di Maria Rita D’Orsogna
Il governo di Matteo Renzi ha presentato un emendamento per ripristinare la fascia di rispetto di dodici miglia dalla costa per le perforazioni petrolifere in Adriatico. Questo significa che, visto che Ombrina Mare dovrebbe sorgere a 5.5 chilometri dal litorale d’Abruzzo, la concessione potrebbe essere fermata. C’è ovviamente molta confusione sul futuro degli emendamenti e se veramente saranno l’ultima puntata di questa saga pluriannuale. C’é anche molta speranza ed euforia perché se cosi fosse scomparirebbero Ombrina e decine di altri pozzi progettati lungo la costa adriatica.
Molto probabilmente gli emendamenti sono un tentativo, goffo e dell’ultimo minuto, del governo di evitare di andare al referendum contro il petrolio, referendum che si dovrebbe tenere nella primavera del 2016. Grazie all’impegno di molti tra cui Enzo Di Salvatore (docente di Diritto Costituzionale presso l’Università di Teramo), il referendum è stato sottoscritto da circa dieci regioni.
Renzi è quindi di fronte a una impasse: il referendum significherebbe campagna elettorale, significherebbe che lui e quelli del Partito democratico dovrebbero andare in televisione a fianco fianco dei petrolieri a dire alla nazione perché trivellare a cinque chilometri da riva è cosa buona e giusta. Significherebbe che i governatori Pd si troverebbero nella posizione di difendere il loro sottoscrivere il referendum contro il governo Pd di Matteo Renzi. Significherebbe aprire un dibattito nazionale che lo sanno anche loro non potranno vincere mai e poi mai. Per non parlare del possibile imbarazzo di promuovere l’estrazione di scarso e scadente petrolio all’indomani delle promesse parigine (sulle conclusioni del vertice sul clima leggi La magia di Parigi di Alberto Zoratti e Menzogne di Silvia Ribeiro ndr). In una parola, significherebbe figuracce.
Renzi è quindi di fronte a una impasse: il referendum significherebbe campagna elettorale, significherebbe che lui e quelli del Partito democratico dovrebbero andare in televisione a fianco fianco dei petrolieri a dire alla nazione perché trivellare a cinque chilometri da riva è cosa buona e giusta. Significherebbe che i governatori Pd si troverebbero nella posizione di difendere il loro sottoscrivere il referendum contro il governo Pd di Matteo Renzi. Significherebbe aprire un dibattito nazionale che lo sanno anche loro non potranno vincere mai e poi mai. Per non parlare del possibile imbarazzo di promuovere l’estrazione di scarso e scadente petrolio all’indomani delle promesse parigine (sulle conclusioni del vertice sul clima leggi La magia di Parigi di Alberto Zoratti e Menzogne di Silvia Ribeiro ndr). In una parola, significherebbe figuracce.
Quindi, invece che andare a referendum, meglio fare emendamenti, magari sacrificare qualche concessione e sperare nel silenzio su altri progetti, magari meno noti. E infatti gli emendamenti presentati sono una sorta di reciclaggio deiquesiti proposti per il referendum, pari pari.
Tu continua a lottare
Come siamo arrivati fin qui? Perché come per il Centro Oli di Ortona (Chieti), e come per la raffineria di Bomba (Ch) è stata una regione intera che si opposta ai petrolieri, giorno per giorno, senza fermarsi mai. È per questo che mi è sempre piaciuta la frase di apertura delle mamme di Plaza de Mayo, tu continua a lottare, a fare la tua parte, nonostante il resto che si agita attorno a te. E relativamente al petrolio: puoi sempre fare qualcosa finchè non sarà montato l’ultimo bullone.
La storia di Ombrina Mare per noi persone comuni, nasce nel 2008. Era un giorno di primavera. aprile. La signora Liliana mi scrive un e-mail raccontandomi di questitralicci rossi e bianchi che erano spuntati da un giorno all’altro nel mare d’Abruzzo. Si vedevano e si potevano quasi toccare dal suo balcone. Mi manda delle foto. Le apro dagli attachment nel suo e-mail. Sì, è vero, sono li, traballanti, sottocosta,estranei al blu dell’Adriatico e ai canneti spettinati della costa dei trabocchi. Eravamo nel bel cuore della battaglia contro il Centro Oli di Ortona, e Liliana mi scrisse con la speranza che potessi far qualcosa anche contro questi mostri aquatici.
Quei tralicci erano pozzi preliminari, per testare il petrolio di Ombrina. Secondo i petrol-progetti avrebbero dovuto essere operativi a pieno regime entro il 2010. Come per il Centro Oli sulla terraferma non potevo sopportare l’idea che questi sconosciuti potessero venirsi a prendere un pezzo di un mare che per un po’ è stato mio. Non vivo in Abruzzo dal 1990, ma i miei ricordi di bambina, la mia pelle che d’estate diventava un po’ piu rosa del normale, l’acqua cristallina di piccole spiaggette sconoscuite, i viaggi in treno affacciati alla finestra con il blu che scorreva veloce, non mi hanno lasciato scelta. Come per il Centro Oli non c’erano informazioni scientifiche, nessuno sapeva cosa sarebbe successo, e neanche il nome della ditta trivellante era noto ai più. Ma il protocollo era lo stesso che per il Centro Oli. Tenere tutto nascosto ai residenti il piu a lungo possibile, comunicare agli investitori ogni punto e virgola per tenere alte le azioni, e confondere le idee ai politici, e se necessario e possibile ai residenti.
Domande
Domande
E siccome non c’era nessun altro a farlo, ho trascorso notti su notti a leggere, a capire, a farmi domande, semplici prima e sempre più sofisticate, come si fa quando si scrive un articolo di scienza. Dal semplice al complesso. I comunicati agli investitori erano chiarissimi fin dal 2005. Mi faceva rabbia che gente di Londra ne sapesse di più di chi ad Ortona ci andava al mare. Cos’è una Fpso (Floating Production, Storage and Offloading)? Quali sono i protocolli di sicurezza in altri paesi? Cosa succede ai pesci? Chi li installa a distanza cosi ravvicinata dalla riva? Cosa verrà prodotto? Cosa sono i fluidi di perforazione? Veramente spesso dentro ci sono prodotti radioattivi? Perché ad Ombrina possono usarne di tipi aggressivi che in Nord Europa sono vietati? Che fine farà l’idrogeno solforato? Che ce ne facciamo dello zolfo prodotto? Chi sono quelli della Mediterranean Oil and Gas? Qual è l’indice Api di Ombrina? E mentre chiarivo a me stessa tutte queste cose, ho cercato di condividere al meglio che potevo con i residenti, usando tutto ciò che il mondo degli anni duemila ci offre.
Adesso sembra facile dire che tutto l’Abruzzo è contrario ad Ombrina. Ma non è sempre stato cosi, specie all’inizio di questa storia. Coltivare le relazioni con la Chiesa cattolica e con politici di ogni genere cercando di conservare la miaindipendenza, scovare acidificazioni e fratturazioni, prendersi insulti in pubblico, inventarsi e coordinare le osservazioni di massa, studiare i regimi di royalties degli altri, raccontare i successi e i fallimenti petroliferi di California in Italia, fare innumerevoli viaggi, cercare di inculcare il messaggio cosi statunitense che “yes we can if we want it more than them“, essere trattata come l’anticristo dai petrolieri, e continuare a rispondergli punto per punto, litigare con gli investitori per via etere, vedere il proprio nome sbattuto sui siti degli haters e di tutti quelli che hanno orchestrato smear campaigns contro di me (anche da questo blog!) e perseverare non è stato facile. Sono spesso stata scoraggiata e stanca. Ma mai arrendevole.
Otto anni dopo
E alla fine sono otto anni che siamo qui. Il messaggio è passato. Le mie frasi, le mie argomentazioni, le vedo ripetute dappertutto, pure la frase delle mamme argentine, segno che il seminato è stato fruttuoso. Sono nati tanti comitatini, come direbbe Renzi, e Ombrina ha visto la sua data di inizio slittare di anno in anno. Alla fine, sono quasi otto anni che la Medoilgas prima, e la Rockhopper dopo aspettano di bucare. Siamo qui senza violenza, con soltanto l’arma del sapere, dei numeri, della perseveranza, della democrazia vera. Sono lievemente ottimista e soddisfatta.
Mi sono spesso chiesta perché la vita mi abbia fatto crescere in due continenti diversi, facendomi sentire spesso parte di nessuno dei due. Non la so ancora la risposta a questa domanda. Ma con la storia del Centro Oli di Ortona prima, e speriamo con quella di Ombrina dopo, l’essere a metà fra due mondi per molti versi cosi radicalmente opposti, ha almeno avuto un senso e una utilità?
Ultima cosa: a salire sul carro del vincitore, se mai ci sarà, saranno e sono già in molti. Non credetegli a quelli che useranno Ombrina per carriere politiche o che hanno sfruttato Ombrina in anni recenti per andare al telegiornale tutti i santi giorni, che amano farsi chiamare presidenti e onorevoli, che non sanno cosa sia l’umiltà, e senza sapere quello che dicevano, o dopo averlo mezzo scopiazzato da questo blog.
Fonte: comune-info.net
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