La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

venerdì 2 settembre 2016

Pubblicità regresso

di Ida Dominijanni
In un’Italia sommersa dalle immagini di valanghe di rovine e di cadaveri, che vengano da Amatrice o da Aleppo (nessuno l’ha notato, ma sono pressoché sovrapponibili). In un’Italia ossessionata dalla fobia dei migranti, che non si sa mai dove mettere e che sarebbero l’unica garanzia contro la crescita zero, demografica ed economica. In un’Italia massacrata da una crisi economica senza uscita, dove i diritti sociali sono carta straccia, il welfare è un vago ricordo e la precarietà è diventata una forma di vita. In un’Italia depressa, ansiosa e rancorosa, dove la politica non offre più canali positivi all’insoddisfazione sociale.

Il peccato originale della riforma non si cancella. Intervista a Giovanni Maria Flick

Intervista a Giovanni Maria Flick di Federico Ferraù
Si vota nel 2018 comunque vada il referendum: è stata questa l’ultima svolta renziana. La riforma più importante dell’agenda politica non riguarda più le sorti del governo, insomma. Una scelta accorta, quella del presidente del Consiglio, perché scava la terra alle radici del “voto utile”: che senso ha votare No, se Renzi rimane al suo posto? In realtà, le ragioni del No sono assolutamente intatte, secondo Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Consulta e ministro della Giustizia nel governo Prodi I. “La mia sensazione — spiega Flick — è che dopo la forte politicizzazione iniziale, la marcia indietro del presidente del Consiglio non è sufficiente”.

Quando il paese è senza governo

di Nadia Urbinati 
Il mito liberale e quello anarchico si incontrano in un punto: la possibilità e la desiderabilità che la società si governi da sola, senza un governo politico né una classe politica separata che ne diagnostichi i bisogni e imponga soluzioni. Robert Nozick dedicò a questa utopia anarco-liberista riflessioni importanti e più che mai attuali. Pochi anni fa il Belgio riuscì a cavarsela egregiamente senza un esecutivo per un anno e mezzo. Oggi una simile situazione si ripropone in Spagna, dove la società civile sembra farcela molto bene pur senza un esecutivo che funzioni e con la prospettiva di una nuova tornata elettorale che, si spera, faccia uscire il Paese dal blocco del tripolarismo.

La cultura nell'età dei consumi

di I Diavoli
Il concetto di cultura ha subito una straordinaria metamorfosi in quella che Bauman in questo libro chiama «l’età dei consumi» o «modernità liquida», epoca in cui non è più possibile distinguere un’élite culturale in base ai tradizionali indicatori. Ciò che oggi chiamiamo élite, infatti, è un pubblico di consumatori onnivori. L’appartenenza all’élite consiste in una negazione ostentata dello snobismo: il vero snob contemporaneo non è chi ha gusti difficili, ma è un appassionato acquirente di tutte le referenze del supermercato della cultura globale. La cultura si sarebbe democratizzata: solo fino a pochi decenni fa ogni offerta artistica e culturale si rivolgeva di solito a una specifica classe sociale e solo a quella.

Laicità o identità?

di Etienne Balibar
Grazie all’ordinanza del Conseil d’État, si eviterà di vedere in Francia una polizia dei costumi, incaricata non di forzare le donne a portare il velo, ma di forzarle a toglierselo. L’esercizio delle libertà deve primeggiare nella misura del possibile sulle esigenze dell’ordine pubblico, che per definizione le restringe. In democrazia i diritti delle donne appartengono alla loro decisione, e non a una griglia interpretativa apposta sul loro comportamento per “forzarle di essere libere”. La laicità è un obbligo di neutralità dello Stato nei confronti dei cittadini e non un obbligo ideologico dei cittadini nei confronti dello Stato.

La Turchia fallirà in Siria. Intervista a Saleh Moslem

Intervista a Saleh Moslem di Uiki onlus 
Il co-presidente del PYD Saleh Muslim ha criticato l’invasione dell’esercito turco di Jarablus e ha affermato che la Turchia cadrà in Siria. Il oc-presidente del Partito dell’Unione Democratica (PYD) è intervenuto e ha descritto l’incursione dell’esercito turco a Jarablus come un occupazione. Moslem ha dichiarato che l’inimicizia verso i curdi è al centro delle politiche della Turchia, e ha sottolineato che lo stato turco stava cercando di completare l’attività che ISIS aveva fallito. Moslem ha avvertito che la Turchia fallirà in Turchia e sarà più isolata dal resto del mondo a causa della sua inimicizia verso il popolo curdo, ed ha criticato il ruolo che Barzani ha giocato nella regione.

Renzi e l’economia politica del disastro

di Biagio Quattrocchi
A poche ore dal disastroso terremoto del 24 agosto che ha colpito Amatrice, Accumuli, Arquata del Tronto e altri borghi del rietino, la risposta solidaristica non si è fatta attendere. Sono davvero tante le iniziative di sostegno dal basso che si sono mosse in questi giorni complicati, che forse è persino difficile contarle. Solo per fare un esempio, dalla vicina città di Roma, diversi centri sociali insieme alle Brigate di Solidarietà Attiva oltre ad organizzare la raccolta di beni primari, stanno avviando la costruzione di due strutture fisse che ospiteranno una mensa popolare ed un magazzino di stoccaggio e distribuzione dei beni raccolti, entrambi autogestiti insieme agli abitanti delle zone coinvolte.

Brasile. Con il golpe destra e Usa impongono lo Stato minimo neoliberista

di Achille Lollo
Dopo tre giorni di estenuanti arringhe e catilinarie, il Senato ha legalizzato il progetto che le “eccellenze” della Casa Bianca avevano definito nel 2010 e che poi si è reso concreto, nel 2015, con l’Impeachment dell’ex-presidente della Camera dei Deputati, Eduardo Cunha, contro la presidentessa Dilma Roussef. Un vero colpo di stato di palazzo che conclude una fase politica, eroica e importante, che Lula e il PT hanno inaugurato nel 2003. E’ finita la “telenovela” che la “TVGlobo” ha lanciato nel 2015, usando tutti gli argomenti del mercato per portare a termine il palinsesto, mentre per la scenografia, i registi globali della “Rua do Horto Botanico” (1) hanno usato gli elementi più visibili della borghesia brasiliana americanizzata, associati al fondamentalismo delle sette evangeliche “Made in USA” e ai nuovi colonnelli delle oligarchie dell’agro-business.

I media ci volevano dividere, l'Anpi è unito sul No. Intervista a Carlo Smuraglia

Intervista a Carlo Smuraglia di Silvia Truzzi
Professor Smuraglia, proviamo a chiarire un dettaglio a proposito della presunta spaccatura all’interno dell’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani. La votazione al congresso nazionale sul documento per il No si è così conclusa: 347 voti a favore del documento, 3 astenuti, nessun contrario. Dov’è la spaccatura? "Tutto è nato da un colonnino sul Corriere della Sera in cui si dava voce ad alcuni che non erano d’accordo con la scelta della maggioranza. Da qui l’idea che ci fossero contrasti insanabili e una divisione molto accentuata.

Mettere in discussione il privilegio con la solidarietà

di Dilar Dirik
La solidarieta’ non e’ un impegno caritatevole a senso unico da parte di attivisti privilegiati, ma un processo multidimensionale che contribuisce all’emancipazione di tutti coloro che sono coinvolti. Un Tedesco non rimane impresso dal progetto di democrazia di base a Rojava perche’ ha gia’ visto qualcosa di simile nei decenni passati in America Latina. Una donna Francese rimprovera le donne Kurde per la mancanza di preparazione per la sua visita perche’ esse non sono cosi’ organizzate come le donne Afghane che lei incontro’ negli anni ’70. Una persona puo’ atteggiarsi come esperto della rivoluzione di Rojava dopo un viaggio di una settimana senza aver avuto accesso ai mass media e alla letteratura locale, con nessuna conoscenza delle lingue del Medio Oriente; ciononostante la sua opinione viene considerata piu’ legittima e autentica di quella della gente che e’ direttamente coinvolta.

Le donne italiane strette tra vecchi e nuovi materialismi

di Chiara Saraceno 
L’Italia è ormai da anni tra i Paesi a più bassa fecondità in Europa e tra i Paesi Ocse, anche se non ne detiene più il primato, essendo stata raggiunta e in alcuni casi, superata, in Europa, da Spagna, Germania, Portogallo e alcuni Paesi dell’Est europeo. L’Italia è anche un esempio del rovesciamento del rapporto tra tasso di occupazione femminile e tasso di fecondità avvenuto nei Paesi sviluppati alla fine del secolo scorso. Paese a fecondità relativamente alta e occupazione femminile bassa ancora negli anni Settanta del Novecento, già a metà degli anni Ottanta mostrava sia tassi di occupazione femminile sia tassi di fecondità tra i più bassi, attorno all’1,5 figli per donna.

Gli Usa e la minaccia nucleare. Intervista a Mikhail Gorbaciov

Intervista a Mikhail Gorbaciov di Der Spiegel
In una intervista al settimanale tedesco SPIEGEL, l’ex leader sovietico Mikhail Gorbaciov parla della morale e della politica nell’era nucleare, della crisi nelle relazioni russo-americane e della sua paura che un giorno verrà usata un’arma atomica.
SPIEGEL: Mikhail Sergeyevich, durante il suo discorso di insediamento come segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica nel marzo 1985, aveva avvertito della guerra nucleare e aveva domandato la “completa distruzione delle armi nucleari e un bando permanente su queste.” Lo diceva sul serio?

Le macerie sui Palazzi della politica

di Aldo Carra 
Sembrava fino a pochi giorni fa che l’agenda politica dei prossimi tre mesi fosse stata già scritta: tema referendum, svolgimento con parti già assegnate agli attori politici ed unica incognita la dimensione che avrebbe assunto il No dentro il Pd. Ma il terremoto ha mandato in frantumi anche questo copione. Già dopo le elezioni amministrative, quando tutti aspettavano una calda direzione del Pd ed una resa dei conti con la sinistra, la strage di Dacca aveva cambiato il clima interno ed attenuato lo scontro. Adesso il terremoto apre nel panorama politico, e non solo dentro il Pd, una fase nuova.

Non disperdere il seme

di Francesca Guerriero
È di giovedì la notizia dell’istituzione, da parte del Ministro della Salute Lorenzin, del Fertility Day, una grande giornata nazionale di celebrazione del concepimento, previsto per il 22 settembre prossimo. Questa grande trovata, e la relativa campagna di pubblicizzazione sui social media, aprono una serie di riflessioni sul tema della natalità e della genitorialità e su alcune questioni collegate.

Il golpe è contro il popolo e contro la Nazione

di Dilma Rousseff 
Il Senato Federale ha preso una decisione che entra nella storia delle grandi ingiustizie. I senatori che hanno votato per l’impeachment hanno scelto di stracciare la Costituzione Federale. Hanno deciso di interrompere il mandato di una Presidente che non ha commesso crimine di responsabilità. Hanno condannato una innocente e hanno consumato un golpe parlamentare. Con l’approvazione del mio allontanamenteo definitivo, politici che hanno disperatamente cercato di sottrarsi al banco della Giustizia prenderanno il potere insieme agli sconfitti nelle ultime quattro elezioni.

Il capitale multinazionale, una potenza sempre in volo

di Claudio Conti
Quando si parla di “governi asserviti al capitale multinazionale” il rischio è di venir tacciati di “oscurantismo”, “complottismo” o – vade retro! – di dietrologia. Tenendo conto di quanto abbiamo in odio dietrologi e complottisti, sempre schierati col regime facendo finta di fargli le pulci, c'è davvero da incazzarsi. In ogni caso, il problema che resta aperto è quello di dimostrare che le cose stanno in questo modo; ovvero che i governi nazionali del pianeta – tutti, nessuno escluso – sono ormai in seria crisi di “sovranità” rispetto alle società multinazionali più grandi.

I cambiamenti del clima e le migrazioni spiegati in un libro

di Stefano Caserini 
Le migrazioni degli esseri umani sono oggi al centro delle cronache quotidiane, in particolare per gli sbarchi di migliaia di persone sulle coste italiane e greche, i muri e i fili spinati eretti in molte parti d’Europa, la difficoltà delle politiche di gestione dei flussi e dell’accoglienza. Le stragi continue, le azioni improvvisate in molte nazioni, le polemiche, ci raccontano dell’incapacità di una larga parte della politica e dell’opinione pubblica ad affrontare il fenomeno, a riconoscerne la portata storica, le sue cause profonde o contingenti.

La corruzione uccide, non il terremoto

di Alberto Vannucci
“I terremoti esistono da quando esiste la terra. I paesaggi, le montagne, l’acqua dolce, tutto è dovuto ai terremoti. Neanche l’uomo esisterebbe senza i terremoti, il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell’uomo”. Le parole del vescovo di Rieti durante i funerali di Amatrice richiamano una verità semplice, quasi sempre trascurata nell’ormai ricorrente rituale di strazio, cordoglio e solidarietà che in Italia fa da strascico agli eventi sismici. Gli esseri umani muoiono sepolti dalle macerie degli edifici in cui vivono, studiano e lavorano a seguito di un sommovimento del suolo – negli Appennini ciò è avvenuto 148 volte dal 1315 ad oggi con violenza pari o superiore a quella della notte del 23 agosto.

Madri ad ogni costo

di Saura Effe
Leggendo il Piano nazionale per la fertilità, scopriamo amaramente come “lo scopo del presente Piano sia quello di collocare la fertilità al centro delle politiche sanitarie ed educative del nostro Paese”Sempre sul documento ufficiale del Ministero della salute, si possono trovare elencati per punti le ulteriori intenzioni dietro a questa trovata. “Informare i cittadini sul ruolo della fertilità nella loro vita, sulla sua durata e su come proteggerla evitando comportamenti che possono metterla a rischio, fornire assistenza sanitaria qualificata per difendere la fertilità, promuovere interventi di prevenzione e diagnosi precoce al fine di curare le malattie dell'apparato riproduttivo.

I nuovi poteri dei presidi, la nuova impotenza dei docenti

di Antonio Vigilante 
G. ha ottenuto una cattedra grazie alla chiamata diretta, con esame del curriculum. Non conosceva né il preside né la scuola. E dunque questa cosa della chiamata diretta non dev’essere così terribile, conclude sul suo profilo Facebook. G. è giovane, colta, brillante. Le piace insegnare, ed ai suoi studenti piace il suo modo di insegnare. E verrebbe dunque da darle ragione: questa cosa no, non dev’essere così terribile. Ma c’è un particolare della faccenda che mi impedisce di partecipare al suo ottimismo. Il suo incarico, quello che ha ottenuto grazie al suo curriculum, è triennale. Tre anni di insegnamento: e poi?

Poche storie: in Italia non si fanno figli perché le donne non lavorano

di Francesco Cancellato 
Proviamo ad astrarci per qualche minuto dalla polemica sul fertility day e a considerare il problema per quel che è: l’Italia ha un problema demografico. Nel 2015 sono state registrate circa 488mila nascite, quindicimila in meno rispetto al 2014. Si tratta del minimo storico mai raggiunto dallo Stato italiano. Per trovare dati simili bisogna tornare al 1917-18, quando una buona fetta di popolazione maschile in età fertile era al fronte, nelle trincee. È vero anche che l’età del concepimento si sposta sempre più avanti: l’Italia è il Paese con le mamme più vecchie d’Europa. Per dire: in Romania le neo-mamme over 35 sono il 10,9%, in Italia il 34,7%. In Liguria, Lazio, Sardegna un bambino su dieci nasce da mamme ultraquarantenni.

Riformare, ma non così

di Marco Almagisti e Marco Valbruzzi
L’importanza delle Costituzioni nei sistemi democratici deriva dalla consapevolezza che la democrazia è, di per sé, una costruzione delicata da preservare e proteggere con norme che regolino e limitino i poteri. La corretta applicazione delle procedure democratiche non garantisce sempre in merito alla democraticità dei rappresentanti eletti. Nel «margine di manovra» connaturato alla rappresentanza moderna si cela anche la possibilità che i rappresentanti eletti utilizzino le procedure della democrazia per svuotarla dall’interno.

La piazza contro Mauricio Macri

di Geraldina Colotti 
L’opposizione argentina in piazza con una grande mobilitazione contro il governo che si conclude oggi nella storica Plaza de Mayo. Lì hanno ripreso a sfilare le Madres per accompagnare i settori popolari, duramente colpiti dalle misure neoliberiste del governo Macri, che vuole farla finita con gli anni del kirchnerismo. La Marcia federale dei lavoratori per esigere che il governo ponga fine all’aumento dei servizi pubblici, ai licenziamenti di massa, all’inflazione e alla perdita di potere d’acquisto dei salari mira a ripetere una grande analoga mobilitazione che ha avuto luogo nel 1994 durante il governo neoliberista dell’allora presidente e attuale senatore Carlos Menem.

I limiti della politica monetaria

di Gianfranco Sabattini
Gli economisti, di solito, sono propensi ad occuparsi delle ricadute sul sistema economico di una determinata politica in termini di efficienza e di “distorsione degli incentivi, ma assai poco degli effetti in termini di aumento delle disuguaglianze distributive. Inoltre, è proprio delle banche centrali rivolgere la loro attenzione prevalentemente all’inflazione e assai poco alla crescita, all’occupazione ed alla stabilità dei mercati finanziari. 

Medio Oriente, un secolo di conseguenze

di Pietro Raitano
Le decisioni e gli accordi, le scelte e i tentennamenti, le azioni e le omissioni che compiamo -singolarmente, comunitariamente- possono avere conseguenze durature, e cambiare la storia. Ad esempio quest’anno ricorre il centenario dell’accordo Sykes-Picot: nel 1916, in piena Prima guerra mondiale, Regno Unito e Francia stipularono un patto segreto. Lo si ricorda così perché i negoziati vennero condotti dal francese François Georges-Picot e dal britannico Mark Sykes, i quali avevano un solo mandato: la spartizione delle aree di influenza nel Medio Oriente a seguito della sconfitta dell’Impero Ottomano.

Per cercare i paradisi fiscali basta andare al supermarket

di Angelo Mincuzzi
I paradisi fiscali? Pensiamo davvero che siano soltanto delle isolette sperdute in luoghi esotici lontani anni luce dalla nostra vita quotidiana? Siamo davvero convinti che la loro esistenza non ci riguardi? Niente di più sbagliato. È strano accorgersi che siamo noi stessi a ingigantire quel grande fiume di denaro che scompare dal nostro paese per riapparire tra le sabbie bianche delle Bermuda e delle Cayman o tra le colline del Lussemburgo e quelle del Liechtenstein. Sì, siamo complici anche noi dei grandi business dell’evasione e dell’elusione fiscale. Siamo coinvolti e non lo sappiamo. E vi partecipiamo perché, in fondo, non abbiamo alternative.

Cosa ha da dirci la scienza sulla crisi economica

di Keynes Blog
La scienza come chiave di lettura della più grave crisi economica del secondo dopoguerra. E’ questa l’originale idea che anima il saggio di Francesco Sylos Labini “Rischio e previsione. Cosa può dirci la scienza sulla crisi”(Laterza 2016, pp. 262, Introduzione di Donald Gillies) in un’ampia discussione il cui obiettivo è quello di mostrare in che misura una visione distorta e sbagliata della scienza nell’economia mainstream, rappresentata dalla scuola neoclassica, abbia contribuito alla crisi e come, l’assenza di una correzione di rotta, sia destinata ad aggravarla. “Perché nessuno se ne è accorto per tempo?” chiedeva la regina Elisabetta ai professori della London School of Economics all’indomani del fallimento di Lehman Brothers nel 2008, ma la domanda sembra essersi persa nel vuoto.

Sconfiggere il caporalato non basta. Impresa e politica decidano da che parte stare

di Marco Omizzolo
Sconfiggere il caporalato non basta per vincere lo sfruttamento lavorativo a cui ogni giorno migliaia di lavoratori e lavoratrici, italiani e migranti, sono sottoposti. Si deve invece mettere in discussione il modello di produzione agro-industriale e le sue logiche, insieme alla tratta internazionale a scopo di sfruttamento lavorativo, il dominio della grande distribuzione organizzata, le dinamiche delle imprese di trasformazione e della logistica. Il Ddl 2217 contro il caporalato approvato questa estate al Senato può rappresentare un passo in avanti a patto che entri nel corpo sociale vivo del Paese e nelle pratiche e prassi reali, concrete, effettive di contrasto al fenomeno, da accompagnare con riforme del lavoro e del welfare che vadano in senso contrario rispetto a quelle sinora prodotte.

Capitalismo dal volto umano

di Tomasz Konicz 
Tutto ricomincia ad andare bene - dal momento in cui tutti diventano buoni. È questa, più o meno, la logica che si può trovare dietro a tutti gli approcci di organizzazione, iniziative, leggi ed ideologie che pretendono di lottare per un capitalismo etico, per un capitalismo dal volto umano. È difficile che una qualsiasi impresa non faccia riferimento a pratiche etiche riguardo la fabbricazione dei suoi prodotti, nel momento in cui un'immensa confusione di regole, certificati e norme ha la pretesa di assicurare al consumatore dei centri capitalisti che il suo consumo non avviene grazie allo sfruttamento o al furto delle risorse delle periferie.

Ma che fine hanno fatto i 1000 asili?

di Luca Sappino
«Non sapevo niente di questa campagna, ho visto che ci sono state un sacco di polemiche ma avevamo altri problemi in questi giorni», dice il presidente del consiglio Matteo Renzi, ospite di Rtl 102.5: «Se vuoi creare una società che scommetta sul futuro e torni a fare i figli devi affrontare i temi strutturali: asili nido e servizi», aggiunge, sorvolando sul fatto che l’iniziativa di Beatrice Lorenzin sia stata approvata - magari all’oscuro dei dettagli - dal Consiglio dei ministri, Renzi presente, il 28 luglio 2016. E così la ministra Beatrice Lorenzin rimane sola con i suoi colleghi di partito a difendere la campagna del suo ministero che ha sollevato il polverone.

Referendum, avanti anche senza data

del Comitato del no al referendum costituzionale
Spersonalizzare, ma non troppo. Il presidente del consiglio ci ha recentemente informato, bontà sua, che qualunque sarà l’esito del referendum costituzionale si voterà nel 2018. Bene. Vuol dire che possiamo finalmente dare un giudizio di merito sulla «deforma» costituzionale e che quindi possiamo votare No al referendum senza temere chissà quali conseguenze catastrofiche. Ma questa è anche un’autocritica di prima grandezza, o se si vuole una capriola, dopo che pur di vincere il referendum, Renzi non ha esitato a minacciare la crisi di governo e lo scioglimento anticipato delle camere con lo scopo di ricattare il parlamento.

I leader della sinistra latinoamericana si schierano con Dilma

di Tiziana Barillà 
«Un colpo di Stato annunciato da molto tempo. Hanno condannato questa donna per non essere entrata nella corruzione». Così José “Pepe” Mujica ha definito la destituzione di Dilma Rousseff dalla carica di presidente, registrata il 31 agosto al Senato di San Paolo. Sono stati 61 i Sì all’impeachment di Dilma Rousseff, esattamente quanti ne aveva annunciati il presidente ad interim, Michel Temer. Lo aveva detto, Temer, che avrebbe potuto contare su 61 senatori per il «cambiamento», e così è andata. Adesso per Temer e il suo “governo maschio e bianco” si apre la strada dei pieni poteri, fino al 2018, forte di un 2% di popolarità tra i brasiliani e di un discorso di insediamento di ben 5 minuti.

I difensori di Daesh, dove meno te li aspetteresti...

di Contropiano 
Che la classe dirigente politica e militare israeliana annoveri numerosi estimatori di Daesh (o Stato Islamico), considerato uno strumento utile al raggiungimento degli obiettivi egemonici sionisti in Medio Oriente, è noto da tempo. Una ulteriore riprova è giunta nei giorni scorsi quando uno degli ideologi del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha scritto un articolo nel quale chiede alle potenze occidentali di non eliminare Daesh visto che l’organizzazione jihadista, a detta dell’estensore dell’intervento, avrebbe un grande valore per Usa e Ue. Questo in nome del fatto che il principale nemico dell’Occidente sarebbe l’Iran, giudizio che da sempre caratterizza la visione israeliana.

I derivati spiegati dai figli di Robinson Crusoe

di Alessandro Fatigati
Nei miei anni universitari ho imparato presto a diffidare dell’intramontabile e abusata figura di Robinson Crusoe; non perché odiassi la microeconomia, men che meno per un’antipatia particolare nei confronti di Daniel Defoe. Piuttosto, ho sempre temuto le semplificazioni che precedono le grandi tesi del pensiero neoclassico, che hanno il merito di un’eleganza formale strabiliante e il difetto di saper descrivere perfettamente il comportamento di uomini onniscienti in mondi inesistenti, come quello del nostro naufrago.

Vittime del Salvabanche: rilanciare la lotta per il rimborso totale!

Sono stati mesi di intense mobilitazioni quelli che ci separano dalla fatidica notte del 22 novembre 2015. A macchia di leopardo, in tutto il paese i risparmiatori hanno intrapreso una lotta contro il Decreto Salva-Banche e l'esproprio di ricchezza – come in Veneto – per mezzo delle crisi bancarie. Contro i disillusi, contro chi dice che non è servito a niente possiamo tranquillamente affermare che senza il nostro impegno nel condurre la lotta non ci sarebbe stato il decreto sull'indennizzo – ancorché insufficiente - e la bolla di consenso che apparentemente avvolge il governo Renzi e il Pd non sarebbe mai esplosa.

Caro prof concilia o no? L’ultima amara beffa della legge 107

di Donatella Coccoli 
"Che fa concilia?". Non è un vigile urbano stile Alberto Sordi a porre la celebre domanda, ma è il Miur, sissignori, il Ministero della pubblica istruzione attraverso i suoi uffici scolastici regionali. Perché ai tempi della buona scuola alias legge 107, accade anche questo. La conciliazione. Cioè una sorta di contrattazione – personale – tra singolo docente e amministrazione. Solo che il docente in questione è vittima di un errore causato dal famoso algoritmo che, oltre ad aver deciso la sorte delle assunzioni di tanti precari la scorsa estate, quest’anno pare proprio che abbia combinato un pasticcio, stando al numero di conciliazioni fioccate nei giorni concitati delle domande di trasferimento.

Perché nel Pd si spera che la Corte Costituzionale bocci l’Italicum

di Aldo Giannuli
Si sta determinando una situazione paradossale per cui la bocciatura del sistema elettoraledell’Italicum, da parte della Corte Costituzionale, è vista con sollievo dalla maggior parte di quelli che l’hanno sostenuto. E’, in particolare, il caso del Pd, nel quale, per ragioni diverse fra loro, gran parte delle componentispera che la legge venga impallinata il 4 ottobre prossimo. Sicuramente lo spera la “brigata conigli”, cioè la coraggiosa pattuglia guidata da Bersani che, in questo modo, potrebbe votare Si nel Referendum sostenendo che, siccome in questo modo cambia la legge elettorale, loro possono votare come il resto del partito e fare la parte dei bravi ragazzi disciplinati.

Libia: si spara ai soccorritori di migranti

di Flore Murard-Yovanovitch 
Dal 24 agosto scorso, la Guardia costiera libica è ormai addestrata da agenti europei dell'operazione militare Eunavfor Med (Operation Sophia) attiva dal 2015 nel Mediterraneo, con navi e pattugliamenti militari. Ufficialmente operazione di contrasto alle reti di trafficanti, si potrebbe rivelare per quello che è: un'operazione anti-migranti. Intanto, a fornire la prova che la Guardia Costiera libica usa armi da fuoco contro i profughi, è stata prima Amnesty che sulla base di testimonianze raccolte in Italia, ricostruiva episodi di pestaggi, abusi e uso delle armi da fuoco da parte dei libici.

Inizia l’anno scolastico: ping pong dei docenti e cattedre semivuote

di Eulalia Grillo
“Conciliazione” è una parola rassicurante che però, per i docenti vittime degli errori dell’algoritmo durante le operazioni di mobilità, nasconde insidie, speranze e paure. Ricordiamo che, come già più volte evidenziato nelle scorse settimane, il Miur ha indicato quella della conciliazione come unica via possibile per sanare le anomalie scaturite dall’applicazione del misterioso algoritmo sulla mobilità. In questi giorni, infatti, stiamo assistendo alla sfilata dei docenti, suddivisi per ordine di scuola, che si presentano alle convocazioni degli Ambiti Territoriali Provinciali di tutta Italia; l’Amministrazione propone loro una possibile soluzione per riparare alle anomalie del sistema e il docente può accettare o rifiutare e procedere, nel caso, con un ricorso.

I rappresentanti dei Kurdi dichiarano uno sciopero della fame illimitato per Öcalan

di Uiki onlus 
Tutti gli esponenti della politica curda in Turchia si sono incontrati d Amed e hanno rilasciato una dichiarazione storica annunciando l’inizio di uno nuovo periodo con un illimitato e irreversibile sciopero della fame, che sarà lanciato da ben 50 politici il 5 Settembre. Una dichiarazione storica di tutti gli esponenti della politica curda segna l’inizio di una nuova fase. Questa dichiarazione storica è stata letta in una conferenza Stampa a cui hanno partecipato i co-sindaci e i co-portavoce del DTK (Democratic Society Congress), dell’ HDK (Peoples’ Democratic Congress), del KJA (Free Women’s Congress), del DBP (Democratic Regions’ Party) e dell’ HDP (Peoples’ Democratic Party) in presenza dei membri delle municipalità, dri rappresentanti delle ONG e di altri importanti esponenti politici.

Ad Amatrice, perché nessuno resti solo

di Silvio Paone e Giuseppe Lingetti
Il terremoto che ha martoriato il centro Italia ci ha colpito tutti nel profondo. La sensazione peggiore che si possa provare in questi casi è l'impotenza: una catastrofe di tali dimensioni rischia di proiettare chi ne è colpito in una condizione passivizzante, in una sorta di cambiamento del proprio status ontologico. Da "persone" ci si trasforma in un batter d'occhio in "vittime", vittime di un avvenimento disastroso che nessuno può pensare di superare da solo. È per questo che la solidarietà verso questi territori è stata così ampia.

Mazziati e fecondati

di Anna Lombroso 
A volte prende uno scoramento così amaro che l’unica sarebbe “buttarla in vacca”, che certe iniziative non meritano l’eleganza del “o si feconda o si muore” di Woody Allen e nemmeno la saggezza popolare de “u cazz nun vole pensieri”, che è perfino troppo banale dire che insieme a tutto il resto ci hanno tolto anche la voglia di far l’amore figuriamoci di procreare. C’è poco da sorridere di una pensata di pura stoffa fascista: in attesa di dare le fedi d’oro alla patria magari per finanziare il contrasto al terrorismo e comprare un po’di bombardieri, si mettono le basi per fornire all’impero un po’ di carne, da cannoni o da lavoro che sia.

A proposito di lavoro e disoccupazione

di Unione Sindacale di Base
Da alcuni giorni sono usciti i nuovi dati sull'occupazione. Nessun commento sugli 0,1 in più o in meno rispetto al mese e all'anno precedente: non servirebbe a nulla e non modificherebbe certo le considerazioni sulla tendenza che ormai si riscontra da un decennio, cioè da quando la crisi internazionale ha rimesso in discussione completamente criteri e certezze sino ad allora considerati fondamenti incrollabili dell'economia e della finanza a livello internazionale in tutto il mondo capitalistico.

Israele e il codice a colori per i palestinesi

di Jonathan Cook 
Lanciato nel mese di agosto, quando gran parte del mondo era in vacanza, il piano di Avigdor Lieberman per i palestinesi – che riorganizza l’occupazione israeliana – ha ricevuto minor attenzione del dovuto. Ministro della difesa da maggio, Lieberman è stato preso dal prurito di accelerare l’annessione furtiva della West Bank da parte di Israele. Il suo piano di “bastone e carota” ha tre componenti. Innanzitutto egli intende estromettere l’Autorità Palestinese (PA) a favore di una nuova dirigenza locale di “notabili” selezionati da Israele.

Breve storia di terremoti e ricostruzioni in Italia dagli anni '60

di Vittorio Emiliani
I forti terremoti con vittime umane sono stati, dal 1940 ad oggi più di trenta con migliaia di morti (soltanto in Friuli quasi mille e in Irpinia poco meno di tremila), decine di migliaia di feriti o infortunati a vita, centinaia di migliaia di sfollati. Secondo il Sole 24 Ore i miliardi di euro spesi dallo Stato dal terremoto del Belice (1968) a ieri ammontano – attualizzando gli stanziamenti – a 121,6 miliardi di ieri. Almeno il doppio o il triplo di quanto costerebbe oggi mettere in sicurezza sul piano antisismico quel 70 % dell’Italia che in sicurezza non è. Un affare.

Green economy? Le rinnovabili in Italia sono ancora il nemico

di Francesco Ferrante
Che in Italia siano tempi duri per le rinnovabili è cosa nota. In tanti più volte abbiamo denunciato l’incapacità della classe dirigente di comprendere che la crisi climatica da una parte, e le straordinarie occasioni di sviluppo connesse alle nuove fonti di energia, avrebbero richiesto politiche lungimiranti, sul modello della Energiewende tedesca. Invece abbiamo assistito ad attacchi continui da parte di tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi anni. E quello attuale purtroppo non ha affatto “cambiato verso”, anzi si è distinto per sciocchezze inutili e dannose come lo spalma-incentivi. E anche a livello locale le cose non sono andate affatto bene.

Airbnb, gli affari milionari passano per l’Irlanda. In Italia solo 46mila euro di tasse

di Angelo Mincuzzi
Cosa c'entra un’Alfa Romeo Giulia da 44.500 euro con una web company valutata 30 miliardi di dollari? Per capirlo bisogna leggere il bilancio di Airbnb Italia, società a responsabilità limitata interamente controllata dalla Airbnb Holdings Llc domiciliata a Wilmington, nel Delaware, paradiso fiscale negli Stati Uniti. Spulciando tra le pagine del bilancio si scopre che, a dispetto di un giro d'affari milionario del gruppo, le tasse che Airbnb paga in Italia sono equivalenti al prezzo di un’Alfa Romeo. Perché il business, ufficialmente, è realizzato in Irlanda, anche se a Dublino nessuno ci mette piede. È lo stesso copione della Apple, che dovrà restituire a Dublino 13 miliardi di euro (più gli interessi) di tasse non pagate.

Meno bambini al nido? Perché sono troppo cari

di Ilaria Madama
Nel 2015, per la prima volta, il numero di nuovi nati in Italia è sceso sotto la soglia di 500mila, un dato che assieme alle proiezioni per i prossimi anni ha portato la ministra Lorenzin a parlare di rischio di “crac demografico” per il nostro Paese. Il recente Rapporto Istat 2016 segnala un secondo dato sui minori in Italia: circa uno su dieci, oltre un milione, vive in condizioni di povertà assoluta. Accanto a questi due dati allarmanti, ripresi in varie occasioni nel dibattito pubblico, un terzo fenomeno forse meno noto merita di essere richiamato con riferimento all’infanzia.

Dilma: «Non è un addio, tornerò, adesso opposizione dura»

di Geraldina Colotti
Da una parte dolci e champagne, dall’altra gli scontri con la polizia. La notte dopo l’impeachment ha mostrato così i due volti del Brasile: a favore o contro la destituzione della presidente, decisa dal Senato con 61 voti contro 20. Superato ampiamente il quorum dei 2/3 richiesto agli 81 senatori che hanno giudicato la prima presidente donna del paese per un inesistente falso in bilancio. Le mobilitazioni durano dal 12 maggio, quando Rousseff è stata sospesa dall’incarico per 180 giorni ed è andata a sostituirla il suo vice, Michel Temer, uno degli artefici del «golpe istituzionale».

L’India e l’abbraccio di Washington

di Michele Paris
Il governo degli Stati Uniti e quello indiano hanno siglato questa settimana uno storico accordo logistico-militare che prospetta una svolta epocale degli orientamenti strategici di Nuova Delhi. A dare l’annuncio della sottoscrizione del “Logistics Exchange Memorandum of Agreement” (LEMOA) sono stati lunedì a Washington i ministri della Difesa dei due paesi, Ashton Carter e Manohar Parrikar. L’intesa, in fase di negoziazione da anni e portata a termine dal governo del premier Narendra Modi, segna un decisivo passo avanti verso l’integrazione dell’India nei piani strategici tutt’altro che pacifici di Washington nel continente asiatico.