di Luca Martinelli
La sentenza verrà letta domenica 8 novembre, alle 16, nell’auditorium di Almese, in Val di Susa. L’udienza, invece, inizia giovedì 5 novembre, a Torino, dove il magistrato Livio Pepino, presidente del Controsservatorio Valsusa, presenterà l’atto d’accusa, che è rivolto agli enti promotori di opere come l’Alta velocità ferroviaria Torino-Lione, le apposite società di attuazione, il Governo italiano, la Commissione petizioni del Parlamento europeo ed il coordinatore UE del Corridoio Mediterraneo nell'ambito delle infrastrutture Ten-T (Trans European Network-Transport).
Ad ascoltarlo, in particolare, ci saranno i nove giudici popolari del Tribunale permanente dei popoli: arrivano da tutto il mondo, rappresentano un’istituzione indipendente riconosciuta in tutto il mondo, un tribunale d’opinione dopo aver affrontato il tema del “lavoro dignitoso come diritto umano fondamentale” in India, e quello della relazione da libere commercio e impunità in Messico, ha scelto proprio la Val di Susa per discutere di “partecipazione della comunità locali e grandi opere”.