La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

venerdì 15 luglio 2016

La paura non deve sopraffare l’intelligenza

di Alberto Negri 
La paura non deve sopraffare l'intelligenza, la razionalità, diceva l'ambasciatrice francese Catherine Colonna poche ore prima dell'attentato di Nizza. Nel cortile di palazzo Farnese storica sede dell'ambasciata francese, la banda dei carabinieri suonava l'Inno di Mameli e la Marsigliese per la festa della Bastiglia. Fuori i controlli di sicurezza francesi con la polizia e i militari italiani schierati a protezione dell'ingresso. Che la Francia sia nel mirino è un'ossessione quotidiana, fuori e dentro il Paese. Chi sono gli attentatori di Nizza? Lupi solitari, esponenti di un terrorismo che si è radicalizzato in solitario sul web, oppure membri addestrati di cellule jihadiste legate all'Isis come quelli che hanno già colpito a Parigi con la strage del Bataclan?

E ora prendere coscienza della forza del No

di Alfonso Gianni
Il Comitato per il No ha depositato in Corte di Cassazione 316.748 firme di cittadine e cittadini che chiedono che il referendum costituzionale ci sia e che avvenga contro la legge Renzi-Boschi, quindi su un quesito unico. La decisione di presentarle non è consueta poiché si tratta di un numero di firme chiaramente al di sotto della soglia delle 500mila previste dall’articolo 138 della Costituzione. Ma sono firme autentiche, dietro ciascuna delle quali vi sono persone in carne ed ossa, che hanno così voluto così non demandare ad altri la convocazione del referendum. Rimane il rimpianto di non avere potuto o di non essere riusciti a fare di più. Ma sarebbe – ora – perfettamente inutile elencare le difficoltà, le ostilità, gli oscuramenti incontrati in questi mesi.

Gli incubi della vecchia Europa. Intervista a Zygmunt Bauman

Intervista a Zygmunt Bauman di Fulvio Scaglione
Saranno le migrazioni e decidere il destino dell’Europa? La domanda, che sarebbe parsa avventata solo poco tempo fa, domina oggi il dibattito politico come le discussioni quotidiane. Il referendum sulla Brexit è stato in gran parte giocato su questo tema. E così anche la campagna elettorale per le elezioni presidenziali austriache, che la Corte Costituzionale ha deciso di far ripetere. Due momenti di scelta che hanno spaccato a metà Gran Bretagna e Austria e hanno di colpo rivelato la precarietà dell’assetto istituzionale comunitario. È quindi di straordinaria attualità il convegno “La nuova Europa: migrazioni, integrazione, sicurezza” che il 14 luglio ha portato a Roma, durante l’East Forum 2016, una serie di personalità della più diversa estrazione ma di comune autorevolezza.

I poveri crescono come i guadagni dei manager

di Giorgio Cremaschi
I poveri assoluti, definizione statistica costruita per diminuire complessivamente il numero di coloro che non ce la fanno, sono arrivati a 4600000. Povertà assoluta significa semplicemente miseria, impossibilità di procurarsi cibo e vestiario sufficienti e adeguati, rischiare la vita per l’assenza delle più elementari condizioni di salute e sicurezza sociale. Il numero di poveri assoluti è il primo indice della criminalità economica e sociale dei governi, e da noi è un indice altissimo. La povertà assoluta si distingue da quella relativa, nella quale sono compresi altrettanti e più milioni di persone che semplicemente non ce la fanno a mantenere gli standard di quella che viene chiamata esistenza socialmente dignitosa.

Disordine in paradiso

di Slavoj Žižek
Negli ultimi anni di vita, Freud si pose la famosa domanda: “Was will das Weib?” “Cosa vogliono le donne?”, ammettendo la sua perplessità nel confrontarsi con l’enigma della sessualità femminile. Una perplessità simile sovviene oggi, riguardo il referendum della Brexit: cosa vuole l’Europa? La vera posta in gioco di questo referendum diventa chiara se la poniamo nel più ampio contesto storico. Nell’Europa dell’est e dell’ovest ci sono i segni di una ricollocazione degli spazi politici. Fino ad ora, lo spazio politico era dominato da due partiti principali che indirizzavano l’intero corpo elettorale, un centro-destra (cristiano-democratici, liberal-conservatori, popolari…) e un partito di centro sinistra (socialisti, social-democratici…), con partiti più piccoli che indirizzavano il voto di un più piccolo elettorato (verdi, neo-fascisti…).

Theresa May? Un premier contro i lavoratori. Intervista a Ken Loach

Intervista a Ken Loach di Enrico Franceschini
"Questa storia non avrà un lieto fine ". Ken Loach, il più impegnato regista inglese, Leone d'Oro all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, guarda gli avvenimenti di questi giorni, Theresa May subentrata ieri al posto di David Cameron a Downing street, la lotta intestina nel Labour, l'incertezza su Brexit, come se fossero la trama di un film. "Non so se definirla una tragedia o una commedia, ma una cosa è certa: non mi piace", dice a Repubblica.
Cosa farà il nuovo governo guidato da Theresa May? Lei parla di lotta ai privilegi, giustizia sociale...

Gli spazi della democrazia e della società

di Roberto Mancini
Il sistema degli spazi chiusi. È lo specifico sistema di potere sulla vita di tutti che ha preso corpo con la finanziarizzazione dell’economia e della società intera. Penso a fenomeni quali i processi economici, il degrado della politica, l’emergere dei luoghi comuni di massa, il prevalere dello scoramento per la mancanza di alternative, le migrazioni forzate e il ritorno dei muri, il moltiplicarsi di scontri bellici e tensioni internazionali, la mutazione genetica delle istituzioni, la rottura dell’alleanza tra le generazioni. Questi fatti sono a sé stanti o rientrano in un quadro d’insieme? 

Povertà. Le parole di governanti ed economisti sono criminali

Intervista a Domenico De Masi di Thomas Mackinson 
“Non si è ancora scatenata la rabbia. E’ questa la fortuna dei politicanti che vediamo a Ballarò, degli economisti che suonano il violino della ripresa sul Titanic. Ma succederà, perché la crescita delle diseguaglianze a questo porta”.Domenico De Masi, sociologo, professore di Sociologia del lavoro alla Sapienza di Roma, lo ripete da anni: il refrain della ripresa è una gigantesca invenzione su cui tutti siamo seduti, che viene propinata dalle élite che ci governano e dicono “balle” al popolo anziché la verità: “Altro che ripresa, siamo destinati a decrescere e l’unica strada per governare questo ineluttabile processo è contenere le diseguaglianze redistribuendo la ricchezza che resta, assicurando a tutti ilnecessario e togliendo il superfluo dove c’è”.

Fine dell'era del petrolio. Inizio di cosa?

di Giuliano Garavini 
L'era delle energie fossili sembra volgere al termine. Il petrolio ha segnato la storia del ventesimo secolo, tanto che ha spalancato le porte all'avanzata di una nuova era, l'Antropocene, caratterizzata dalla capacità dell'uomo di trasformare radicalmente l'ambiente che lo circonda. Insieme a rendere più comoda la vita di molti e offrire materiali dei quali oggi non possiamo fare a meno, il petrolio ha fatto parecchi danni. Nella recente riunione della COP 21 di Parigi alla fine del 2015 i 195 Paesi firmatari si sono impegnati a ridurre le emissioni di gas nocivi, prevalentemente dovute all'utilizzo di combustibili fossili, fino ad azzerarle entro il 2050 in modo da evitare un innalzamento della temperatura superiore ai 2°C rispetto all'epoca preindustriale. Il timore, in caso contrario, è quello dell'intensificarsi di eventi climatici estremi causati dal riscaldamento globale, in particolare alluvioni e innalzamento del livello del mare. 

L’Ue deve sostenere i perdenti della globalizzazione

di Paul De Grauwe
Come dovrebbe reagire l’Unione europea alla decisione del popolo britannico di ritirarsi dall’Unione? Oggi questa domanda è al centro del dibattito politico in Europa. Il punto di partenza per cercare di rispondere alla domanda è la constatazione che oggi l’Unione europea ha un’immagine assai negativa, non soltanto nel Regno Unito ma anche in altre parti dell’Unione, riconducibile al malcontento generato dal progetto europeo. Sostengo che questo malcontento ha a che vedere con l’incapacità dell’Unione europea di creare un meccanismo che protegga i perdenti della globalizzazione. Non soltanto l’Ue ha fatto ben poco per creare un simile meccanismo di protezione a livello comunitario ma, peggio ancora, ha ridotto la capacità dei governi nazionali di assumere il ruolo dei protettori.

Annullare il debito

di Marco Bersani
Quindici anni fa le strade di Genova furono attraversate da centinaia di migliaia di donne e di uomini. Un movimento plurale che si opponeva al pensiero unico del mercato, al peso della finanza sulla società, alla diseguaglianza sociale, alla spoliazione della natura, alla sottrazione di democrazia. Un movimento che affermava la necessità di un altro mondo possibile, immediatamente costretto a confrontarsi con la ferocia di quello reale, fatto di repressione senza precedenti, arresti, torture. E la morte di Carlo, uno di noi.

Il centrosinistra è morto, mai più col Pd, Renzi a casa. Così Fratoianni

Intervista a Nicola Fratoianni di Carmelo Lopapa
"Fate autocritica e dimettetevi". Il documento firmato dal sindaco di Cagliari Massimo Zedda e da altri esponenti sardi e non solo di Sinistra Italiana scuote i vertici e mette in discussione la linea. È l'ala che contesta i "risultati fallimentari" e rilancia l'allenza col Pd, presagio forse di nuove scissioni a sinistra. Anche perché i big di SI rilanciano, fanno quadrato: con Renzi non si va.
Niente autocritica, niente dimissioni Nicola Fratoianni, coordinatore di Sel?

Peter Thomas: governo May ultraliberista, se il Labour si divide è un disastro

Intervista a Peter Thomas di Leonardo Clausi
Peter Thomas è Senior Lecturer presso il dipartimento di Politics and History alla Brunel University di Londra. Ha pubblicato vari studi sul pensiero marxista, la storia del pensiero politico e la storia della filosofia. Ha tradotto in inglese Negri, Zizek e Tronti ed è membro del comitato editoriale della rivista Historical Materialism.
Il discorso di insediamento di Theresa May sembrava uscire dal repertorio di Ed Miliband.
"È importante distinguere fra la retorica e la realtà: ci sono indicazioni di un’agenda più socialmente consapevole, tradizionalmente presente in forme di retorica conservatrice. La realtà è che il governo di May ha delineato un programma di continuità con Cameron. Credo che questo si configuri come un governo dal neoliberismo ancora più aggressivo."

Violenza della crisi: in un anno 500 mila poveri in più

di Roberto Ciccarelli 
È il dato peggiore da dieci anni a questa parte. Tra il 2014 e il 2015 le persone che versano in povertà assoluta sono aumentate di 500 mila unità (la stima è della Caritas): 4,6 milioni (1 milione e 582 mila famiglie) in totale, sostiene l’Istat. L’indigenza ha colpito in particolare gli individui e oggi riguarda il 7,6% della popolazione residente (era al 6,8% nel 2014, 7,3% nel 2013). L’aumento registrato dal report dell’Istat reso noto ieri è dovuto all’aumento tra le famiglie con 4 componenti (da 6,7 del 2014 a 9,5%), soprattutto coppie con 2 figli (da 5,9 a 8,6%) e tra le famiglie di soli stranieri (da 23,4 a 28,3%), in media più numerose.

Revisione costituzionale: No nel metodo e nel merito

di Maria Cristina Paoletti
Il nostro No alla revisione costituzionale si basa su ragioni di metodo e di merito. Si tratta di una iniziativa referendaria che si colloca in un orizzonte di valori che sono quelli, non ideologici ma ideali, del costituzionalismo moderno con i suoi principi fondamentali di democrazia e uguaglianza, con il suo corredo di diritti di liberta e diritti sociali, iscritti nelle Costituzioni delle società occidentali del secondo dopoguerra e nelle Carte dei diritti sovranazionali. “Democrazia rappresentativa” e “democrazia costituzionale” non sono parole rituali.

L’importanza di una nuova Yalta in Medio Oriente

di Alberto Negri 
Il dramma di Nizza ha colto Russia e Stati Uniti impegnati a rilanciare il Great Game, il grande gioco. Come a ricordare, una volta di più, quanto sia necessaria la collaborazione tra Mosca e Washington per tentare di aggredire il mostro del terrorismo. Nelle ore in cui il segretario di Stato americano, John Kerry, si trovava a colloquio con Vladimir Putin al Cremlino, era presto per dire se tra russi e americani ci sarà una Yalta del Medio Oriente. Ma il sentore di spartizione in zone di influenza si sente da lontano.

Buio a Mezzogiorno

di Anna Lombroso 
Ma non sarà che l’ultima analisi sulla questione meridionale risale a gennaio e a promuoverla non è stata la Svimez, bensì la Medusa che ha imposto, sul 40 per cento degli schermi nazionali, il film di Zalone? salutato come il riscatto dell’industria del cinema dal Ministro dei Beni Culturali? quell’apologo sulla diversità, non culturale, ma antropologica, tra Nord e Sud, con l’offerta di tutti i più vieti stereotipi sul fisiologico parassitismo del Mezzogiorno, sul ritardo addomesticato dal familismo amorale, sulla beata indolenza a confronto col dinamismo, anche sentimentale, del settentrione, con l’estensione entusiastica tramite Jobs Act nella Padania della precarietà come energizzante motore di libera iniziativa?

Povertà infantile, il problema che il governo sta ignorando

di Lidia Baratta
Un milione 131mila minori in condizione di povertà assoluta. Che significa cheoltre un bambino su dieci in Italia vive al di sotto del livello di vita minimo ritenuto accettabile. E più di due milioni (un bambino su cinque) sono in condizioni di povertà relativa, cioè sotto gli standard di vita prevalenti nel nostro Paese. Mentre il Pil cresce (seppur di poco) e la disoccupazione diminuisce (seppur di poco), lasciando spazio ai proclami politici, l’Istat fotografa la situazione disastrosa dell’infanzia in Italia di cui nessuno si occupa. Tanto meno la politica, che parla di pensioni e finanze pubbliche, ma non di bambini. Sui piccoli in difficoltà vige il silenzio.

Scrivere sul movimento No Tav. Intervista a Roberta Chiroli e Valentina Bonifacio

Intervista a Roberta Chiroli e Valentina Bonifacio di Enzo Ferrara
Roberta Chiroli ha discusso una tesi di laurea in studi umanistici sul movimento No Tav, all’interno della quale, ricostruendo un’azione del movimento, ha utilizzato il noi parecipativo. Per questo semplice fatto è stata condannata dal tribunale di Torino in primo grado per “concorso morale” ai reati contestati ai manifestanti. Abbiamo ascoltato Roberta, assieme a Valentina Bonifacio, la ricercatrice che l’ha seguita nel lavoro di tesi al Dipartimento di Studi Umanistici all’Università di Venezia. Abbiamo provato a rivolgere loro domande sul significato dello studio condotto sul movimento No Tav, sull’importanza del lavoro di ricerca antropologica e sugli aspetti sconcertanti della vicenda che ha portato – speriamo solo momentaneamente – a una condanna penale per la stesura di una tesi.

Fiscal compact, la Ue sanziona il governo delle sinistre

di Goffredo Adinolfi
Alla riunione dell’Ecofin di martedì scorso a Bruxelles i ministri delle finanze dell’Unione Europea hanno deciso di accogliere i suggerimenti proposti dalla Commissione e di aprire la procedura per comminare sanzioni a Portogallo e Spagna rei di non essere stati in grado di ridurre il deficit al di sotto dei tetti prestabiliti. Ora la palla passa nuovamente alla Commissione che entro 20 giorni dovrà decidere come muoversi: con una multa pari 0,2% del Prodotto interno lordo – quasi 400 milioni di euro – oppure con il congelamento temporaneo dei fondi comunitari. Potrebbe, perché non è ancora chiaro quale sarà la scelta che la Commissione prenderà e molto probabilmente, per questa volta, le sanzioni non ci saranno o saranno poco più che simboliche.

De Magistris e Colau, una «serenissima rivoluzione»

di Ernesto Milanesi
Una «serenissima rivoluzione» sbocciata fra l’ultimo simulacro del Petrolkimico, la laguna prigioniera del faraonico Mose e la cartolina virtuale del doge Brugnaro. Il 14 luglio a Marghera c’è chi ambisce a ridisegnare il profilo del Vecchio Continente: al centro territori diversi, cittadinanza attiva, politiche innovative. È la «ricostituzione europea» affidata a sindaci-simbolo, movimenti sociali, giovani amministratori e coalizioni anti-crisi. Debutta nel pomeriggio ai tavolini della pasticceria, intorno al presidente Gianfranco Bettin. Insieme i protagonisti mettono a punto gli ultimi dettagli della «piattaforma» per l’Europa alternativa…in Comune.

Nizza, ed è subito riemergenza

di Il Simplicissimus
Certo non si può dire che i terroristi, i pazzi solitari o circondati da suggeritori, non abbiano una loro logica perversa e perfettamente sincronizzata. Nella mattinata del 14 luglio durante i festeggiamenti ufficiali della festa della Repubblica Hollande ha detto che non avrebbe esteso oltre la data del 26 luglio lo stato di emergenza dichiarato in seguito agli attacchi di Parigi del novembre 2015: “Non possiamo estendere indefinitamente lo stato di urgenza, non avrebbe senso. Vorrebbe dire che non siamo più una repubblica che applica lo stato di diritto”. Perfetto, ma appena spentisi i fuochi e diffusasi la notizia dell’attentato a Nizza, l’Eliseo ha deciso di prorogare l’assenza di uno stato di diritto per altri tre mesi.

Tecniche pratiche di offuscamento

di Antonio Sgobba
Fcebook legge, archivia e vende i nostri messaggi privati. È l’accusa alla base di una class action presentata in California a metà maggio. Il social network monitorerebbe i link che vengono condivisi nelle chat con lo scopo di offrire i dati agli inserzionisti pubblicitari, le prove starebbero nel codice sorgente del sistema di scansione e nelle dichiarazioni di ingegneri del software dipendenti del social network. Le comunicazioni private verrebbero raccolte e indicizzate in un database chiamato Titan. Negli stessi giorni Google presentava, nel corso della sua ultima convention, le iniziative legate a Google Assistant.

Se anche gli argomenti per il Sì sono a favore del No

di Andrea Pertici
Giovanni Bazoli, sul Corriere della Sera, rilascia una delle non poche interviste di chi, pur ritenendo che la riforma costituzionale sia “molto discutibile” nel contenuto, voterà Sì (precisamente si dice che “sia stata sviluppata in modo molto discutibile un’idea di fondo valida e da condividere: quella di trasformare il Senato in un organo di rappresentanza delle Regioni e delle autonomie locali”… cosa che, infatti, non avviene). E’ una posizione che è già stata espressa da altri e che pure al giurista, allo studioso della Costituzione, fa impressione.

Ferrovie, si parla di errore umano per non parlare degli errori disumani

di Dante De Angelis, ferroviere
L’errore umano non esiste, o meglio non esiste nulla che possa giustificare una strage in conseguenza di una banale distrazione o di un equivoco in una comunicazione tra due ferrovieri. Non esiste come giustificazione nel senso che l’errore è sempre presente nell’azione dell’uomo, è un evento incombente, connaturato alla quotidianità ed all’essenza umana, appunto. Se ci fosse stata una efficace valutazione del rischio, questo sarebbe emerso ed eliminato o attenuato al minimo possibile.

La crisi russa e l'autoritarismo di Putin

di Ilya Budraitskis
La vittoria di Vladimir Putin alle elezioni del marzo 2012 ha ridefinito il significato del sostegno alla sua presidenza. Nei suoi due primi mandati, Putin parlava in termini in certa misura morbidi di “democrazia sovrana”, mentre all'inizio del suo terzo mandato ha abbandonato la sua immagine pubblica di ragionevole tecnocrate che prometteva una crescita economica, per diventare una guida carismatica attorno alla quale la nazione deve raccogliersi di fronte alle minacce e cospirazioni straniere.

La povertà femminile sottovalutata dalle statistiche ufficiali

di ActionAid
Il rapporto Istat “La Povertà in Italia” pubblicato ieri dimostra che sono ancora troppe le disuguaglianze che affliggono il nostro Paese. A pagarne il prezzo più alto sono le donne: sono 2 milioni 277mila quelle vivono in condizioni di indigenza, più numerose – in termini assoluti – di minori, giovani e anziani. “Se da una parte la componente femminile e la dimensione di genere emergono come un elemento chiave per comprendere le cause della povertà, dall’altra il governo e i decisori politici non dispongono di strumenti adeguati per la sua analisi. Non esistono infatti indicatori che permettano di misurare la distribuzione delle risorse economiche tra componenti dei nuclei familiari.

Cielo di piombo per le élite globali. Il ritorno delle masse può incendiare la prateria

di Emilio Quadrelli
Il referendum britannico, i risultati delle recenti elezioni amministrative in Italia, il palese broglio consumato nell’elezioni presidenziali austriache, finalizzato a neutralizzare la probabile vittoria della destra nazionalista, e le imponenti mobilitazioni antigovernative in Francia mostrano come grande sia il disordine sotto il cielo. A ciò si aggiunge, e non è proprio cosa da poco, la non secondaria possibilità che a vincere le elezioni negli USA sia un personaggio quale Trump, la cui vittoria, nel caso, più che poggiare sul razzismo e sul sessismo, potrà contare sull’adesione non secondaria di proletariato e ceti medi impoveriti bianchi, attratti da un programma politico finalizzato a ridimensionare il potere della finanza e delle multinazionali, a rimettere la produzione industriale al centro delle politiche economiche statunitensi, oltre all’avvio di politiche dichiaratamente liberal in materia di welfare.

A Londra un rimpasto con gaffeur

di Leonardo Clausi
Davanti a 10 Downing Street, da mercoledì sera dimora di una nuova premier, è il consueto andirivieni di speranzosi potenziali ministri. A Westminster tutti i Tories girano con il cellulare ben carico nella saccoccia accertandosi di non averlo silenziato per errore. La chiamata sognata tutta la notte potrebbe arrivare da un momento all’altro. Per alcuni era già arrivata a poche ore dall’insediamento di Theresa May. In particolare quella della designazione più controversa: il Boris nazionale. Johnson agli esteri – lo stesso che ha paragonato di recente l’Ue a Hitler – è una nomina che stride con l’immagine di May come personalità politica franca e refrattaria all’intrigo di palazzo.

Spagna, Sánchez ribadisce il «no» al governo a guida Rajoy

di Simone Pieranni
María Dolores de Cospedal ha giocato una delle ultime carte. La segretaria generale del partito popolare ha specificato di essere disposta a rivedere la riforma del lavoro – come, in che modo, non è stato specificato – per arrivare ad un accordo con il partito socialista che ad oggi ha ribadito il proprio «no» al tentativo del Pp di formare il governo. «Il signor Rajoy sa di non poter contare sui socialisti per un governo di grande coalizione né per concordare un programma di legislatura». Così si è espresso Pedro Sánchez, dopo un incontro con il leader popolare Mariano Rajoy, che è alla ricerca dei numeri per creare un governo dopo le ultime elezioni (pur in assenza di un mandato formale).

Altri droni italiani per le infinite guerre mediorientali

di Antonio Mazzeo
I più moderni aerei senza pilota made in Italy alle belligeranti petromonarchie arabe. Durante il Farnborough International Airshow in corso in Gran Bretagna, i manager della holding militare-industriale Leonardo-Finmeccanica hanno comunicato che un numero imprecisato dei droni “Falco Evo”, la versione evoluta del sistema a pilotaggio remoto Falco, saranno consegnati a due misteriosi paesi, “rispettivamente del Medio Oriente e della regione del Golfo”. “L’azienda italiana non ha voluto fornire I’identità dei clienti ma ha spiegato che essi già operano con i velivoli Falco”, ha riferito l’agenzia specializzata statunitense Defense News.

Gentrification?

di Stefano Portelli
Il 24 maggio 2016, il blog Che fare ha pubblicato un articolo firmato da Luca Tricarico, dall’infausto titolo “Libera gentrification in libero stato.” Qualche settimana dopo, sul Venerdì di Repubblica è uscito un testo analogo: “La gentrification può far bene”, di Federico Rampini (tra l’altro, recentemente accusato di plagio). Ma il Venerdì spesso trasforma le cose in una questione di costume, cancellando ogni implicazione politica o di classe. Il blog Che fare invece sembra fatto di un’altra pasta; e infatti ha pubblicato di recente anche la risposta critica del sociologo Giovanni Semi, esperto di gentrification.

Contro la barbarie, i valori dell’illuminismo

di Corradino Mineo
C'erano bambini, giovani madri, fidanzati con la mano nella mano. Nonni e ragazzi a godersi l’aria della sera, col naso in su a guardare la luna e lo spettacolo dei fuochi su La promenade des anglais, lungomare elegante di Nizza. Erano le 22,40. Un camion bianco, lungo 15 metri, si è lanciato sulla folla. Sterzando a destra e a sinistra per prendere sotto quanti più birilli. Solo che i birilli erano persone, turisti arrivati in Côte d’Azur, francesi in festa per il 14 luglio, anniversario della rivoluzione del 1789, festa nazionale. Due chilometri di corsa: almeno 80 morti, oltre 100 feriti e fra questi almeno 15 in condizioni gravissime. L’autista è stato ucciso, pare da un agente in scooter che si è affiancato alla cabina di guida e gli ha sparato. Sul camion -dicono le autorità locali- sono state trovate armi e granate. Fittizie, pare.

La metropoli orfana del progetto

di Marco Assennato
Benché già alla fine degli anni Cinquanta, Giulio Carlo Argan avesse qualificato il Movimento Moderno e le sue strategie urbanistiche come «un capitolo della storia del riformismo europeo» è raro, nella pubblicistica architettonica, che ci si decida ad afferrare la crisi della progettazione razionale direttamente sul lato politico. In effetti, è su questo piano che andrebbero svolte le analisi del dibattito che, nell’architettura italiana, si è aperto nella finestra compresa tra le ricerche compositive e tipologiche, le ironie delle neoavanguardie degli anni Settanta e l’esplosione del postmodernismo.

6 cose da sapere sulla nuova Prima Ministra del Regno Unito

di Vane Bix
Chi è Theresa May la nuova Prima Ministra britannica, una conservatrice “dura e pura” con tacchi a spillo e portabandiera dell’ideologia liberista più sfrenata…
1. Da mercoledì 13 luglio, Theresa May, Ministra degli Interni nel precedente governo, è la nuova Prima Ministra del Regno Unito dopo le dimissioni di David Cameron. May è la seconda Prima Ministra donna dopo Margaret Tatcher nella storia del Regno Unito, e come lei fa parte del Partito Conservatore.

Omar il “Ceceno” era stato addestrato dagli Usa

di Michele Giorgio
Era stato addestrato e armato dalle forze Usa, proprio come i mujaheddin afghani negli anni Ottanta, Omar al Shishani (il Ceceno), ministro della guerra dello Stato islamico (Isis), rimasto ucciso nei giorni scorsi nella città di Shirqat (Mosul) in un raid aereo americano. Al Shishani si era unito allo Stato Islamico dopo essere stato allontanato da un’unità delle forze speciali dell’esercito georgiano, addestrata e finanziata dagli Usa ai tempi della guerra tra la Georgia e la Russia nel 2008. In ogni scenario di guerra in Medio Oriente e in Asia centrale emergono i risultati delle politiche statunitensi di finanziamento e addestramento di individui e gruppi, anche i più fanatici, da usare contro il nemico di turno. Per poi pagarne le conseguenze negli anni successivi.

Bin Italia, la battaglia per il reddito di base e il «Qe» per il popolo

di Roberto Ciccarelli 
Il «Basic Income Network», abbreviato in «Bin Italia», è un laboratorio di idee e iniziative politiche a sostegno del «reddito universale di base». Lo animano avvocati, giudici, ricercatori, attivisti, esperti di diversi orientamenti teorici e politici. Sono loro all’origine di una campagna che nel 2012 ha raccolto oltre 50 mila firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per istituire in Italia – unico paese dell’Ue insieme alla Grecia – il «reddito minimo garantito». Alla campagna aderirono più di 170 associazioni, movimenti e partiti (Sel e Rifondazione Comunista, tra gli altri) che portò alla presentazione in parlamento di una proposta di legge appoggiata da Sinistra Ecologia e Libertà.

Il mito della produttività: sviluppo tecnologico, razionalizzazione e disoccupazione

di Robert Kurz
Riguardo alla produttività. esiste una concezione ingenua, per quanto logica: quanto più essa aumenta - così pensa il raziocinio umano - tanto più vantaggio apporta alla vita in comune. Maggior produttività significa più beni attraverso meno lavoro. Non è meraviglioso? A quanto pare, però, nella nostra epoca l'aumento della produttività, oltre a creare una quantità esagerata di merci, ha avuto come risultato una marea di disoccupazione e di miseria. A partire dalla fine degli anni 1970, i sociologhi hanno cominciato a parlare di una disoccupazione tecnologica o "strutturale". Ciò significa che la disoccupazione cresce indipendentemente dai movimenti congiunturali dell'economia ed aumenta perfino durante i periodi di boom economico.

Il governo che sulla povertà fa finta di niente

di Francesco Cancellato 
Lo diciamo senza troppi giri di parole: i dati sulla povertà diffusi dall’Istat sono impressionanti. Nel 2015 - si legge nel rapporto - «le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta (si stima) siano pari a 1 milione e 582 mila e gli individui a 4 milioni e 598 mila». È il numero più alto dal 2005 a oggi. Se consideriamo che il 2015 è un anno di crescita del prodotto interno lordo - bassa, è lo 0.8%, ma è pur sempre crescita - significa che i poveri stanno aumentando anche se il Paese è più ricco. Come un tizio che non mangia, ma continua a ingrassare.

Cresce l’indignazione contro il camaleonte Barroso

di Anna Maria Merlo
Continua a suscitare indignazione l’ultima pelle del “camaleonte” – il soprannome di Manuel Barroso, presidente della Commissione Ue dal 2004 al 2014, maoista in gioventù poi primo ministro di destra in Portogallo (2002-2004), organizzatore del summit delle Azzore nel marzo 2003 dove Tony Blair e lo spagnolo Aznar hanno appoggiato la guerra di Bush in Iraq. Ieri, la Francia ha chiesto “solennemente” all’ex presidente della Commissione di “rinunciare” all’incarico di chairman (presidente onorario) ottenuto presso Goldman Sachs International, che ha sede a Londra, due settimane dopo il referendum sul Brexit.

Il manifesto torna padrone di sé stesso

di Benedetto Vecchi
È davvero finito uno stato di minorità. Una raccolta fondi tra i lettori e sostenitori del manifesto, l’autotassazione dei soci della nuova cooperativa, tre aste, due proposte di acquisto, una richiesta di finanziamento a Banca popolare etica. La storia dell’acquisto della testata potrebbe essere sintetizzata così. Ma dietro ogni tappa c’è la determinazione di un collettivo che ha scelto proprio questo obiettivo dopo la messa in liquidazione della storica cooperativa che per oltre quarant’anni aveva portato in edicola il manifesto.

I “padri destituenti”

di Loredana Biffo 
La storia costituzionale italiana è corredata da vari tentativi di ostruzionismo e caratterizzata da un “lato oscuro”, dove solo in un – tutto sommato breve – periodo la costituzione è stata vista come l’unica salvezza rispetto all’eversione e alla pervasività dei poteri criminali che hanno caratterizzato e continuano a caratterizzare la storia del paese. Il tentativo in atto oggi è quello di far venir meno quello che si dice il “consenso costituente”su quei principi che sono stati funzionali a scongiurare guerre civili poiché regolatori di una politica che deve essere orientata ad un modello di società il più equilibrato possibile.

L'Italia raccontata da Caporale

di Bianca Terracciano
Tre anni di peregrinazioni, appuntati su un taccuino, si sono trasformati in un libro. Un "bottino" di storie sussurrate, evanescenti, non abbastanza accattivanti per comparire sulla pagina di un giornale, Il fatto quotidiano, di cui Antonello Caporale, l'autore di Acqua da tutte le parti (Ponte alle grazie 2016), è caporedattore.  Come un Ulisse contemporaneo e motorizzato Caporale ha compiuto “il periplo dell'Italia avendo cura di dare le spalle al mare”, un movimento circolare di scoperta, mosso dal desiderio di ricercare un rimedio ai mali del Bel paese, rintracciandone le origini. Percorrendo le tracce delle buone e cattive pratiche che caratterizzano l'italianità, Caporale cerca di trovare anche una cura per la nostalgia di un'età dell'oro non troppo lontana, termine che condivide la sua etimologia con nostos, viaggio in greco, proprio come insegna l'Odissea.

Alta velocità vs Alta mortalità

di Marko Urukalo
Due giorni dopo la strage dei treni in Puglia le operazioni di ricerca dei corpi sono terminate, si contano i morti (23 riconosciuti ed in attesa di autopsia) e i feriti (una cinquantina, di cui 23 ancora ricoverati in ospedale), si piangono le vittime di una delle più grandi tragedie ferroviarie in Italia. Il cordoglio delle istituzioni serve a poco, bisogna individuare le responsabilità politiche di questo incidente, che non si può semplicemente liquidare come errore umano. Lo Sblocca Italia e l'ultima legge di Stabilità, prevedono 4 miliardi e 859 milioni di investimenti per le ferrovie con una ripartizione che però grida allo scandalo; 4.799 milioni da Firenze in su e solo 60 milioni a Sud della città toscana.

Nizza, Orlando, Istanbul, Baghdad: qual è la strategia dell’Isis?

di Martino Mazzonis
Portare il terrore ovunque. Se c’è una chiave di lettura per la strage di Nizza, questa va cercata nella strategia del Califfato, nella sua teoria della guerra come strumento per generare il caos, acuire l’odio anti-musulmano in Occidente – e convertire di conseguenza i figli delle seconde generazioni in combattenti – seminare paura tra i nemici. Per guidare un camion contro la folla non servono armi, non c’è polizia che possa seguire la traccia di esplosivi e organizzazione. Bastano un camion e una persona che le sappia guidare. Colpire il 14 luglio è un’ulteriore segnale di come l’Isis sia capace di colpire l’immaginario, utilizzare simboli occidentali.

La nuova faccia della povertà: colpite le famiglie giovani

Intervista a Massimo Baldini di Omar Caniello
Le famiglie in povertà assoluta in Italia nel sono un milione 582mila. Si tratta di oltre 4,5 milioni di persone: il 7,6% dei residenti in Italian. E’ quanto risulta dall’ultima indagine dell’Istat, che fotografa il dato più alto dal 2005. L’incidenza della povertà assoluta rimane sostanzialmente stabile se la si misura in termini di framiglie, mentre aumenta se si contano gli individui. Questo perché le famiglie più vulnerabili sono quelle giovani, con due figli o più, oppore tra le famiglie straniere numerose. Il dato nuovo si registra poi nell’aumento più marcato della povertà a Nord e nelle grandi città, dove si concentrano proprio questi soggetti più vulnerabili.

Le conseguenze della tortura

di Enrico Zucca
È uscito negli USA il libro di Eric Fair, dal titolo: “Consequence”. È la storia della consapevolezza di aver visto e praticato la tortura, in un contesto apparentemente legale perché fondato sull’autorizzazione governativa all’utilizzo di modalità ipocritamente definite “tecniche rinforzate d’interrogatorio”. L’autore è in Iraq fino al maggio 2004, reclutato da un’agenzia che ha in appalto gli interrogatori dei prigionieri ad Abu Ghraib e Falluja. Nel libro le sole memorie dell’interrogante: in primo piano non ci sono giudizi né valutazioni politiche, ma la nuda confessione del tormento che rimane come conseguenza nella coscienza del torturatore, non solo nelle vittime.

Il lavoro dei bambini siriani

di Tania Careddu
Esisteva già prima dell’inizio della guerra ma con l’esplodere del conflitto, lo sfruttamento lavorativo dei bambini siriani ha assunto dimensioni preoccupanti. Finiti i risparmi delle famiglie, ridotti i servizi per i rifugiati e tagliati gli aiuti delle Nazioni Unite a causa della mancanza di fondi, i bambini sono costretti a lavorare. Poi, la difficoltà di inserirsi nelle scuole dei paesi ospitanti, insieme alle restrizioni poste dalla legge degli stessi paesi al lavoro legale degli adulti, hanno fatto il resto.

La violenza inelaborata

di Paolo Mottana
È difficile parlare di violenza. È una “parola-valigia” davvero consunta e spigolosa, piena di trappole semantiche e in fin dei conti poco analizzata. Appare piuttosto comico dover partire al solito dalle definizioni però talora aiutano. Il dizionario dice due cose: 1) forza impetuosa e incontrollata; 2) azione volontaria, esercitata da un soggetto su un altro, in modo da determinarlo ad agire contro la sua volontà (qui poi ci sono una serie di sottocasi ma meno rilevanti). Non è male, come punto di partenza: abbiamo da una parte un impulso cieco e indeterminato (forza che si scatena senza che sia precisato come e su cosa) e dall’altra parte invece la descrizione, in generale, di un’ “azione volontaria” che obbliga altri o altro ad agire contro la sua volontà (è vero, si parla di soggetti ma proviamo solo a pensarlo come qualcosa diretto ad altro, per stare ancora un po’ lontani dalla necessaria e troppo ovviamente ribadita violenza intraumana).

Quel Nobel riposi in pace

di Il Simplicissimus 
La scena è Varsavia di sera qualche giorno fa, l’ambiente una cena ufficiale dei potenti della Nato, officiata dall’antisemita filoistraeliano Antoni Macierewicz, ministro della difesa polacco, il senso il riarmo e la guerra nelle sue varie forme, il protagonista un Nobel per la pace, il nero che più bianco non si può Obama: non appena Tsipras nelle sue vesti di prigioniero di Zenda dell’Alleanza e dell’Europa, ha osato suggerire di allentare l’ostilità verso la Russia e cooperare con essa, il presidente nobelato si è infuriato e gli ha risposto minaccioso “questo è qualcosa che dovresti dire al tuo amico Putin”.