dei tre mesi che formano quel trimestre.
Facendo un controllo sul totale di queste tabelle — che dovrebbero corrispondere — si nota che, per i contratti a tempo indeterminato, il dato totale risulta inferiore a quello ricavato dalla somma mensile di 6646 contratti al netto delle cessazioni. Una discrepanza che non può essere dovuta alle procedure di revisione in quanto i dati mensili «consolidano quelli pubblicati con le Note Flash mensili del Ministero del Lavoro», quindi tutto fa pensare che questi dati siano gli ultimi disponibili, quelli a 50 giorni. Un’analisi attenta suggerisce che la discrepanza è dovuta all’inclusione nel dato trimestrale dei contratti relativi alla pubblica amministrazione.







