di Tariq Ali e Onur Erem
Onur Erem: Il 10 ottobre abbiamo sperimentato il più grosso attacco di bombardamenti contro i civili nella recente storia della Turchia. Circa 100 persone sono morte (il numero esatto è sconosciuto) e tutti noi abbiamo perduto molti amici. Questo attacco è arrivato dopo i bombardamenti irrisolti a Dyarbakir (proprio prima delle elezioni, contro un raduno di curdi) e di Suruc (che ha ucciso 33 giovani socialisti). L’opposizione in Turchia aveva avvertito il governo dell’AKP del loro coinvolgimento in Siria e dell’apertura del confine siriano ai radicali islamisti. Ora abbiamo cellule dell’ISIS in Turchia che hanno continuato ad attaccare a Dyarbakir, Suruc, e infine abbiamo i bombardamenti a Suruc e infine i bombardamenti ad Ankara.
Che cosa pensa del ruolo di Erdogan e dell’AKP (Partito per la Giustizia e lo Sviluppo) nella politica del Medio Oriente, nella recente opera intesa a terrorizzare le strade in Turchia? Qual è la sua opinione sul coinvolgimento della Turchia in Siria e in relazione alle varie organizzazioni jihadiste?
Che cosa pensa del ruolo di Erdogan e dell’AKP (Partito per la Giustizia e lo Sviluppo) nella politica del Medio Oriente, nella recente opera intesa a terrorizzare le strade in Turchia? Qual è la sua opinione sul coinvolgimento della Turchia in Siria e in relazione alle varie organizzazioni jihadiste?
Tariq Ali: La strategia e di Erdogan e della NATO nella regione, è ora in rovina. La Turchia (lasciando da parte per il momento gli stati del Golfo) è stata la principale promotrice dell’ISIS come nuova forza per abbattere Assad. Senza questo appoggio, l’ISIS non avrebbe potuto procedere così tanto, così in fretta. E’ vero che l’esercito iracheno e la sua casta corrotta di ufficiali si sono rifiutati di combattere l’ISIS e sono scappati rapidamente. L’esercito siriano ha contrattaccato come anche i curdi siriani, ma c’è stato uno stallo, finalmente interrotto dalla recente mossa di Putin. L’ISIS, non dobbiamo mai dimenticarlo, NON è semplicemente un esercito subordinato di Riyadh o di Ankara. Condivide alcuni scopi con entrambi, ma il suo scopo annunciato di un Califfato Sunnita non è favorito da alcuno stato nella regione. Chi sta usando chi? Entrambi si usano a vicenda. In cambio dell’appoggio di Erdogan, gli jihadisti sembra che lo ‘aiutino’ uccidendo gli oppositori dell’AKP. La misura in cui lo ‘stato segreto’ dell’AKP (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) collabora con l’ISIS è una domanda a cui non potrei rispondere. Finora non ci son prove, ma non mi sorprenderebbe si concludesse così.
DOMANDA: Il Presidente Erdogan, il Primo Ministro Davutoglu e molti membri del parlamento del partito AKP hanno continuato a dire che se la popolazione turca sceglie il caos invece che del governo con il solo partito AKP, allora i massacri che stiamo sperimentando sono la conseguenza del non aver votato per l’AKP. Che cosa pensate di questa logica? Come può un governo eletto democraticamente minacciare la propria popolazione, dicendo: “Se non ci eleggi, ci sarà il caos”?
TA: Non è un grande segreto che Erdogan sia stato scosso dal fallimento dell’AKP do ottenere una maggioranza assoluta e dal sensazionale ingresso in parlamento dell’HDP. (Partito Democratico del Popolo). Un leader borghese razionale sarebbe stato contento che il PKK proponesse una tregua e che fossero preparati a operare all’interno delle esistenti istituzioni parlamentarti [come l’IRA e l’ETA prima di loro]. Invece Erdogan ha considerato questo una minaccia al suo prestigio, una sfida al suo potere, e ha cominciato a comportarsi come un mediocre dittatore, un processo iniziato dopo le massicce proteste in tutto il paese in seguito all’assalto a Gezi Park. Proprio questa cosa ha messo in risalto i dissensi nell’AKP e la sua dipendenza dall’industria edilizia. Se la propria faccia è butterata dalla corruzione, perché dare la colpa allo specchio? Infatti questa è l’arroganza dell’AKP l’avventurismo che ha destabilizzato il paese.
D: Questa primavera il governo dell’AKP ha approvato una “legge per la sicurezza” che gli ha permesso di arrestare persone della sinistra o curdi che partecipano alle manifestazioni per “ragionevole sospetto”, definizione altamente criticata per la sua vaghezza. Tuttavia, ieri, il primo ministro Davutoglu ha detto: ”Siamo uno stato di legge. Anche se abbiamo i nomi dei potenziali attentatori suicidi dell’ISIS, non possiamo arrestarli prima che entrino in azione”. Questa per noi è stata una dichiarazione scioccante, insieme a quella arrivata dal ministro dell’Interno, Altinok che ha detto: “Nessun nella sicurezza ha contribuito al bombardamento ad Ankara. La ricercatrice Emma Sinclair-Webb, dell’Osservatorio per i Diritti Umani in Turchia, ha chiesto: “Che cosa significa? Le cose sono andate come programmato? Da chi?”, ma non ha potuto avere alcuna risposta. Qual è il suo commento a queste dichiarazioni?
TA: La mancanza di preoccupazione per la vita dei nostri cittadini da parte di un governo eletto non è un fatto nuovo, ma è comunque sconcertante. Sanno chi sono gli attentatori suicidi, ma non ci sono prove (cioè, non hanno ancora commesso suicidio e non hanno ucciso degli innocenti), e arrestarli sarebbe stato prematuro. Queste sono sciocchezze così incoerenti che mi meraviglio che questi due buffoni siano ancora al governo, o questa è anche la posizione di Erdogan? Se le cose stanno così, sta avvenendo un insabbiamento.
D: Quando lei è stato intervistato dalla BBC due anni fa, circa il dibattito che la Turchia poteva diventare un paese come il Pakistan, mentre la Siria si trasforma in Afghanistan, he detto che la principale differenza tra i due paesi è che non ci sono molti membri turchi nell’ISIS. Sono passati due anni, e oggi ci sono molti membri turchi nell’ISIS. Moltissimi di questi sono stati arrestati il mese scorso, ma sono stati poi rilasciati dopo pochi giorni. Il primo ministro Davutoglu ha annunciato che hanno una lista di attentatori suicidi turchi dell’ISIS che ammonta a circa 20 persone. L’ISIS sta facendo trasmissioni radio in turco, pubblica articoli sui giornali turchi, e si sta organizzando nel paese. Che cosa pensa, quindi, di quello stesso dibattito, oggi?
TA: Capisco la presenza dell’ISIS in Turchia e il loro appello agli ex sostenitori di Erdogan che sono rimasti delusi e che si sono mossi nella direzione del fondamentalismo jihadista. La Turchia non è quindi immune al virus. Chiaramente l’appoggio ufficiale all’ISIS e la tolleranza nei suoi confronti ha facilitato loro le cose, ma non possono essere sconfitti esclusivamente dalla forza. La Turchia ha bisogno di un governo popolare che rompa con l’economia neo-liberale e con gli interventi incoraggiati dalla NATO.
D: Il governo turco ha minacciato la Russia di sparare ai loro aeroplani se si avvicinano allo spazio aereo turco. Ma dopo due violazioni abbiamo visto che queste minacce non funzionano. Anche l’Occidente ha accusato la Russia per i suoi recenti bombardamenti in Siria. In che modo il coinvolgimento russo in Siria influenzerà la Turchia?
TA: Se i russi riusciranno nel loro scopo che è quello della distruzione militare dell’ISIS e la conservazione del regime con o senza Assad, sarà una sconfitta politica per la Turchia, l’Arabia Saudita e la NATO, con ripercussioni per l’intera regione. Ma questo è un grosso SE.
L’intervista è stata condotta da Onur Erem per il giornale BirGun.
Originale: Counterpunch
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2015 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0
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