di Leopoldo Grosso
I contesti del divertimento giovanile come rave e discoteche ,oggi
principali imputati per l'incentivazione del consumo, non sono
necessariamente i principali spazi di uso: si consuma in strada, nei
pub, nei concerti ed anche a casa propria. La cannabis ovunque, comprese
le scuole. Chiudere discoteche o reprimere i rave non è un modo
efficace a salvare vite ed evitare pericoli; si consumerebbe comunque,
di nascosto, aumentando i fattori di rischio: dove nessuno ti vede,
nessuno ti può soccorrere.
La repressione dello spaccio scalfisce
solo la punta dell'iceberg: ogni anno vengono immesse sul mercato
centinaia di Nuove Sostanze Psicoattive (NSP), che eludono i controlli.
Poi c'è il "dark web" dove si possono acquistare sostanze stupefacenti
vecchie e nuove, analogamente alle piattaforme dell'e-commerce di
prodotti legali con tanto di feedback degli acquirenti.
Per prevenire e ridurre i danni non è disponibile nessuna risposta semplice. Occorre (e il Gruppo Abele tenta di farlo da quando è nato, 50 anni fa)
educare e informare le persone, sviluppare in loro consapevolezza e
senso critico, fattori di protezione fondamentali nel caso scelgano
comportamenti a rischio. Bisogna sostenere le famiglie ed attrezzarle
per essere più incisive sul piano comunicativo ed educativo. Messaggi
semplificatori come "la droga uccide" o "la droga brucia il cervello"
vengono invece ignorati da chi ha già scelto di consumare sostanze
psicoattive, quando non si rivelano addirittura controproducenti.
Sempre
sul piano preventivo è necessario promuovere e qualificare gli
interventi degli operatori socio-sanitari, direttamente nei luoghi di
aggregazione e consumo sul modello delle migliori esperienze europee ed
anche italiane. Essi hanno il compito di informare sui rischi del
consumo, porre l' attenzione nel prevenirli e insegnare a aiutare per
esempio un amico in difficoltà. Hanno inoltre il compito di implementare
l'analisi delle sostanze nei luoghi di consumo, per rendere consapevoli
le persone in merito a cosa effettivamente stanno assumendo, e offrire
occasione di riflessione sui loro comportamenti. Devono essere sempre
presenti nei luoghi del divertimento, cercando di sviluppare a tutto
campo la protezione esercitabile nel contesto. Devono infine coinvolgere
e coordinare l'intervento di tutti gli attori: 118, gestori di
locali, barman e security. Le azioni coordinate, che mirano alla tutela
della salute dei consumatori di sostanze legali e non, possono fare la
differenza.
Fonte: Gruppo Abele
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