La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

giovedì 22 dicembre 2016

Guerra alla generazione invisibile

di Alberto Manconi 
Il ministro Poletti ha sempre detto quello che non doveva dire. Ma è proprio attraverso certe dichiarazioni impietose e prontamente smentite che Poletti suggerisce importanti operazioni di verità sullo stato delle cose. Fin dalla prima trasmissione televisiva a cui partecipò fresco di nomina a Ministro del Lavoro, dichiarandosi “orgoglioso di rappresentare le Coop nel Governo”. A seguito dell'ultimissimo scandalo provocato dal Ministro del Lavoro, che si scaglia con un impeto anomalo contro i “centomila giovani in fuga”, le richieste di dimissioni e le degne offese e minacce hanno giustamente invaso il web negli ultimi giorni, ripescando alcune delle migliori performance che Poletti ci ha regalato, tra foto celebri di cene mafiose e calorosi regali in soldi pubblici all'azienda del figlio.

Salva-banche, 20 miliardi da un giorno all’altro

di Andrea Baranes 
“Oggi la banca è risanata, e investire è un affare. Su Monte dei Paschi si è abbattuta la speculazione ma è un bell’affare, ha attraversato vicissitudini pazzesche ma oggi è risanata, è un bel brand”. Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dei Ministri, al Sole 24 Ore, 22 gennaio 2016. Quindi il problema era la speculazione. Era esterno. La banca in sé era solida. E parliamo non di decenni fa, ma dell’inizio di quest’anno. Una banca risanata, che dopo pochi mesi si trova sull’orlo dell’abisso. Incredibile che in così poco tempo la situazione sia precipitata in questo modo, vero? Le cose devono essere completamente cambiate nel “bel brand” di Monte Paschi se il Parlamento autorizza il governo a stanziare fino a 20 miliardi di scudo. Cambiate da un giorno all’altro.

A casa il campione della precarietà

di Alfonso Gianni 
Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Questa è la celebre e potente apostrofe con la quale Cicerone iniziò la prima delle sue orazioni contro Catilina. Sostituite al nome di quest’ultimo quello del ministro Giuliano Poletti e abbiamo il quadro della situazione, pur sapendo che l’accostamento nuoce, per evidente sproporzione, alla memoria dell’antico senatore romano. Ma serve oggi per indicare che ogni limite è stato davvero superato, e con esso la pazienza che solitamente l’accompagna. Il ministro del lavoro ne ha infilata una dietro l’altra in rapida successione.

Dopo il No: qual è l’agenda?

di Gaetano Azzariti 
I commenti, dopo il referendum, finora sono stati orientati a valutare le ripercussioni politiche immediate; concentrati sulla crisi di governo, sui nuovi equilibri all’interno delle diverse forze politiche, sul futuro personale di Renzi. Molti partiti cercano di cavalcare la vittoria, per ottenere un successo fulmineo, andando alle elezioni. Persino il partito responsabile della débâcle referendaria tenta di risorgere dalle ceneri, mettendosi il più rapidamente possibile alle spalle la questione della costituzione e della sua riforma, per ripresentarsi agli elettori come se nulla fosse accaduto.

Il caso dei voucher e del reddito minimo

di Alessandro Gilioli 
A volte, spingi spingi, una battaglia civile di minoranza diventa mainstream. Qui ci si è occupati per la prima volta di voucher più di nove mesi fa, non solo su questo blog ma anche sull'Espresso cartaceo: e grazie a Fabrizio Gatti e Francesca Sironi ma soprattutto all'allora direttore Luigi Vicinanza che mi diede retta, quando in riunione spiegai la portata del fenomeno e suggerii che ce ne dovevamo ampiamente occupare, anche se non ne parlava nessuno. Adesso, per fortuna, invece ne parlano tutti.

Trump e la rivolta delle élite contro il popolo

di Loris Caruso
A un mese dalle elezioni negli Stati Uniti, si è sedimentata nel senso comune – avviata dai media – la convinzione che la vittoria di Trump sia stata dovuta, soprattutto, al voto delle classi popolari. La classe operaia bianca colpita dalla deindustrializzazione, i disoccupati e le classi medie impoverite sono stati da subito al centro dei commenti post-elettorali. Si sarebbe trattato di una rivolta dei ceti medio-bassi contro il binomio vecchia politica-Wall Street rappresentato da Clinton. In questo senso, il voto americano avrebbe lo stesso segno sociale di quello inglese per il Brexit e del recente voto italiano al referendum costituzionale.

Una bussola puntata sulle vie di fuga dal regime dell’austerità

di Giorgio Cremaschi 
Le vie nazionali di rottura con il liberismo sono l’unica via credibile per mettere in discussione il sistema di disoccupazione di massa e ingiustizia sociale affermatosi con la globalizzazione finanziaria. E questo vale soprattutto in Europa, dove la costruzione reale della Unione ha fatto delle politiche di austerità un fondamento costituente della unione stessa. Questa è la tesi di uno splendido piccolo manuale di economia e storia del pensiero economico che Sergio Cesaratto ha voluto condensare nelle sue Sei lezioni di economia (Imprimatur editore, euro 17). Un saggio che affronta le principali teorie sul capitalismo, partendo da Ricardo e Marx per giungere a Keynes a Sraffa e alla teoria oggi dominante, il marginalismo neoclassico.

La disuguaglianza globale e quella all’interno dei paesi: una lezione di Dani Rodrik

di Paolo Paesani 
“L’uguaglianza all’interno dei paesi è nemica dell’uguaglianza a livello globale?”. E’ questo il titolo della XVI Lezione “Angelo Costa”, che si è tenuta il 2 Dicembre di quest’ anno presso la sede centrale della Confidustria, con il patrocinio della Rivista di Politica Economica. Ad affrontare questo argomento di grande attualità, e tema-chiave della sua riflessione e della sua produzione scientifica, è stato Dani Rodrik, professore di Politica Economica Internazionale presso la John F. Kennedy School of Government dell’Università di Harvard e autore di ricerche importanti sugli effetti della globalizzazione sul sistema economico-sociale e sulla politica economica.

Le grandi fabbriche respingono il contratto infame: la classe operaia può!

di Clash City Workers 
Fincantieri, Piaggio, Microelectronics, Dema, AST, Brembo, Necta, Ducati, Minarelli, GKN, CarbonSteel, CFT, Electrolux, Avio Aero, Stefani, Meridbulloni, Ansaldo SKF...sono solo alcune delle fabbriche dove è stato respinto l’infame contratto dei metalmeccanici, firmato da FIM, FIOM e UILM. In altre, dove ha prevalso il SI, il NO si è attestato comunque su numeri molto alti: all’Alenia di Pomigliano, ad esempio, è arrivato al 42%. Tutto questo contro l’indicazione delle dirigenze sindacali (FIM e UILM per il SI, FIOM per la libertà di scelta) e senza alcuna campagna di massa per il NO, senza contare i brogli ormai classici e puntualmente denunciati, dal voto multiplo ai verbali secretati.

L'ordine neoliberale crea solitudine e sta facendo a pezzi la nostra società

di George Monbiot 
Un’epidemia di malattie mentali sta distruggendo mente e corpo di milioni di persone. È arrivato il momento di chiederci dove stiamo andando e perché.Quale maggiore atto d’accusa potrebbe esserci, per un sistema, di una epidemia di malattie mentali? Eppure problemi come ansia, stress, depressione, fobia sociale, disturbi alimentari, autolesionismo e solitudine oggi si abbattono sulle persone in tutto il mondo. Le recenti, catastrofiche statistiche sulla salute mentale dei bambini in Inghilterra riflettono una crisi globale.

L’essere come produzione. Tra inchiesta, ontologia e prassi politica

di Giso Amendola 
Alla fine degli anni Settanta, uno dei cicli di lotta più intenso e furioso del Novecento trova davanti a sé, particolarmente in Italia, la chiusura di ogni spazio e di risposta istituzionale, se non quella della repressione più feroce. È su questo passaggio d’epoca che si apre il libro di Willer Montefusco e Mimmo Sersante dedicato al pensiero di Antonio Negri, e, in particolare, al periodo che si apre con il 1980: Dall’operaio sociale alla moltitudine. La prospettiva ontologica di Antonio Negri (1980-2015) (DeriveApprodi, 2016). Periodizzazione molto problematica, che gli autori accolgono infatti molto relativamente.

L’intervento pubblico alla fine è arrivato, ma tardi e male

di Vincenzo Comito
Dunque il Parlamento ha approvato l’intervento pubblico di salvataggio del sistema bancario nazionale per un ammontare di 20 miliardi. Si tratta di un’ennesima sconfitta del governo Renzi-Padoan-Gentiloni sul terreno finanziario, dopo una serie di rovesci che hanno riempito in questi mesi le pagine dei giornali. Il governo si era mostrato del tutto riluttante a fare una mossa che doveva invece essere posta in essere già da molto tempo, in presenza di un sistema bancario palesemente incapace di fare da solo rispetto ai tanti punti di crisi.

Movimenti: 12 vittorie di speranza in un buio 2016

Il 2016 è stato un anno terribile per chi si occupa di giustizia sociale, diritti e difesa dell’ambiente. Ma in questa “oscurità” è possibile intravvedere la luce. Anzi, dodici luci. Dodici storie di movimenti sociali e battaglie civili che quest’anno hanno raggiunto vittorie storiche. Dodici “ispirazioni” che il Trasnational Institute ha voluto raccogliere e mettere in fila. Per “resistere” e “sperare”. La prima “fotografia” è dedicata agli accordi commerciali sostenuti dalle principali multinazionali del commercio mondiale. Dal Trans-Pacific Partnership (TPP) tra Stati Uniti e Paesi del Pacifico -sconfitto nel 2016 dopo chi i candidati presidenti l’hanno sconfessato-, al Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), appeso a un filo sottile.

La democrazia e l'Europa nella visione di Federico Caffè

di Alberto Baffigi
Il 2 settembre 1978 Tommaso Padoa-Schioppa, allora consulente economico presso il Ministero del Tesoro, scrisse una lettera privata a Federico Caffè; una lettera molto dura, di reazione alle severe critiche con cui il professore aveva stigmatizzato, in dichiarazioni pubbliche, il piano triennale del ministro del Tesoro, Pandolfi. Il piano (Una proposta per lo sviluppo, una scelta per l’Europa), pubblicato il giorno precedente, comprendeva una serie di impegni e obiettivi sul fronte della politica salariale e su quello della finanza pubblica, elaborati a supporto della partecipazione dell’Italia al Sistema Monetario Europeo, lo SME.

La "pistola" puntata contro una generazione

di Clap Roma
Le parole del Ministro del Jobs Act sono parte integrante della guerra ai giovani del governo Renzi. Ma la verità di una generazione inizia a venire a galla, dal NO al referendum alla battaglia contro i voucher. Poletti che rimane ministro? Lo conosciamo bene ed è «meglio non averlo tra i piedi». Anzi no, non intendevamo questo, evidentemente ci siamo espressi male e ce ne scusiamo. È bene che i ministri possano «fare esperienze» al governo, basta che dopo abbiano la «possibilità di tornare»… alle elementari per esprimere le proprie energie e capacità, soprattutto nelle cene con i protagonisti di Mafia Capitale. Vi ha fatto sorridere questo errata corrige? E quello del Ministro?

Raggi inconsapevole. Ora rifiuti i vincoli di colpe non sue

di Stefano Fassina 
Martedì 20 dicembre è stata un’altra giornata triste per Roma. Non abbiamo gioito per l’ennesimo “incidente” dell’amministrazione di Virginia Raggi. Sin dall’avvio della consiliatura, SinistraXRoma si è comportata da minoranza costruttiva, non da opposizione pregiudiziale. Siamo convinti, infatti, che il fallimento della giovane esperienza di governo votata da due terzi dei romani pochi mesi fa diventerebbe un problema politico sistemico, fonte di ulteriore sfiducia dei cittadini verso le istituzioni di rappresentanza e governo.

Questo terrorismo è figlio dell’Occidente. Intervista a Paolo Ferrero

Intervista a Paolo Ferrero di Gianluca Roselli 
L’attentato di Berlino è stato terribile. Ma per sconfiggere il terrorismo dobbiamo cambiare completamente la nostre politiche. Smettere di fare guerre di civiltà e finirla di vendere armi a certi Paesi”. Paolo Ferrero, ex ministro del Lavoro e segretario di Rifondazione Comunista, è stato appena eletto vice presidente del Partito della Sinistra Europea, formazione che raccoglie al suo interno le principali sigle di sinistra radicale del continente.

Il voto sulla Tav è uno spartiacque

di Giorgio Cremaschi
Tutte le destre vecchie e nuove, dal PD alla Lega a Forza Italia (hanno votato contro M5S e Sinistra Italiana) hanno approvato in Parlamento il via libera al TAV in Valle Susa, un'opera devastante, rubricata al costo ufficiale di oltre 8 miliardi di Euro. Costo che, se dovesse seguire l'esempio di quelli dell'Expo su cui sta indagando la magistratura, finirebbe per triplicare. Immaginiamo quante cure sanitarie, quanti aiuti si potrebbero garantire ai 5 milioni di poveri che non possono più permettersi nulla. Il Tav è uno spreco assurdo e criminale di denaro pubblico, come l'acquisto dei bombardieri F35.

Il mercato come dio: teologia finanziaria e altri pasticci

di Eleonora Franchin
“Ho passato diversi anni a capire questo paradosso: come può l’economia finanziaria diventare una specie di teologia? Me ne sono accorto una decina di anni fa mentre leggevo i giornali: il lessico del Wall street journal, gli inserti finanziari del Times e di Newsweek somigliavano troppo a quelli del libro della Genesi e delle lettere ai Romani”. Era un mondo noto, una specie di deja-vu per un uomo di Chiesa. Harvey Cox, 87 anni, teologo e pastore protestante, docente ad Harvard, sentiva che quel linguaggio gli era in qualche modo familiare. Eppure descriveva flussi monetari e fondi d’investimento; derivati e debiti.

Dimissioni!

di Francesca Molinari
“Centomila giovani se ne sono andati dall’Italia? Sì, ma “non è che qui sono rimasti 60 milioni di pistola. Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi”. Anzi, no, “mi sono espresso male: penso, semplicemente, che non è giusto affermare che a lasciare il nostro Paese siano i migliori e che, di conseguenza, tutti gli altri che rimangono hanno meno competenze e qualità degli altri”.

Aleppo. Lo sguardo oltre le parti

di Dilar Dirik
Si dice che la veritá è sempre la prima vittima della guerra. E’ quanto mai vero, soprattutto guardando alla propaganda che arriva da ogni lato dopo la caduta di Aleppo che rappresenta l’ultimo episodio del calvario siriano degli ultimi anni. Sono disgustata dal semplicismo, dal dogmatismo delle idee e, in alcuni casi, dall’assoluta assenza di decenza morale nelle analisi e pseudo-analisi su cosa sta accadendo ad Aleppo, in Siria e più in generale in Medio Oriente.

Riconsiderazione della Primavera Araba: rivolte, controrivoluzione, caos e riverberi globali

di Richard Falk
Appiccicare l’etichetta di “Primavera Araba” ai considerevoli eventi del 2011 sembra già bizzarro, se non una denominazione impropria. Guardandoci indietro cinque anni dopo, piuttosto che una via a un futuro migliore, quello che si sta svolgendo è l’oscuramento di un quadro politico regionale già molto fosco. Tuttavia il fatto che tale oscuramento sia l’esito finale piuttosto che un punto mediano di un processo il cui esito non può essere previsto è al centro dell’incertezza interpretativa.

In Venezuela è l'ora dei Consigli di produzione dei lavoratori

di Giorgio Ceriani 
Un recente decreto presidenziale ha reso ufficiale quanto Maduro aveva anticipato nella manifestazione del passato 8 novembre nel Poliedro di Caracas. Davanti a circa settemila persone, tra membri delle milizie popolari e delegazioni di lavoratori, il presidente, assieme al ministro di Lavoro e al comando militare, ha esposto le ragioni di urgenza che hanno portato alla creazione di questa nuova struttura di controllo della produzione, della produttività e della distribuzione economica.

Larghe intese per la Tav? Non ci demoralizziamo, tranquilli

di NoTAV.info
Con 285 voti favorevoli, 103 contrari e 3 astenuti la Camera ha ratificato l'accordo di Parigi 2015 e Venezia 2016 relativi al progetto Torino-Lione, ovvero il via libera a progettare e realizzare il tunnel trasfrontaliero di 57 km, quello che non esiste e per molto tempo, politica e informazione, hanno spacciato al posto del tunnel esplorativo esistente oggi. Hanno votato a favore Pd, Forza Italia, Ap-Ncd, Lega Nord, Civici e Innovatori, Ala-Scelta Civica, Democrazia Solidale-Cd, Fdi-An. Contrari M5s, Sinistra Italiana-Sel, Alternativa Libera.

Le periferie obese e la rovina chic dei centri storici

di Salvatore Settis 
In questa Italia delle crisi e dei veleni, sempre più fuoco cova sotto sempre meno cenere. Lo segnalano con forza crescente le battaglie per il diritto al lavoro, ma anche quelle per il diritto al paesaggio, sancito dalla Costituzione ma calpestato dalla bassa politica. Dagli orrori che ci circondano può venire qualche speranza? Forse. A Palermo due convegni rivali, convocati sullo stesso tema lo stesso giorno (16 dicembre), hanno gettato sul tappeto il tema del recupero della costa sud-est, sette chilometri di discariche e pessima edilizia in un paesaggio che fu di miracolosa bellezza, e questo mentre in Comune si lavora a possibili piani di recupero, in bilico fra vera resurrezione di un’area deturpata e pretese esigenze di un turismo straccione.

La resa della Fiom non piace ai metalmeccanici

di Stefano Porcari 
Il contratto dei metalmeccanici firmato da Fim, Fiom, Uilm non sembra affatto gradito dalle assemblee dei lavoratori della maggiore categoria industriale del paese. “Dovranno truccare le consultazioni ma è un bel segnale di lotta” commenta a caldo Giorgio Cremaschi. Dalla prime notizie che arrivano dalle assemblee dei lavoratori, il contratto è stato bocciato in molte fabbriche. Negli stabilimenti della Fincantieri, Ilva, Leonardo, Ansaldo Energia della Liguria prevale il No (non abbiamo ancora i dati disaggregati). Da altre fabbriche arrivano invece i dettagli del referendum tra i metalmeccanici.

Sopra la banca il governo campa, sotto la banca il popolo crepa

di il Simplicissimus
Si diceva prima del 4 dicembre, anzi lo dicevano quelle facce di bronzo purtroppo sempre al loro posto nonostante la sonora bocciatura del no che il sistema bicamerale faceva perdere tempo. Ma era una bugia, visto che il governo, sempre quello, ma con abiti diversi ritirati dal lavasecco, non ci ha messo poi molto a varare un fondo di 20 miliardi per salvare Mps, il banco dei pegni del Pd e le altre banche in difficoltà, vittime della loro stessa avidità, delle liasons dangereuses con la politica e dei pasticci che hanno creato al tempo dei “dubbiosi disiri” di speculazione selvaggia.

A cento anni dalla Rivoluzione d’Ottobre un crowdfunding per un convegno

di Benedetto Vecchi
Un secolo. Tanti sono gli anni che separano il tempo attuale dalla Rivoluzione d’Ottobre. E già in questi ultimi giorni dell’anno si rincorrono, quasi giocassero a nascondino, l’apologia di quell’«evento» che modificò il corso della Storia e le demonizzazioni del socialismo reale all’interno di una gestione preventiva – nella formazione di qualsiasi ipotesi teorico-politica di trasformazione radicale dell’esistente. C’è da scommettere che il prossimo anno sarà costellato di continue oscillazioni tra queste due polarità, opposte nelle argomentazioni ma speculari nel chiudere la porta a una indispensabile innovazione politica per quanto riguarda il pensiero critico.

Via i voucher o sfiducia

di Roberto Speranza 
Caro Poletti, le tue parole sui giovani italiani che vivono all'estero sono sinceramente indifendibili. In queste ore hanno provocato sgomento e rabbia dentro la generazione più debole del nostro Paese. Una generazione che purtroppo vede poche prospettive nell'incertezza del futuro e troppe ansie e preoccupazioni nella durezza del presente. Il messaggio di fondo che è arrivato a questi ragazzi è "toglietevi dai piedi". E questo è esattamente il contrario di quello che invece noi dovremmo dirgli. Il nostro messaggio dovrebbe essere tutt'altro: "dateci una mano a cambiare l'Italia, siate protagonisti del futuro di questo nostro Paese, non arrendetevi, non rassegnatevi".

Il movimento degli immigrati si prepara alla battaglia contro Trump

di Sarah Lazare
“Proprio ora siamo sulla difensiva perché crediamo che verremo danneggiati,” ha detto, in una telefonata da Boston ad Alternet, Carlos Saavedra, un organizzatore del Movimiento Cosecha (Movimento del raccolto). “Probabilmente è vero. Un sacco di persone staranno male, specialmente nelle comunità più vulnerabili. Dobbiamo però ricordarci che siamo in lotta, e questo significa che possiamo reagire. Saavedra fa parte di una crescente comunità di persone prive di documenti, di immigrati e “Dreamers – i Sognatori (cioè giovani immigrati arrivati negli Stati Uniti da bambini, n.d.t.) in tutti gli Stati Uniti che sono decisi ad andare all’offensiva, durante gli anni di Trump, con lo scopo ultimo di dare il via a una “massiccia resistenza civile e alla non-collaborazione, per dimostrare che questo paese dipende da noi.”

Il precario

di Roberto Ciccarelli 
La bufera Poletti ha investito il Pd e gli equilibri della maggioranza. Dopo l’annuncio di Pier Luigi Bersani sul Si al referendum Cgil per abolire i voucher (ma non al ripristino dell’articolo 18), Roberto Speranza, della minoranza dem e candidato alla segreteria del partito, ha precisato la strategia: o Poletti cambia le norme sui voucher, oppure voterà la mozione di sfiducia presentata ieri dai senatori di Sinistra italiana, del Movimento 5 Stelle, della Lega Nord e alcuni del Gruppo Misto in discussione in Senato il 10 gennaio. In un question time alla Camera, ieri Poletti ha tenuto duro: i voucher saranno cambiati solo se le nuove norme sulla tracciabilità adottate a settembre non dovessero essere sufficienti a garantirne la trasparenza dell’uso.

La variante Formenti: un congedo dalla sinistra globalista

di Mimmo Porcaro
L’ultimo lavoro di Carlo Formenti (La variante populista, Derive e approdi, Roma, 2016) è talmente denso di riferimenti e attraversato da così tante tensioni concettuali – effetto del passaggio dell’autore da un paradigma teorico ad un altro – da costringere chi voglia abbozzarne una recensione ad una drastica semplificazione che punti direttamente all’essenza del testo. E l’essenza si può riassumere in tre tesi.

Nuova tattica per una vecchia strategia

Luigi Einaudi , in un volume edito da Laterza nel 1920, prese lo pseudonimo di Junius, per omaggio al grande scrittore inglese. Fra il 1768 e il 1772 il periodico inglese Public Advertiser pubblicò le straordinarie Letters con le quali il misterioso Junius riuscì a provocare una crisi del governo conservatore dell’epoca. Nessuno riusciva a contrastare la capacità dialettica e la penna affilata del libellista. Per assicurare la prosecuzione del dibattito polemico egli si divise allora in Philosophie Junius contro Anti Junius, sostenendo di essere l’unico in grado di replicare a se stesso.

Luci e ombre della tecnologia informatica

di Elena Camino
Una informatica ‘slow’?
In un articolo pubblicato nel 20151 Norberto Patrignani (docente di “Computer Ethics” al Politecnico di Torino) introduce il termine di ‘slow tech” (una informatica buona, pulita e giusta) nell’ambito dell’evoluzione storica della Computer Ethics. Come spiega l’Autore, mentre la Computer Ethics classica si è focalizzata sulle conseguenze dell’uso e diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) nella società, l’approccio Slow Tech propone di introdurre un nuovo paradigma di progettazione delle tecnologie stesse. Propone un’informatica buona (disegnata ponendo al centro i bisogni degli esseri umani), pulita (che minimizza l’impatto ambientale dell’ICT) e giusta (che tiene in considerazione le condizioni dei lavoratori nella filiera ICT).

La scuola dei ranking

di Michele Raitano
Se c’è un’industria che, nelle economie occidentali, sembra non soffrire di alcun tipo di crisi è quella dei ranking. Negli ultimi anni è ormai diffusa l’abitudine di fare graduatorie di ogni tipo, indipendentemente dalla misurabilità o meno dell’oggetto di attenzione in base a criteri oggettivi. Sportivi, ristoranti, miliardari, alberghi, debiti pubblici, città d’arte, università, spiagge, ospedali, canzoni: ogni appassionato di un determinato ambito troverà la sua classifica d’interesse, che lo porterà poi a lunghe discussioni con gli amici e sui social network. I ranking sono semplici, immediati e attraggono il lettore ed è questo, forse, il motivo per cui la stampa (non solo italiana) vi dedica lunghi articoli e frequenti richiami in prima pagina.

Accordo militare tra Argentina e Stati Uniti: è il nuovo piano Condor

di David Lifodi 
L’accordo militare stipulato tra il governo argentino e la Guardia nazionale dello stato statunitense della Georgia, ratificato dalle firme del ministro della Difesa di Macri, Julio Martínez, e dell’ambasciatore Usa a Buenos Aires, Noah Mahmet, è stato quasi del tutto ignorato dai media. Il motivo principale è che la Georgia rappresenta uno dei principali centri militari e dell’industria aerospaziale al mondo. Ansioso di avvicinarsi sempre di più agli Stati Uniti, il presidente Macri da tempo desiderava di far entrare l’Argentina tra i paesi aderenti allo State Partnership Program (SPP), coordinato dal dipartimento della Difesa Usa e a cui partecipa la Guardia nazionale statunitense.

Lezione romana

di Giuseppe Aragno
Premetto che il movimento di Grillo non è in cima ai miei sogni e aggiungo, però, che non sono scemo e trovo che il baraccone mediatico costituisca ormai un problema da codice penale. Se il Corsera, Repubblica e compagnia cantante domattina uscissero assieme con titoli a tutta pagina e la notizia certa – gli asini volano! – non mi scandalizzerei. Cercherei, questo sì, di capire “cui prodest” e mi preparerei alla battaglia.

Sconfitta della informazione

di Tonino D’Orazio
Ovvero del falso giornalismo e della manovalanza intellettuale. L’onestà ed il rigore dell’informazione è esattamente l’opposto di quel che leggiamo sulle colonne dei giornali sussidiati, o ascoltiamo da reti mediatiche occupate da interessi personali di potere o padronali, a trasmetterci falsi rendiconti e a tentare di imporci una visione unica delle cose. Spesso è una visione costruita che ha poco a che vedere con la realtà, che in definitiva si libera e appare sempre con l’evidenza.

Ora l’imperatore espone la sua nudità

di Gustavo Esteva
La cosa più sorprendente è la sorpresa stessa. A ben vedere, l’unica novità è che l’imperatore espone la propria nudità e ridicolizza i cortigiani che facevano finta che fosse vestito. Noi messicani, specialmente quelli che vivono negli Stati Uniti, abbiamo mille motivi e mille ragioni per preoccuparci di quello che ci minaccia. Ma non dovrebbe sorprenderci il disprezzo dimostrato nei nostri confronti. Questo disprezzo è molto antico. È ciò che ha causato nel 1847 la decisione del Congresso statunitense di tenersi soltanto la metà di quello che era stato il Messico: non volevano tanti messicani nel paese che stavano ampliando. Questo atteggiamento non è infondato.

Un Paese di migranti governato da predatori

di Giulio Cavalli
Ma che ne abbiamo fatto del coraggio e del dolore dei nostri padri che hanno ingolfato le città che si allargavano a forma di bacini per accoglierli? Ma dove le abbiamo messe le foto dei nonni imbellettati con i capelli di pomata per cui l’America era un impiego nel capoluogo di provincia? Che ne abbiamo fatto del pianto delle nonne nel giorno del diploma dei figli, in bilico tra la soddisfazione di un figlio studiato e il rammarico di un titolo di studio che lì in paese equivaleva a un sicuro foglio di via? Ma non li vediamo quelli che fra qualche giorno si preparano a imbottire auto e borse per passare le feste a casa?

La macchina del fango contro Mimmo Lucano

di Silvio Messinetti 
Non è la prima volta che accade. Ma adesso la macchina del fango per screditare la straordinaria esperienza di Riace e del sindaco Mimmo Lucano si è fatta più sofisticata. E’ un motore che si accende nell’ombra, che usa tecniche raffinate, che si insinua sotto mentite spoglie nel mare magnum della rete. In particolare da quando Lucano è stato accolto in Vaticano, ricevendo da papa Bergoglio attestati pubblici di stima. Contro il fango il sindaco di Riace ha reagito nel solo modo che ha ritenuto possibile: dimissioni a tempo e mandato rimesso alla cittadinanza.

Il deserto delle utopie

di Giuseppe Caccia 
«Mettere ordine nel linguaggio, ricondurlo a sobrietà e modestia, ad autocoscienza dei suoi limiti – questo sembra restare». Così pare amaramente concludere Massimo Cacciari, nel saggio pubblicato in Occidente senza utopie (Il Mulino, pp. 144, euro 14). Volume in dialogo con Paolo Prodi, intorno alla difficoltà e forse all’impossibilità di un «progetto per il futuro». Sul testo di quest’ultimo si è soffermato Marco Dotti (il manifesto di domenica 18 dicembre) ricordando lo storico cattolico democratico, recentemente scomparso.

Il terrorismo in cinque punti

di Diego Fusaro
Ed è subito terrore. Ancora una volta. Secondo modalità che ritornano sempre invariate, sempre le stesse. Quasi come se si trattasse di un copione già scritto, un orrendo copione da mettere in scena a cadenza regolare. Questa volta è stato il turno di Berlino. Permettetemi, allora, di svolgere alcune considerazioni generalissime sul terrorismo e sulla sua funzione nel quadro storico post 1989. 

L’esplosiva nomina di Friedman

di Zvi Shuldiner 
Il futuro presidente Trump ha annunciato il nome del prossimo ambasciatore in Israele: è uno dei suoi principali avvocati, David Friedman, che lo ha accompagnato e consigliato in campagna elettorale sia nei riguardi del voto degli ebrei statunitensi che verso Israele e i palestinesi. In una fase difficile in cui nessun atto politico è isolato. Oggi tutto sembra all’insegna di Brexit, Trump e dei milioni di rifugiati che arrivano in un’Europa percorsa da nazionalismo e razzismo. E soprattutto, nella deriva neoliberista, con l’assenza di una sinistra con programmi chiari e con risposte convincenti per le classi più colpite. Mentre i lavoratori delusi dalla politica cercano oggi la risposta proprio in chi accelera il processo di sfruttamento.

Un nuovo battaglione internazionalista antifascista nel Rojava

di Green Report 
Mentre la Germania e l’Europa guardano inorridite alla strage nel mercatino di Natale a Berlino, c’è chi ha deciso di andare a combattere le milizie nere che seminano terrore e disperazione direttamente dove hanno cercato di realizzare il loro califfato, il loro Stato Islamico che kurdi, arabi e persiani chiamano con disprezzo Daesh. Nel Rojava, la regione liberata dai Kurdi e dalla forze progressiste siriane nel nord della Siria, si è costituita un nuovo battaglione internazionalista antifascista (AIT) proprio per combattere lo Stato Islamico Daesh.

Donne e trentenni, la carne da macello del mercato del lavoro in Italia

di Gianni Balduzzi
Gli stipendi delle lavoratrici italiane, esattamente come quelli degli uomini, sono i più scarni tra quelli degli Stati fondatori della UE, e tra i più bassi dell’Europa occidentale, dopo quelli delle spagnole, delle greche, delle portoghesi.

Poletti & C., chi è contro i giovani e contro il futuro deve andarsene

di Fabio Marcelli
Le dichiarazioni del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sul fatto che è meglio “togliersi dai piedi” determinati giovani sono davvero vergognose per molti motivi e inducono a togliersi dai piedi al più presto, insieme a questo improbabile ministro, tutta l’accozzaglia di nani e ballerine, incompetenti e yesmen (o yeswomen) che occupano oramai da troppo tempo gli scranni di questo come del precedente governo. Ora che abbiamo davvero toccato il fondo, con Alfano agli Esteri e la Boschi promossa sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, sarebbe davvero il caso di tornare a vedere le stelle.

Chi trae profitto dal ‘momento Sarajevo’ della Turchia?

di Pepe Escobar
Veniamo al punto: Ankara non è Sarajevo nel 1914. Questo non è il preludio alla III Guerra mondiale. Chiunque abbia tramato per l’assassinio dell’Ambasciatore russo in Turchia, Andrej Karlov – un diplomatico della vecchia scuola, freddo, calmo, compassato – rischia un potente contraccolpo. L’assassino, Mevlut Mert Altintas, era un ventiduenne, diplomato dell’accademia di polizia. Era stato sospeso dalla Polizia Nazionale Turca (TNP) per sospetti collegamenti con l’Organizzazione Terrorista Gülenista (FETO)*, dopo il fallito golpe del 15 luglio contro Erdogan, ma era tornato in servizio in novembre.

Principi (e diritti) costituzionali vs. vincoli europei: la Corte Costituzionale ristabilisce le priorità

di Riccardo Rinaldi
Il recente referendum ha sancito l'indisposizione degli elettori italiani di modificare in senso più accentrativo la Costituzione. Ai comitati del NO si sono accodati una serie di politici con l'interesse di ristabilire i ruoli di poteri all'interno della “ditta”: parliamo propriamente di quell'ala “di sinistra” del PD capeggiata da Bersani, ma anche di quelli che sono appena usciti dal partito, avendo però contribuito a tutti i danni fatti precedentemente. Nel 2013 le file del PD votavano infatti massicciamente l'introduzione del vincolo di bilancio in Costituzione, cioè quell'infame articolo 81 che subordinava i principi, e l'obbligo positivo della loro promozione da parte della Repubblica, ai vincoli europei imposti tramite Monti: “Il ricorso all'indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico”.

Lo schiaffo di Obama al «dinosauro» Donald Trump

di Giuseppe Onufrio 
Una buona notizia, in un momento climatico orribile per l’Artico – temperature elevatissime per il periodo. L’accordo Obama-Trudeau, presidenti di Usa e Canada, di un impegno a protezione di una delle aree più delicate del pianeta, alla vigilia dell’insediamento di Trump. Il neo presidente Usa che ha già costruito una squadra di governo legata al petrolio e alle multinazionali. In gran parte dei territori artici saranno vietate ora le attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi, con l’esclusione anche delle attività di ricerca, proibendo airgun – utilizzati per leprospezioni – e trivelle dalla gran parte del costa atlantica statunitense: oltre 465 mila kmq.