La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

venerdì 9 settembre 2016

Dobbiamo fermare la Renzi-Boschi. Intervista a Nadia Urbinati

Intervista a Nadia Urbinati di Francesco Postorino 
Parla la presidente di “Libertà e Giustizia”: “La Renzi-Boschi è una cattiva proposta, mal fatta sapendo di esserlo. Risponde a un criterio dirigistico che limita il potere dei cittadini, sacrificando la politica per l’amministrazione". Renzi? "Ha perfezionato la democrazia plebiscitaria di Berlusconi e il Pd ha ormai poco a che vedere con la sinistra". E sul Fertility Day dice: "Un oltraggio alla natura e alla nostra dignità di cittadini". Nadia Urbinati insegna Scienze politiche alla Columbia University. Ha in attivo molte pubblicazioni, scrive su Repubblica e da quest’anno è Presidente di “Libertà e giustizia”: un’associazione culturale d’ispirazione azionista che muove dure critiche al renzismo e in particolare alla riforma della Costituzione imposta dall’attuale governo. 

Renzi detassa le aziende e svuota le casse: più disuguaglianze con la legge di stabilità

di Marta Fana
Nella discussione sulla imminente legge di stabilità (da approvare entro fine ottobre) non poteva mancare il tema della produttività, tormentone d’Italia. Ma stavolta si fa sul serio, puntando tutto su questa parola, soprattutto ora che gli argomenti a favore di sgravi e jobs act si sono esauriti con il susseguirsi dei dati sul mondo del lavoro, in perenne affanno. Già in agosto, il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Tommaso Nannicini, ha scoperto le carte a proposito degli incentivi alla produttività: cioè la defiscalizzazione dei premi di risultato, legati alla produttività, per stimolare la contrattazione aziendale e rendere le retribuzioni più variabili.

Il nazismo senza baffetti. Democrazia e capitalismo in cerca di nuovi partner

di Franco Berardi Bifo
Nei decenni culminanti della modernità considerammo il Nazismo un fenomeno estinto, passato, cancellato dalla storia. Per tranquillità lo definimmo Male Assoluto, e non se ne parla più. Identificando il nazismo con Auschwitz abbiamo finito per accettare Gaza, pensando: quello che accade è terribile, ma non è mica Auschwitz. Stiamo tranquilli. Il nazismo è diventato una sceneggiatura fosca che assolve preventivamente la violenza coloratissima della democrazia capitalista. Ma ora poco alla volta cominciamo a capire che il capitalismo democratico perde energia e futuro, forse perché alla lunga la democrazia non può convivere con il capitalismo.

L'anticipo pensionistico di Renzi e Padoan: un'altra porcheria incostituzionale

di Giorgio Cremaschi
L'Ape di Renzi e Padoan è un'altra violazione dei principi costituzionali, fatta da un governo che non a caso si è scritto una Costituzione tutta sua. ARTICOLO 38 COSTITUZIONE: "Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L'assistenza privata è libera."

Elogio dell’antipolitica. O dalla politica alla democrazia

di Pino Cosentino
La contrapposizione politica-antipolitica è un topos retorico che sta conoscendo un rilancio considerevole nella pubblicistica e nel dibattito pubblico di questi anni, in coincidenza con la diffusione di movimenti antisistema che ottengono affermazioni elettorali importanti contrapponendosi all'intero mondo politico. Si tratta di fenomeni difficilmente inquadrabili, se non in negativo. Antipolitica (Garzanti Linguistica): “atteggiamento di chi è ostile alla politica, alle sue logiche, ai partiti e agli esponenti politici, ritenendoli dediti ai propri interessi personali e lontani dal perseguire il bene comune”.

Il fallimento della formula "più stato per il mercato"

di Pasquale Cicalese 
“Come è evidente dal progetto Industria 4.0 ritengo sia necessario lavorare sull’offerta e sulla competitività del sistema industriale perché rende possibile una crescita di lungo periodo. Una volta che il sistema è competitivo riesce a vendere ed esportare e assicura una stabilità alla crescita. Per farlo abbiamo pensato a un’operazione sugli investimenti delle imprese private perché sono molto più rapidi rispetto agli investimenti pubblici”. Carlo Calenda, Ministero Sviluppo Economico, in “Industria 4.0 per rilanciare l’Italia, Milano Finanza 6 settembre 2016.

Due cose buone, ma qualche perplessità

di Luciana Castellina
Ho visto e letto negli ultimi giorni due cose che mi hanno reso contenta, e tuttavia mi hanno anche indotto a riflessioni polemiche. Mi confesso in pubblico (quello dei lettori del manifesto, si intende, in grado, forse, di condividere le mie soddisfazioni e pure i miei mugugni). Comincio dal «visto»: Assalto al cielo, il film sul ’68 di Francesco Munzi, presentato fuori concorso al festival di Venezia e su cui ha scritto Silvana Silvestri. Sono andata a vederlo perché Munzi è un bravissimo regista, ha fatto bei film, specie l’ultimo, Anime nere. Insomma: una garanzia preziosa visto che la materia è stata fino ad oggi quanto mai maltrattata.

Nessuna tolleranza per il neofascismo. Intervista al partigiano Eros

Intervista a Umberto "Eros" Lorenzoni di Patrizia Buffa
Il Comune di Revine Lago si trova lungo la strada provinciale della Vallata che da Vittorio Veneto arriva a Follina e da lì prosegue a destra fino a Valdobbiadene e a sinistra fino a Pieve di Soligo. A fondovalle, sulla destra, è situato il lago di Revine. Sulle Prealpi che sovrastano la Vallata erano dislocate, durante la guerra partigiana, tre Brigate della Divisione Garibaldi “Nino Nannetti”. Grande è stato il tributo di sangue pagato da questa terra in nome delle libertà democratiche. Vivo è ancora oggi il ricordo dei partigiani caduti e dei militari catturati dai tedeschi sui vari fronti di guerra e morti nei campi di concentramento in Germania.

Ddl Sacconi-Fucksia, il Jobs Act della sicurezza sul lavoro

di Gino Rubini
Da gennaio a giugno 2016 sono 461 le persone che hanno perso la vita sul lavoro in Italia: 341 gli infortuni mortali rilevati in occasione di lavoro e 120 quelli in itinere. Un numero drammatico che si traduce in una tragica media di 77 vittime al mese, ossia 19 alla settimana. Tra le Regioni l’Emilia Romagna con 44 infortuni mortali rilevati in occasione di lavoro nei primi sei mesi del 2016, si mantiene in prima posizione, superando il Veneto che si localizza al secondo posto (35 vittime). Al terzo posto scende invece la Lombardia che registra 33 infortuni mortali.

Il Partito Nazionale della Fertilità: capitale riproduttivo e governo della vita

di Angela Balzano e Federico Zappino 
Il Piano Nazionale per la Fertilità (PNF) del Ministero della Salute non è che una riproposizione esplicita dell’esercizio del controllo della popolazione di medio e lungo periodo, in chiave sia neoliberista sia neofondamentalista. E nonostante le fin troppo evidenti assonanze, come molti hanno fatto notare, con le misure mussoliniane, la popolazione è materia d’interesse della ragion di stato da molto prima del Ventennio; lo è almeno dal XVIII secolo. Da Von Justi a Beatrice Lorenzin, passando per Mussolini, tuttavia, gli sviluppi conseguiti nei campi della biologia, della genetica, della medicina rigenerativa, e soprattutto della medicina riproduttiva hanno via via consentito di intraprendere migliori, e più aggiornate, modalità di governo economico-politiche della vita, che fossero in grado di valorizzarla in quanto capitale umano, come fonte di plusvalore, e non solo come potenziale forza-lavoro.

Denaro democratico e capitale per i commons

di David Bollier
Una delle problematiche più complesse e irrisolte nella gestione della maggior parte dei commons è come assicurarne l’indipendenza quando i sistemi finanziari, bancari e monetari dominanti sono così ostili alla condivisione delle risorse. Come può il cittadino comune soddisfare i propri bisogni, senza finire per riprodurre (anche se in modi meno dannosi) i problemi strutturali del sistema monetario dominante? Per fortuna, nel mondo esistono varie iniziative affascinanti e innovative che possono aiutare a fornire delle risposte a questa domanda: dalla finanza cooperativa e i programmi di equity crowdfunding, alle valute alternative e la tecnologia BlockChain di Bitcoin, fino alla rivendicazione del controllo pubblico sulla funzione monetaria per consentire “una significativa distensione per le persone” (e non solo per le banche).

No alla Costituzione post-democratica

di Gianni Venturi 
Voterò No alla consultazione referendaria sulle modifiche costituzionali. Condensare in un Si o in un No ragionamenti inevitabilmente complessi è sempre difficile, tanto più quando si tratta di riforma costituzionale. La Costituzione è lo “specchio” di una nazione, di una comunità nazionale: è quella cosa in cui ti rifletti e ti riconosci anche quando passa il tempo e si appanna qualche tratto dell’identità originaria; è quella cosa in cui ti rifletti e ti riconosci, anche e soprattutto, quando gli eventi offuscano le ragioni dello stare insieme (la lezione degli anni di piombo, dell’attacco al cuore dello Stato) o quando si tratta di fronteggiare le sfide del presente e del futuro (dalle nuove minacce del terrorismo globale e, allo stesso tempo, molecolare; alle sollecitazioni in termini di accoglienza ed integrazione di chi scappa dalle guerre e dalla povertà).

L’insostenibilità dell’eurozona. Prepariamo un piano B

di Stefano Fassina 
Il 6 settembre, Yanis Varoufakis ha proposto un’interessante rassegna delle posizioni progressiste sull’Ue. La prima posizione, l’«euro-riformismo standard», seguita in genere dai socialdemocratici, per «più democrazia», «più Europa» e «riforma delle istituzioni», viene giudicata, fondatamente, senza prospettive, anzi una traiettoria di aggravamento. Nella seconda posizione c’è «un segmento della sinistra europea che invoca la rottura della Ue». Impropriamente, l’autore la etichetta come Lexit e la associa alle derive nazionaliste sempre più intense. Infine, la terza posizione, il Manifesto di Diem25, è caratterizzata dalla «disobbedienza ostinata» ai trattati europei al fine di costringere le istituzioni europee a piegarsi.

Boicottare, disinvestire, sanzionare. Intervista a Michel Warschawsky

Intervista a Michel Warschawsky di Gabriel Mileti
Dal 1948 ad oggi, il conflitto israeliano-palestinese ha vissuto varie fasi e visto tanti volti, soprattutto nei tentativi di dialogo. Ciò che molti tendono -più o meno volutamente – a dimenticare è la collaborazione tra attivisti politici delle due fazioni, che hanno più volte sfidato l’apparato repressivo israeliano, talvolta sperimentando sulla propria pelle le rigide misure punitive del governo sionista che ha colpito giornalisti, intellettuali e dissidenti politici e religiosi. Tra questi Michel Warschawsky, attivista e fondatore dell’Alternative Information Center; una vita, la sua, piena di sacrifici e ideali di giustizia e libertà che l’hanno spesso visto coinvolto in rappresaglie legali, detenzioni, espulsioni.

Referendum costituzionale, l'invito al «no» della Cgil: il documento

La Cgil è partita da una discussione tutta di merito delle modifiche costituzionali, proposte dal Governo, approvate dal Parlamento e che saranno sottoposte al referendum costituzionale, non volendo essere rinchiusa in una logica di schieramento o pregiudiziale. In tal senso andava l'ordine del giorno approvato dal Direttivo nazionale della Cgil il 24 maggio scorso. In questi mesi, a partire da quell'ordine del giorno, abbiamo organizzato centinaia di iniziative di confronto e approfondimento che hanno riscontrato anche posizioni diverse ma un consenso nei confronti dei giudizi espressi dalla Cgil.

L’economia dell’informazione e la partita del futuro

di Andrea Ventura 
Uno strano paradosso investe le economie dell’Occidente. Da un lato, a dispetto di stimoli monetari senza precedenti, la crescita economica è precaria e stentata: anche negli Stati Uniti, dove la politica monetaria è stata accompagnata da politiche fiscali espansive, la crescita del Pil è rimasta sotto le attese, generando un aumento del rapporto debito/Pil dal 64% del 2007 al 106% del 2015; Larry Summers, economista e potente politico americano, assieme ad altri ha recentemente avanzato l’ipotesi che i paesi avanzati stiano attraversando una fase di “stagnazione secolare”.

Se finisse il M5S

di Alessandro Gilioli
C'è una vecchia teoria di Wu Ming, sul Movimento 5 Stelle. Secondo la quale «il M5S amministra la mancanza di movimenti radicali in Italia: c’è uno spazio vuoto che il M5S occupa per mantenerlo vuoto. Nonostante le apparenze e le retoriche rivoluzionarie, è un efficiente difensore dell’esistente, una forza che ha fatto da tappo e stabilizzato il sistema: una grossa quota di “indignazione” è stata intercettata e organizzata da Grillo e Casaleggio in un franchise politico/aziendale con tanto di copyright e trademark, che raccatta e ripropone rivendicazioni e parole d’ordine dei movimenti sociali, ma le mescola ad apologie del capitalismo “sano”, in un programma confusionista dove coesistono proposte liberiste e antiliberiste».

Choosy, viziatelli e fertili. Genitori creativi al tempo della Lo-Renzin

di Roberto Ciccarelli 
Il ministero, e i suoi «creativi», alludono al profilo di un lavoratore elastico, sempre disponibile alle richieste dei suoi committenti, un soggetto che vive per lavorare e affermarsi nella carriera professionale intesa come un’attività creativa, appagante, auto-centrata. La «classe creativa» non include solo manager cosmopoliti, artisti, freelance o professionisti dell’immateriale, appartenenti a un ceto medio ricco e poliglotta nelle industrie dell’high tech o dell’intrattenimento. È un modello morale: per molti anni è stato usato per reinterpretare la condizione della precarietà. La precarietà è un’opportunità, va intesa come flessibilità, una condizione anche estetica, performativa. Mai intenderla come una questione giuridica o, peggio, sindacale. Che noia, che barba, che noia.

Le ragioni del successo populista: ipotesi a confronto

di Marco Tarchi
La capacità delle forze populiste di sfruttare dal punto di vista elettorale le esplosioni di emotività collettiva suscitate dall’opposizione all’immigrazione e dalla protesta antipolitica non basta a spiegarne pienamente il successo. Diverse sono le ipotesi interpretative a riguardo, che da una parte sottolineano la capacità di questi partiti di combinare il radicalismo verbale e la politica simbolica con gli strumenti del marketing politico, dall’altra tendono a spiegarne il ruolo crescente inserendoli all’interno dello scenario più generale di trasformazione della politica nelle società postindustriali, da un’altra ancora ne evidenziano la capacità di risposta all’inquietudine di molti cittadini europei di fronte a fenomeni ai quali non erano preparati, in primo luogo la trasformazione delle società in senso multietnico e multiculturale.

Turchia. Arrestato il vicepresidente dell’Hdp

di Je So' Pazzo
Ci è appena giunta notizia che Alp Altınörs, vicepresidente del Partito Democratico del Popolo, formazione curda-turca di sinistra (che alle ultime elezioni, nonostante brogli e violenze del regime di Erdogan, ha superato il 10% e rappresenta oggi la sola opposizione in Turchia), è stato appena arrestato dalla polizia turca. Sembra incredibile, ma ad Alp viene contestata la partecipazione ai funerali delle vittime dell'attentato di Ankara dell'anno scorso, in cui morirono 86 persone per una bomba scoppiata a una manifestazione per la pace!

Rompere col cadavere del post-governismo

di Rete Universidade Nomade Brasile 
Formata nel 2001, la Rede Universidade Nômade – Brasil (Uninômade) ha prodotto numerose attività, eventi e pubblicazioni negli ultimi 15 anni. Tra queste, vale la pena ricordare 5 momenti: il manifesto di fondazione, Para uma universidade nômade; la convocazione del Forum per la radicalizzazione democratica (2005), la mozione di critica della politica della casa condotta dal PT a Rio de Janeiro (2009), l’articolo O comum e a exploração 2.0 (2012) e il manifesto Uninômade + 10: tatu or not tatu (2012). Ognuno di questi testi è stato uno sforzo di reinvenzione davanti ai problemi nuovi che si presentavano. Ognuno ha tracciato una configurazione dinamica di linee di continuità e rottura rispetto alle traiettorie e relazioni della rete.

Quel pasticcio chiamato “Buona Scuola”: interroghiamo il governo

di Beatrice Brignone 
Sono state depositate in questi giorni diverse interrogazioni alla Ministra dell’Istruzione riguardo il nuovo anno scolastico, che in alcune regioni ha già preso il via, presentando una serie di difficoltà, ritardi e forti disagi, mai registrati negli anni passati. La situazione di grande difficoltà degli organici docenti e Ata, denunciata più volte a gran voce dai docenti e personale scuola, non solo non è stata superata, ma anzi, a oggi le soluzioni adottate hanno peggiorato la situazione, tanto da produrre un impoverimento strutturale delle piante organiche della regione, che si tradurrà in una progressiva diminuzione dell’offerta formativa delle scuole.

Ritorno alla casa del popolo

di Antonio Fanelli
Visto il carattere ‘spontaneo’ delle iniziative sorte per discutere il mio lavoro, il tour mi ha sollecitato a trasformare queste occasioni in pillole di ricerca. In alcuni casi ho tenuto una sorta di diario di campo e ho registrato gli eventi e il dibattito. Provandoci gusto, a un certo momento ho pensato che fosse preferibile godere in piena libertà e fino in fondo di queste occasioni di gratificazione, senza arrovellarmi nel tentativo di rendere tutto, a ogni costo, un momento di osservazione etnografica, di scavo antropologico e di introspezione riflessiva, quasi una manìa per il ricercatore precario e vorace che può correre il rischio di una bulimia etnografica, dove ogni momento della vita viene innalzato, quasi disperatamente, al rango di ricerca sul campo!

Il 24 settembre manifestazione a sostegno del Rojava

di Rete Kurdistan 
Da oltre un anno nelle zone curde della Turchia è in corso una sporca guerra contro la popolazione civile. Dopo il successo elettorale del Partito Democratico dei Popoli (HDP), che ha bloccato il progetto presidenzialista di Erdogan, il governo turco intraprende un nuovo percorso di guerra ponendo termine al processo di pace per una soluzione duratura della irrisolta questione curda. Intere città – Diyarbakir, Cizre, Nusaybin, Sirnak, Yuksekova, Silvan, Silopi, Hakkari, Lice – vengono sottoposte a pesanti coprifuochi e allo stato di emergenza, con migliaia tra morti, feriti, arrestati e deportati.

Esercito europeo, un cane da guardia senza remore e limiti

di Contropiano 
Come uscire dalla crisi dell'Unione Europea? Le due opzioni di fondo sono semplici: o si dissolve o si blinda militarmente, oltre che economicamente (auterità e Banca Centrale Europea). La Brexit ha rotto le incertezze, ossia il prolungarsi indefinito di trattative su ogni punto, con gli Stati nazionali che potevano esercitare l'ultimo straccio di “sovranità” con l'esercizio di un diritto di veto – singolo o di gruppo – giocato di sponda sugli interessi diversi dei paesi più forti. Così, l'austerità si è imposta su pressione tedesca, contando sul fatto che l'altro gigante economico – la Gran Bretagna – non era inchiodato dalla moneta unica.

Bambini di guerra

di Cristina Morini 
Durante una lunga estate feroce, tra le più dolorose di anni faticosi entro i quali ci aggiriamo disorientate, abbiamo dedicato tempo a discettare sulla schiavitù delle donne musulmane costrette al velo e a tenersi coperte sotto il sole delle spiagge d’agosto. Il documento e la campagna del ministero della Sanità con l’indizione di un giorno della fertilità accompagnato dall’esortazione alla procreazione di massa ci ha riportato crudamente a noi e alle nostre fragili libertà di donne occidentali. Penso e scrivo «fragili» nella prospettiva di un ordine neoliberale dietro il quale si legge, da una parte e dall’altra, la caparbia volontà di imporre modelli non solo illiberali ma determinati a catturare la delicata rete della vita, attraverso il ricorso a molti addentellati, e a comprimerla dentro un’idea di opposizione, di scontro, di guerra.

Il movimento 5 stelle, la sinistra e un complesso di inferiorità

di Aldo Giannuli 
Come si sa, gran parte della sinistra non ama affatto il M5s al quale non risparmia le critiche più velenose. Capiamoci: quando parlo di sinistra non parlo certo del Pd che è un partito a destra di Forza Italia, parlo di quel che rimane di Rifondazione, Sel eccetera o dei militanti di base del Pd che pensano di stare in un partito di sinistra. In genere, si tratta di critiche su questo o quell’aspetto della politica del M5 a torto o a ragione ritenuto sbagliato, per giungere alla conclusione di un giudizio negativo sul fenomeno M5s in quanto tale e qualcuno giunge a definirlo movimento “di destra” o di “estrema destra”. Siamo sicuri che sia l’atteggiamento giusto?

Draghi non tocca il Qe e rilancia le riforme strutturali

di Roberto Ciccarelli
Non cambierà nella strategia «accomodante» della Banca Centrale Europea (Bce) nei prossimi tre o sei mesi. Ma un elemento è certo: Mario Draghi e il consiglio direttivo stanno lavorando per un suo ridisegno. Fino a marzo 2017 Francoforte continuerà ad acquistare 80 miliardi di euro di titoli di stato «o oltre se necessario» ha detto Draghi. Probabilmente di altri 6-9 mesi. Fino a quando l’inflazione non tornerà a un livello sostenibile nell’Eurozona. E cioè poco sotto il 2%, come da statuto della Bce. Stando alle stime economiche diffuse ieri dalla Bce nel 2016 il Pil crescerà dell’1,7% (era all’1,6% a giugno), come nel 2017, 1,7% nel 2018.

Divisi e conquistati


di Serge Halimi
Gli Stati Uniti celebrano la Festa dei lavoratori in settembre. Quest’anno la celebrazione sarà insolita a causa dei molti lavoratori di fabbriche e uffici – specialmente uomini bianchi – che si affollano ai comizi di Trump. Il candidato presidenziale Repubblicano coltiva il loro sostegno criticando gli accordi di libero scambio che hanno accelerato il declino di ex bastioni dell’industria manifatturiera statunitense e che hanno provocato la perdita di status, amarezza e disperazione alla classe operaia. ‘L’ordine e la legalità’ che Trump promette di ripristinare, sono quelli degli anni ’60, quando – se una persona era bianca – non aveva necessità di una laurea universitaria per avere un buono stipendio, due automobili e una vacanza pagata di pochi giorni.

Prigioni d’Europa. Testimonianze da Ventimiglia

di Amelia Chiara Trombetta e Antonio Curotto
Domenica mattina 11 settembre, alle 11.00, al Piano Terra, in via Confalonieri a Milano, Effimera organizza un incontro sul tema “Condizione migrante, Europa senza confini”. In apertura della discussione, una testimonianza dei medici Amelia Chiara Trombetta e Antonio Curotto a partire dal loro lavoro di volontari a Ventimiglia e da diversi lucidi, puntuali e toccanti reportage (scritti a volte insieme ad altri), pubblicati sul sito nel corso dei mesi scorsi.

Avvoltoi d'Europa non mollano la presa sulla Grecia

di Tyler Durden
Una delle battute ricorrenti e da più tempo in circolazione nella finanza europea è quella della Grecia insolvente che fa finta di fare le riforme (sta per lo più ritardando e posticipando i tagli richiesti al bilancio, molti dei quali coinvolgono impopolari licenziamenti di massa dei dipendenti pubblici), mentre l’Europa finge di inviarle denaro (la maggior parte del denaro va a vari creditori, in particolare la BCE e l’FMI). A dire il vero, uno dei motivi per cui il salvataggio greco dell’anno scorso fu preparato – e accettato – in fretta e furia è che, proprio come Varoufakis aveva previsto, l’Europa non aveva altra scelta che “salvare” la Grecia ad ogni costo, dal momento che questo significava evitare danni alla posizione debitoria della BCE, che avrebbe potuto portare a ricadute con effetto domino.

L’Usb rilancia lo sciopero generale

di Unione Sindacale di Base
L’Esecutivo nazionale USB, riunitosi a Roma, ha discusso della ripresa dell’attività nella nuova fase politica caratterizzata principalmente dall’inasprirsi delle condizioni economiche del Paese, nel quadro dei vincoli imposti dall’Unione Europea che producono inevitabilmente un arretramento delle condizioni sociali e del lavoro. L’Esecutivo nazionale USB ha deciso di confermare e rilanciare lo sciopero generale, già promosso a sostegno della propria piattaforma “Voglio lavoro e stato sociale”, spostandone però l’effettuazione ad una nuova data, che si sta concordando con altre organizzazioni sindacali e sociali interessate ad un comune percorso di lotta alle politiche del Governo e per impedire l’attuazione della riforma Costituzionale.

Giulio Regeni, una storia senza misteri

di Enrico Campofreda 
Nessun mistero – Duecentoventicinque pagine per descrivere le torture patite per giorni da Giulio Regeni, su quel corpo che – come afferma sua madre – “era riconoscibile solo dalla punta del naso e stronca ogni tentativo di depistaggio”. Nella meticolosa relazione seguita all’autopsia il professor Fineschi descrive le condizioni del cadavere da cui si desumono indicibili violenze e sadiche torture. Fratture ed ecchimosi, e bruciature e tagli inferti per ore, per giorni. Pare che gli aguzzini abbiano inciso lettere dell’alfabeto sulle sue carni, eppure quei segni non nascondono alcun mistero.

Roma, gli asini peccatori

di Il Simplicissimus 
Si rimane esterrefatti vedendo le 10 pagine del Corriere e le 7 di Repubblica dedicate alla Raggi e all’affaire Muraro, impagabile testimonianza indiretta di una cupola che ad ogni costo vuole tornare a governare gli affari, mentre di fronte a questo fuoco di sbarramento, mai visto con i sindaci piacioni, piaciati, ciclotimici o picchiatori di strada che hanno mandato Roma alla rovina nel corso trent’anni. O magari con gli stessi personaggi che oggi vengono esecrati dopo essere rimasti intoccabili per anni.

La Germania e il suo dover essere

di Jacopo Rosatelli
«La Germania resta la Germania»: difendendo la linea «umanitaria» sui profughi, l’altro ieri Angela Merkel ha concluso così il suo intervento al Bundestag. Parole che suonano, al contempo, di rassicurazione e rivendicazione: la Repubblica federale è e resterà un Paese forte e prospero, la cui Costituzione riconosce a qualunque straniero perseguitato il diritto all’asilo. Il principale destinatario del messaggio della cancelliera non era la destra in pericolosa ascesa di Alternative für Deutschland (Afd), ma la Csu, il partito cristiano-sociale bavarese, ormai fratello-nemico della Cdu merkeliana.

Amazon e le tasse: cambiare tutto per non cambiare nulla

di Duccio Facchini
È trascorso oltre un anno da quella che era stata soprannominata la “tregua sulle tasse” tra Amazon e il Fisco di diversi Paesi europei, Italia inclusa. Il presunto armistizio che avrebbe dovuto distinguere (positivamente) il colosso dell’e-commerce dai meccanismi “sposta ricavi” praticati da Facebook, Google o Apple era stato perfezionato attraverso la creazione di una succursale italiana della “Amazon EU Sarl”, casa madre con sede in Lussemburgo, Paese a fiscalità agevolata. La nuova società, dotata di partita IVA italiana, era stata attivata nell’aprile 2015 subito dopo aver “inglobato” le preesistenti “Amazon Italia Service Srl” e “Amazon City Logistica Srl”.

Tav, ecco perché quel "mostro" miliardario ha perso in Val di Susa

di Giovanni Tizian
La gigantesca fresa “Federica” mastica senza sosta le rocce del Moncenisio. Come una talpa, si fa largo nella pancia delle Alpi Cozie per scavare la galleria in direzione dell’Italia della contestatissima linea ad Alta velocità Torino-Lione. Arteria strategico del Corridoio Mediterraneo, l’autostrada ferrata che dovrà collegare Algeciras all’Est Europa. Federica ha grandi e affilati denti metallici. Maciulla pietra carbonifera a velocità supersonica. Con la medesima rapidità sputa i detriti su un nastro nero che li trasporta all’esterno. “Welcome to Tunnel Land”, recita l’annuncio sul manifesto sopra il container dell’accoglienza del cantiere di Saint Martin de la Porte, minuscolo comune di 727 abitanti nella Savoia. Qui la grande opera del Tav sta già prendendo forma.

Pasolini, cercando la verità nascosta

Intervista a David Grieco di Adriano Ercolani
A quarant’anni dalla sua morte, Pier Paolo Pasolini fa ancora paura. Ci sono però alcune figure che, con coraggio e tenacia, in diversi ambiti, stanno lottando per far riemergere le verità nascoste sulla sua morte. Uno degli ultimi a cimentarsi con la questione è stato il resgista David Grieco, amico e collaboratore del grande intellettuale, vicino a lui anche negli ultimi giorni, con il suo film La MacchinazioneIl film di Grieco, non impeccabile dal punto di vista estetico, è importante come testimonianza coraggiosa e controcorrente rispetto ad uno dei misteri, paradossalmente, più discussi e occultati della Prima Repubblica.

L'oscena campagna mediatica contro la Raggi ha un obiettivo preciso...

di Francesco Erspamer
Il referendum è tutt'altro che deciso. Perché il fronte del no potrebbe improvvisamente perdere dei pezzi. Infatti ne fanno parte molti piddini (alcuni dichiarati, altri che vorrebbero non esserlo ma siccome tutti gli altri sono fascisti non hanno scelta, in coscienza) che in questo momento tendono al no solo perché temono che poi le elezioni le potrebbe vincere il M5S e dunque governare con la maggioranza assoluta che Renzi aveva pensato per sé stesso. Ma se venissero rassicurati su questo punto, tornerebbero istantaneamente all'ovile. 

Renzi e Mussolini, un confronto

di Roberto Marchesi
Il nostro incomparabile numero uno governativo non manca occasione di lamentare la farraginosa lentezza del nostro sistema politico-legislativo che gli procura tanti affanni nella sua premura di governare l’Italia. Si sa che lui attribuisce allamancanza di potere e di continuità dei governi italiani la causa principale delle crisi che affliggono il nostro sistema istituzionale, vediamo allora se questo è vero mettendo a confronto il potere di cui lui attualmente gode con quello deldittatore Mussolini che, più o meno per le stesse ragioni, ha governato il ben noto ventennio fascista.

Roma 2024, la torcia diventa clava

di Eleonora Martini
La torcia olimpica non brucerà a Roma. Trasformata in clava contro i «poteri forti», infiammerà invece il popolo grillino che oggi più che mai ha bisogno di credere nella più epica delle imprese: punire chi sta manovrando questo «accanimento senza precedenti» contro la giunta pentastellata della Capitale. La sindaca sceglie il giorno più caotico (finora) della sua breve consiliatura per trasmettere all’Ansa l’annuncio dell’annuncio. E già basta per spostare l’occhio di bue. E per ottenere la reazione incredula del Coni: «Impossibile. È una notizia paradossale».

L’indisponibilità delle esistenze: cosa può un corpo è cosa che non può un governo

di Paolo Gervasi
Quando sui social hanno cominciato a circolare le prime immagini della campagna di promozione del Fertility Day, l’impressione è stata quella di trovarsi di fronte a un fake. L’ennesima riuscita parodia prodotta dall’intelligenza collettiva: una paradossale battaglia per l’incremento delle nascite, in cui una grafica rozza ma vagamente credibile illustrava perfettamente slogan che facevano il verso al tono goffamente brillante, che vuole essere smart e suona patetico, di certe pubblicità a basso budget. Una donna mostra una clessidra e con l’altra mano si indica la pancia. Una buccia di banana vuota e afflosciata. Gocce d’acqua che con una figuralità degna di un cinepattone alludono allo sperma come bene comune.

L’austerity del Cairo riaccende la protesta

di Chiara Cruciati 
Le madri egiziane non ce l’hanno fatta più: il taglio dei sussidi per il latte artificiale, con il prezzo salito del 40%, ha scatenato l’ultima protesta. La scorsa settimana decine di donne hanno bloccato le strade del Cairo con i bimbi piccoli tra le braccia e mescolato la rabbia degli slogan al pianto. È disperazione quelle che le ha guidate in piazza, una disperazione condivisa da buona parte della popolazione egiziana, 80 milioni di persone alle prese con una crisi economica che ha cancellato la classe media e moltiplicato i poveri.

Vai Max, pesta duro! Abbattilo, spezzalo, accascialo…Liofilizzalo!!!

di Aldo Giannuli
Stiamo per entrare nel cuore dello scontro referendario e sono già evidenti i due propagandisti più efficaci del No: Alessandro Di Battista e Massimo D’Alema, l’intramontabile conte Max!! Di Battista si conferma un grande agitatore di piazza (ormai a saper fare un buon comizio sono rimasti davvero in pochi e lui è uno dei più bravi. A proposito: non farti distrarre dalle beghe romane e non interrompere il tour, anzi raddoppialo: ce n’è bisogno). Il secondo è un caso ancora più particolare, almeno per me. Ovviamente so chi è Massimo d’Alema sin dal 1973, quando rientrò nel Pci, dopo una scorribanda extraparlamentare e subito venne cooptato nella segreteria della Fgci.

La trappola dei tassi negativi

di Vito Lops
Viviamo in un territorio inesplorato, non contemplato dai manuali di economia. Aumentare la quantità di moneta in circolazione risulta indifferente (contrariamente a quanto studiato all'università sulla base della teoria monetarista) ai fini di risollevare l'inflazione. Ne sa qualcosa la Bce che proprio nel momento in cui ha espanso il suo bilancio su livelli record (siamo oltre 3.400 miliardi) per effetto degli oltre 1.000 miliardi iniettati attraverso l'acquisto di titoli di Stato nell'ambito del programma di quantitative easing varato a marzo 2015, non riesce a schiodare l'inflazione.

Accomarca: il grido degli innocenti

di Mauro Morbello
Dopo 31 anni di attesa, finalmente la corte d´assise di Lima ha emesso un verdetto contro i responsabili di uno dei capitoli piú crudeli e sanguinari del periodo del conflitto armato che ha stravolto il Perú tra il 1980 e il 2000: la strage di Accomarca, avvenuta nel 1985 in provincia di Ayacucho, nella regione sud andina del Perú, dove soldati dell´esercito peruviano trucidarono 69 persone innocenti, tra le quali bambini, anziani e donne violentate prima di essere uccise. Accomarca rappresenta uno dei numerosi, vergognosi capitoli del conflitto armato tra il gruppo terrorista di estrazione maoista Sendero Luminoso (SL) e lo Stato peruviano.

I nuovi consumatori di un paese ingessato, più poveri e più smart

di Luca Fazio 
Qualcuno a corto di argomenti potrebbe liquidare il “Rapporto Coop 2016” – un fitto incrocio di dati freschi e studi statistici approfonditi – come roba da gufi. “In un Paese ingessato, dove la ripresa fatica a decollare, sono nati i nuovi italiani”. Questo l’incipit poco rassicurante, anche perché i neonati non possono che essere figli della recessione. I loro consumi al tempo della crisi rivelano profili anche contraddittori: sono certamente più “vecchi e più soli, più poveri e diseguali”, ma sono diventati – perdoniamo gli inglesismi – più “green e smart, più clean e healty”. Insomma, chi se lo può permettere punta sul benessere, narcisismo auto consolatorio come terapia (a)sociale.

Monsignor Paglia e il terrorismo clericale sull’eutanasia

di Carlo Troilo
Da soli 20 giorni presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Monsignor Vincenzo Paglia sta già per uscire con un libro sull’eutanasia (“Sorella morte. La dignità del vivere e del morire”, Piemme, pp. 276, euro 17,50). Un libro che prima ancora di giungere in libreria ha avuto ampie (ed acritiche) recensioni sui maggiori quotidiani, quasi si trattasse dell’atteso sequel de “I promessi sposi”. Niente di strano in questa Italia sempre più “papalina”, in cui la televisione pubblica sembra la brutta copia di “Radio Maria”. 

Azzardo, il governo gioca, bluffa e perde

di Anna Lombroso
Dubito che sia stato colto impreparato il presidente Clinton, quando lesse quel rapporto dei suoi servizi segreti che annunciava come, intorno al 2010, interi apparati, governi e istituzioni di molti Stati sarebbero stati sostituiti da sistemi criminali organizzati, dalle mafie, dai loro eserciti, dai loro manager, dalle loro polizie, delle loro banche, dalle loro multinazionali: d’altra parte questo processo era stato già largamente favorito dal suo impero in America Latina, poi via via in Europa, in Turchia, in paesi di volta in volta amici o acerrimi nemici a intermittenza, per via di quella coincidenza di interessi tra economia, finanza, mondo d’impresa ufficiale e malavita, malaffare, cosche, consorterie, predoni, ben rappresentati in una cupola globale.

Svendita Poste: lavoratori infuriati, governo verso il rinvio

di Riccardo Chiari
“Lotteremo fino alla fine per impedire una privatizzazione scellerata che mette a rischio il futuro dei lavoratori”. Sottoscrivono gli sportellisti degli uffici, i portalettere, gli addetti alla logistica. Tutti (o quasi) i 140mila addetti di Poste Italiane. Un colosso, anche finanziario, con 14mila uffici disseminati sul territorio. Sul quale però è calato il silenzio. Non certo per colpa dei lavoratori: dalla Lombardia alla Basilicata, dall’Emilia Romagna alla Sicilia, dall’Abruzzo all’Alto Adige, dal Veneto alle Marche, gli ultimi mesi sono stati scanditi da scioperi, manifestazioni e blocco degli straordinari.