La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

venerdì 16 settembre 2016

Il No è anche all’attacco a lavoro e welfare. Intervista a Paolo Ferrero

Intervista a Paolo Ferrero di Riccardo Chiari 
Alla festa nazionale di Rifondazione comunista a Firenze, sul referendum Paolo Ferrero ha avvisato i naviganti: «La difesa della Costituzione è tutt’uno con la lotta per la piena occupazione e la difesa del welfare».
Ferrero, ci spieghi il collegamento?
"La campagna che dobbiamo fare deve connettere il No alla manomissione della Costituzione con la sua attuazione nella vita di tutti i giorni. Dai diritti sociali alla sanità e al lavoro. La forza di Renzi sta nel fatto che già oggi la Costituzione è stata disattesa. E così l’ambasciatore Usa si sente legittimato a dire che si deve votare Sì. L’ha detto come una cosa normale.

Piacenza, pietà l’è morta…

di Giorgio Cremaschi
Abd Elsalam Ahmed Eldanf per la Procura di Piacenza era in gita notturna davanti al magazzino GLS e colto da improvvisa follia si è gettato sotto un camion, uccidendosi. Lui, operaio egiziano con 5 figli, assunto da anni con contratto a tempo indeterminato e in lotta per gli altri come militante della USB.
La procura non ha visto nessuna azione sindacale in corso dopo le 23 del 14 settembre e nulla hanno visto le forze di polizia presenti ai cancelli del magazzino. Dove era in corso una drammatica vertenza sindacale, perché l'azienda si era rimangiati gli impegni sulla regolarizzazione dei precari. Ahmed non era precario, ma rispondendo alle richieste degli altri lavoratori, disperati perché stavano per finire in mezzo ad una strada, e seguendo la sua coscienza di militante sindacale, stava ai cancelli.

A chi giova? La Costituzione di Renzi è una retrocessione storica

di Paolo Ciofi
Siamo arrivati al redde rationem, al punto di caduta decisivo dei processi politici di questi anni: tale è il senso della controriforma costituzionale. Un vero e proprio stravolgimento della Costituzione, che dallo smantellamento del fondamento del lavoro intende stabilizzare il dominio dell’impresa, cioè del capitale, sull’intera società. La domanda è: a chi giova? Ha sostenuto Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, intervenendo alla riunione del Coordinamento per la difesa della Costituzione: «All’immaginario collettivo, ottenebrato dalla politica menzognera del “neoliberismo”, pensiero unico dominante, deve essere innanzitutto chiarito che dette riforme, obiettivo ultimo e non rinunciabile di Matteo Renzi, non sono di alcuna utilità per il popolo italiano, ma servono soltanto agli interessi economici della “finanza”, cioè delle banche e delle multinazionali, alle quali Renzi, come in genere l’intera classe politica, si è da tempo asservito».

La sinistra può esistere dentro l'euro?

di Thomas Fazi 
In un recente articolo pubblicato su MicroMega Guido Iodice replica ad un’intervista di Emiliano Brancaccio in cui quest’ultimo sostiene che «l’Unione non è più riformabile in senso progressista» e che dunque – dato che «il percorso che stiamo percorrendo è palesemente insostenibile» – la sinistra dovrebbe cominciare a guardare “oltre l’euro”, per così dire. Brancaccio esclude l’ipotesi di un’uscita unilaterale dalla moneta unica finalizzata al recupero della sovranità nazionale, che ritiene estranea alla tradizione del movimento operaio, auspicando piuttosto «forme di coordinamento dei paesi euro-mediterranei» (che però l’economista ritiene poco fattibili) o, meglio ancora, «un sistema di gestione delle relazioni internazionali finalizzato al controllo dei movimenti di capitale, fuori e dentro l’Europa, specialmente da e verso quei paesi che adottino misure di dumping sociale e fiscale».

Basta con i grandi eventi. Il M5S? Meglio del Pd. Intervista a Tomaso Montanari

Intervista a Tomaso Montanari di Giacomo Russo Spena 
“Ma quali Olimpiadi, governare la normalità è la vera sfida: il resto è distrazione di massa e carne da macello per la corruzione”. Tomaso Montanari, storico dell’arte e professore universitario, si schiera con la scelta della sindaca Virginia Raggi di ritirare la candidatura per Roma 2024. Nello stesso momento, non risparmia critiche al M5S per la sua condotta nella Capitale: “La nomina della Muraro va sicuramente rivista”. 

La logistica del profitto

di Sergio Bologna
Il gravissimo episodio avvenuto davanti ai magazzini di una società di logistica a Piacenza ha riportato l’attenzione sui rapporti di lavoro e sulle relazioni industriali in questo settore. Un’azienda di logistica conto terzi è composta da una struttura piuttosto snella, lo staff, la struttura amministrativa e operativa, la struttura commerciale e la mano d’opera di facchinaggio. Quest’ultima lavora esclusivamente nei magazzini ed è composta in massima parte da cooperative di soci-lavoratori, reclutati tra la forza lavoro extracomunitaria. Queste cooperative spesso non hanno un rapporto stabile, partecipano a delle gare d’appalto e, finito l’appalto, possono essere sostituite da altre.

Il Politico alla ricerca dell’egemonia

di Chantal Mouffe
Una delle tesi principali che ho sostenuto nei miei lavori è che le questioni propriamente politiche implicano sempre decisioni che richiedono una scelta tra alternative indecidibili da un punto di vista strettamente razionale. Si tratta di una posizione inammissibile per la teoria liberale, poiché concepisce il pluralismo in modo inadeguato: riconosce che viviamo in un mondo in cui coesistono molteplici prospettive e valori e accetta che sia impossibile per ciascuno di noi – in base a ragioni che ritiene di natura empirica – assumerli tutti, ma immagina che, nell’insieme, queste prospettive e questi valori costituiscano un tutto armonico e non conflittuale.

La lezione francese e i problemi aperti

di Marco Assennato
Altrove abbiamo descritto gli inizi del movimento francese contro la riforma del Code du Travail come una salutare esplosione[1]. In effetti il quadro sociale dell’esagono pareva languire, dopo il 2010, a seguito della pesante sconfitta subita dal fronte sindacale sulla riforma delle pensioni. Fino ad allora la Francia aveva mostrato un continuo, per quanto frastagliato e caotico, succedersi di insorgenze: nel 1996, poi nel 2005-2006. In effetti la rivolta delle banlieues ha rappresentato l’ultimo momento di protagonismo sociale – quanto duramente represso – di un paese da lì in avanti avviato a passi spediti verso la riforma costituzionale sancita dallo stato d’emergenza: repressione, controlli di polizia e depoliticizzazione della cittadinanza, sembravano apparecchiare il tavolo per il banchetto elettorale del Front National.

Buona scuola. Punto di non ritorno

di Anna Angelucci
Un nuovo anno scolastico è iniziato. Il secondo dall’entrata in vigore della legge 107, ma in realtà il primo a mostrare molti dei suoi effetti deleteri. La campagna mediatica orchestrata dal Governo continua, con un’opinione pubblica totalmente imbonita: ecco la “Buona scuola”, che ha risolto il problema del precariato, che ha immesso in ruolo migliaia di docenti, che ha premiato i meritevoli, che ha inaugurato la stagione dell’alternanza scuola-lavoro, che ha dato ai dirigenti l’opportunità di scegliersi i docenti con lo strumento della chiamata diretta e di mettere ogni insegnante al posto giusto (su cattedra, potenziamento, supplenze, uffici di vicepresidenza o progetti), pescando nel gran calderone dell’‘organico dell’autonomia.

Riconoscimento reciproco o disaccordo politico? Axel Honneth e Jacques Rancière a confronto

di Giorgio Fazio 
Nel momento in cui in Italia sono uscite, a poca distanza una dall’altra, le ottime traduzioni dei due libri di Axel Honneth Il diritto della libertà e L’idea di socialismo[1] - riaccendendo i riflettori sulla proposta teorica di uno dei protagonisti della scena filosofica contemporanea - è stato pubblicato negli Stati Uniti, nella serie “New Directions in Critical Theory“ della Columbia University Press, un interessante volume intitolato Recognition or Disagreement.[2] Si tratta della trascrizione di un dialogo, tenutosi nel 2009 presso il prestigioso Istituto di Scienze Sociali di Francoforte, che ha visto protagonisti lo stesso Axel Honneth e il filosofo francese Jacques Rancière.

Abdesselem El Danaf era un conservatore?

di Maurizio Landini
Abdesselem El Danaf è stato travolto e ucciso da un tir durante un picchetto sindacale organizzato davanti ai cancelli della Seam, azienda di logistica in appalto della Gls di Piacenza. Il primo commento a caldo rispetto a quanto accaduto è una condanna senza se e senza ma a una morte assurda che ha colpito un operaio mentre lottava per i propri diritti e per quelli dei suoi colleghi. Una condanna che avviene prima sul piano umano e poi su quello sindacale. Secondo alcune ricostruzioni, infatti, il camionista sarebbe partito incitato dai rappresentanti aziendali a forzare il picchetto.

Logistica, la ribellione dei migranti contro lo sfruttamento brutale

Intervista a Giorgio Grappi di Roberto Ciccarelli 
«La morte dell’operaio egiziano Abd Elsalam Ahmed Eldanf travolto da un tir al picchetto di Piacenza non è frutto del caso o di un incidente. Chi ha seguito le lotte operaie dei lavoratori migranti nella logistica conosce benissimo la violenza esercitata ai blocchi da parte padronale, i tentativi di sfondarli, gli interventi delle forze dell’ordine contro i picchetti – afferma Giorgio Grappi, assegnista di ricerca all’università di Bologna, attivista del coordinamento migranti di Bologna e del collettivo «S-Connessioni precarie» e autore di un libro significativo appena pubblicato, Logistica (Ediesse) – Credo che questa tragedia vada compresa come un momento delle lotte sul lavoro che devono confrontarsi con un’organizzazione del lavoro che ha reso sempre più difficile individuare la controparte e ha reso necessario adottare forme di lotte che vanno al di là di quelle tradizionali».

Tisa, come le multinazionali cambieranno le nostre vite

di Stefania Maurizi 
Il Ttip è davvero morto, come ha dichiarato due settimane fa il vicecancelliere tedesco? Anche se fosse, per un Ttip in fin di vita, c'è un Tisa vivo e vegeto, che viene negoziato con successo nelle segrete stanze della diplomazia. Ma ogni volta che ci sono novità importanti, puntuale, arriva l'organizzazione di Julian Assange, che rende pubblico quello che dovrebbe rimanere riservato o comunque lontano dalla luce dei riflettori e destinato, al massimo, a una corte ristretta di burocrati e politici. E' successo anche stavolta: WikiLeaks pubblica tredici file del “Tisa” in collaborazione esclusiva con l'Espresso e con alcuni giornali internazionali, tra cui il quotidiano tedesco “Sueddeutsche Zeitung”.

Perché la sinistra in Italia perde?

di Aldo Giannuli 
Sette anni fa, Rifondazione conquistava il 5,87%, il Pdci il 2,32%, i Verdi il 2,06%, per un totale che sfiorava il 10%. Oggi, pur assorbendo qualche briciola dell’Idv, che aveva un po’ più del 2% nel 2006, la sinistra, tutta insieme, ha difficoltà a raggiungere il 4% ed il quadro politico –organizzativo è desolante: Rifondazione, ridotta a poche migliaia di iscritti, Sel si rivela come un aggregato di aspiranti assessori in carriera ed è ora allo sbando con un gruppo dirigente nazionale che non controlla la sua base, Pcl, Sinistra anticapitalistica, Pc di Marco Rizzo ecc. sono piccolissimi gruppi di diaspora politicamente non significativi, del gruppo di Civati si sono perse le tracce da gennaio.

Giustizia ai licenziati nella Fiat dei suicidi

di Giorgio Cremaschi
"NON SI PUO’ CONTINUARE A VIVERE PER ANNI SUL CIGLIO DEL BURRONE DEI LICENZIAMENTI. L'intero quadro politico istituzionale che, da sinistra a destra, ha coperto le insane politiche della Fiat è corresponsabile di queste morti insieme alle centrali confederali. Dopo aver lucrato negli anni scorsi finanziamenti pubblici multimiliardari, lo speculatore Marchionne chiude e ridimensiona le fabbriche Italiane e delocalizza la produzione all’estero per fare profitti letteralmente sulla pelle dei lavoratori che sono costretti ormai da anni alla miseria di una cassa integrazione senza fine ed a un futuro di disoccupazione.

La morte dell’operaio a Piacenza chiama in causa tutti

di Christian Raimo
Nella notte tra il 14 e il 15 settembre è successa una cosa gravissima. Abd Elsalam Ahmed Eldanf, un operaio dell’azienda di logistica Gls (General logistics systems) di Piacenza, è stato travolto e ucciso con un camion aziendale mentre stava facendo un picchetto, organizzato dall’Unione sindacale di base (Usb), davanti alla Gls. Riccardo Germani, rappresentante del sindacato Usb, racconta così i fatti: “Le trattative erano andate male. Avevamo trasformato l’assemblea in un picchetto davanti ai cancelli della Gls. Eravamo una trentina. A un certo punto quelli dell’azienda hanno incitato i camion a forzare il picchetto. E uno, l’azienda l’ha definito un prevosto… un padroncino… insomma, l’ha fatto.

La satira operaia che non piace ai potenti

di Ascanio Celestini 
«Io sono Mimmo Mignano, uno dei cinque licenziati dalla Fiat» così inizia il racconto di un signore che incontro a Napoli in un teatro a Montecalvario nei Quartieri Spagnoli, quella zona del mondo che agli occhi di Stendhal «è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo». Mi chiedono di fare una fotografia, di firmare una petizione e io gli chiedo di incontrarli, di raccontarmi la loro storia. Accendo la videocamera e registro l’incontro al Nuovo Teatro Nuovo, accanto al palcoscenico dove, tra qualche ora, farò spettacolo.

Referendum, un conflitto di interesse grosso come una casa. Ma è del Si e non se ne parla

di Paola Bacchiddu
Chiamalo, se vuoi, conflitto di interessi. Incredibile che non se ne sia accorto nessuno. Né nel Partito Democratico di Milano, né - soprattutto - in quello di Roma, dalle parti Renzi e Lotti. Eppure c’è una coppia a Milano che farà molto discutere, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it. Lei si chiama Marilisa D’Amico. Donna elegante, gentile e tenace nei modi, è docente di diritto costituzionale, ed ex consigliera al Comune di Milano. Che cosa fa oggi Marilisa D’Amico? E' stata nominata presidente dei comitati milanesi per il SI', in vista del referendum sulle riforme costituzionali. La macchina è già partita, con tanto di mail interne, a sua firma, dove invita a versare un contributo su un conto corrente, per finanziare la costosa campagna “Basta un sì”.

Business penitenziario e insubordinazioni: riflessioni sulle proteste nelle prigioni Usa

di Vincenzo Scalia 
Per comprendere la protesta dei detenuti del Texas attuata il 9 settembre scorso, bisogna mettere in relazione il sistema penitenziario americano con la sua trasformazione in un vero e proprio business privato: sia direttamente, nel senso che costituisce un’occasione di profitto per gli operatori di mercato, sia indirettamente, se consideriamo la sua trasformazioni in un vero e proprio sweatshop, dove i detenuti lavorano come manodopera ipersfruttata, sottopagata e priva di qualsiasi diritto.

Brasile: il governo golpista vuole privatizzare tutto

Non vuole perdere tempo il governo di destra insediato a Brasilia dopo la fraudolenta destituzione della presidente Dilma Rousseff e l’insediamento del suo vice, Michel Temer. Martedì l’esecutivo ha presentato un piano di politica economica improntato alla privatizzazione di ben 34 imprese pubbliche statali e di un gran numero di concessioni. Il piano del governo, denominato ‘Crecer’, riprende alcuni degli obiettivi presentati lo scorso anno dal governo di centrosinistra ma poi accantonati, e li estremizza. Il progetto prevede la privatizzazione di quattro aeroporti, di sette imprese energetiche, di tre imprese sanitarie, e la concessione a privati di tre ferrovie, tre autostrade e due porti.

Un Piano economico migliore per il Giappone

di Joseph Stiglitz
È trascorso un quarto di secolo da quando è scoppiata la bolla speculativa in Giappone – venticinque anni di malessere dato che un “decennio perduto” si è succeduto all’altro. Alcune delle critiche nei confronti delle politiche economiche giapponesi sono ingiustificate. La crescita non è un obiettivo in sé; dovremmo preoccuparci del tenore di vita. Il Giappone è avanti rispetto agli altri nel frenare la crescita della popolazione, e la produttività è in aumento. L’incremento della produzione per persona in età lavorativa, in particolare dal 2008, è stata superiore a quella degli Stati Uniti, e molto più elevata che in Europa.

Un grande sciopero di massa in India: è stato anche generale?

di G. Sampath 
Il 2 settembre 2016 secondo le stime 180 milioni di lavoratori hanno scioperato in tutta l’India, prendendo parte a ciò che è stata salutata come la più grande azione industriale coordinata del mondo. Tutti i sindacati centrali, a eccezione del sindacato Bharatiya Mazdoor Sangh (BMS – Sindacato dei lavoratori indiani) affiliato al partito di governo (BJP – Bharatiya Janata Party – Partito degli indiani), hanno partecipato allo sciopero. Lavoratori del settore privato, del pubblico e del settore non organizzato, tranne quelli delle ferrovie, si sono uniti allo sciopero. Tra i settori coinvolti c’è quello bancario, assicurativo, energetico, petrolifero, portuale, e anche l’industria militare. Hanno preso parte allo sciopero in numero considerevole anche i lavoratori migranti e le donne, soprattutto lavoratrici del tessile.

#StopTTIP e #StopCETA, mailbombing e tweet storm su Renzi

di Monica Di Sisto e Alberto Zoratti
Caro Matteo, stiamo scherzando? Mentre i colleghi francesi, belgi, austriaci e tedeschi del premier Renzi fanno a gara per esprimere critiche (magari anche di facciata) l’Italia sta lavorando intensamente insieme ai negoziatori americani per portare a casa il Ttip, il trattato di liberalizzazione commerciale tra Europa e Usa. La strategia italiana si chiama“step 1”, cioè “primo passo”: è la vecchia fissazione del ministro al Commercio Carlo Calenda per metterci d’accordo entro dicembre almeno sui tagli a dazi e tariffe e sulla cornice “para-istituzionale”, compresa la corte speciale a tutela degli investitori (o Ics) prima che il presidente Barack Obama lasci l’incarico a gennaio 2017.

Un limite invalicabile: i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione

di Alessandro Giannelli
Siamo arrivati all'interrogativo di fondo della questione: i principi fondamentali della Costituzione, ricomprendendo tra questi anche quelli che costituiscono la c.d. Costituzione economica che dà attuazione ai principi fondamentali, possono essere derogati dalla legislazione comunitaria? Prima di addentrarci in aspetti più tecnici occorre subito fare una precisazione: il procedimento di formazione delle leggi a livello europeo è, nei fatti, in capo al Consiglio dell'Unione europea e alla Commissione Europea, organi non eletti dal popolo e i cui componenti generalmente nessuno conosce, mentre il Parlamento europeo svolge oramai un ruolo di mera assistenza.

Il referendum verso il 4 dicembre

di Contropiano 
Su che voto dare i consigli non mancano. Prima Sergio Marchionne (che non vota, essendo svizzero-canadese), poi l'ambasciatore Usa a Roma (idem), infine – ieri – Angela Merkel, hanno dato indicazione per il “sì” alla riforma contro-costituzionale Renzi-Boschi. Sono già iniziati i tam tam terroristici (“se vince il no i finanziamenti stranieri andranno via dall'Italia”, e via proseguendo con altri terremoti, l'invasione delle cavallette e le sette piaghe d'Egitto), ma ancora non si è visto il peggio.

Il megafono di Abdesselem

di Angelo Miotto
È atato investito da un camion guidato da un altro lavoratore, istigato, così dicono FONTI OCULARI A RADIO POPOLARE, da un dirigente della ditta piacentina Saem, in appalto alla Gls. Un uomo, già professore di matematica in Egittto, in Italia costretto ad altro lavoro, con figli e famiglia, ucciso durante una manifestazione del tutto normale come quella di reclamare per i propri diritti. Il megafono ancora in mano. Dobbiamo chiamare tutti a spegnere l’enfasi che è nemica della conoscenza e della realtà e dire semplicemente che questa vittima è una vittima imperdonabile a priori, senza dover colorare su titoli e social un disegno che di per sé è già dentro le tinte della disperazione.

Quando si parla di Costituzione non può esistere il “meno peggio”

di Giuseppe Civati 
Michele Serra si affida alla teoria del “meno peggio” per spiegare perché non gli piace tanto questo governo, ma ancora meno gli piace l’opposizione: e quindi – non si sa se di tanto o di poco – è meglio il governo. La discussione ci accompagna da tempo – potremmo dire da sempre – e si pone in ogni occasione: governare con Alfano, aiutati da Verdini, è “meno peggio” che non governare. Le larghe intese, diventate lunghissime, sono il “meno peggio” rispetto alle elezioni.

Il lessico dell’anarchismo

di Mauro Trotta
Trovare in un libro dedicato all’anarchia un gran numero di citazioni di personaggi come Fabrizio De Andrè o Giorgio Gaber o il Mahatma Gandhi è quanto meno spiazzante. Ed è proprio quello che avviene anche solo sfogliandoNé obbedire né comandare. Lessico libertario di Francesco Codello (elèuthera, nuova edizione 2016, pp. 160, euro 13). Ma uscire dal «recinto» dei classici dell’anarchismo per illustrare e dibattere argomenti centrali del penserio libertario è una precisa scelta dell’autore.

Qualche proposta per una ricostruzione sostenibile

di Rossella Muroni
Amatrice, Arquata, Pescara del Tronto e gli altri borghi colpiti dal sisma del 24 agosto sono una ferita aperta e profonda che l'Italia non dimenticherà. A quasi un mese da quel terremoto che ha colpito Lazio, Umbria e Marche, ora lentamente si sta cercando di tornare alla normalità, a quella quotidianità strappata in un attimo dal sismaLa campanella è suonata anche per i bambini di Amatrice e di Cittareale, che con un sorriso e zaino in spalla, sono entrati nella nuova scuola, una struttura modulare e colorata costruita in tempi record dagli uomini della protezione civile trentina.

Referendum, JPM, Renzi, Blair & co: si decide tutto in un resort (di lusso)

di Mara Maldo
”Il bel paese là dov’ il Sì suona” recita Dante nel canto XXIII dell’Inferno riferendosi ad una Italia di là da venire. Ed effettivamente se si consulta il sito web borgofinocchieto.com si scopre che ora quell’Italia esiste veramente. È l’Italia del resort di lusso a pochi chilometri da Siena di proprietà dell’ambasciatore americano Phillips, già italianissimo Filippi, e villa Filippi è una delle prenotatissime gemme del superalbergo degna cornice di tanti weekend di membri del giglio magico.

Un bicameralismo farraginoso e insulso

di Ermanno Vitale 
Bisogna dare atto a Paolo Pombeni di aver finalmente proposto, dalla parte del «sì» alla revisione costituzionale, un apprezzabile tentativo di argomentare nel merito, al qualeè così possibile replicare. Con due avvertenze preliminari, credo utili per restituire sobrietà alla discussione. La prima, forse ovvia ma non troppo: la formazione e il ruolo del Senato sono indubbiamente punti importanti, ma la materia sottoposta a revisione è ben più ampia (sono addirittura 47 gli articoli sottoposti a revisione, così che la nostra architettura costituzionale viene di fatto riscritta).

Psicopolitica e potere secondo Byung-Chul Han

di Matteo Moca
In un suo libro precedente, La società della stanchezza, uscito nel 2012, il filosofo Byung-Chul Han sostiene che la società del XXI secolo non conservi più le caratteristiche novecentesche illustrate da Foucault: non si tratta più di una società di tipo disciplinare e controllata da determinate forme di obbedienza e dispositivi ma, piuttosto, l’individuo del nostro secolo è parte di una società di «prestazione», cioè non è nient’altro che un imprenditore di se stesso. Per questo le sofferenze che il soggetto patisce, sono quelle derivate da un livello di competizione sempre altissimo, e quindi incarnate in depressioni, burnout, paura di non essere all’altezza e altre cose simili.

UE, le barriere economico-sociali

di Alessandro Casiccia
Una tendenza separante ed escludente sembra affermarsi nel secondo decennio del duemila, caratterizzando non solo il problema delle migrazioni ma molti eventi politici recenti. Compresi quelli che stanno incidendo sulla struttura stessa dell’Unità Europea. Nuove barriere vengono erette. Non solo lungo i confini ma nel corpo stesso dei paesi a sviluppo maturo; dove la diseguaglianza si approfondisce, assume forme nuove, ridisegna i rapporti economici e sociali; e incide sull’accesso all’istruzione superiore e, ovviamente, alla politica. E spesso accade che ad accogliere messaggi promettenti muri alle frontiere sia proprio chi di interni muri escludenti sta divenendo vittima.

Possiamo abbandonare il Pil

di Paolo Cacciari 
Dal 18 marzo 1968 sappiamo che il Pil “misura tutto eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta”. Da quando, cioè, Robert Kennedy lo affermò nel celebre discorso alla Kansas University, pochi mesi prima di essere ammazzato. Ma la successiva, lunga restaurazione liberista aveva chiuso l’argomento. Il Prodotto interno lordo, la sua crescita, è stato l’incontrastato totem della religione economica attorno a cui hanno danzato fino allo sfinimento moderni sciamani: economisti, opinionisti, politici.

La “mancetta” di Matteo Renzi

di Rocco Artifoni
Con il nuovo anno scolastico a tutti i diciottenni è arrivata la “mancetta” di Matteo Renzi: un bonus di 500 euro per acquistare, tramite la “18app” da scaricare sullo smartphone, beni e servizi collegati alla cultura, come libri, ingressi ai musei, biglietti per cinema, teatri e concerti. Dopo il bonus di 500 euro per la formazione degli insegnanti ecco quello per i maggiorenni. Matteo Renzi è sicuramente dotato di fantasia e di generosità, anche se non si tratta di un filantropo come Babbo Natale, poiché i soldi in definitiva vengono tolti dalla cassa comune.

Una casa, altri mondi

del Subcomandante Moisés e del Subcomandante Galeano
Sì, lo sappiamo. Giorni e notti in cui l’amarezza sembra essere l’unico orizzonte. Passi trascinati per il dolore, la rabbia, l’indignazione; inciampando ogni tanto negli impertinenti sguardi del cinismo e della delusione; la stupidità intronizzata in ruoli di governo e sondaggi; la simulazione come forma di vita; la mitomania come tattica e strategia; la frivolezza come cultura, arte, scienza; il dosato disprezzo verso il diverso (“il male non è che esista l’altro, ma che si mostri”); la rassegnazione a prezzo di saldo nel mercato politico (“è così, resta solo da scegliere non più per il meno peggio, ma per il meno scandaloso”).

C'è chi dice NO. Per un'assemblea nazionale del NO sociale al Referendum

C’è qualcosa che non va in questo cielo. Presto si voterà sulla riforma costituzionale targata Renzi.  Che una classe politica che ha passato gli ultimi trent’anni a dimostrare la propria assoluta continuità con la mafia e gli affaristi proponga di accentrare ancora di più il potere nelle mani dell’esecutivo è semplicemente grottesco. Ma il Partito Democratico, dopo anni in cui ha ridotto i diritti sociali e impoverito milioni di persone, ha ancora tante “riforme” da proporci, tante grandi opere da costruire, tanti diritti da abolire e va di fretta.

Turchia: a perdere è sempre il giornalismo

di Bülent Mumay
“Figlio di puttana! Bastardo, traditore della patria!”; “Disonorato! E così sei un traditore? Sei da prendere a bastonate…”; “Devi stare muto!”; “Figlio di puttana! La pagherai!” Frasi, anche non troppo originali, che potrebbero essere utilizzate in un litigio tra adolescenti; o urla deliranti di un gruppo di ultras durante una partita. Ma non è vera né la prima né la seconda ipotesi. Sono messaggi pieni d'odio inviati su Facebook ad un giornalista – che sono io, salve a tutti! - dopo il suo arresto. E vi ho risparmiato i messaggi che esprimevano il desiderio di avere rapporti sessuali con mia madre o altre fantasie riguardanti il sottoscritto.

Passare dall’invettiva alla mobilitazione (altrimenti…)

di Giuseppe Civati
A frequentare i social sembrano tutti scatenati sulle riforme costituzionali, da sempre esperti di sistemi bicamerali (perfetti e imperfetti), ma soprattutto campioni olimpionici dello specchio riflesso, capaci di rinfacciarsi qualsiasi cosa, dall'unità di Italia a oggi (Cavour come avrebbe votato? E Garibaldi?). Viene in mente lo scontro tra il tennico da bar e l'uomo con il cappello di Stefano Benni del Bar sport (pubblicato per la prima volta quarant'anni fa e consigliabilissima lettura quarant'anni dopo).

Battiam battiam le mani, è arrivato l’ambasciator

di Il Simplicissimus 
Non mi ero stupito più di tanto dell’improvvida uscita dell’ambasciatore americano disceso in difesa del sì al referendum costituzionale che se non passasse – ha pomposamente detto – rischierebbe di disseccare gli investimenti americani che per la verità hanno già comprato il comprabile e adesso sono all’assalto del residuo settore alimentare. Insomma interferenza palese e indebita aggravata dal ricatto, ma la cosa appunto non sorprende: com’è noto gli ambasciatori americani non hanno né carriere, né competenze diplomatiche e talvolta nemmeno una formazione politica che vada oltre i grossolani concetti che essa contempla al di là dell’atlantico.

Bayer si pappa Monsanto e vuol essere il padrone della vita

di Contropiano 
Cibo e veleno, vita e morte, tutto sotto il controllo della stessa azienda. Anzi, soltanto di tre. Dopo le fusioni tra Dow Chemical e Dupont, tra ChemChina e Syngenta, arriva quella tra Bayer e Monsanto. In comune hanno la concentrazione planetaria su merci e tecnologie riguardanti agricoltura, farmacologia, diserbanti, pesticidi, ecc. L'80% delle sementi e il 70% dei pesticidi usati negli Usa viene fuori solo dalle loro fabbriche. 

Verità e giustizia per Abdesselem El Danaf

di Roberta Fantozzi
Abbiamo portato la nostra solidarietà al presidio organizzato da USB davanti al Ministero del Lavoro per l’uccisione di Abdesselem El Danaf. Le mobilitazioni continueranno nei prossimi giorni, a partire dallo sciopero di due ore indetto per domani a fine turno nel settore privato, alle iniziative nei diversi territori, alla manifestazione nazionale di sabato a Piacenza. Quello che è accaduto è terribile e gravissimo. Un operaio, immigrato, padre di cinque figli è stato ucciso mentre lottava per i propri diritti e per i diritti dei propri compagni di lavoro: lui stabilizzato si batteva per le assunzioni dei lavoratori precari, migranti o autoctoni che fossero.

Se c'è chi lo afferma non state a sentire, è uno che vuole soltanto tradire...

di Francesco Erspamer
C'è un governo che sta svendendo l'Italia alle multinazionali straniere, distruggendo un sistema assistenziale che un tempo era fra i più avanzati del mondo, impoverendo la classe media e il piccolo commercio, svuotando la Costituzione e trasformando la nostra democrazia partecipativa in un regime controllato dai ricchi e dai potenti, svilendo il nostro patrimonio culturale e sociale, ossia la nostra più preziosa risorsa. Il tutto mentendo quotidianamente grazie all'incondizionato appoggio dei media, alla sistematica censura di qualunque critica e all'uso del gossip e della disinformazione per gettare fango sull'opposizione.

Il Pentagono non sa dove sono finiti $6.5 trilioni di dollari

di Maria Grazia Bruzzone
Continua a rimbalzare sul web una storia che ha dell’incredibile. Una faccenda tutta americana venuta alla luce a fine luglio ma ignorata dai grandi media, sebbene appaia così enorme da far impallidire i nostri scandaletti domestici. E neppure nuova, scopriremo. A rilanciarla con enfasi è William Engdhal su NEO , blog serio e autore altrettanto attendibile sia pure radical. Che la prende come spunto per dissertare sulla decadenza degli Stati Uniti, anzi, dell’impero americano, paragonato a quello dell’antica Roma nel quarto secolo DC.

500 milioni ai poveri se passa il sì. Ma i conti di Renzi non tornano

di Donatella Coccoli 
Referendum show, continua il martellamento sugli effetti positivi del sì. Passato l’endorsement dell’ambasciatore americano, digerito l’ecumenico monito del presidente Mattarella su «Il popolo è sovrano», oggi torna ad affrontare l’argomento a Uno mattina, Matteo Renzi che ha ripetuto un refrain che gli è molto caro. «Se il Sì vince ci sarà un risparmio importante, si ridurranno gli stipendi dei consiglieri regionali, si elimineranno i rimborsi ai gruppi, e ci sarà un fondo di 500 milioni di euro che sarà messo a disposizione delle nuove povertà», ha affermato Renzi a UnoMattina.

Logistica, nessuno si assolva!

di Pierpaolo Leonardi
Non è la prima volta che un camion forza i picchetti dei facchini della logistica. Qualche mese fa a Milano, sempre alla GLS un episodio analogo a quello di ieri sera a Piacenza non si è trasformato in tragedia per pura fortuna. Anche in quell'occasione i dirigenti della GLS erano scesi direttamente in campo istigando i camionisti a forzare i picchetti. Il picchettaggio per impedire l’ingresso al lavoro o impedire l’uscita delle merci è una forma di lotta che era quasi scomparsa da alcuni anni dal nostro Paese ma si è riaffacciata prepotentemente negli ultimi anni proprio a partire dal settore della logistica. 

La scuola in Italia: stipendi bassi e docenti anziani

L'Italia è penultima in Europa per spesa nella scuola. Il nostro paese detiene anche il record di Neet, i giovani che non lavorano né sostengono un percorso di studi. È quanto emerge dal rapporto annuale dell'Ocse, dal titolo Education at a glance 2016, lo sguardo sull'istruzione fornito dall'Organizzazione. "La spesa pubblica per l'istruzione in Italia è diminuita del 14% tra il 2008 e il 2013", si legge nei dati, che certificano il passo indietro in termini di investimenti. "Un'istruzione di qualità ha bisogno di un finanziamento sostenibile", secondo gli esperti, mentre i governi che si sono succeduti hanno solo tagliato nel settore.

Ape, un altro regalo a banche e assicurazioni

di Gloria Riva 
Più che un favore a lavoratori troppo stanchi, l'Ape, l'anticipo pensionistico, rischia di tramutarsi in un regalo a banche e assicurazioni. L'Ape è il fulcro della Riforma delle Pensioni che il ministro Giuliano Poletti, insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, sta in queste ore discutendo con i sindacati. E' una misura studiata per consentire agli attuali 63enni di andare in pensione con uno sconto di tre anni e sette mesi rispetto a quanto stabilito dalla legge Fornero.

Un “autunno caldo” per i Balcani?

di Gianmarco Pisa
La riapertura della stagione politica dopo la pausa estiva, che convenzionalmente potremmo far coincidere con la ripresa dei lavori del complesso delle istituzioni comunitarie, il 12 settembre, coincide anche con l’apertura di un mese-chiave, a cavallo tra settembre ed ottobre, nello spazio post-jugoslavo. Il rinnovato interesse della regione, alla luce della dinamica intrinseca delle relazioni trans-balcaniche e in relazione al potenziale che essa riveste per l’allargamento europeo e per il futuro stesso dell’Unione Europea, è scandito anche dalla preoccupante riapertura di focolai di tensione che vedono le linee di maggiore tensione tra Banja Luka e Sarajevo, in Bosnia, tra Belgrado e Zagabria, ed in Kosovo.