di Monica Di Sisto
Roma si appresta a raccogliere il testimone delle centinaia di organizzazioni che in Europa e negli Stati Uniti stanno cercando di fermare il Trattato transatlantico sugli scambi e gli investimenti. Il Ttip, comunicato come strumento di facilitazione del commercio e della costruzione del benessere tra le due sponde dell’Atlantico, è in realtà lo strumento che i grandi gruppi commerciali e finanziari vorrebbero usare per spianare tutte quelle regole e quelle caratteristiche di produzione e distribuzione che creano problemi al commercio, perché difendono i consumatori, i lavoratori, i cittadini e chiedono alle imprese di assumersi il costo sociale, ambientale ed economico delle loro attività. Per questo oltre 200 organizzazioni della società civile, e tra esse in prima fila i sindacati e la Cgil con le sue categorie – i lavoratori dell’agroalimentare con grande forza, poi il comparto pubblico e i metalmeccanici – hanno dato l’appuntamento il 7 maggio nella capitale, alle 14,00, da piazza della Repubblica fino a piazza San Giovanni, a tutte e tutti i cittadini, i piccoli e medi produttori, gli amministratori pubblici preoccupati per l’impatto negativo già annunciato che il Ttip avrebbe sulla loro vita quotidiana, che vogliono discuterne insieme e mostrare alle istituzioni nazionali ed europee la propria contrarietà.














































