di Franco Berardi Bifo
La sera di venerdì 13 novembre stavo scrivendo l’introduzione all’edizione francese di Heroes, quando, evocato dalle aquile della morte metallica nella sala parigina del Bataclan piena di ragazze e di ragazzi si è materializzato il demonio, armato di kalashnikov e di cinture esplosive. Ma il demonio non esiste. Esiste invece il capitalismo e una disperazione di massa che assume sempre più spesso forma suicidaria. Cento anni di umiliazione culturale hanno prodotto il mostro dell’islamismo contemporaneo, e due secoli di violenza colonialista hanno scavato un fossato di odio che non si può dissolvere con la tolleranza universalista.
Nel groviglio dell’attuale guerra frammentaria che tende a divenire globale si mescolano innumerevoli conflitti, ma quello decisivo nel lungo periodo è il conflitto post-coloniale tra le masse degli oppressi che non conoscono più l’internazionalismo né la speranza, e l’Occidente che non ha più altra cultura che il cinismo. L’Europa é impreparata a far fronte a un’ondata di migrazione gigantesca, mentre esplode sempre più spesso il terrorismo suicida, travolgendo gli argini della tolleranza e dell’universalismo.





