La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

martedì 15 settembre 2015

La sospensione di Schengen: «voltafaccia» di Angela Merkel

di Jacopo Rosatelli
Non è che un ini­zio: i con­trolli alle fron­tiere tede­sche potreb­bero durare set­ti­mane, e riguar­dare, oltre a quello con l’Austria, anche altri con­fini. La sospen­sione del trat­tato di Schen­gen decisa dome­nica dal governo di Ber­lino segna l’avvio di una nuova fase nella gestione dell’«emergenza pro­fu­ghi» in Ger­ma­nia. Un cam­bia­mento che, nelle inten­zioni dell’esecutivo gui­dato dalla can­cel­liera Angela Mer­kel, deve avere riper­cus­sioni su tre piani. Il primo è quello delle aspet­ta­tive dei migranti: il mes­sag­gio di «aper­tura incon­di­zio­nata» nei con­fronti delle per­sone pro­ve­nienti dalla Siria e altri Paesi in guerra viene signi­fi­ca­ti­va­mente ridi­men­sio­nato, raf­fred­dando le loro spe­ranze di tro­vare in fretta una nuova patria in terra tedesca.
Al resto dell’Europa — in secondo luogo — è reca­pi­tato un avviso ine­qui­vo­ca­bile: «Dovete fare la vostra parte nell’accoglienza dei richie­denti asilo, altri­menti ci arrab­biamo». E, infine, la poli­tica interna: dopo gior­nate all’insegna della soli­da­rietà, il governo Mer­kel lan­cia un segnale di atten­zione a quella parte di opi­nione pub­blica «pre­oc­cu­pata per la sicu­rezza», ben rap­pre­sen­tata dai demo­cri­stiani bava­resi della Csu, il partito-fratello della Cdu della can­cel­liera nel Land di Monaco.
Il capo del governo della Baviera, Horst See­ho­fer, non a caso è stato il primo poli­tico di rango ad esul­tare per la deci­sione presa a Ber­lino, inte­stan­do­sene di fatto il merito: «Sono molto felice che su ini­zia­tiva bava­rese siano stati rein­tro­dotti tem­po­ra­nea­mente con­trolli alle fron­tiere». Com­plice anche il fatto che Monaco è la prima sta­zione d’arrivo dei pro­fu­ghi in Ger­ma­nia (oltre 60mila dal 5 set­tem­bre), la Csu è riu­scita nel giro di pochi giorni a imporre una cor­re­zione di mar­cia al governo, appro­fit­tando anche delle divi­sioni interne alla stessa Cdu. Non tutti i col­le­ghi di par­tito di Mer­kel, infatti, con­di­vi­de­vano la sua linea giu­di­cata «impru­dente»: nes­suna presa di posi­zione aper­ta­mente cri­tica, ma dichia­ra­zioni di lea­der regio­nali impor­tanti — dell’Assia e del Baden-Württemberg, ad esem­pio — che nei giorni scorsi hanno bat­tuto sem­pre e solo sul tasto della «sicu­rezza dei con­fini esterni» e mai su quello della solidarietà.
Dif­fe­renze interne che emer­gono anche sull’ipotesi di una nuova legge sull’immigrazione: la «sini­stra» demo­cri­stiana par­rebbe dispo­ni­bile a intro­durre un sistema rego­la­men­tato di ingressi sul modello ame­ri­cano, come chie­dono i social­de­mo­cra­tici della Spd, men­tre l’ala più con­ser­va­trice non ne vuol sen­tir parlare.
Molto cri­ti­che con la rein­tro­du­zione dei con­trolli alle fron­tiere sono le oppo­si­zioni. Per il cose­gre­ta­rio della Linke, Bernd Rie­xin­ger, la deci­sione del governo è un gesto di «incre­di­bile egoi­smo». Alla grosse Koa­li­tion viene rim­pro­ve­rato di fug­gire dalle respon­sa­bi­lità che spet­tano alla Ger­ma­nia quale stato che «trae mag­giore pro­fitto dalla poli­tica di impo­ve­ri­mento dei Paesi poveri con­dotta dall’Unione europea».
La capo­gruppo dei Verdi al Bun­de­stag, Katrin Göring-Eckart, giu­dica la sospen­sione di Schen­gen una mano­vra del governo «per distrarre dal pro­prio fal­li­mento nella gestione dell’afflusso dei pro­fu­ghi». E il suo col­lega Toni Hofrei­ter invita l’esecutivo a uti­liz­zare gli euro spesi per le «inu­tili» ispe­zioni alle fron­tiere per miglio­rare il sistema di acco­glienza ormai al col­lasso. Quel che manca, infatti, sono risorse suf­fi­cienti: i soldi ci sareb­bero, ma — denun­cia in par­ti­co­lare la Linke — il governo dell’austerità non vuole né aumen­tare le tasse né inve­stire in defi­cit.
E ad alzare la voce con­tro la sospen­sione di Schen­gen sono anche espo­nenti della Spd: «I sel­fie di ben­ve­nuto fatti dalla can­cel­liera nei cen­tri di acco­glienza e la rein­tro­du­zione dei con­trolli ai con­fini non pos­sono stare assieme», attacca il por­ta­voce della sini­stra interna Mat­thias Miersch.

Fonte: il manifesto
Originale: http://ilmanifesto.info/la-sospensione-di-schengen-voltafaccia-di-angela-merkel/

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