La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

lunedì 15 febbraio 2016

La sfida che ha di fronte la sinistra latino-americana

di Prabhat Patnaik
L’incremento della Sinistra in America Latina sembra essere in declino. Nell’ottobre 2015, Jimmy Morales, il candidato conservatore del Guatemala, ha sconfitto Sandra Torres, della Sinistra, nelle elezioni presidenziali. Il 22 novembre, in Argentina, Mauricio Macri, il candidato conservatore alla presidenza, ha sconfitto di stretta misura, Daniel Scioli, il suo rivale peronista, per mettere fine a un lungo periodo di ascesa della Sinistra, sotto la presidenza di Nestor Kirchner prima, e di sua moglie Cristina Fernandez de Kirchner, poi. Il 6 Dicembre, il partito di Nicholas Maduro, successore di Hugo Chavez ed erede della Revoluzione Bolivariana, ha perso il controllo del parlamento venezuelano dopo 17 anni.
E in Brasile, la Presidente Dilma Rousseff, succeduta a Luiz Inacio Lula da Silva, attualmente non è impegnata soltanto nella battaglia contro un’incriminazione nei suoi riguardi, ma ha anche visto un brusco declino della sua popolarità.
E’ vero, nell’ambito dello spostamento a sinistra dell’America Latina, c’erano differenze molto importanti: la Bolivia, il Venezuela e l’Ecuador (senza contare Cuba che è in una categoria del tutto separata) sono molto più chiare nel loro orientamento a sinistra rispetto al Brasile e all’Argentina; si può quindi sostenere che, lasciando da parte la sconfitta del partito di Maduro, il “nucleo della Sinistra” mantiene ancora la sua posizione dominante. E’ anche vero che, sia che consideriamo il “nucleo della Sinistra” o semplicemente le formazioni che tendono a sinistra, la Sinistra in senso generale governa ancora vaste zone del continente. Anche così, tuttavia, non si può negare il fatto che l’incremento della Sinistra si stia riducendo. E può essere difficilmente una qualche consolazione che sia evidente anche in America Centrale, dove ci sono vari governi di destra, compreso, in particolare il Messico, una tale perdita di potere per tali governi che sono tutti coinvolti in profonde crisi socio-politiche.
Senza dubbio la crisi mondiale del capitalismo ha avuto un impatto devastante sull’America Latina (in seguito ne parlerò ulteriormente) che ha fatto precipitare in una grave crisi tutti i governi in carica sia della Destra che della Sinistra; però la Sinistra che si suppone guardi oltre il capitalismo, e che quindi non si tiri indietro dal cercare di attuare riforme strutturali, avrebbe dovuto essere in una posizione di riconoscere questa sfida e di prendere le appropriate misure per contrastarla. Il fatto che la Sinistra non lo abbia fatto, è motivo di preoccupazione, a prescindere da quanto bene o male la Destra se la stia passano dovunque è al potere. E questo ci porta alla fondamentale limitazione dell’impennata della Sinistra in America Latina.
In generale, il neoliberalismo era arrivato in America Latina o durante i regimi militari o durante regimi politici estremamente autoritari. Lo sfavorevole impatto economico del neo-liberalismo sulle grosse masse di popolazione era nato non a causa di qualche crisi mondiale del capitalismo, ma a causa dello specifico problema dell’America Latina, cioè dell’élite interna che ha trasferito la sua ricchezza nelle banche americane con le nuove condizioni di “liberalizzazione economica”. La causa della crisi debitoria dell’America Latina consisteva in questo, non in qualche deterioramento della situazione globale, ma nel fatto che il paese doveva chiedere prestiti alle banche americane per finanziare una fuga di capitali proprio verso le stesse banche. Si è infatti stimato che il 60% del debito latino-americano è stato provocato dal finanziamento della fuga di capitali da parte dei latino-americani ricchi verso le banche metropolitane. La crisi del debito, a sua volta, ha portato dei “condizionamenti” che danneggiano i poveri e anche le classi medie. Il neoliberalismo in America Latina, in altre parole, era associato sia con l’autoritarismo politico (compreso quello del tipo più sanguinario) che con le difficoltà economiche della gente.
COMPITI STORICI
Alla Sinistra in America Latina sono stati affidati due compiti storici; l’incremento della Sinistra si è verificato perché soltanto essa era in grado di svolgerli e perché comportava credibilità con le persone su questo punto. Questi due compiti erano: il ripristino della democrazia e l’alleviare le sofferenze della gente nel regime di neoliberalismo. Il fatto che in un paese dopo l’altro le formazioni politiche di Sinistra di varie sfumature fossero elette al potere dal popolo, è avvenuto perché gli attivisti di Sinistra avevano sperimentato morte, tortura, prigionia sotto i regimi autoritari e in tutte queste traversie si erano fermamente opposti al neoliberalismo, chiedendo, allo stesso tempo, diritti e istituzioni democratiche.
E’ difficile che ci siano dubbi che nel complesso le formazioni politiche di Sinistra abbiano assolto il loro mandato. La Democrazia è stata reintrodotta e rafforzata in gran parte del continente; di fatto proprio la sconfitta della Sinistra in vari paesi che sta verificandosi ora è la testimonianza del vigore con cui le istituzioni democratiche hanno cominciato a funzionare. I governi di destra di recente eletti, non sarebbero, naturalmente così impegnati nelle istituzioni democratiche tanto da non sentirsi tentati di abrogarle, di impedire alla Sinistra di tornare al potere in un qualche momento futuro. Lo troverebbero però difficile di fronte all’opposizione popolare a qualsiasi tipo di abrogazione delle democrazia. La Sinistra latino-americana ha svolto un ruolo di cruciale importanza nel generare quello stato d’animo popolare.
Analogamente, in quasi tutto il continente ci sono state misure redistributive e misure che mirano a fornire sollievo ai poveri. La più nota è stato il programma Bolsa Familia, iniziato dal Presidente Lula in Brasile che fornisce trasferimenti di contanti ai poveri, ma c è tutta una gamma di altri programmi che sono stati introdotti in anni recenti in paesi così lontani tra loro come il Guatemala e l’Argentina. In effetti, in questo continente che storicamente è stato caratterizzato da estrema disuguaglianza nella distribuzione del reddito, c’è stato, secondo alcune stime, un certo declino della disuguaglianza durante il periodo di ascesa della sinistra.
STRATEGIA REDISTRIBUTIVA
La base del successo economico della Sinistra latino-americana è stata, tuttavia, fornita dal boom mondiale dei prezzi delle merci. Il Brasile ha guadagnato grazie alle esportazioni di minerali in Cina la cui economia era andata prosperando e aveva prodotto un aumento dei prezzi. L’Ecuador, la Bolivia e, naturalmente, il Venezuela, erano nazioni esportatrici di petrolio e l’Argentina è stata tradizionalmente esportatrice di beni primari. Il boom dei prezzi dei beni primari nei primi anni di questo secolo si è rivelato utile per le economie latino-americane; quello che hanno fatto i governi della Sinistra è stato di assicurare che le entrate provenienti dal settore dei beni primari non venissero più sottratte dai ricchi, ma venissero, almeno parzialmente, dirottate verso i poveri. In breve, i governi di Sinistra hanno essenzialmente perseguito una strategia redistributiva a beneficio dei poveri durante un periodo di boom mondiale dei prezzi dei beni. Naturalmente questo è stato un successo non mediocre e non dovrebbe essere svilito. Quello che, però, non hanno fatto, è stato di apportare qualunque trasformazione strutturale nell’economia che avrebbe protetto la gente da un probabile crollo dei prezzi in qualche momento futuro.
Per un po’ di tempo, mentre i prezzi del petrolio precipitavano bruscamente, quelli degli altri beni primari in qualche modo resistevano perché la crescita della Cina continuò a essere rapida, grazie a una bolla dei prezzi dei beni, malgrado la crisi economica mondiale. Quando, però, la bolla crollò e la crisi si diffuse alla Cina e ad altre economie dell’Asia Orientale, per non parlare dell’India, i prezzi di tutti i beni primari iniziarono a scendere, accelerando una crisi economica per i paesi latino-americani, della quale i governi furono considerati responsabili dalla gente.
Anche questo fatto che la gente ritenesse responsabili della crisi economica i governi, è indicativo dell’incapacità della Sinistra latino-americana di mobilitare le persone in quanto soggetti politici, distinto dal fatto renderli semplicemente i beneficiari della generosità del governo. Tale generosità senza dubbio aumenta il benessere, ma non basta che la Sinistra si assuma il ruolo di fornitrice di benessere; il suo obiettivo deve essere quello di rendere le persone soggetti consapevoli della storia e non soltanto individui in migliori condizioni materiali.
Il nuovo contesto costituisce un’importante sfida per la Sinistra, non soltanto in paesi dove questa ha perduto il potere, ma specialmente nei paesi dove continua a governare. Sorge la domanda: che cosa può fare la Sinistra dove è ancora al potere? Naturalmente, il compito politico è quello di spiegare alle persone la situazione reale e di rivitalizzare le istituzione di potere del popolo che potrebbero agire come controllo sugli stessi governi della Sinistra, specialmente da quando la corruzione è emersa come importante denuncia. Che cosa si può però fare a livello di economia?
Uno dei modi ovvii con cui il crollo dei prezzi delle merci fa sentire il suo impatto, è tramite una scarsità di valuta straniera per finanziare le importazioni necessarie. Questo dà luogo all’inflazione, al deprezzamento della valuta che acuisce ulteriormente l’inflazione e a scarsità di merci essenziali. Allo stesso tempo, le entrate ridotte, dovute al calo della richiesta di merci primarie, causano la recessione, la stagnazione e la disoccupazione. Risparmiare valuta estera per importare le merci essenziali e impedire la fuga di valuta estera, sia palesemente che clandestinamente, da parte di chi detiene la ricchezza che si tutelano dal deprezzamento del tasso di cambio, sono faccende che richiedono la più alta priorità.
A questo fine, molti della Sinistra si sono detti favorevoli alla nazionalizzazione delle banche e del commercio estero. Senza dubbio, per i governi che sono già sotto attacco, prendere tali decisioni aumenta la minaccia della resistenza e la mancanza di appoggio, ma per i governi della Sinistra latino-americana, il momento attuale richiede un’azione decisiva.
Nicholas Maduro ha accusato gli Stati Uniti di condurre una “guerra economica” contro il Venezuela, e, considerando il fatto che di fronte al crollo dei prezzi del petrolio l’OPEC si è rifiutata di ridurne la produzione (che farebbe aumentare i prezzi) a causa della rigida posizione dell’Arabia Saudita, alleata degli Stati Uniti, c’è qualche motivo di credere che gli Stati Uniti siano interessati a destabilizzare l’economia della Russia e di un’intera serie di paesi latino-americani governati dalla Sinistra che sono e esportatori di petrolio. Ma poi che cos’altro ci si può aspettare dall’imperialismo? Bisogna opporsi ai suoi attacchi violenti come si è fatto a Cuba per così tanto tempo.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
Originale: Peoples Democracy
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.