di Marta Fana
Gira voce che il Ministero dell’Economia italiano e l’Ocse abbiamo cambiato idea sulla politica economica. Chiedono oggi più investimenti, perché la crescita, dopo qualche trimestre di labile ripresa, ha subito un rallentamento, la domanda aggregata langue e i rischi di instabilità finanziaria si sono riaffacciati all’orizzonte. Questo «cambia verso» di facciata nasconde in sé il conservatorismo della politica e quindi degli interessi che guidano le istituzioni nazionali, europee e internazionali.
Nel documento «A Shared European Policy Strategy for Growth, Jobs, and Stability», il Ministero dell’Economia italiano riconosce la necessità di un intervento misto, basato sugli sforzi della politica monetaria, già avviati dalla Banca Centrale Europea, e su una politica economica più espansiva.

















































