La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

martedì 15 settembre 2015

Sacra Rota addio

di Matteo Cresti
Non si fermano le imprese di papa Francesco, ormai deciso a rivoluzionare la curia romana e i suoi organi. Così, dopo duro lavoro di un gruppo di esperti ecco che firma due motu proprio (in sostanza dei decreti legge, due perché uno per il rito latino e uno per le chiese cattoliche di rito greco), con il quale modifica e semplifica le procedure per il riconoscimento della nullità del matrimonio.
Tutto viene reso più semplice e alla portata di tutti, anche poveri, dice Francesco. Quello che ci interessa, dice il papa, è la salvezza delle anime, e per questo tutti devono avere accesso alla possibilità di vedersi riconosciuto nullo il matrimonio, e quindi potersi sposare con qualcun altro in modo valido. Pertanto sembrerebbe che se risposarsi è peccato, e il tuo matrimonio è fallito, allora puoi vedere se è nullo, così poi ti salvi. Ecco il piccolo escamotage cattolico.
Il matrimonio è indissolubile, e non può essere annullato, però può essere dichiarato nullo, cioè si possono vedere se ci sono le condizioni per cui esso è stato celebrato in modo invalido (sterilità taciuta, malattia contagiosa taciuta, infermità mentale, costrizione, e soprattutto incredulità riguardo la natura sacramentale dell’atto: se mi sposo in chiesa solamente perché è bello ecco che il matrimonio non è valido). Se riesco a dimostrare che al momento del matrimonio c’erano queste condizioni, il matrimonio non c’è mai stato e posso risposarmi con chi voglio.
In passato era una procedura lenta e costosa, che solo in pochi potevano permettersi. Adesso Bergoglio ha deciso di allargarla a tutti. Cosa cambia? Non sarà più necessario il doppio conforme. Prima serviva il giudizio del tribunale diocesano e quello d’appello della Sacra Rota, il tribunale romano. Adesso invece, basterà solo quello diocesano. Sarà sempre possibile appellarsi, ma non solo a Roma, anche al metropolita. Inoltre per quelle cause dove ci sia un’evidenza delle prove, verrà istituito un processo più breve, in modo da velocizzare i tempi.
Ma il papa di certo non è intenzionato a fermarsi qui. Come specifica, il card. Coccopalmerio, relatore alla presentazione dei provvedimenti in Sala Stampa, il pontefice ha intenzione di dare maggior spazio alla famiglia (invece che al matrimonio) nel Codice Latino, e al contempo di omologarvi quello greco (per le chiese orientali) e poi aggiunge: e c’è “il problema della nuove normative civili relative a matrimonio e famiglia, normative spesso incompatibili con la dottrina e la disciplina della Chiesa, però di fatto esistenti.
Queste nuove normative civili vengono inevitabilmente ad avere un impatto sull’ ordinamento canonico. Come reagisce tale normativa? Un solo caso, tra i più semplici; nelle legislazioni in cui le coppie omosessuali possono adottare, se una coppia omosessuale vuole battezzare il bambino, come si deve procedere? Come, per esempio, si registra il battesimo?”. Chissà cosa ci riserverà il futuro, allora.
Ma vediamo quello che scrive il papa. In perfetto stile vaticanesco esordisce con un frase che ricorda il potere di Pietro e dei Vescovi sull’orbe terraqueo: apostrofando i suoi fedeli come “sudditi” (sic) (“hanno il sacro diritto e davanti al Signore il dovere di giudicare i propri sudditi”). Spiega che il sistema di nullità del matrimonio è stato elaborato per rendere gli istituti giudiziali coerenti con la fede professata, e che questo è stato fatto al fine di garantire la salvezza delle anime.
Cosa avrà a che fare la salvezza delle anime con la nullità del matrimonio, che è nato come escamotage per garantire le seconde nozze a qualche monarca che si era invaghito di una sua cortigiana o che dalla prima moglie non aveva avuto figli, ce lo devono spiegare, ma passi.
La spinta riformatrice, spiega il papa, è dettata dai vescovi, che così hanno votato nel sinodo sulla famiglia, e dai fedeli, che poverini, stanno in ansia per la loro situazione (eh già, infatti non sanno se il loro matrimonio è nullo oppure no), e che percepiscono le istituzioni romane come lontane e fredde. Ma, spiega il papa, queste nuove norme non devono e non vogliono favorire il lassismo: per questo il procedimento è giudiziario e non amministrativo, e per questo sono chiamati a giudicare gli stessi vescovi. Ma come è possibile che una semplificazione delle procedure non favorisca anche la facilitazione degli annullamenti? Se sempre più famiglie potranno farvi ricorso, e non servirà il doppio conforme, ecco allora che ci saranno più annullamenti.
Ma l’annullamento, anzi per essere precisi la dichiarazione di nullità, cosa comporta? Essa, è bene precisarlo ha anche effetti civili (attraverso i Patti Lateranensi), pertanto riconoscere la nullità ecclesiastica è anche riconoscere la nullità civile. Quindi: niente alimenti, niente sostegno (se non un risarcimento che non va oltre i tre anni). Tutto molto più semplice, rispetto al divorzio. E attenzione, molto più facile.
Se facciamo un’indagine statistica, quante coppie si sono sposate in chiesa solo perché più bello? Magari coppie atee, agnostiche, non credenti, non praticanti, cristiane a modo loro? Sappiate, che se vi siete sposati in chiesa senza credere nella validità sacramentale, e potete dimostrarlo, il vostro matrimonio è nullo, non valido, mai celebrato. Cosa converrebbe fare per essere tutelati contro ogni perdita dei diritti? Sposarsi in comune.
Fonte: Caratteri Liberi

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