martedì 2 febbraio 2016

Il paradosso britannico delle unioni civili

di Gerardo Ongaro
Mentre da noi si discute sulle discriminazioni verso le copie omosessuali, nel Regno Unito sembra esistere una discriminazione inversa, quella verso le copie eterosessuali. Secondo la legislazione attuale, le copie dello stesso sesso possono scegliere tra Unione Civile e Matrimonio, per le copie eterosessuali esiste invece soltanto la scelta del Matrimonio.
Il problema è stato appena evidenziato dal caso di una copia eterosessuale che voleva formalizzare il suo rapporto con l’Unione Civile, negata lo scorso anno dal tribunale, ed ora dalla Corte Suprema alla quale avevano fatto ricorso. Rebecca Steinfeld e Charles Keidan, da Londra, avevano optato per l’Unione Civile perché, secondo loro, l’istituto del matrimonio ha una connotazione patriarcale. Il loro appello puntava sulla discriminazione dell’attuale legislazione verso le copie eterosessuali.
Nelle sue motivazioni, la Corte Suprema sostiene che non esiste alcuna differenza sostanziale tra i due istituti giuridici sul piano dei diritti, che quindi non esiste alcun impedimento al diritto alla vita privata famigliare previsto dall’Articolo 8 della Convenzione Europea sui Diritti Umani.
L’attuale legislazione permette le Unioni Civili soltanto alle copie dello stesso sesso. Questa era stata introdotta per le copie omosessuali nel 2004. Nel 2014 è stata approvata la legge che permette il Matrimonio a tutte le copie, a prescindere dall’orientamento sessuale. Tuttavia, la legislazione delle Unioni Civili per individui dello stesso sesso non è ancora stata abolita.
Ed è proprio su questo che il governo di Londra ha espresso la sua soddisfazione per la sentenza della Corte Suprema. Secondo il governo, l’istituto delle Unioni Civili andrà abolita nel futuro prossimo. Nel frattempo, sarebbe stato costoso in termini di costi e di tempo promuovere la legislazione che temporaneamente avesse permesso di estendere alle copie eterosessuali l’accesso all’istituto delle Unioni Civili.
Ovviamente, la copia in questione non si ritiene soddisfatta. Rebecca e Charles intendono continuare a lottare, assieme ad altre copie che si trovano nella stessa situazione, che si ritengono discriminante. Lo stanno facendo anche tramite petizione online che ha finora raccolto più di 36000 firme.

Fonte: sinistraineuropa.it 

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