La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

venerdì 12 gennaio 2018

Il dominio franco-tedesco e la morte della democrazia in Europa












di Giacomo Russo Spena
Un libro di Alessandro Somma che ricostruisce le tappe dell'Ue, dalla nascita della costruzione europea sino all'attuale dibattito sul futuro, evidenziando come stiamo vivendo una fase di post democrazia e di post diritto, dove per post si intende la negazione di tali parole: "Viviamo in una tecnocrazia in cui l'Europa a due velocità è solo un espediente utilizzato dall'asse franco-tedesco per sottomettere i Paesi meridionali".

Diseguaglianze: le ragioni del loro aumento, le politiche che mancano









di Mario Pianta 
L’articolo esamina la natura e lʼentità delle disuguaglianze economiche in Italia, individuando i quattro “motori” che hanno alimentato l’attuale grave aumento delle disparità. Vengono discusse le politiche che potrebbero affrontare tali problemi, con proposte dettagliate per l’intervento pubblico. Tali azioni sono inserite nel contesto dei valori e degli obiettivi generali del paese, da quelli definiti dalla Costituzione italiana agli attuali obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, in cui l’uguaglianza è dichiarata come un obiettivo politico fondamentale. 

In rivolta per il pane









di Michele Zanzucchi 
Grande risonanza mondiale, in particolare nei Paesi arabi, ha suscitato la nuova ondata di proteste scatenatasi tra martedì e mercoledì in Tunisia. La settimana scorsa, il governo tunisino aveva varato un ambizioso bilancio per un rilancio del Paese. Solo che tale progetto sarebbe stato finanziato con misure di austerità e un aumento delle tasse.

Valanga di aumenti di tariffe. Nazionalizzare ciò che è stato svendutod









di Giorgio Cremaschi
Gas, elettricità, autostrade, persino l’acqua che avrebbe dovuto restare pubblica, con l’inizio dell’anno una valanga di aumenti di tariffe di servizi essenziali per la nostra vita si abbatte su salari, pensioni, redditi popolari sempre più miseri, per chi riesce a metterli assieme. È un salasso terribile, che annulla anche quei piccoli aumenti, quelle mance concesse qua e là.

giovedì 11 gennaio 2018

Le origini della siderurgia italiana: Il piano Sinigaglia







di Enrico Cerrini 
Dopo la seconda guerra mondiale l’apparato industriale ridotto ad un cumulo di macerie e l’agricoltura poco meccanizzata non coprivano i fabbisogni della popolazione europea. La sopravvivenza era garantita dalle importazioni di cibo e macchinari dal continente americano, in particolare Stati Uniti e Argentina.

Tutte le bugie sui rifiuti. Ecco dove (e come) vengono gestiti meglio










di Fabrizio Marcucci
Le migliori prestazioni nella raccolta differenziata arrivano da centri e grazie a società che nessuno nomina mai e che mettono l’interesse dei cittadini prima dei profitti.

Breaking news dall’Iran: manifestanti trucidati dalle guardie rivoluzionarie










di Loredana Biffo
Come da copione la farsa del regime clericale sostiene di volere la soluzione democratica mentre nella realtà dei fatti stringe sempre di più la morsa sui dissidenti, è sempre più sconcertante il silenzio assenso dell’Europa in merito alla gravità di quanto sta accadendo (nella foto una dimostrazione dell’efferatezza delle guardie rivoluzionarie) sono iniziate le pratiche consuete di tortura a cui normalmente vengono sottoposti gli arrestati, due manifestanti tra i tanti arrestati, sono stati trucidati nelle famigerate carceri di Evin e Arak da inquirenti e torturatori. Il regime ammette che il numero degli arrestati ammonta a 3.700 e che molti di essi sono sotto tortura.

Il salario massimo e il carnevale dell’oligarchia










di Michele Orini
Dopo solo tre giorni di lavoro, tra un Gin & Tonic ed una partita di golf, all’imbrunire di Giovedì 4 Gennaio gli amministratori delegati delle più importante aziende inglesi si erano già intascati quanto un lavoratore medio in un anno. In Inghilterra lo chiamano Fat-cat Thursday, il giovedì dei ricconi. Per capirci, stiamo parlando di gente che percepisce più di mille euro all’ora.

Rebus Catalogna: dopo la vittoria delle destre, urge exit strategy per Podemos e Colau










di Steven Forti e Giacomo Russo Spena
Se l'indipendentismo è risultato maggioritario col 47,5% dei voti – vincendo ma non convincendo, fermo ai 2milioni di consensi del 2015 – la vera vincitrice del voto catalano è stata la destra nazionalista spagnola. La sinistra di Catalunya en Comú-Podem ha perso nei quartieri popolari proprio a scapito di Ciudadanos. Ora serve una nuova strategia per uscire dalla polarizzazione dello scontro e da un’impasse che rischia di cronicizzarsi. 

mercoledì 10 gennaio 2018

Le accelerazioni fatali del progresso











di Carlo Formenti
L’accelerazione è un tratto caratterizzante della civiltà tardocapitalista ed è, anche, una delle cause principali, se non la principale, della sua natura distruttiva.

“Buona Scuola”, il re è nudo. Appello per la Scuola Pubblica








di Anna Angelucci
Il 2018 si apre con un importante appello della scuola pubblica, per la scuola pubblica: https://sites.google.com/site/appelloperlascuolapubblica/

La scomparsa di Marcus Raskin










di Mario Pianta
Marcus Raskin, uno dei maggiori personaggi della sinistra americana, è scomparso alla vigilia di Natale a 83 anni. È stato per cinquant’anni un protagonista della politica e dei movimenti degli Stati Uniti

Quando il lavoro lo crea lo Stato








di Cédric Durand, Dany Lang
In base al principio dello Stato come Datore di Lavoro di Ultima Istanza, lo Stato – o le autorità locali – dovrebbero offrire un’occupazione a tutti coloro che sono disposti ad accettarlo a un salario pubblico di base.

Occupazione, il trucco c’è e si vede










di Alfonso Gianni
Guardo i Tg e sento che di disoccupazione più non ce ne è. Come mai…? Così si potrebbe parafrasare, capovolgendone anche il senso, una celebre hit del neo ottantenne (a proposito: auguri!) Celentano, giusto di cinquant’anni fa, dopo avere assistito per l’intera giornata di ieri rimbalzare di rete in rete le nuove mirabolanti notizie sull’occupazione nel nostro paese.

martedì 9 gennaio 2018

Catalogna, Donbass, Palestina: la questione nazionale interroga i comunisti







di Rete Dei Comunisti
L’esplosione della vicenda catalana ha dimostrato quanto, nell’Unione Europea del XXI secolo, la questione nazionale sia ancora vigente e prioritaria, smentendo quei profeti che, superficialmente, preconizzavano il tramonto degli stati nazionali in epoca di “globalizzazione”.

Se il padrone ti paga in azioni ti ruba salario e diritti











di Federico Giusti
Con la nuova legge di stabilità si favorisce la trasformazione del salario di secondo livello in acquisto di azioni societarie

Potere al popolo: «Ecco il nostro capo politico»









di Giulio AF Buratti
La legge elettorale impone la designazione di un capo politico e Potere al popolo, la lista della sinistra alternativa scaturita da due assemblee nazionali che Popoff ha seguito, annuncia la sua scelta: Viola Carofalo, 37 anni, che si presenterà alla stampa il 17 gennaio, a Roma.

Il comune ostaggio del capitale. Recensione a “Economia politica del comune” di Andrea Fumagalli













di Federico Chicchi
Potrebbe sembrare forse azzardato, ma credo sia possibile sostenere che non esiste un solo e unico modo per descrivere il capitalismo. Non intendo in generale, altrimenti sarebbe ovvio, ma anche quando condividiamo, per linee generali, una prospettiva che voglia dirsi autenticamente marxiana. In altre parole, anche se partissimo da uno stesso paradigma molti sarebbero gli elementi teorici che possono, a tal fine, essere selezionati a scapito di altri.

L’uso fake dei diritti umani. La Cina si disciplina contro le interferenze Usa










di Fabio Massimo Parenti
Il 13 dicembre Human Right Watch, organizzazione con base a New York e sedi in mezzo mondo, ha rilasciato un rapporto sulla violazione dei diritti umani nella regione autonoma uigura del Xinjiang, Cina.

La questione delle armi









di Susanna Cressati
In un illuminante articolo uscito sul Manifesto, Mauro Meggiolaro e Simone Siliani, di Fondazione Finanza Etica, raccontano in che modo, attreverso la pratica dell’”azionariato critico”, si possa oggi condurre nel concreto una battaglia sempre necessaria, quella contro gli armamenti e per la pace.

Liberi e Uguali: l’università è un diritto, via le tasse









di Lanfranco De Franco
All’assemblea nazionale di Liberi e Uguali Pietro Grasso ha proposto l’abolizione delle tasse universitarie. “Costa 1,6 miliardi, un decimo dei 16 miliardi che il nostro paese spreca, ad esempio, per mancati introiti, sgravi fiscali e sussidi indiretti a attività dannose per l’ambiente, secondo i dati ufficiali del ministero dell’ambiente“, ha detto il Presidente del Senato.

Addio carbone: il crollo in UK continua, verso lo stop al 2025








di Redazione QualEnergia.it
Mentre Londra conferma il piano per chiudere tutte le centrali a carbone entro il 2025, i dati sul mix elettrico britannico mostrano il crollo che la fonte ha subito i soli cinque anni. Nel 2017 il carbone è stato battuto per 263 giorni dal solo eolico e per 180 dal solo FV.

Tra Gramsci e Sraffa, il sodalizio fra due comunisti indisciplinati

















di Sergio Cesaratto 
La figura di Piero Sraffa è perlopiù sconosciuta al grande pubblico italiano, persino a quello più colto; appena più fortunata è la figura di Antonio Gramsci. Eppure si tratta di due degli studiosi sociali più straordinari – i più straordinari – che il nostro Paese può vantare nel ventesimo secolo. Il volume di Giancarlo De Vivo (Nella bufera del Novecento – Antonio Gramsci e Piero Sraffa tra lotta politica e teoria critica, Castelvecchi, 2017) apre una serie di squarci sull’interazione intellettuale, politica e umana che si stabilì fra i due nei frangenti drammatici del novecento, come recita l’azzeccato titolo.

lunedì 8 gennaio 2018

Chi mangia nel mondo le fette più grandi


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di Guglielmo Ragozzino
Cento economisti, tra cui Thomas Piketty, hanno elaborato un rapporto sulle disuguaglianze: quanto sono forti, in quali paesi e gruppi di paesi. Medio Oriente, India e Brasile in vetta. L’Europa è ancora l’area meno diseguale, ma anche qui il trend è verso l’aumento

Verso un socialismo del XXI secolo. Intervista a Li Andersson (Alleanza di Sinistra finlandese)


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di Sara Ligutti
Traduzione dell’intervista di Ronan Burtenshaw a Li Andersson, leader del partito finlandese Alleanza di Sinistra, pubblicato su Jacobin Magazine con il titolo “Where Next for Finland’s Welfare State?” (21 dicembre 2017).

CDP e Tesoro taglieggiano i comuni


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di Marco Bersani
Uno dei vincoli introdotti dal Trattato di Maastricht riguarda il divieto per i Paesi membri di ricorrere all’assistenza finanziaria dell’Unione, di altri Paesi membri o delle Banche centrali, obbligando gli Stati a rivolgersi ai mercati per il proprio fabbisogno di finanziamento.

Gramsci, da ciò che perdura: per riprenderci la storia e la lotta per cambiare lo stato di cose presente













di Mario Quattrucci
Il Secolo Breve moriva. Nel 1991, precisamente. Quando l'alternativa storica cedeva e anzi ignominiosamente crollava. Dopo la caduta del Muro il dissolvimento dell'URSS. E lì, e in tutto l'Est, la restaurazione feroce del più selvaggio capitalismo finanziario.

Fiscal compact, la pillola va giù


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di Carlo Clericetti
Raggiunto l’accordo: non sarà inserito nei trattati europei, ma emanato con una direttiva. L’ennesima prova che questa Europa non è riformabile e che si usa ogni scappatoia per restringere di spazi di democrazia

domenica 7 gennaio 2018

Costruire autonomia - Le rotte ribelli dell'America Latina










di Christian Peverieri
L’America Latina è sempre stata un suggestivo laboratorio per i movimenti di tutto il mondo. In questa fase, dove il nostro sguardo volge all’area mediterranea, il continente “desaparecido” ci appare lontano, non solo geograficamente, ma anche rispetto alle tematiche di lotta affrontate e soprattutto alle risposte date dai movimenti all’aggressione capitalista in atto.

La Costituzione nelle fabbriche*. Appunti su contratto sociale fordista e compromesso costituente












di Bruno Settis
Il «compromesso costituente» tra cultura liberale, cattolica e socialista-comunista e il «compromesso fordista-keynesiano» tra capitale e lavoro sono due sintesi o formule correnti: vengono spesso incastrate, talvolta sovrapposte o quasi, per via della loro convergenza sulla centralità del lavoro, posto dal primo a fondazione della costituenda repubblica, dall'altro al centro del circolo virtuoso di produzione di massa e consumo di massa.

Una vita colonizzata oltre lo schermo








di Benedetto Vecchi
Smartphone, «realtà aumentata», blockchain, intelligenza artificiale, Internet delle cose, stampanti 3d. Sono questi i manufatti e i campi disciplinari delle tecnologie radicali che segnano il presente e il prossimo futuro. Lo sostiene il sociologo urbano Adam Greenfield, che da anni sta costruendo un arazzo sulle trasformazioni sociali e urbane delle grandi metropoli nel Nord del mondo.

Ecologia sociale











di Brian Tokar 
Dagli anni ’60 la teoria e la prassi dell’ecologia sociale hanno contribuito a guidare sforzi di articolare una prospettiva ecologica, radicale, antisistema con l’obiettivo di trasformare il rapporto della società con la parte non umana della natura.

L'Economia e l'Europa secondo Sergio Cesaratto








di Alba Vastano
Intervista all’economista Sergio Cesaratto sui macrotemi dell’economia europea e su come e perché uscire dalla morsa del capitalismo europeo.

venerdì 5 gennaio 2018

Toni Negri: Marx e Foucault













intervista di Emmanuel Chamorro Sánchez
È stato recentemente pubblicato da Polity Press Marx and Foucault, un’opera che riprende sedici testi elaborati da Toni Negri in quest’ultimo decennio (alcuni tuttavia datano degli anni ’70). La prima domanda è evidente: perché riflettere oggi sulla connessione Marx-Foucault, qual è l’interesse di questa riflessione per l’analisi del mondo contemporaneo?

Una rivoluzione è per tutte e tutti?







di Andrea Cegna 
Ventiquattro anni dopo il primo gennaio 1994 l’EZLN continua a parlare, e a far parlare di sé. Chiusa la seconda edizione del ConCiencias por la Humanidad, festival di scienza critica e anticapitalista, si guarda alla festa della donna e al “Primo Incontro Internazionale, Politico, Artistico, Sportivo e Culturale delle donne che lottano” che si svolgerà a marzo 2018 nel Caracol di Morelia. Ma si guarda anche al percorso di raccolta firme di Marichuy (candidata indigena alle elezioni presidenziali) e del Consiglio Indigeno di Governo e alle elezioni della prima domenica di luglio

Dalla “crisi fiscale dello stato” alla “seconda contraddizione del capitale”: il percorso intellettuale di James O’Connor









di Alfredo Agustoni
James O’Connor è ben conosciuto, prima che per la sua proposta di un approccio “ecomarxista”, per la sua analisi della crisi fiscale dello stato. Di qui, l’estrema attualità di un autore che cerca di esaminare, dal punto di vista di un marxismo “critico”, problemi che al tempo in cui scrive sono “emergenti” e che oggi sono autentiche “emergenze”.

Il lavoro coatto. Uno scenario coercitivo contro i poveri. Intervista a Giuliana Commisso












di Sergio Cararo
Giuliana Commisso* è una docente dell’Università della Calabria. Recentemente, insieme a Giordano Sivini, ha pubblicato il libro “Reddito di cittadinanza. Emancipazione dal lavoro o lavoro coatto?” per le edizioni Asterios. Alcune settimane fa abbiamo intervistato Giordano Sivini, oggi torniamo con una intervista con Giuliana Commisso sul tema della povertà e del carattere coercitivo delle misure messe in campo da governo e Ue per “contrastarla”.

Donne e lavoro, facciamo come l'Islanda


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di Chiara Saraceno
Ora sarà più difficile per i datori di lavoro islandesi aggirare le norme, che pure esistevano da tempo, sulla parità salariale, demansionando le donne o discriminandole nei percorsi di carriera.
La nuova legge, approvata l’8 marzo scorso dopo uno “sciopero delle ore non pagate” messo in atto dalle donne, ed entrata in vigore con il nuovo anno, sposta proprio sui datori di lavoro l’onere della prova.

Non c'è posto per loro











di Alex Zanotelli
Più ancora che una vibrante denuncia, una veemente invettiva del pacifico missionario che esprime la rabbia di tutti gli oppressi della Terra. Ma i politicanti del mondo "sviluppato" fanno orecchie da mercante Questo Natale ha visto milioni di migranti in fuga da fame e da guerre, che bussano alla porta dell’Europa, ma non c’è posto per loro, restano fuori. Proprio come in quel primo Natale, quando per quei due poveri migranti, «non c’era posto nella locanda»: Gesù nasce fuori. Così oggi i migranti, la «carne di Cristo» come ama chiamarli Papa Francesco, restano fuori.

Argentina 2017. Violenza neoliberale e trasformazione dello Stato









di Sebastian Torres
Pubblichiamo un intervento in forma epistolare di Sebastian Torres, un compagno argentino che ha già collaborato con noi negli ultimi anni, nel quale viene tracciato un primo bilancio del regime neoliberale del governo Macri, dopo il suo successo nelle elezioni di medio termine.

Dal neoliberismo progressista a Trump, e oltre











di Nancy Fraser
Chiunque parli di “crisi”, oggi, rischia di essere liquidato come un parolaio, data la banalizzazione che il termine ha subito attraverso il suo uso continuo e superficiale. Ma c’è un senso preciso in cui noi oggi stiamo effettivamente affrontando una crisi. Se la caratterizziamo con precisione e identifichiamo le sue dinamiche distintive, possiamo determinare meglio cos’è necessario per risolverla. Su queste basi, inoltre, potremmo intravedere un sentiero che ci guidi oltre l’attuale impasse, attraverso il riallineamento politico e verso la trasformazione della società. 

giovedì 7 dicembre 2017

La globalizzazione del nostro malcontento

di Joseph Stiglitz 
Quindici anni fa, ho pubblicato Globalization and Its Discontents, un libro che cercava di spiegare perché c’era così tanta insoddisfazione rispetto alla globalizzazione tra i paesi in via di sviluppo. Semplicemente, molti credevano che il sistema era “manipolato” contro di loro e che gli accordi commerciali globali erano scelti appositamente per essere particolarmente ingiusti. Ora, il malcontento in merito alla globalizzazione ha alimentato un’ondata di populismo negli Stati Uniti e in altre economie avanzate, guidata da politici che affermano che il sistema è ingiusto nei confronti dei loro paesi. Negli Stati Uniti, il Presidente Donald Trump insiste che i negoziatori commerciali dell’America erano truffati da quelli provenienti da Messico e Cina.

È questo il nostro Natale di pace?

di Alex Zanotelli
Sono indignato davanti a quest’Italia che si sta sempre più militarizzando. Lo vedo proprio a partire dal Sud, il territorio economicamente più disastrato d’Europa, eppure sempre più militarizzato. Nel 2015 è stata inaugurata a Lago Patria (la parte della città metropolitana di Napoli) una delle più importanti basi NATO d’Europa, che il 5 settembre scorso è stata trasformata nell’Hub contro il terrorismo (centro di spionaggio per il Mediterraneo e l’Africa). Sempre a Napoli, la famosa caserma della Nunziatella è stata venduta dal Comune di Napoli per diventare la Scuola Europea di guerra, come vuole la Ministra della Difesa Pinotti.

Orizzonte e progetto della sinistra che ancora non c’è

di Anna Falcone e Tomaso Montanari 
Ci rivolgiamo a tutte e tutti coloro che hanno camminato con noi nel percorso del Brancaccio, verso la “Sinistra che ancora non c’è”.Abbiamo risposto per sincero spirito costruttivo e di responsabilità ai tanti appelli che si sono succeduti in questi giorni e di cui ringraziamo tutti. Lo spirito del Brancaccio ha seminato bene, e di questo siamo felici. Eravamo e siamo a tutt’oggi convinti che la formazione di una alleanza fra cittadini e forze politiche per la difesa della Costituzione e la riaffermazione dei diritti cancellati dalle politiche neoliberiste degli ultimi governi, la costruzione di un fronte unico e innovativo della Sinistra verso un progetto più grande dei suoi singoli pezzi, il rilancio delle politiche per l’uguaglianza e per una democrazia compiuta, in tutte le sue forme partecipative e sostanziali siano e restino l’obiettivo primario di ogni ragionamento e azione politica della stagione che viviamo.

Una scelta per una nuova guerra

di Tommaso Di Francesco 
È un atto violento e irresponsabile l’annuncio di Trump fatto prima ad Abu Mazen e confermato ieri dalla Casa bianca, sotto l’albero di Natale: «Gerusalemme è la capitale d’Israele. Ora pace». Il «pacifista» insiste a spostare da Tel Aviv la sede diplomatica Usa a Gerusalemme, riconoscendone di fatto l’intera appartenenza allo Stato d’Israele. Sfacciatamente dissimulando che il diritto internazionale considera la città come condivisa, nella parte ovest, israeliana, e est, palestinese.

Ricominciare da Keynes?

di Massimo D'Angelillo
Gli ultimi anni si sono contraddistinti per una stagnazione economica decennale, e allo stesso tempo per una singolare incapacità di comprendere le origini della crisi italiana, soprattutto da parte dello schieramento culturale e politico che è sempre stato fonte di visioni alternative allo status quo: la sinistra. Tre volumi di recente pubblicazione hanno il merito di affrontare la questione di come, nel dispiegarsi della crisi, la voce della sinistra sia stata singolarmente debole. In tutti i volumi aleggia il tema della subalternità culturale della sinistra, un tratto che viene da lontano, almeno dagli anni ’70.

L’anomalia della sinistra italiana, tra scissioni e remix

di Loris Caruso 
Com’è possibile che la sinistra italiana, un tempo la più grande e ispiratrice sinistra europea, sia diventata la più ininfluente del continente? Come mai è proprio l’Italia il paese europeo in cui progetti nuovi e coinvolgenti non riescono a nascere? Sono domande a cui varrebbe la pena di dedicare uno studio serio. Lo spettacolo di sé che la sinistra italiana sta dando in questi mesi, ma più in generale negli ultimi dieci anni, impone una riflessione, comunque si sia schierati in vista delle prossime elezioni politiche. Gramsci era convinto che la riduzione della politica al terreno elettorale fosse la prima spia di una sua crisi organica.

L’ordinario fascismo delle ragazzate

di Luca Baldissara 
Non c’è quotidiano o sito d’informazione che nei giorni scorsi non abbia ripreso la notizia del saluto fascista col quale un calciatore ha esultato sul campo di calcio di Marzabotto, esibendo la t-shirt con la bandiera della Repubblica di Salò indossata sotto la maglia della squadra. Al gesto fascista – presumiamo programmato, a meno che il giovane non sia solito indossare magliette con l’effige saloina e non sia affetto dalla sindrome di Stranamore – segue l’ormai usuale e collaudata ritualità: indignazione (dell’Anpi e dell’amministrazione comunale in primis, poi di vari esponenti politici), scuse goffe e poco credibili del protagonista (avrebbe inteso salutare il padre in tribuna), presa di distanza della squadra e della società (immaginiamo la vestizione tenuta nascosta dell’aspirante saloino nella nota segretezza dello spogliatoio), denuncia da parte della destra degli eccessi d’attenzione strumentale delle “maestranze antifasciste” (così le ha definite Forza Nuova), espiazione in forma di visita al sacrario delle vittime.

Morire di classe

di Graziella Durante È Giovanna Ferrara
È dalle pagine del manifesto che, il 7 gennaio del 1975, Luigi Pintor scriveva parole definitive sulla morte di «un’innocente arsa viva» nel rogo del suo letto di contenzione. «Una donna povera di mezz’età» internata nella sezione agitate e coercite del manicomio giudiziario di Pozzuoli dove arriva nell’ottobre del 1973. «Una donna che aveva addosso lo Stato tutto intero» e che, in poco più di un anno, è stata perseguitata e uccisa dal dispositivo perverso delle sue istituzioni. La notizia della sua morte rimbalza sulle pagine dei quotidiani e crea scompiglio in un’opinione pubblica fino troppo abituata a rassicuranti resoconti giornalistici della vita manicomiale.

Dimenticare lo Stato-nazione

di Emanuele Riccomi
Dall’11 al 30 settembre, presso Cittadellarte-Fondazione Pistoletto di Biella, si è tenuto il modulo Trauma & Revival: Contemporary Encounters, curato da Aria Spinelli e promosso da UNIDEE (Università delle Idee). Evento inserito all’interno di Trauma & Revival. Cultural relations between Eastern and Western Europe, co-finanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea. In occasione di questo modulo, l’istituzione piemontese ha ospitato dieci partecipanti internazionali fra artisti, curatori e ricercatori per una residenza di tre settimane alla fine delle quali, hanno presentato dei progetti di ricerca ispirati all’esperienza appena vissuta.