di Rocco Artifoni
L’art. 67 della Costituzione vigente dice: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato». L’obiettivo dei Costituenti era sicuramente elevato: le persone scelte dal corpo elettorale, una volta elette, non avrebbero dovuto rappresentare soltanto il partito che li aveva candidati, ma assumersi la responsabilità di agire per il bene comune di tutto il popolo. Proprio per questa ragione la Costituzione non prevede un mandato imperativo, ma la libertà di coscienza dell’eletto che deve confrontarsi e dialogare con gli altri eletti, al servizio di tutta la Nazione. Questa idea di rappresentanza politica e di democrazia è stata descritta nel 1948 in modo chiaro da Piero Calamandrei, uno dei Costituenti: «Affinché il Parlamento funzioni a dovere, bisogna che sia una libera intesa di uomini pensanti, tenuti insieme da ragionate convinzioni, non solo tolleranti, ma desiderosi della discussione e pronti a rifare alla fine di ogni giorno il loro esame di coscienza, per verificare se le ragioni sulle quali fino a ieri si son trovati d’accordo continuino a resistere di fronte alle confutazioni degli oppositori.

















































