La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

venerdì 29 luglio 2016

Ceta, Tisa e Ttip: l’idra dalle sette teste

di Alex Zanotelli
Il profeta dell’Apocalisse descrive la Roma Imperiale come la BESTIA dalle sette teste che rappresentano i sette imperatori. Anche il nostro Sistema economico-finanziario è una Bestia dalle sette teste che sono i sette importanti trattati internazionali (NAFTA, TPP,TTIP, CETA, TISA, CAFTA, ALCA), siglati per creare un mercato globale sempre più liberista sotto la spinta delle multinazionali e della finanza che vogliono entrare nei processi decisionali delle nazioni. I trattati che ci interessano più direttamente ora sono il CETA (Accordo Commerciale tra Canada e Europa), il TTIP (Partenariato Transatlantico per il commercio e per gli investimenti) e il TISA (Accordo sul commercio dei servizi).

I demoni della finanza. La violenza come gestione dell’ordine neoliberale

di Roberta Pompili
L’immagine del ragazzo di Monaco che spara nel centro commerciale, prendendo di mira altri adolescenti perlopiù quasi tutti immigrati, è eloquente. Nello scambio di parole registrato da un vicino e visibile on line, egli dice: “sono tedesco”, e aggiunge di essere stato vittima di bullismo da parte dei suoi coetanei per anni. La scia di sangue inquadrata dalla televisione sul pavimento del centro commerciale ci lascia sgomenti mentre siamo ancora pieni delle emozioni scatenate dalla strage compiuta dal camionista che ha travolto i passanti sulla Promenade di Nizza, e ci arrivano le notizie del ragazzo afgano che ha aggredito a colpi di machete una famiglia in un treno tedesco. E poi tante altre, ormai giorno dopo giorno…

E’ anche una guerra di religione

di Giuliana Sgrena 
Sostenere che quella in corso non è anche una guerra di religione sarebbe come negare la storia, dalle Crociate in poi, e abiurare i testi sacri delle religioni monoteiste. Certo il papa fa il suo mestiere e usa la religione per predicare la pace. Del resto non c’è dubbio che dietro la religione si nascondano altri interessi: economici, geopolitici, di potere. Ma si può dire che la religione è estranea alle lotte di potere? Non lo è e non lo è mai stata, è sempre esistito nella storia un intreccio perverso tra lotta politica e religione. Lo scontro in Medio Oriente tra la corrente sunnita (guidata dai wahabiti sauditi) e quella sciita (con a capo l’Iran) dell’islam non riguarda solo la religione.

Walter Tocci: perché voto NO al referendum. Lettera aperta al PD

di Walter Tocci
Care democratiche e cari democratici, avverto il dovere di chiarire le ragioni che mi portano a confermare nel referendum il voto contrario già espresso in Senato sulla revisione costituzionale. Ecco alcuni punti che mi stanno a cuore.
La soluzione senza il problema
C’è pieno accordo tra noi sull’esigenza di riforma del bicameralismo, ma forse proprio per il largo consenso sulla soluzione si è smarrito il problema.

L’industrializzazione della felicità

di Lelio Demichelis
Impoverimento generalizzato; una stagnazione che promette di essere secolare; terrorismo; stress e sfruttamento crescente del lavoro e degli uomini; l’Europa che auto-implode: sembra che l’infelicità (e la paura, la rassegnazione, il populismo e il neoliberismo) sia sempre più diffusa. Eppure, o proprio per questo, l’industria della felicità lavora a pieno regime e a produttività crescente. Una falsa felicità, ovviamente; ma seducente, coinvolgente; che vorrebbe essere emotivamente compensativa dell’infelicità. Non da oggi, certo, ma sicuramente oggi lo fa in modo ancora più scientifico e soprattutto biopolitico, da quando l’economia ha stretto un matrimoniod’interesse, poi diventato d’amore, con la psicologia.

E ora chi combatterà per i voti dei lavoratori?

di Guido Moltedo 
Il problema, per gli strateghi clintoniani, è adesso come sfilare a Trump almeno una quota della classe lavoratrice bianca della rust belt e come contendergli una bella fetta di indipendenti. Compito non facile, non tanto per i caratteri di una candidatura, quella di Hillary, che fa fatica ad affermarsi e a farsi strada, tratti legati alla sua personalità, alla sua storia, alle sue scelte, alle sue responsabilità, non importa se vere o presunte, e probabilmente anche a forme aperte o coperte di misoginia. C’è dell’altro, forse più importante. C’è un problema di fondo per il Partito democratico, che rende difficile la sfida con un personaggio come Trump.

Tra bail-­in, Atlante e sofferenze, che succede alle banche italiane?

di Andrea Baranes
Venerdi 29 luglio alle 22.00 – a mercati chiusi – l’autorità bancaria europea (European Banking Authority o EBA) pubblicherà i risultati degli stress test. Semplificando, si tratta di simulazioni del comportamento e della solidità delle banche a fronte di un peggioramento dell’economia, ovvero in situazione di stress. Quelle italiane sottoposte al test sono cinque: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare, UBI e Monte dei Paschi. Secondo le indiscrezioni, per le prime quattro non dovrebbero esserci sorprese, ma su MPS le cose potrebbero non essere così tranquille.

Berlinguer formato Repubblica e la caduta della diversità

di Franco Astengo
Le pagine centrali di Repubblica sono state dedicate al ricordo della famosa intervista rilasciata trentacinque anni fa dal segretario generale del PCI, Enrico Berlinguer, al direttore Scalfari attraverso la quale fu lanciato il grido d’allarme sulla “questione morale” e sull’invadenza dei partiti all’interno di ogni articolazione dello Stato. Scalfari, oggi, dopo aver lavorato a lungo per “normalizzare” la diversità del PCI (ben affermata, invece, proprio da Berlinguer nella fase politica contrassegnata dalla proposta di “alternativa democratica”), la riscopre oggi pronunciando una frase per certi versi sorprendente: “non esiste più la diversità della sinistra, nessuno ha seguito la cura”.

Sulle iniziative a favore della libertà di ricerca e delle libertà politiche

di General Intellect
Serpeggia on line un certo malcontento per le iniziative universitarie a sostegno della libertà di ricerca. Si reclama, cioè, l’impossibilità di un “eccezionalismo universitario” rispetto alla repressione. Sacrosanto. E, difatti, molte delle iniziative sin qui condotte sono state concordate col Movimento No-Tav (qui una delle principali). La stessa intelligenza collettiva che per oltre un mese ha quotidianamente prodotto critiche all’operato della magistratura, oppure divulgato analisi sullo stato delle libertà politiche in Italia, sta adesso tentando di allargare il “fronte” e includere l’Università tra i territori all’interno dei quali condurre una nuova/vecchia lotta politica e culturale.

La sinistra del Labour reclami il partito. Intervista a Richard Seymour

Intervista a Richard Seymour di Leonardo Clausi
Richard Seymour è un saggista politico, attivista e blogger nordirlandese trapiantato a Londra. Ha scritto, tra gli altri, due libri sul fenomeno Corbyn, entrambi pubblicati da Verso: Corbyn: The Strange Rebirth of Radical Politics eCorbyn: Against All Odds, quest’ultimo uscito immediatamente dopo il fallito tentativo da parte dei parlamentari laburisti di destituire il leader. Il suo blog si chiama Lenin’s Tomb.
Come vede questa staffetta nel Labour tra Angela Eagle e Owen Smith in funzione anti-Corbyn?

Chi attacca la Tobin Tax va contro i diritti

Intervista a Leonardo Becchetti di Luca Martinelli
Al Comune di Milano c’è chi vede in “Brexit” un’opportunità, e il sindaco Giuseppe Sala è stato a Londra, a inizio luglio, per candidare la città ad ospitare l’Autorità bancaria europea (EBA), una delle istituzioni che potrebbero lasciare il Paese dopo che i suoi cittadini con un referendum il 23 giugno hanno scelto di abbandonare l’Unione europea. Alcuni osservatori ritengono che per “dare un’opportunità a Milano” -e diventare competitivi con la City di Londra- il nostro Paese dovrebbe però intervenire sul regime fiscale, cominciando dall’abolizione dell’“inutile e dannosa Tobin Tax”, ovvero della tassa sulla transazioni finanziarie: il più autorevole è senz’altro Ferruccio De Bortoli, già direttore del Sole 24 Ore e del Corriere della Sera, che ha rinnovato quest’invito dalle colonne del quotidiano di via Solferino domenica 24 luglio. 

Il vecchio e il nuovo della povertà assoluta in Italia

di Elisabetta Segre
Il 14 luglio,a 20 anni dalla pubblicazione dei primi dati sulla povertà assoluta in Italia da parte della Commissione di indagine sulla povertà e sull’emarginazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri e a 18 anni dalla prima stima ufficiale realizzata dall’Istat, è stata pubblicata, sempre dall’Istat, la statistica report con le stime della povertà assoluta e relativa nel nostro Paese, realizzate a partire dall’indagine sulle spese per consumi delle famiglie. La stima della povertà assoluta è ottenuta attraverso la valutazione di una soglia che esprime il valore monetario di un paniere di beni e servizi “considerati essenziali per evitare gravi forme di esclusione sociale”.

Perché è una guerra «dentro» una religione

di Alberto Negri
È guerra, ma non di religione dice il Papa. E ha ragione: questa è una guerra “dentro” una religione. È cominciata all’interno l’Islam e la maggior parte delle sue vittime sono musulmani: per questo appare così frammentaria e contradditoria, anche quando il bersaglio sono le società occidentali. In realtà i contorni sono più nitidi di quanto non si voglia far credere: la religione è usata strumentalmente per un conflitto di potenza. Si comincia nel 1979 quando l’Unione Sovietica invade l’Afghanistan: fu allora che i mujaheddin vennero appoggiati per abbattere l’Impero Rosso. Erano “i nostri eroi”, dopo l’11 settembre, con i talebani e Al Qaeda, diventarono i” barbari”.

L’ambiguità del terrore

Intervista a Umberto Curi di Ernesto Milanesi
Paura, panico, terrore: è l’effetto domino del Califfato. Così si radicalizzano sicurezza, ordine, emergenza. Un’altra «guerra di civiltà», come nel 2001: oltre la trincea della religione teocon opposta all’islam, ma nel cuore smarrito d’Europa per azzerare ogni melting pot. «Siamo già al paradosso più eclatante. A novembre a Parigi la polizia ha caricato i dimostranti per garantire la loro sicurezza. Sono state vietate tutte le manifestazioni nella patria delle libertà rivoluzionarie e s’impongono misure eccezionali», chiosa Umberto Curi, professore emerito di Storia della filosofia all’Università di Padova, che ha pubblicato di recente il saggio I figli di Ares.

Il fallimento della libera immigrazione

di Robert Skidelsky
L’orrendo attacco perpetrato da un uomo franco-tunisino contro la folla a Nizza, durante i festeggiamenti del giorno della presa della Bastiglia, attacco che ha causato 84 morti e ferito altre centinaia di persone, darà un’enorme spinta a Marine Le Pen, leader del Front National, nelle elezioni presidenziali della prossima primavera. Non importa se l’assassino, Mohamed Lahouaiej Bouhlel, abbia effettivamente un legame con l’estremismo islamico. In tutto il mondo occidentale c’è una pericolosa miscela di insicurezza fisica, economica e culturale che ha portato a un sentimento e una politica anti-immigrazione proprio nel momento in cui la disintegrazione degli stati post-coloniali nell’area islamica sta generando un problema di afflusso di profughi che non si vedeva dalla Seconda Guerra Mondiale.

All’import-export del «modello» israeliano

di Francesco Martone
Sicurezza, parola diventata mantra compulsivo in ogni teoria e attuazione pratica per politica, relazioni internazionali, diritto, economia. Una parola che è come un elastico, la tiri a seconda del bisogno, e quando lo molli, i danni collaterali sono drammatici. Per questo ogni volta che si tratta di sicurezza, in un contesto di guerra asimmetrica che entra fin dentro casa nostra, lo si deve fare con grande cautela, definendone la subordinazione ai diritti umani ed al diritto internazionale. Fa quindi pensare che tra le carte e le agende di lavoro della Commissione Esteri del Senato compare un disegno di legge che dovrebbe richiamare la preoccupazione dei parlamentari e dell’opinione pubblica.

Il premierato

di Potere Ricostituente
A chi giova lo sbilanciamento verso una sola Camera dominata da una minoranza relativa uscita dal confronto fra tre schieramenti equipollenti, ridotti poi ai primi due di essi, in pratica dal 51% di un elettorato sceso a sotto il 50%, come si deduce dagli ultimi ballottaggi comunali? Evidentemente al leader della lista o coalizione vincente, che ha scelto gran parte dei candidati deputati ed è in grado di nominare, a maggioranza quasi semplice senza troppe trattative, il Presidente della Repubblica che formalmente continuerebbe a designarlo. Gli articoli 88 e 94 che riservano alla sola Camera la fiducia e sfiducia ed escludono il Presidente dal Senato dalla consultazione per lo scioglimento anticipato favoriscono il capo della lista che ha ottenuto il premio del 54% nel ballottaggio per la Camera.

La politica, noi e la guerra civile diffusa

di Alessandro Gilioli 
In economia una azione "anticiclica" è quella che va in direzione opposta rispetto ai principali indicatori del ciclo. Quello che c'è da chiedersi, nell'epoca del Grande Disordine globale, è quali sono le azioni anticicliche in termini di decisioni politiche (e ovviamente di visioni culturali che ci sono dietro). Altrimenti è tutto un Trump, Le Pen, Salvini e compagnia ruttante. Il ciclo che - più o meno - si è aperto sei o sette lustri fa viene talvolta chiamato "neoliberismo".

Sanderisti, rivolta nel nome di Nina Turner

di Marina Catucci
La dissidenza interna al partito democratico non si placa. Nel terzo giorno di convention continuano le polemiche e le battaglie che i «sanderisti» delusi vogliono portare avanti, e che stanno portando avanti. Non è una massa omogenea, come sempre accade in situazioni dialettiche, qui a Filadelfia la si può suddividere tra dentro e fuori il perimetro di Welles Fargo, dove si tiene la convention: fuori i militanti e il partito dei verdi che li corteggia, dentro i delegati non allineati. Subito all’esterno della convention, in una striscia di parco che si trova tra il cancello che delimita la zona di Welles Fargo e la strada che fa parte della circonvallazione, Occupy Wall Street ha impiantato il collaudato accampamento, fondando OccupyDnc.

Ridurre l’ineguaglianza. Un criterio per selezionare indicatori per l’Italia nell’Agenda ONU 2030

di Fabrizio Barca e Flavia Terribile 
Con l’adozione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile a essa collegati, la riduzione delle disuguaglianze all’interno e fra Paesi viene riconosciuta come requisito essenziale dello sviluppo. Negli ultimi 30 anni il divario tra ricchi e poveri ha raggiunto il suo livello più alto in un gran numero di Paesi OCSE. Il 10 per cento della popolazione più agiata dell’area OCSE ha un reddito di oltre 9,5 volte superiore a quello del 10 per cento più povero; nel 1980 tale rapporto era 7 volte superiore. A livello mondiale le disparità di reddito sono considerevolmente più ampie di quelle rilevate nelle economie avanzate, con differenze regionali significative sia nei livelli sia nella dinamica.

Il mondo salvato dagli idioti

di Teresa Numerico
Nel romanzo distopico Il cerchio (Mondadori) di Dave Eggers, la piattaforma digitale, che dà il nome al libro, si propone di eliminare ogni segreto, ogni oscurità dalle relazioni sociali. L’obiettivo non è solo l’accesso aperto all’interiorità umana – con l’eccezione dei pazienti in coma – ma soprattutto l’autocorrezione degli individui che, agendo sempre in pubblico, eliminerebbero dal loro comportamento, e perfino dai loro pensieri, ogni possibile atto criminale o solo asociale. La privacy è un furto si legge sulle mura dell’azienda monopolista della trasparenza totale.

Quelle stragi di Curdi su cui cala il silenzio

di Contro la Crisi
Giorni fa due forti esplosioni hanno devastato Xerbî, quartiere di Qamişlo nel nord est della Siria. Due bombe – la prima su un camion e la seconda, pare su un auto - sono esplose vicino alla sede delle forze di sicurezza interna kurda Asayish sventrando decine di palazzi e causando almeno 70 morti e più di 150 feriti. La deflagrazione è stata così forte che feriti e danni ad abitazioni sono stati riportati anche a Nusaybin, città confinante nello stato turco. L’Isis ha subito rivendicato l’attentato con un comunicato postato su Telegram da Amaq, agenzia stampa ufficiale del califfato. 

Come Goldman Sachs aiuta l'Africa a casa sua

di Riccardo Barlaam
Un banchiere d’affari di Goldman Sachs sotto processo a Londra per 1,2 miliardi di dollari pagati dal fondo sovrano libico, che ora li chiede indietro. E per i suoi metodi, per così dire, poco ortodossi. Con spese gonfiate, viaggi e suite miliardarie per giustificare i compensi della sua consulenza. Con i giustificativi, rimborsati dalla banca d’affari, anche per due prostitute a notte: 600 dollari in nota spese. Un fatto di cronaca giudiziaria che la dice lunga sui metodi adottati dai colletti bianchi del mondo occidentali per fare affari in Africa. Nel peggiore stile neocoloniale.

Psicopolitica: la retorica della libertà

di Benedetto Vecchi
Byung-Chul Han è un filosofo atipico. Di origine coreana, si è formato sulla filosofia tedesca del Novecento, anche se è conosciuto nel nostro paese per le tesi che mette in campo rispetto il potere performativo delle tecnologie digitali nelle società contemporanee. Il suo nuovo libro – Psicopolitica – pubblicato come gli altri da Nottetempo, con la traduzione di Federica Buongiorno, costituisce l’ultima tappa di un percorso che ha infatti affrontato i temi caldi della rete (la trasparenza, l’accelerazione del tempo, la stanchezza come condizione generalizzate, lo sciame come modello interpretativo dell’azione sociale).

Provocare la Russia

di Serge Halimi
I capi degli stati membri europei che fano parte della NATO stanno programmando di seguire l’esempio di José Manuel Barroso che è diventato un lobbista per la Goldman Sachs dopo il suo mandato come Presidente della Commissione Europea? Hanno usato il vertice della NATO per prepararsi a un cambio di carriera come consulenti della General Dynamics o di qualche altro produttore di armi statunitense? Naturalmente, l’idea è assurda, ma certo meno dell’annuncio da loro fatto al vertice di Varsavia in luglio, che la NATO schiererà una nuova unità mobile di 4.000 truppe in Polonia o in uno degli stati del Baltico – a portata di artiglieria dalla base principale della flotta russa nel Baltico e da San Pietroburgo.

Erdogan e la controrivoluzione

di Santiago Alba Rico
Ciò che in molti temevamo si è avverato nel modo più sinistro la notte del 15 luglio. Se terribile sarebbe stata la vittoria del colpo di Stato in Tuchia, non meno terribile si annuncia il suo fallimento. In una sola settimana il presidente Erdogan ha arrestato o rimosso più di 40.000 funzionari dello Stato: ufficiali dell’esercito, poliziotti, giudici, docenti, giornalisti. Ha dichiarato lo stato d’emergenza per tre mesi – prorogabili all’infinito- e ha sospeso la Convenzione Europea sui Diritti Umani, il che, secondo quanto il governo ha già fatto trapelare, potrebbe preludere al ristabilimento della pena di morte; in ogni caso, ciò serve a normalizzare la repressione contro ogni forma di opposizione e, in particolare, contro gulenisti e curdi, diventati ancora una volta”il nemico interno” , dopo la ripresa delle ostilità militari di un anno fa.

Questione di modelli

di Christian Marazzi
Negli ultimi venticinque anni in Svizzera i settori che hanno creato nuovi impieghi sono quelli della cultura e tempo libero (+ 15’000), la socialità (+9’300), la sanità (+ 8’300), la formazione (+ 67’000) e il settore pubblico (+36’000). Tutti gli altri settori hanno soppresso qualcosa come 40’000 posti di lavoro. Nel medesimo periodo la Svizzera ha mantenuto un surplus commerciale (esportazioni meno importazioni) notevole, pari al 10% del Prodotto Interno Lordo. Su questa base, il dibattito economico e politico sul futuro dell’economia svizzera si polarizza attorno a due posizioni.

La ‘strana guerra’ tra nazionalisti polacchi e nazisti ucraini

di Fabrizio Poggi
Le pretese polacche alla “restitucija” nei confronti dell’Ucraina cominciano a manifestarsi anche in senso di marcia opposto. Secondo Svobodnaja Pressa, il rappresentante del partito nazionalista ucraino “Svoboda” (fino al 2004 si chiamava Partito ucraino social-nazionale: un nome un programma!), Aleksej Kurennoj ha annunciato l’avvio delle pratiche per la presentazione alla Rada di un documento che prevede il ritorno a Kiev di territori un tempo appartenuti al principato di Galizia e oggi polacchi. Kurennoj parla di “legittime pretese” sui “territori etnicamente ucraini” della cosiddetta “Zakerzonie” (più o meno: “Oltre la Linea Curzon”) l’area a ovest della linea originariamente proposta da lord Curzon nel 1920, respinta allora dalla giovane Repubblica sovietica nella prospettiva di una rivoluzione in occidente che non arrivò e parzialmente riproposta da Stalin nel 1943 alla conferenza di Teheran.

Black lives matter a Parigi

di Maria Ilaria de Bonis
In Francia la rabbia delle periferie “nere e musulmane” monta. Dopo la morte del ventiquattrenne Adama Traorè – ucciso in un commissariato di polizia a Beaumont- sur-Oise, nella Val d’Oise il 19 luglio – i giovani insorgono. Protestano. E fanno appello ad un Black lives matter alla francese che ricalca il movimento antirazzista statunitense. Al grido di «Justice pour Adama», tra le 1.500 e le 5mila persone hanno preso parte a una marcia bianca, il 22 luglio, per denunciare la morte del ragazzo. Considerata frutto di razzismo bianco. Sabato 23 sono scesi in piazza sia a Beaumont-sur-Oise che a Parigi. Protestano contro «il razzismo anti-noir».

Catalogna, primo passo verso la separazione

di Luca Tancredi Barone 
Il parlamento catalano ha rubato la scena a quello di Madrid nel bel mezzo delle consultazioni reali per l’investitura del futuro capo del governo. Dopo una tesissima sessione, la maggioranza indipendentista a Barcellona ha imposto al resto della camera la discussione delle conclusioni della contestata «commissione di studio del processo costituente». Tra queste, la possibilità di attivare «un meccanismo unilaterale di esercizio democratico», per convocare una «Assemblea costituente«, così come la decisione di continuare la discussione delle leggi di «scollegamento» per portare a termine «il processo costituente» di un nuovo stato indipendente catalano.

Premiata fabbrica della paura

di Anna Lombroso 
Ci sono due modi di guardare la televisione. Uno è quello che usiamo quando le immagini che scorrono riguardano i nostri “simili”, gente come noi, che magari festeggia una ricorrenza, che va a un concerto, che fa la spesa al supermercato. E ce n’è uno meno partecipe, più assuefatto se a passare sono sullo schermo sono le carneficine degli “altri”, troppe, con troppi morti, con troppo sangue come fosse un film di Tarantino prima dell’arrivo di Wolf, con troppo silenzio, perché pudicamente ci risparmiano le grida, i lamenti, i pianti che potrebbero urtare la nostra delicata sensibilità.

Quella strana alleanza per fare di Milano un paradiso fiscale

di Lorenzo Maria Alvaro
«Milano aspira giustamente a essere, dopo Brexit, una piazza finanziaria alternativa a Londra» ma per farlo «c’è un segnale che il governo potrebbe dare subito? Sì c’è, e sarebbe molto apprezzato dagli operatori e dai mercati. L’abolizione, o quantomeno la sospensione, dell’inutile e dannosa tassa sulle transazioni finanziarie, meglio conosciuta come Tobin tax». Questo il cuore di un articolo (Corriere della Sera del 23 luglio 2016) a firma dell’ex direttore Ferruccio De Bortoli. Un progetto, quella della Milano tax-free su modello della City londinese che, scrive De Bortoli vede «Renzi seriamente impegnato e il sindaco Sala spendersi con generosità».

Povertà nei bambini: uno svantaggio che si ritrasmette attraverso le generazioni

di Christian Morabito
La povertà che colpisce i bambini nei primi anni di vita è insidiosa, perché determina uno svantaggio in un momento di particolare vulnerabilità della loro esistenza, che difficilmente potrà essere colmato in seguito. Uno svantaggio influenzato dalla situazione socio-economica familiare e da altri fattori quali ad esempio possono essere il luogo geografico in cui si cresce o la disabilità. Uno svantaggio di partenza che può avere effetti di lungo periodo, e che finisce per trasmettersi di generazione in generazione, innescando un vero e proprio circolo vizioso delle povertà.

La Germania schiera l’esercito, ma la porta resta «aperta»

di Sebastiano Canetta
Nessuna chiusura della “porta aperta” ai rifugiati, come chiedevano i bavaresi della Csu. Zero leggi speciali, come pretendeva la destra di Afd. E niente conferma sulla sua ricandidatura nel 2017, attesa da una parte della Cdu e dall’intera Spd. Unica concessione all’emergenza-attentati della cancelliera Angela Merkel, il nuovo pacchetto-sicurezza con l’integrazione dell’esercito nella lotta al terrorismo. Perfino dopo l’ondata di attacchi che ha colpito la Germania “Mutti” resta immobile e tiene il punto. Proprio come il consenso alla sua politica, che resta esattamente quello di prima degli attentati.

Quattro domande a Fausto Bertinotti

di Dario Danti
"La sinistra politica nei fatti si è esaurita, in una maniera probabilmente inappellabile, che consegna all'inattualità i reiterati tentativi di 'ricostruirla'". Se rimuoviamo questo dato, non ha senso aprire un dibattito. Bene ha scritto Federico Tomasello nel suo blog rivolgendosi direttamente a Fausto Bertinotti. Registro soltanto che se siamo ancora qui a interrogarci sulla vicenda di quella Rifondazione e sulle scelte fatte (o non fatte), probabilmente ciò che è avvenuto in questi dieci anni nella cosiddetta sinistra-sinistra è stato davvero poco significativo.

Lotta di potere in Turchia

di Evrim Gormus e Nicola Melloni
Il tentato colpo di Stato turco ha allarmato le cancellerie occidentali – e anche l’opinione pubblica internazionale. Avvenuto all’indomani dellastrage di Nizza e in un Paese attraversato da tensioni religiose ed etniche, con un governo quantomeno ambiguo nella lotta contro l’Isis, la preoccupazione maggiore è chiaramente legata ad una possibile radicalizzazione dell’islamismo ad Ankara. In realtà la situazione è assai più confusa. Tanto l’abortito golpe militare quanto quello che a tutti appare come il contro-golpe di Erdogan hanno poco a che vedere con categorie come islamismo e laicità dello Stato.

Si sono mangiati la Fiat

di Il Simplicissimus
La Fiat è definitivamente olandese. Con il trasferimento anche della holding del gruppo, la Exor, nei Paesi Bassi, dove grazie alle regole assurde, contraddittorie, persino banditesche della Ue, supinamente sottoscritte dai nostri governi, si pagano meno tasse, si conclude definitivamente la storia del gruppo in Italia. Vanno in fumo le colossali cifre di denaro pubblico grazie alle quali gli Agnelli si sono immensamente arricchiti, hanno potuto costruire modelli spesso non in linea con la concorrenza, ad alto profitto aggiunto si potrebbe dire , hanno ottenuto dai governi che nessun altra azienda automobilistica si impiantasse nel nostro Paese dopo aver fagocitato le altre marche nazionali.

Se il Pd detta le notizie al Tg3

di Giandomenico Crapis
Fa un po’ tristezza, e pena, assistere alle esternazioni di Alessia Rotta, ultimissima responsabile del settore comunicazione del Pd, un partito che aveva pure nel suo dna, prima che glielo modificassero, una storia gloriosa di attenzione al comparto dei media targata Veltroni, Zavoli, Giulietti, Gentiloni, Vita… Parliamo di un ceto politico ed intellettuale che mai si sarebbe permesso di criticare un telegiornale pubblico per l’omissione della notizia di un taglio di nastro del premier in carica, si chiamasse Prodi, D’Alema, o Amato.

La nazionale della libertà

di Liucs
Ci sono storie che hanno il dovere di essere narrate e una di queste è quella che Edoardo Molinelli ha messo per iscritto regalandoci le gesta di una nazionale, di una squadra antifascista: Euzkadi. La nazionale della libertà (Red Star Press, 2016). Una selezione pensata e nata in uno dei periodi storici più bui del secolo scorso ma rimanendo, nonostante tutto, uno dei più importanti che ha visto il nascere e crescere delle lotte contro il dilagare dei fascismi.

Un'Europa dei popoli per respingere il ricatto turco

di Rossella Muroni
Nulla sembra fermare la deriva autoritaria di Erdogan, che di giorno in giorno si rafforza dell'imbarazzato e imbarazzante silenzio dell'Unione Europea e dei suoi principali paesi. Qui non è in discussione essere pro o contro il colpo di Stato e men che meno farsi prendere dalle dietrologie per cui Erdogan stesso avrebbe organizzato il tutto. Piuttosto bisogna guardare ai fatti. E i fatti sono che a poche ore dal colpo di Stato fallito il governo turco era in grado diarrestare 15.000 persone, di epurare scuole, università, tribunali, oltre ovviamente all'esercito. È evidente che quelle liste di proscrizione era pronte da tempo. E non possiamo stupircene.

Osservazioni sul terrorismo

di Rino Genovese
Non è sempre facile individuare gli obiettivi di un terrorismo o di un episodio terroristico. Per rifarci a un esempio classico, gli attentati mirati degli anarchici, nella seconda metà dell’Ottocento e agli inizi del secolo scorso, avevano una logica politica, dovevano abbreviare i tempi della rivoluzione sociale, o erano solamente gesti di giustizia sommaria, punitivi nei confronti dei potenti e dei loro crimini? E la “strategia della tensione”, che insanguinò indiscriminatamente il nostro paese dalla strage di piazza Fontana a Milano fino a quella della stazione di Bologna, doveva segnare la ripresa del fascismo, o spingere comunque verso un golpe di destra, o non si trattava piuttosto di una “stabilizzazione al centro”, che contribuì alla lunga preminenza della Dc nella vita politica italiana?

Il caso Bódalo è un attacco politico. Intervista a Nestor Salvador

Intervista a Nestor Salvador di Davide Angelilli 
Dirigente del Sindacato andaluso dei lavoratori (Sat) e candidato di Podemos alle ultime elezioni generali, Nestor Salvador è reduce da uno sciopero della fame durato quasi trenta giorni. Un’azione intrapresa con altri militanti e dirigenti del Sat per protestare contro l’arresto di Andrés Bódalo, membro dell’organizzazione e consigliere del comune andaluso di Jaen. Bodalo è accusato per una presunta aggressione a un rappresentante del Partito socialista durante un’occupazione per denunciare il dilagare della disoccupazione nel 2012.

Canapa, i miti italiani e i fatti del Colorado

di Luca Marola
Il dibattito sulla regolamentazione della cannabis sta entrando nel vivo anche in Italia e già gli ultimi paladini di quel proibizionismo che in quarant’anni di cieca applicazione ha portato ai disastri che stiamo vivendo, lanciano le proprie invettive. Come al solito senza alcun dato ed evidenza scientifica a supporto. In questo contesto è molto utile leggere il primo report ufficiale prodotto a marzo dal Dipartimento di Salute Pubblica dello Stato del Colorado, il primo degli Stati Uniti a sperimentare la regolamentazione legale della cannabis.

Canone e pubblicità, un mostro a due teste

di Carlo Freccero 
Ma l’amministratore delegato della Rai deve rispondere come portavoce di una società che deve produrre profitto, o piuttosto come garante di un servizio pubblico che, almeno sulla carta, dovrebbe rappresentare il complemento della pubblica istruzione? La natura ibrida della Rai, sospesa tra una funzione educativa finanziata dal canone e una funzione produttiva/espansiva, finanziata dalla pubblicità, è una matrice di continui equivoci e compromessi. Il motivo è semplice.

Irlanda senza confine, l’isola vuole l’unità

di Enrico Terrinoni
Qualcosa si muove in Irlanda – e anche abbastanza in fretta dopo il referendum sulla Brexit – riguardo alle prospettive di abolire quella partition che da quasi cento anni oramai divide l’isola in due. Il primo ministro delle 26 contee del Sud, o Repubblica d’Irlanda che dir si voglia, il taoiseach Enda Kenny, leader di Fine Gael, il partito erede di chi nel 1921 prese la decisione di accettare che l’isola venisse «temporaneamente» divisa, ha per la prima volta lasciato intravedere la possibilità di una riunificazione tra le due Irlande. È avvenuto una settimana fa, ma per i media è passato quasi sotto silenzio, alla McGill Summer School tenutasi nella Contea di Donegal.

Gli "esperti" della Camera e il Venezuela: prove tecniche di ingerenza golpista

di L'Antidiplomatico
Il 28 luglio 2016, Hugo Chavez Frias, l'ex presidente del Venezuela e l'uomo che più di tutti ha permesso all' America Latina di spezzare le catene e non essere più il “giardino di casa” degli Stati Uniti, avrebbe compiuto 62 anni. Lo statista che ha liberato il Venezuela, creato l'Alba, Unasur, Celac e mostrato al mondo un sistema di pace e cooperazione tra popoli possibile manca terribilmente al sistema internazionale attuale. Ma il ricordo è vivo, oggi più che mai. Non nella Camera dei Deputati italiani che proprio ieri pubblicava un documento dal titolo "Il quadro politico in Venezuela" compilato dal servizio studi della Commissione esteri (nota n.83).

Referendum. Basta poco per scrivere castronerie

del comitato del No al referendum costituzionale
Basta poco per scrivere castronerie. Per esempio, basta leggere un articolo, basta non capirci nulla e basta citarlo a sproposito per fare un clamoroso autogol. È il caso di un recente post (13 luglio) apparso sul sito ufficiale del Comitato del Sì – il cui slogan è «Basta un Sì» – in cui si cita un intervento di Anna Falcone, vice presidente del Comitato per il No, per difendere la bontà della riforma costituzionale in materia di pari opportunità tra uomo e donna.nPeccato che nel citato articolo, Anna Falcone dicesse esattamente il contrario.

Sentenza Uva, «rapire un ubriaco non è reato»

di Mario Di Vito
«Una sentenza sconcertante». Così il senatore del Pd Luigi Manconi definisce le 162 pagine con cui il tribunale di Varese ha motivato la sentenza di assoluzione per i dei due carabinieri e sei poliziotti finiti sotto processo per la morte di Giuseppe Uva.nA questo proposito, Manconi ha presentato nella mattinata di ieri un’interrogazione ai ministeri della Giustizia, degli Interni e della Difesa: «Da quanto si legge nelle motivazioni – sostiene il senatore – i carabinieri hanno commesso un sequestro di persona, ma il loro comportamento è scusabile, perché sarebbero incappati in un grave errore di valutazione».

Casa. Una legge da abolire

di Contropiano 
La legge 431/98 ha contribuito a determinare emergenza abitativa. Oltre 350.000 sfratti negli ultimi 5 anni, di cui il 90% per morosità; 3 milioni di famiglie in difficoltà per il costo della casa (canone di locazione e servizi); 516.00 in difficoltà nel pagamento mutui: questi i dati certificati dall’ISTAT che l’AS.I.A./USB ha evidenziato nell’incontro che si è svolto al Ministero delle Infrastrutture, presente il vice ministro Nencini. Un incontro che non veniva convocato da circa 14 anni, avente per oggetto la revisione della convenzione nazionale prevista dalla legge 431/98.

Quando Sarajevo cantava per la pace

di Francesca Rolandi
Venticinque anni fa a quest’ora, mentre a parlare erano le armi nella vicina Croazia, a Sarajevo, dove la guerra non era ancora arrivata, si lucidavano gli strumenti per quello che sarebbe stato il più grande concerto della scena rock jugoslava. Il programma televisivo federale Yutel, una creatura della nuova leadership federale jugoslavista di Ante Marković destinata ad appassire presto, organizzava a Sarajevo per il 28 luglio un grande concerto della pace, riunendo i più grandi interpreti da tutte le repubbliche del paese, oltre a una serie di personaggi pubblici e non.