di Gianluca Graciolini
Primo: abbiamo un Parlamento impermeabile alle aspettative di ampli settori della società, generalmente e diffusamente incapace a leggere, decifrare e codificare, con l'iniziativa legislativa, i mutamenti profondi della vita sociale, dei suoi corpi e delle sue istanze.
Secondo: abbiamo una destra illiberale, retriva e premoderna, con vasti tratti fascisti e legata a filo doppio con le gerarchie ecclesiastiche più conservatrici e confessionali; una destra che raccoglie e allo stesso tempo alimenta i pregiudizi e le pulsioni peggiori di una parte della società, la più becera, ipocrita, codina ed analfabeta sul piano dei diritti e dei capisaldi di una civiltà politica liberale.
Terzo: abbiamo un Pd, o partito della nazione, che è il frutto di un'alchimia politica abortita, che raccoglie tra le sue fila tanti baciapile e che governa il Paese insieme ad una destra clericale. Renzi ha posto la fiducia sul suo governo su ogni porcheria possibile, per silenziare il dissenso: una volta poteva porla per una legge buona, ma si è ben guardato dal farlo proprio per non rompere con i suoi amati cattodem e con gli Alfano e i Formigoni.
Quarto: in queste condizioni, abbiamo un Movimento cinque stelle su cui si vorrebbero far ricadere tutte le responsabilità perchè ha rifiutato di votare il cosiddetto canguro ammazzaemendamenti, già utilizzato in altre occasioni per sopprimere il dibattito parlamentare, in particolare sulla deforma costituzionale.
Uno strumento comunque imposto nonostante gli emendamenti fossero in gran parte stati ritirati, senza dubbio per coprire l'incapacità della maggioranza di governo di reggere il confronto al proprio interno nei due giorni ulteriori che sarebbero serviti alla discussione e così da poter scaricare le colpe sul capro espiatorio dei cinque stelle. Certo, la coerenza contro i canguri richiamata da questi ultimi appare pretestuosa e di maniera, solo se avessero avuto veramente a cuore il buon fine in questione. La vicenda depone perciò anche in sfavore di un movimento che sacrifica i diritti di tante persone sull'altare dei giochi parlamentari e delle proprie presunte convenienze politiche ed elettorali: il che fa di esso una creatura sempre più cinica, ambigua e conformista.
Ma le vere responsabilità vanno tutte individuate nelle contraddizioni, nei trucchi di palazzo e nel gioco delle parti del Pd, del suo governo e della sua maggioranza.
Il rischio è ora che sui diritti civili si produca il solito pasticcio all'italiana: un sacrificio inaccettabile per milioni di persone che da anni attendono invano il riconoscimento dei propri diritti, in una parola, l'eguaglianza.

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