La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

giovedì 10 settembre 2015

Quale centrosinistra?

 
di Irene Bregola
Che il centro-sinistra, come proposta politica complessiva progressiva e inclusiva, sia un’esperienza conclusa, è evidente. Le sue possibilità di sopravvivenza sono state compromesse da Renzi, la cui furia reazionaria e distruttiva (altro che riformista) sostenuta dal rapporto organico con una destra a formazioni variabili, ha di fatto modificato strutturalmente un comune paradigma di alleanze e programmi.
Tuttavia se questa consapevolezza importante è un fondamentale ormai acquisito per tutta la sinistra alternativa al Partito Democratico, poco lo è la propensione a distinguere, laddove la realtà impone di riconoscere delle eccezioni, e ancor meno quella a tributare ai contenuti il rilievo assoluto che meritano.
Non dovrebbe stupire infatti che si cerchi di valorizzare quei pur pochi laboratori amministrativi che hanno saputo sin qui rovesciare il presupposto della subalternità al PD, accordando un decisivo protagonismo alla Sinistra e ai suoi programmi.
La risoluta opposizione alle politiche promosse nazionalmente dal Partito Democratico, e un naturale prevalere di collocazioni ad esso alternative, non sono inconciliabili con selezionate anomalie positive, rappresentate da territori le cui specificità consentono alleanze certamente altrove impraticabili, ma giustificate dalla possibilità di dare piena attuazione a proposte avanzate e condivise, vicine alle esigenze delle fasce di popolazione più sofferenti.
Proseguire la riflessione per generalizzazioni e a priori non aiuterà certo alla costruzione di un soggetto unitario che sappia affrontare i prossimi appuntamenti elettorali con uniformità e coerenza.
Sia chiaro, uniformità che riunisca le sigle esistenti in un’unica forza ovunque riconoscibile, e coerenza da misurarsi esclusivamente rispetto ad un manifesto di obiettivi irrinunciabili per una Sinistra che non tema l’onere dell’efficacia e il rispetto dei propri principi ispiratori.

Fonte: Esseblog

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