lunedì 22 febbraio 2016

Diritti civili. Diario di un mese bizzarro

di Franco Buffoni
06/01/2016 Nel campo dei diritti civili una classe politica può essere più avanzata rispetto al proprio elettorato, oppure più arretrata. Nel 1970 il parlamento italiano che approvò la legge Fortuna-Baslini sul divorzio era leggermente più avanzato rispetto all’elettorato: solo il quarantanove percento dei cittadini, secondo i sondaggi di allora, era favorevole. Un dato che diede forza alla reazione clericale e missina nella raccolta delle firme per indire il referendum abrogativo. Che venne celebrato nel 1974 e sancì la netta sconfitta (cinquantanove percento contro quarantun percento) dei richiedenti.
Che cosa accadde in quei quattro anni? Accadde che la maggioranza degli italiani riuscì a comprendere che la possibilità di esercitare quel diritto non danneggiava chi non intendeva avvalersene.
In quei quattro anni, dunque, il popolo italiano divenne più maturo, grazie a una classe politica che seppe guardare lontano.
Lo stesso accadde in Spagna con Zapatero, che all’inizio del suo primo mandato fece approvare la legge sul matrimonio civile per tutti. Sette anni dopo, quando Rajoy andò al potere, ben si guardò dal chiederne l’abrogazione, consapevole del fatto che – in quei sette anni – il popolo spagnolo era maturato e si era potuto rendere conto che nessun danno era venuto a chi di quel diritto non aveva intenzione di avvalersi.
Lo stesso accadrà in Francia al termine del mandato di Hollande, che all’inizio del suo iter presidenziale ha fatto approvare la legge sul matrimonio civile per tutti. A tre anni dall’introduzione della legge, infatti, non si è verificato alcun cataclisma, alcuna ‘contaminazione’. Per la cronaca, nel 2013 sono stati celebrati in Francia settemila matrimoni same-sex, nel 2014 diecimila. Interessante il dato relativo all’età media dei coniugi: cinquant’anni per le coppie gay, quarantatré per le coppie lesbiche. Mentre l’età media delle coppie eterosessuali è di trentadue anni per gli uomini e di trenta per le donne. Un netto scarto che rende bene l’idea di quanto sia stata lunga e frustrante l’attesa delle coppie omosessuali prima di vedersi riconosciuto questo diritto civile.
Tutto questo per dire che, dagli anni Settanta, l’Italia non ha più avuto una classe politica anche solo leggermente più avanzata rispetto al popolo che rappresenta.
08/01/2016 Da più parti, con riferimento alle unioni civili, si invoca: il Pd dovrebbe chiarire. Ma – nato su un equivoco – fingendosi socialista, in Europa, senza minimamente essere socialista né laico, che mai può chiarire il Pd?
09/01/2016 Paradossale: mi trovo a dover sostenere la Cirinnà purché rimanga così come è, mentre penso che nasca già vecchia, superata dai tempi e, per di più, che sia discriminatoria.
10/01/2016 Oggi una sola cosa è dignitosa: matrimonio ugualitario per tutti, come i francesi e come gli spagnoli. Il resto è solo bizantinismo discriminatorio e sostanzialmente omofobico.
11/01/2016 Pietro Grasso, Presidente del Senato: “‘Step child adoption’ tradotto in italiano fa meno paura perché significa: prendersi cura del figlio del partner, ad esempio in caso di morte del genitore naturale. Più che un diritto, a me sembra un dovere. È venuto il tempo di prendere atto della realtà sociale e riconoscere piena cittadinanza ai diritti delle coppie omosessuali. Nessuno va a toccare i diritti di chi già ne ha. Semmai si cambia la vita a chi finalmente se li vede riconoscere”.
13/01/2016 In linguistica non esiste il “verbo”, non esiste l’ipse dixit. E la linguistica applicata al diritto è una scienza empirica, relativistica. Perché le lingue, come le società, sono in costante trasformazione. E i cosiddetti “significati letterali” non sono che i significati stabiliti da una certa pratica interpretativa. Qualcuno potrebbe replicare che i significati coincidono con le intenzioni degli autori dei testi: in questo caso si parla di teoria intenzionalistica dell’interpretazione, contrapposta alla teoria letteralistica.
Perché ricordo questo? Perché in Italia stiamo assistendo a un surreale dibattito su ciò che dice effettivamente la nostra Costituzione sul contratto denominato “matrimonio civile”.
Da una parte c’è chi sostiene – Costituzione, articoli 2 e 3 alla mano – che, essendo tutti i cittadini uguali dinanzi alla legge, e poiché la Repubblica promuove l’uguaglianza e le pari opportunità, anche i cittadini omosessuali devono poter stipulare tra loro quel tipo di contratto.
Dall’altra parte si risponde che l’articolo 29 della Costituzione parla di “famiglia naturale” basata sul matrimonio.
A questa risposta i primi replicano che la Costituzione non parla mai di matrimonio esclusivamente tra un uomo e una donna.
E a questa replica i secondi rispondono che la Costituzione lo dà per sottinteso.
Eccoci nel cuore dello scontro tra teoria intenzionalistica e teoria letteralistica dell’interpretazione. Nel caso dell’articolo 29 la lettura intenzionale è dei giuristi di area cattolica, quella letterale è dei giuristi – come Stefano Rodotà – di area laica. Ma le posizioni potrebbero scambiarsi su un altro articolo, trasformando i cattolici in letteralisti e i laici in intenzionalisti, secondo le rispettive convinzioni ed esigenze.
È in questi casi che occorrono i fili d’erba di whitmaniana memoria e l’esercizio della poesia.
La narrazione poetica infatti permette più di ogni altra di focalizzare il dettaglio. E il dettaglio, se ben scelto, può essere in grado – da solo – di illuminare l’argomentazione.
“Una lunga sfilata di monti
mi separa dai diritti”, pensavo l’altro giorno osservando il lago Maggiore e le Alpi
nel volo tra Roma e Parigi
(dove dal 1966 un single può adottare un minore).
Da Barcellona a Berlino oggi in Europa
ovunque mi sento rispettato,
tranne che tra Roma e Milano, dove abito e sono nato.
La poesia può anche permettersi di illuminare l’argomentazione semplicemente accostando un paio di episodi marginali. Come in questo Gay Pride a Roma:
“E il caffè dove lo prendiamo?”, chiede quella più debole, più anziana, stanca di camminare. “Alla casa del cinema, là dietro piazza di Siena…
”
Non si erano accorte della mia presenza
nel giardinetto del museo Canonica: si erano scambiate un’effusione,
un abbraccio stretto, un bacio sulle labbra.
Parlavano in francese, una da italiana: “mon amour” le diceva, che felicità di nuovo insieme qui.
Come mi videro si ricomposero, distanziando sulla panchina i corpi.
Le scarpe da ginnastica,
le caviglie gonfie dell’anziana…
Quella sera, come smollò il caldo,
passeggiai fino a Campo de’ Fiori: pizzeria all’angolo, due al tavolo seduti di fronte,
giovani puliti timidi e raggianti. Dritti sulle sedie, col menù, sfogliavano e si scambiavano opinioni, discretamente.
Lessi una dignità in quel gesto educato al cameriere: una felicità
di esserci,
intensa, stabilita.
Decisi li avrei pensati sempre, così dritti sulle sedie col menù.
14/01/2016 Ora basta: la mediazione c’è già stata. Non dimentichiamo che due su tre dei candidati alle primarie del Pd (Cuperlo e Civati) erano per il matrimonio civile (e sottolineo civile) ugualitario. Poi è improvvidamente intervenuto Scalfarono a mediare al ribasso. Ora basta: contiamoci e contatevi. M5S, se possibile: battete un colpo.
15/01/2016 Sul mio passaporto c’è scritto “Comunità Europea”. Io sono un cittadino europeo. Roma non ha più giustificazioni nel campo dei diritti civili. DEVE adeguarsi. Con buona pace di coloro che vorrebbero l’Italia ferma al catto-fascismo del ’29.
18/01/2016 In spregio all’Europa, in spregio a Francia e Spagna che hanno il matrimonio ugualitario, sembra che oggi la Presidenza della Repubblica abbia fatto dire alla Costituzione Italiana cose che non si è mai sognata di dire. Di nuovo grazie – comunque – al Pd che non volle Stefano Rodotà alla Presidenza della Repubblica Italiana.
21/01/2016 Il giubileo della misericordia celebrerà la sua apoteosi sabato 30 gennaio al Circo Massimo. I “misericordiosi” non chiederanno nulla, se non di negare l’esistenza altrui: la quintessenza, dunque, di un’educazione alla misericordia.
22/01/2016 Sua Santità oggi ha raccomandato di non fare confusione tra matrimonio e unioni civili. Ma quando in uno stato laico si parla di matrimonio, ci si riferisce al matrimonio civile, regolato come un contratto dal Codice civile. La confusione nasce dal concordato del 1929, che trasformò l’Italia fascista nell’Italia clerico-fascista del matrimonio concordatario. E’ quel concordato che ingenera confusione. Che ne dice, Santità: lo aboliamo? Concordato confermato nell’art 7 della Costituzione con voto di DC e PCI, e voto contrario di PSI e laici. E l’art. 7 fa parte della prima parte della Costituzione, considerata da molti come “intoccabile”.
23/01/2016 Milano Sede Regione Lombardia. L’uso sconsiderato della facciata del palazzo si ritorcerà contro i promotori. A condannarli è la Storia del mondo civile.
26/01/16 “Incoraggio l’Italia a garantire il riconoscimento legale alle coppie dello stesso sesso, così come stabilito dalla sentenza della Corte europea dei diritti umani”. Così oggi il segretario generale del Consiglio d’Europa Thorbjorn Jagland.
Qualcuno che minaccia richiesta di referendum abrogativo nel caso di approvazione della già smunta Cirinnà, riesce a rendersi conto che, agli occhi dell’Europa, l’Italia sta facendo la figura che ai nostri occhi fa l’Iran?
03/02/16 In inglese il sostantivo step (gradino) usato come prefisso produce step-child figliastro (anche step-son e step-daughter) e ovviamente step-father patrigno e step-mother matrigna.
Se fin dall’inizio la volonterosa senatrice Cirinnà fosse ricorsa al lessico borbonico e avesse scritto “E’ fatto obbligo al patrigno di prendersi cura del figliastro minorenne” probabilmente sarebbe risultata più ardua la manipolazione delle menti semplici da parte delle destre catto-fascio-leghiste e anche di alcuni pd.
05/02/16 Il Commissario Ue ai diritti umani: “L’Italia non sta riconoscendo nuovi diritti, ma semplicemente eliminando la discriminazione basata sull’orientamento sessuale”. (Forse è bene ricordarlo ai nostri parlamentari).
06/02/16 E’ in momenti delicati come l’attuale che maggiormente si comprende l’importanza di avere un Parlamento di eletti e non di nominati.
06/02/16 Tema: Parla del tuo Paese 1.0
Il mio Paese è strano perché copre le statue ma espone le salme.
Il mio Paese è strano perché obiettano i medici e persino i farmacisti.
Il mio Paese è strano perché tiene in “vita” ex persone legandole a una macchina (il massimo dell”innaturale”), ma invoca la natura contro la Gestazione per altri.
Forse è per questo che il mio Paese nega diritti alle minoranze.
Il mio Paese dovrebbe svegliarsi ed entrare nella modernità.
16/02 Per capire da che parte stai (o da che parte ti sei messo) osserva bene chi si compiace della tua scelta e giudicati da solo.
17/02/2016 Voglio essere ingenuo. Spero in un soprassalto di civiltà. C’è di mezzo la dignità di milioni di persone. Basta con i giochini e le furbizie. Siete tutte persone che passano i quarant’anni. E siete ancora in tempo per correggere il tiro e comportarvi in modo decente. Suvvia…
19/02/2016
Tema: Parla del tuo Paese 2.0
Il mio Paese è strano perché mentre si piange addosso per il calo demografico, costringe migliaia di suoi cittadini ad andare all’estero per procreare assistiti.
Il mio Paese è strano perché minaccia addirittura la prigione per quei suoi cittadini che torneranno in Italia con un loro bambino appena nato.
Il mio Paese è strano perché mentre piange miseria costringe migliaia di suoi cittadini a spendere quattrini all’estero per procreare, per sposare e persino per morire con dignità.
Il mio Paese dovrebbe forse svegliarsi ed entrare nella modernità.

Fonte: Le parole e le cose 

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