martedì 22 marzo 2016

Alexis Tsipras: un nuovo contratto sociale per rifondare l'Europa

di Argiris Panagopoulos
“In Europa abbiamo bisogno di un nuovo contratto sociale per la solidarietà, la crescita e la coesione sociale, una rivendicazione che può raccogliere le forze progressiste più ampie”, ha detto Alexis Tsipras sabato sera al convegno europeo organizzato da SYRIZA, il Partito della Sinistra Europea, l’Istituto Nikos Poulantzas e il Trasform ad Atene con un titolo che sembra la vera sfida dei nostri giorni: “Alleanza contro l’austerità, per la democrazia in Europa”. Per Tsipras la sfida è moto semplice: “L’Europa o sarà rifondata sulla base dei suoi principi fondanti e i principi della parità politica dei suoi stati membri o altrimenti non andrà molto lontano unita”
Un nuovo contratto sociale? Non siamo tornati nel periodo dei grandi pensatori dell’era moderna, da Hobbes a Locke o a Rousseau e le sue battaglie contro le ineguaglianze di due o ormai tre secoli fa. La sfida di Tsipras e della Sinistra Europea hanno il sapore di una battaglia per uscire dal medioevo e combattere il neoliberismo che ci porta ad un tribalismo inumano. 
I confini aperti all’austerità e la loro chiusura ai profughi rappresentano “la contraddizione fondamentale che indebolisce le basi morali dell’unificazione europea e la sua stessa coesione”, ha continuato Tsipras lanciando l’allarme che “l’Europa si sta schiacciando tra l’austerità e i confini chiusi” e che “se è incapace di affrontare le crisi che la mettono in prova non avrà un futuro”.
“Di fronte al incubo dell’estrema destra le forze della sinistra e quelle progressiste in Europa, il mondo degli intellettuali, i sindacati, la sinistra radicale, i movimenti ecologisti, dobbiamo creare un fronte comune, un argine democratico”, ha detto Tsipras denunciando che “il catalizzatore dell’estrema destra e dell’antieuropeismo in Europa non è la sinistra, che da anni lotta contro queste politiche dell’austerità, ma le stesse politiche dell’austerità”. 
Tsipras, il suo governo e il suo partito hanno fatto un compromesso difficile. “La Grecia ha trattato duramente e ha sfidato direttamente le politiche dell’austerità, affrontando i ricatti dei creditori e di quelli che cercavano di spingere il paese nel precipizio”, ha detto il primo ministro greco sottolineando che “siamo riusciti ad avere un accordo dignitoso il 12 luglio del 2015, la Grecia e l’Europa hanno resistito… e il governo della sinistra in Grecia ha potuto aprire brecce nel muro del neoliberismo”. 
Nel suo discorso il presidente di SYRIZA a torto o a ragione ha rivendicato per il popolo greco e il suo governo dei riconoscimenti. “Non abbiamo abbattuto [questo muro], ma speriamo che i nostri sforzi hanno dato i loro frutti… con il successo della sinistra in Portogallo e in Spagna… alla svolta a sinistra del partito laburista inglese e irlandese”, ha continuato Tsipras guardando tra i suoi compagni Marisa Matias del Blocco di Sinistra portoghese, i suoi compagni di Podemos e della Sinistra Unita spagnola, quelli della Irlandese Sinn Feinn e perfino i laburisti inglesi appena arrivati ad Atene. Per Tsipras “la lotta per il cambio sociale continua” e per questo le forze progressiste del continente “non dovranno lasciare sprecare le conquiste sociali in Europa”.
SYRIZA continua ad avere una concezione classista del conflitto. “L'estrema povertà e le disuguaglianze sociali, contribuiscono soprattutto all’istaurazione dell'egemonia delle ideologie della paura e dell'odio”.
SYRIZA è contento che in Grecia ha potuto fare da argine contro le ideologie xenofobe, razziste e reazionarie, ma Tsipras ha avvertito per il fatto “che nessuno poteva immaginare che Trump diventava il favorito dei repubblicani negli Stati Uniti scongiurando anche il timore per una sua eventuale pericolosa elezione”. 
“Ciò che riempie i serbatoi dell’estrema destra è la paura che alimenta e nutre la assoluta consegna della governance ai mercati e l'assoluta prevalenza dei modelli neoliberisti nelle economie”, ha detto Tsipras considerando “che è dovere storico delle forze progressiste in Europa a dare la battaglia per il recupero dell'egemonia ideologica della sinistra”.
“L'Europa si sta spostando ora sul bordo del rasoio di fronte alla triplice crisi economica, dei rifugiati e della sicurezza, una triplice crisi che assume il carattere strutturale di una crisi esistenziale per l’Europa… mentre la gestione della crisi dalle forze neoliberiste in Europa conferma i nostri timori per il futuro dell'Europa".
Il primo ministro greco ha criticato il fatto che ance delle forze progressiste hanno evitato di prendere una posizione chiara sulla questione dei profughi di fronte alla paura dei sondaggi e delle elezioni adottando una parte dell’agenda delle forze dell’estrema destra con l’illusione che le possono affrontare ma invece le alimentano. 
Infine Tsipras è stato molto prudente per l’accordo europeo con la Turchia nel Consiglio Europeo considerando che rappresenta “un primo timido passo” per affrontare la crisi dei profughi, che deve avere “una vera risposta europea considerando complessivamente il quadro internazionale”.

Fonte: pagina Facebook dell'Autore

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