La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

venerdì 30 settembre 2016

Clima e futura umanità. Intervista a Noam Chomsky e Graciela Chichilnisky

Intervista Noam Chomsky e Graciela Chichilnisky di C.J. Polychroniou
Sembra che tra gli scienziati e persino tra gli analisti politici e sociali stia emergendo un consenso che il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici rappresentano il pericolo piu’ grande per il pianeta. Siete d’accordo con questa idea, e perche’?
Noam Chomsky: "Sono d’accordo con la conclusione degli esperti che hanno impostato l’Orologio del Giudizio per il Bollettino degli Scienziati Atomici. Essi hanno spostato le lancette di due minuti piu’ vicino a mezzanotte- tre minuti a mezzanotee- per via dei pericoli sempre maggiori di guerra nucleare e di riscaldamento globale. Questa mi sembra essere una considerazione credibile.

Jeremy Corbyn annuncia il socialismo del XXI secolo

di Anna Polo
Jeremy Corbyn ha chiuso il congresso del Partito Laburista a Liverpool, che ha sancito la sua ri-elezione a leader, con un discorso appassionato e visionario, accolto da una standing ovation e ha poi chiamato sul palco i militanti a cantare Red Flag, la versione inglese di Bandiera rossa. Corbyn ha ricordato che “ottenere giustizia per tutti e cambiare la società per il beneficio di tutti è il cuore del laburismo.” Dunque è giusto fare campagne e protestare, ma anche “conquistare il potere a livello locale e nazionale, per realizzare il profondo cambiamento di cui il paese ha un disperato bisogno.” Per questo “il compito fondamentale del partito è quello di ricostituire la fiducia e l’appoggio necessari a vincere le prossime elezioni e formare il nuovo governo.”

La vittoria del No per la sinistra che vogliamo. Intervista a Nicola Fratoianni

Intervista a Nicola Fratoianni di Riccardo Chiari 
Domani pomeriggio Sinistra italiana è in piazza Ognissanti a Firenze, per dire “No” alla riforma della Costituzione. “Vogliamo immaginare la manifestazione – spiega Nicola Fratoianni – come punto di incontro di tante forze politiche, sociali e associative di sinistra per il No”.
Fratoianni, quelli del Sì e quelli del No concordano solo sul fatto che la riforma Boschi-Renzi attribuisce al governo un ruolo molto ‘pesante’, che non ha mai avuto nei 70 anni di vita repubblicana.

Buona scuola? Vademecum per la resistenza

di Marco Rovelli 
Che la scuola italiana si stia impregnando di cultura della valutazione lo si può capire anche da episodi tutto sommato marginali, e per questo quanto mai significativi. Il centro, del resto, lo si osserva sempre meglio dai margini, in quelle scorie che sono il precipitato di rilevanti mutazioni in atto. Un mio amico insegnante è stato neoimmesso in ruolo, con conseguente anno di prova (che da sempre si fa il primo anno dell’immissione in ruolo). E da sempre è sostanzialmente una pura formalità: non lo si fa superare a chi ha evidentissime inabilità all’insegnamento e alle relazioni umane (che so, qualcuno che abbia picchiato un ragazzo, o vada a scuola sempre ubriaco).

Boschi e il paese degli astensionisti

di Alberto Burgio 
Una vicenda marginale, in apparenza un trascurabile dettaglio. La ministra Boschi, in tournée con il suo staff, gira il Sudamerica a spese del contribuente per fare il pieno di voti a favore del Sì nel referendum. A organizzarle claque e sfarzoso proscenio a Buenos Aires non è un amico di famiglia né un fan, ma l’ambasciatrice della Repubblica Italiana in Argentina, la signora Teresa Castaldo, da un annetto titolare del prestigioso incarico in un paese nel quale vivono circa 700mila «italiani all’estero» con diritto di voto.

La Fornero non si tocca, i pensionati come il bancomat

di Giorgio Cremaschi
La sostanza dell'accordo è che la Fornero non si tocca. Il catastrofico innalzamento dell'età pensionabile resta tutto a fare i suoi danni alla condizione di lavoro e alla occupazione. Si potrà andare in pensione prima solo se si vincerà la lotteria dei lavori usuranti. Pochi saranno scelti tra coloro che hanno già 41 anni di contributi. Oppure se le aziende ti manderanno via come esubero. Oppure se ti indebiterai per 20 anni con quel raggiro usuraio che è l'APE. 

Preside manager, una catena di comando per la serie A e la serie B

di Alba Sasso
Mentre il governo Renzi approvava, ricorrendo alla fiducia parlamentare, la Legge 107, in piazza Montecitorio continuava la protesta del popolo della scuola. Insegnanti,genitori,studenti. Quel popolo che aveva riempito le piazze del nostro Paese. E che, insieme ai suoi sindacati, aveva drammaticamente capito e previsto quanto sarebbe successo. In primo luogo. Non siamo di fronte a quello che era stato presentato come un grande e innovativo progetto di cambiamento culturale del sistema, anzi. Poche righe e neppure chiare nel testo di legge.

La Fiom è ancora in campo. Intervista a Maurizio Landini

Intervista a Maurizio Landini di Salvatore Cannavò
La Fiom è ancora in campo”. Maurizio Landini non ha dubbi quando gli si chiede che fine ha fatto. Anzi, si dice convinto che il lavoro svolto negli scorsi anni germoglierà in quella che definisce la “stagione referendaria”: il referendum costituzionale dove Fiom e Cgil invitano a votare No. E poi i referendum sociali di primavera, per la prima volta indetti da un sindacato, che punteranno ad abolire le norme sui voucher, sugli appalti e soprattutto sul reintegro nel posto di lavoro. Due appuntamenti in cui il sindacato entra direttamente nel campo della politica e dopo i quali Landini lascerà la Fiom per trasferirsi, con un ruolo nella segreteria nazionale, in una Cgil che oggi considerà molto più in sintonia con le proprie posizioni.

Il partito del “nì”

di Giulio Cavalli 
Romano Prodi ha dichiarato che la la campagna referendaria è “una rissa più dura di quella del confronto tra Hillary Clinton e Donald Trump” aggiungendo che non prenderà posizione nemmeno “sotto tortura”. Di Bersani e Speranza, insieme alla cosiddetta “sinistra del PD”, ne leggiamo praticamente tutti i giorni: a loro la riforma così com’è non piace, dicono, forse voterebbero “no” al referendum ma non sanno dirci cosa voteranno, lasciando intendere che c’è spazio per una trattativa. Su cosa vorrebbero trattare in realtà si è capito ancora meno.

La performance del docente automa. Basta barrare una «x»

di Anna Angelucci
Alla fine è arrivata, la valutazione dei docenti garantita da Renzi all’Ue, ben confezionata nel pacchetto di controriforme riassunte alla Merckel in comode slide col logo Ferrari. In tutte le scuole d’Italia, a un anno esatto dall’entrata in vigore della 107, col solleone: una tabella a campi chiusi stile quiz Invalsi, ormai assurto a idealtipo ministeriale della valutazione. Seppure con formati diversi, l’insieme degli indicatori varia lungo un continuum che va dall’elenco dei titoli all’indicazione delle attività aggiuntive.

Il Labour e la svolta a sinistra. Intervista a Donald Sassoon

di Leonardo Clausi 
Donald Sassoon, professore emerito di storia europea comparata presso il Queen Mary College, dell’Università di Londra, è uno dei massimi esperti di socialismo europeo. Autore, fra gli altri de La cultura degli europei. Dal 1800 a oggi, ha appena terminato un tomo sul capitalismo globale dal 1880 al 1914.
Professor Sassoon, Jeremy Corbyn ha dimostrato la sua attuale invincibilità all’interno del partito resistendo a un attacco frontale durissimo da parte dei suoi stessi deputati. Che dopo questa sonora débâcle sono affranti.

Dalla Screen Sud alla Gbm, quando il lavoro è senza padroni

di Angelo Mastrandrea 
Hanno impiegato alcuni anni, gli ex operai della Screen Sud, per rimettere in moto la fabbrica. Fino al 2012 si chiamavano Lafer, producevano reti d’acciaio per vagliature industriali, fatturavano 7 milioni di euro all’anno e avevano sede a Nola. Poi è arrivata la crisi: dal calo delle commesse al fallimento non è passato molto. In dodici hanno deciso di riprovarci. Hanno costituito una cooperativa, racimolato 350 mila euro tra Cfi (Cooperazione finanza impresa), un fondo istituito presso il ministero dello Sviluppo economico, Coopfond, alimentato con il 3 per cento degli utili degli iscritti a Legacoop, e il fondo Sviluppo della Confcooperative.

Alla lotteria delle cattedre nel caos della «Buona Scuola»

di Maurizio Franco 
«Oggi, forse, mi danno una supplenza fino al 30 giugno. Insegno nella scuola primaria da anni, sono abilitata, diplomata magistrale, ma ancora precaria. Ho un’ansia tremenda». Ad aspettare il suono della campanella, ai cancelli dell’istituto comprensivo Luigi Settembrini di Roma ci sono quaranta persone. «Ero in seconda fascia delle graduatorie d’istituto, ho vinto un ricorso per l’immissione nelle graduatorie ad esaurimento. Sono entrata con la riserva e a zero punti, ne avevo 84». I docenti si accalcano poi all’entrata, sgomitavano in aula, mentre qualcuno scribacchia su un taccuino, segnandosi i posti disponibili, le cattedre vacanti rimaste nelle scuole di tutta la provincia.

Rilanciare l’iniziativa per la cancellazione della controriforma Fornero

di Roberta Fantozzi
Le pensioni sono materia incandescente. Lo sono per la devastazione che è stata prodotta dalla legge Fornero, la più violenta controriforma del dopoguerra che ha scaricato i suoi effetti micidiali sulla vita di milioni di donne e uomini. Lo sono anche perché regolando la fine della vita lavorativa, incidono in maniera determinante sull’insieme dei processi di riproduzione sociale, sull’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani, come sul rapporto tra lavoro produttivo e lavoro di cura e dunque sul rapporto tra generazioni e generi.

La sinistra e il M5S, odio e amore

di Aldo Garzia
L’Italia si incammina a passo spedito verso l’avventura di un governo a 5 Stelle? Il quesito è legittimo. A rendere possibile tale prospettiva ci pensa perfino la nuova legge elettorale che, se non verrà modificata, con il ballottaggio può dare la vittoria proprio a Beppe Grillo & company. I grillini hanno intanto il vento in poppa, nonostante l’impasse del sindaco Virginia Raggi a Roma e malgrado la confusione programmatica della loro recente kermesse nazionale a Palermo.

La bussola del pacifismo

di Nigrizia 
Per fare scelte di giustizia e quindi di pace ognuno di noi deve sapersi orientare, individuando percorsi etici e politici. Il fatto è che sul mercato esistono tanti tipi di “bussola”, ciascuna tarata in base a una visione del mondo e a degli interessi specifici, ciascuna pronta a indicare all’opinione pubblica la direzione da prendere. Insomma, c’è competizione e il cittadino che deve fare le scelte è strattonato da tutte le parti. Così il movimento pacifista italiano – che in altre stagioni ha svolto un ruolo di orientamento sociale anche con momenti simbolici, pensiamo alla Marcia Perugia-Assisi e alle Arene dei Beati i costruttori di pace – non può oggi dare per scontato di saper interpretare e indirizzare il sentire comune semplicemente ripetendo qualche slogan edificante.

Che è successo alla sinistra latinoamericana?

di Martín Caparrós
Non so quante volte l’ho vista scritta o l’ho sentita ripetere: è ovunque. La frase si è guadagnata un suo spazio, il luogo più comune di tutti, e non si discute: in America Latina la sinistra ha fallito. È un concetto così radicato che nessuno ci riflette più: è la forza del cliché. Il fallimento della sinistra in America Latina è uno di questi concetti. Il fallimento dei governi del Venezuela, dell’Argentina o del Brasile in questo inizio di secolo è evidente, ed è ovvio che è successo in America Latina; meno ovvio è che quella che tanti hanno deciso di chiamare sinistra fosse sinistra.

Un governo di sinistra: in Portogallo arriva la patrimoniale per i ricchi

di Marcello Sacco
Si scalda il dibattito, in Portogallo, sulla prossima legge di stabilità del governo socialista. E quando l’alternanza democratica sembrava un meccanismo usurato, specie agli occhi degli elettori più stanchi (basta ricordare l’astensionismo al 44% alle legislative dell’anno scorso), salta fuori qualche piccola sorpresa che, se nella peggiore delle ipotesi non dovesse servire a nulla, sarà servita almeno ad arricchire la discussione e moltiplicare gli angoli visuali.

Sfruttati, illusi, arrabiati: storie dal mondo del lavoro oggi

di Giuseppe Civati
Ogni diritto acquisito viene calpestato incolpando la "crisi mondiale", "lo stato attuale delle cose", "le richieste del mercato" o dichiarando con uno sberleffo che "oggi va in questo modo, in fondo siete già fortunati". C'è una generazione da sacrificare. A cui offrire lavoro come briciole che cadono dalla tovaglia e prevenendone il lamento. I proletari di tutto il mondo non sono uniti, i loro padroni, poche multinazionali ricchissime, sì. Oggi non è il precariato il focus, ma lo schiavismo. Sei spinto a lavorare sempre di più, sei pagato sempre meno e, se crolli, la colpa è della tua fragilità.

Jobs Act in soffitta, spazio alla Carta dei diritti

di Antonio Sciotto
L’antidoto al Jobs Act della Cgil è finalmente maturo: la Carta dei diritti universali del lavoro ha raccolto un milione e 150 mila firme e adesso approda in Parlamento. La segretaria Susanna Camusso ha consegnato ieri mattina gli scatoloni con le sottoscrizioni alla Presidente della Camera Laura Boldrini, proprio nel giorno del centodecimo compleanno del sindacato: la sfida, a questo punto, sarà quella di portare effettivamente alla discussione delle due Camere la proposta di legge di iniziativa popolare, evitando che come tante altre finisca in un cassetto.

Anche Torino vota No: il consiglio comunale contro la Renzi-Boschi

di Coordinamento Democrazia Costituzionale 
Dopo Napoli e Parma, Torino: un’altra grande città italiana si schiera contro le deformazioni della Costituzione volute dal governo e approvate da un parlamento eletto con una legge elettorale giudicata incostituzionale dalla Consulta. Il consiglio comunale del capoluogo piemontese ha approvato non uno bensì due ordini del giorno critici sulla legge Renzi-Boschi. Il primo, presentato da Valentina Sganga e approvato con 23 voti a favore (M5S, Torino in comune), 8 contrari (PD, Lista civica, Lista Morano) e 2 astenuti (Lega Nord e Lista Rosso) segnala come «l’obiettivo della stabilità del paese e dell’efficienza dei processi decisionali in ambito parlamentare» non può «produrre un’alterazione profonda della composizione della rappresentanza democratica, sulla quale si fonda l’intera architettura dell’ordinamento costituzionale vigente».

Finchè io sono ministro e SYRIZA è al governo l’acqua non si privatizza

di Argiris Panagopoulos
"Finché io sono ministro e il governo è di SYRIZA non sarà privatizzata la società di acqua di Atene EYDAP e di Salonicco EYATH. Se vuole farlo che lo faccia la Nuova Democrazia prendendosi la responsabilità”, ha detto il Ministro delle Finanze EukleidisTsakalotos parlando alla riunione delle Commissioni Economiche e Produzione e Commercio del parlamento in riferimento chiaro per il disegno di legge per i prerequisiti per la tranche dei 2,8 miliardi che deve pretendere il paese. 

Pensioni, il bluff propagandistico di Renzi è palese

di Franco Astengo
Sono solo proposte avanzate verbalmente, neppure sulla carta di progetti legislativi, ma quanto è stato discusso tra Governo e Sindacati sul terreno delicatissimo delle pensioni è già oggetto da parte degli organi d’informazione di una vera e propria campagna di mistificazione. La realtà viene nascosta da titoli devianti rispetto alla realtà che nascondono i diversi progetti di provvedimento. Prendiamo ad esempio, ma soltanto come esempio, le due pagine che Repubblica dedica all’argomento.

Se è l’euro la causa dei tanti populismi europei

di Sergio Cesaratto, Massimo D’Antoni, Vladimiro Giacché, Mario Nuti, Paolo Pini e Antonella Stirati
Intervenendo sul manifesto del 23 settembre Giorgio Lunghini fornisce “qualche cifra sugli effetti dell’abbandono della moneta unica”. In sintesi: l’uscita provocherebbe una svalutazione del 50% della nuova valuta italiana, cui conseguirebbe nel primo anno un’inflazione del 15%, che poi si attesterebbe su una media del 20% nel quinquennio successivo. La svalutazione farebbe raddoppiare il valore dei titoli di Stato in mano ai non residenti, determinando il default dello Stato italiano, mentre l’inflazione farebbe dimezzare il valore dei titoli di Stato in mano ai residenti, causando un crollo del reddito disponibile delle famiglie dell’11%.

La vita della scuola sottratta ai burocrati riformatori

di Andrea Bagni
Quando mi capita di parlare pubblicamente del mio lavoro di insegnante mi trovo spesso in una situazione un po’ strana. Il tema è quasi sempre il disastro della scuola, impoverita, abbandonata, in crisi di prestigio e autorità, dimenticata da decenni come dicono alcuni. E io penso dimenticata… Magari i governi ci avessero dimenticati. Hanno tutti messo mano alla grande riforma epocale, e con Renzi è arrivato il manifesto ideologico della meritocrazia tutta chiacchiere e distintivo, che non c’entra nulla con la scuola reale ma la invade di aziendalismo e gerarchie, superpoteri strampalati ma buoni per annunci luccicanti.

Usa, le élites e l’attacco neoliberista ai prof della scuola pubblica

Intervista a Mike Naison di Tiziana Terranova
Mark Naison insegna African American Studies e storia alla Fordham University di New York. È un prof bianco che fa rap ed è appassionato di insegnamento. Da anni è impegnato nella campagna della Badass Teachers Association, un’organizzazione nazionale nata nel 2003 per fare voce agli insegnanti stanchi di essere trattati da capro espiatorio dei problemi dell’istruzione pubblica. A Mark racconto cosa sta accadendo agli insegnanti italiani con la «Buona Scuola» di Renzi; esodi forzati da Sud a Nord per quelli della primaria, poteri manageriali ai presidi, stipendi bassi, precariato e burocratizzazione dell’insegnamento.

Corbyn e il socialismo nel programma

di Leonardo Clausi
La metafora alpinistica l’ha usata proprio lui, nel discorso di chiusura del congresso. È una montagna elettorale quella che aspetta il Labour di Jeremy Corbyn, appena rieletto leader con uno schiacciante 62% dei voti: impervia, tuttavia scalabile. E dopo un anno in cui i suoi compagni di cordata – i deputati del Parliamentary Labour Party (Plp) – hanno cercato di farlo precipitare in tutti i modi, il leader è un arrampicatore più esperto. Il suo secondo discorso d’insediamento in un anno alla platea di Liverpool è stata una faccenda assai più equilibrata e lucida, e non solo perché ha imparato a usare il gobbo.

I complici firmano la rapina sulle pensioni

di Claudio Conti
Bisogna ammettere che certe idee possono venire solo se ti prendi il tempo di riflettere per bene, magari andando in crociera con i soldi dei tuoi “azionisti”, com'è “capitato” al segretario generae della Uil. Cgil-Cisl-Uil hanno firmato un accordo in cui la rapina legalizzata contro i lavoratori a un passo dalla pensione diveta legge. Ciliegina sulla torta, in qualche passo non è nemmeno indicato il “tetto” entro cui determinati passaggi diventeranno norma. Al buon cuore del governo, insomma; ma intanto si firma.

Il Ttip si arena: l’interesse economico privato ha sconfitto gli Stati?

di Damiano Rizzi
Il 23 settembre scorso i ministri che si occupano di commercio nei vari Paesi Ue si sono incontrati a Bratislava per discutere circa il futuro del Ttip (Partnership transatlantica sul commercio e l’investimento tra Usa ed Ue) dopo il terremoto della Brexit ed i diversi annunci che si sono susseguiti nel corso dell’estate, da parte di vari esponenti politici ed istituzionali europei, circa il possibile abbandono dei negoziati. Al termine dell’incontro, i ministri hanno confermato la volontà di proseguire con i negoziati, pur riconoscendo che è ormai improbabile la conclusione dei medesimi entro il termine dell’Amministrazione Obama.

Costituzione: nota sulla verità del referendum di Raniero La Valle

di Ettore Bonalberti
Ho meditato la lucidissima relazione tenuta dal Prof Raniero la Valle a Messina, il 16 settembre scorso, a un dibattito sui temi del referendum, con la quale espone in maniera rigorosa le ragioni vere che stanno alla base della scelta operata dal governo Renzi di modifica della Costituzione del ’48. Tale relazione credo rappresenti la più completa analisi delle motivazioni interne e internazionali che hanno sollecitato i governi occidentali a porre in essere i tentativi di superamento delle costituzioni rigide del dopoguerra.

Alternanza scuola-lavoro? A lezione di fotocopie e timbri

di Aksel Nikaj
L’alternanza scuola lavoro è stata introdotta, in via sperimentale in Italia, dal decreto legislativo 77/ 2005 dell’allora ministra Moratti. Nel 2015 invece il governo Renzi, con l’approvazione della Buona Scuola rende definitivamente obbligatoria l’alternanza con un monte di 400 ore per gli istituti tecnici e professionali e 200 ore per i licei. La necessità dell’alternanza nasce, da parte del governo, dalla convinzione che il mondo della formazione non sia capace di preparare le studentesse e gli studenti alle necessità del mercato del lavoro e che quindi questo disallineamento sia la motivazione per cui gli studenti usciti dai percorsi formativi non riescono a rispondere alle necessità del mondo del lavoro, aumentando conseguentemente la disoccupazione.

Referendum per l’indipendenza, il president ottiene la fiducia

di Luca Tancredi Barone 
Lo zoppicante governo catalano si regge sull’illusione di poter arrivare in tempi brevi all’indipendenza. Per la precisione, subito dopo aver celebrato un altro mitico referendum fra un anno, come ha promesso ieri il president Carles Puigdemont. Se la saga socialista non gli avesse rubato la scena, ieri il tema del giorno sarebbe stato l’ennesima puntata della telenovela catalana. In un certo senso è stata ancora una volta una giornata «storica»: per la prima volta un presidente catalano nel pieno dei poteri si è sottoposto a una questione di fiducia.

Socialismo europeo in coma, la Spagna non fa eccezione

di Aldo Garzia
Buona parte del socialismo europeo è in coma. Resiste al governo a Stoccolma e Lisbona, è in ripresa a Londra con Jeremy Corbyn alla guida del Labour party ma è sotto la tenda a ossigeno nella Germania della Merkel dove è ingabbiato nel governo di unità nazionale, in Francia dove le aspettative della presidenza Hollande sono andate deluse, in Spagna dove il Psoe si dibatte tra le convulsioni di un dibattito interno senza precedenti. Le cause dell’afasia sono profonde. La prolungata crisi economica ha prosciugato le bandiere socialdemocratiche di piena occupazione e redistribuzione dei redditi, il crollo del “socialismo reale” non è valso come antidoto, i riferimenti ai lavoratori salariati sono andati in frantumi, il progetto di unità europea fa passi indietro, non c’è infine un ripensamento sui valori possibili di un moderno socialismo nell’era della comunicazione digitale.

F-35: proviamo a fare chiarezza?

di Amedeo Maddaluno
L'”affaire F-35″ è uno di quelli sui quali è davvero difficile fare chiarezza, date le molte voci levatesi nel solito tifo da stadio tra chi è favorevole o contrario all’implementazione del cacciabombardiere della Lockheed-Martin tra le piattaforme delle nostre forze armate. Tutte queste voci hanno una cosa in comune: il loro apriorismo e la loro natura fieramente ideologica, mai strategica. Siamo favorevoli perché fedeli alleati nell’ambito NATO del protettore americano (Dio ce ne scampi e liberi! Vieppiù che questa è la posizione implicita di molti politicanti tra cui l’ex Ministro della Difesa Mauro). Siamo contrari perché pacifisti tout-court (posizione degna di rispetto sul piano ideale, tristemente inconsistente sul piano strategico). Insomma: al solito, guelfi e ghibellini.

Pensioni: il cerotto sulla gamba di legno


di Fabio Sebastiani
Legge di stabilità, l’aggiornamento dei conti prevede quasi mezzo punto di Pil fuori dal patto di stabilità. Nel Def disavanzo 2017 al 2%, più 0,4% di spese fuori-Patto con la flessibilità che si attesterà sui 9-10 miliardi. Sono questi i nuovi numeri della nota di aggiornamento alla legge di stabilità che il Governo si appresta a portare in Parlamento. L’Unione europea frena, ma il Governo è deciso a portare avanti la sua battaglia per portare fuori dal Patto di stabilità le spese per migranti e post terremoto.

Il 21, nelle piazze, porteremo anche la nostra riforma delle pensioni

di Unione Sindacale di Base 
L’accordo siglato dal ministro del Lavoro e da Cgil-Cisl-Uil, secondo la confederazione USB non affronta il tema cruciale del sistema previdenziale pubblico: come garantire in futuro pensioni dignitose a tutti. Dal cantiere sulla previdenza aperto presso il ministero di Poletti è uscito un accordo ancora da definire in molte sue parti importanti e comunque limitato nei contenuti. Il prestito pensionistico, l’APE, rimane in panne ancora prima di uscire dall’officina e saranno presumibilmente pochi ad accettare di farsi tagliare del 25% la futura pensione, mentre la cosiddetta APE SOCIAL resta tutta da definire.

La Cgil compie 110 anni (e li dimostra tutti)

di Lidia Baratta
Il 29 settembre del 1906 cominciava alla Camera del lavoro di Milano il primo congresso della Confederazione generale del lavoro (Cgl), l’embrione di quella che poi sarebbe diventata la grande fortezza Cgil. Centodieci anni dopo, nel 2016, il sindacato oggi guidato da Susanna Camusso festeggia il suo compleanno con un concerto in piazza del Popolo a Roma. E i suoi anni li dimostra tutti. Da allora, sotto i ponti di Corso d’Italia ne sono passati di scioperi e segretari. Ma soprattutto si sono perse per strada le tessere. E con l’antipatia renziana per i sindacati, sono venuti meno anche gli spazi di concertazione e il peso politico.

La vita agra dei prof precari tra selezioni e maxi-concorsi

di Cattive Maestre
A metà agosto le analisi dei primi risultati delle prove scritte del concorso a cattedra hanno portato notizie inaspettate: le 63.712 assunzioni sbandierate da Renzi e Giannini per il «concorsone 2016», secondo le proiezioni del sito Tuttoscuola saranno solo 40mila. Una scelta apparentemente incomprensibile che ha avuto bisogno, per essere giustificata agli occhi dell’opinione pubblica, del sostegno di una campagna mediatica denigratoria e aggressiva, volta a screditare la figura del docente attraverso la retorica del merito.

Un due tre... stella! Sulla necessità a Roma di uno scatto della città

di Decide Roma
I primi due mesi della nuova amministrazione di Roma Capitale hanno visto una pressione mediatica e politica senza precedenti a cui è stata e continua ad essere sottoposta la Giunta Raggi. Al contempo, sono emersi anche alcuni deficit evidenti e allarmanti del Movimento Cinque Stelle nell'idea di governo della città che rischiano di rendere vano qualsiasi reale cambiamento. 

1 ottobre a Calais, contro l’Europa dei muri

di Unione Sindacale di Base
Oltre 10.000 persone sono trattenute a Calais, gabbia nel cuore della “fortezza Europa”, grazie al trattato di Le Touquet, firmato nel 2003 tra la Francia e l'Inghilterra. Un trattato che di fatto ha trasformato la vita di donne e uomini, perché migranti, in un vero inferno nell'indifferenza totale. Proprio queste donne e questi uomini, fuggiti da guerre geopolitiche ed economiche, sono diventati il capro espiatorio di una crisi economica che nell’eurozona ha prodotto oltre 20 milioni di senza lavoro di ogni età, come riportano recenti dati Eurostat.

Dal Ponte alla Brebemi, le opere del gatto e la volpe

di Il Simplicissimus 
Visto che si ritorna a parlare di Ponte sullo stretto, sia come compensazione affaristica per le Olimpiadi mancate, sia come specchietto per le allodole in vista del referendum, sia come nuova ipotesi di patto con la parte più oscura del Sud attraverso una grande opera del tutto inutile senza prima mettere mano alla strutture fatiscenti di Calabria e Sicilia, c’è da incazzarsi e dire che non se ne può più, che è ora di uscire da una logica perversa che costa montagne di miliardi, sottratti al welfare e alla dignità dei cittadini, in cambio di opere gadgets. E che dietro la presunta innocenza di teorie e prassi economiche, si nasconde in realtà il contrario della ragione e del buon governo.

L’economia è una scienza?

di Beneath Surface
Che l’economia non sia un scienza sperimentale in senso stretto è noto da oltre 200 anni. Non è possibile fare esperimenti “in vitro”tanto per vedere come reagirebbe l’economia se si variassero certi parametri invece di altri, e l’alternativa sarebbe tentare di farlo nella realtà, a rischio di un po’ di macelleria sociale. È questo il motivo fondamentale che ha condotto i primi economisti a riflettere sui metodi aperti al teorico per studiare questa scienza sociale. Tanto che la prima riflessione economica tocca argomenti importanti per la filosofia della scienza, e in particolare l’epistemologia, la sua branca dedicata all’analisi della conoscibilità dei fenomeni e ai metodi per farne efficace ricerca.

Lucrative contraddizioni dello sport moderno

di Max Mauro
La partecipazione di una squadra di rifugiati alle Olimpiadi di Rio ha catturato l’attenzione dei mezzi di informazione di buona parte dell’Occidente. Più d’uno, senza troppa fantasia, l’ha definita «una grande storia Olimpica». Tutto ciò è comprensibile se si tiene a mente che tra principi del movimento olimpico vi è quello di «contribuire alla costruzione di un mondo migliore e più pacifico educando la gioventù per mezzo dello sport, praticato senza discriminazioni di alcun genere» (articolo 6 della Carta Olimpica). Nel sogno delle Olimpiadi, lo sport viene inteso come massima espressione degli ideali universali di uguaglianza e inclusione sociale.

Il giorno in cui l’Italia ha scoperto i suoi ghetti di Stato

di Giuseppe Campesi, Nick Dines e Enrica Rigo
Il giorno in cui la stampa italiana ha sollecitato l’attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni di vita all’interno del Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) diFoggia Borgo Mezzanone, ricercatori, operatori e attivisti che da anni si occupano delle politiche di accoglienza in Italia hanno sperato di assistere a un dibattito finalmente costruttivo sull’argomento, che approfondisse le ragioni dei ripetuti fallimenti delle politiche di accoglienza senza indugiare nei cliché che troppo spesso attraversano la discussione pubblica. Si sbagliavano: anche l’ultima inchiesta di Fabrizio Gatti su «l’Espresso» inciampa in schemi retorici dagli effetti perversi.

Cosa non torna sulla morte dell’operaio a Piacenza

di Alessandro Leogrande 
Per capire gli eventi che hanno portato alla morte di Abd Elsalam Ahmed Eldanf, travolto da un camion durante un picchetto davanti a uno dei centri logistici della multinazionale Gls il 14 settembre scorso a Piacenza, bisogna ricostruire il contesto. E il contesto è fatto da una serie dettagli, sms, orari impressi sui telefonini, frasi dette o appena abbozzate, piccoli oggetti come il megafono trovato accanto al corpo di Abd.

Contro la privatizzazione dell’acqua: in Valtellina arriva la class action

di Enzo Orsingher
Dalla Valtellina partono ogni giorno decine di TIR carichi di bottiglie di una famosa acqua minerale; partono centinaia di megawatt prodotti da grandi e piccole centrali idroelettriche; lo scorso 13 settembre proprio da Sondrio è partita anchela prima “class action” italiana sulle bollette dell’acqua. Abbiamo già raccontato delle tariffe aumentate fino al 400%, della legittima protesta popolare promossa dal Coordinamento Acqua Pubblica ed accompagnata, tra gli altri, dal locale Comitato di Possibile: circa 7000 firme raccoltesu una petizione (on-line e cartacea), incontri pubblici diffusi e molto partecipati.

Il letame StopTTIP nelle mani del Ministro Calenda

Un barattolo di letame biologico Stop TTIP e Stop CETA consegnato al Ministro Carlo Calenda oggi in visita all’europarlamento dalle mani dell’europarlamentare GUE Eleonora Forenza, della Campagna Stop TTIP Italia e di Real Shit, la startup che produce letame biologico di campagna per contadini di città. “La consegna del nostro regalo al Ministro” chiarisce Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia “vuole ancora una volta sottolineare come l’applicazione di trattati come CETA e TTIP potrà avere impatti molto negativi sulla nostra produzione agricola di piccola scala, buttando fuori mercato migliaia di piccoli produttori, disarticolando i mercati locali e col rischio di abbattere i nostri standard di qualità”.

Renzi a caccia della destra, come sempre

di Daniela Preziosi
Il presidente del consiglio Matteo Renzi è a caccia dei voti della destra per vincere il referendum. Lo ha detto ieri in un’intervista al Foglio, lo ha ripetuto poi in serata a Perugia in un comizio per il Sì. «Ho detto che il referendum si vince a destra. E per questo voglio prendere i voti della destra. E un autorevole esponente della minoranza del mio partito mi ha criticato per questo. Sì è vero: voglio prendere i voti della destra. E forse per questo lui si chiama minoranza». Ce l’ha con il bersaniano Roberto Speranza che in mattinata gli aveva replicato: «Non vorrei che il giorno dopo il referendum, avendo puntato sugli elettori di destra, ci ritrovassimo tutti iscritti al partito della nazione e il Pd svuotato di idee ed elettori».

Nel paese del Jobs Act il 53% dei laureati è precario

A quattro anni dalla laurea, quella triennale, in Italia sono precari uno su due: il 52,8%. Il lavoro “non stabile” coinvolge invece il 41,9% dei laureati di secondo livello (33,8% per gli uomini) Nel 2015 il 63,2% dei diplomati aveva un’occupazione «non stabile». Si lavora con quello che offre il supermarket italiano del precariato: contratto a tempo determinato, contratto a progetto, di prestazione d’opera, voucher, borsa di studio/lavoro. E, ovviamente, senza contratto. Ancora stabilmente un’eccellenza nel paese del Jobs Act (l’ 8,7% nel caso dei diplomati).

Bolletta della luce e mercati elettrici, i conti che non tornano

di Luca Martinelli
In ogni bolletta dell’energia elettrica c’è una voce che dice “costi di dispacciamento”. Insieme al prezzo dell’energia, rappresenta in percentuale la componente più importante della nostra spesa, il 36,23%. Se il significato di “prezzo dell’energia” è facilmente intuibile, però, capire che cosa sia il “dispacciamento” è più complicato. Possiamo partire dalle nostre case: se accendiamo contemporaneamente il forno, la lavatrice e il condizionatore, è probabile che salti la corrente, che ci sia un piccolo black-out.