La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

lunedì 7 marzo 2016

Diritti civili Vs diritti sociali? Neofamilismo per tutti o nuovo Welfare?

di Gianluca Graciolini
Considero a tratti fuorviante il dibattito che sta dilaniando le anime della sinistra in questo Paese, relativamente alla scissione, al contrasto o alla separazione tra diritti civili e sociali. Ma una piccola considerazione, a questo punto, la voglio fare. In quest'orgia di neofamilismo che sembra prendere piede anche nella nuova sinistra dei movimenti Lgbt, va presa qualche precauzione. In un Paese dove il welfare è di fatto cancellato o quantomeno desueto ed incapace a garantire dei diritti elementari per fasce sempre più larghe di popolazione, è infatti comprensibile che la famiglia appaia come un rifugio e debba essere riconosciuto come un diritto. Ed è comprensibile che questa battaglia nasconda la percezione che la famiglia sia diventata l'unico strumento di protezione sociale. Ma ora, a mio avviso, è necessario aggiustare il tiro, unificando lotte e mobilitazioni e l'invito è rivolto proprio ai movimenti lgbt, affinchè possano mettere a disposizione la loro capacità organizzativa, di mobilitazione e di elaborazione teorica alla battaglia per la giustizia sociale, per la pace e per l'uguaglianza sociale ed economica.
Perchè potremmo pure avere e fare tutti famiglia, ma nel frattempo saremo tutti morti, senza il diritto al reddito, al lavoro, alla salute, allo studio e ad una pensione dignitosa. E senza un ordine internazionale fondato sulla pace, sulla giustizia climatica, sull'uguaglianza sociale e sulla cooperazione. 
Detto questo: in un mondo in cui ammazza, affoga e sfrutta milioni di bambini, sono felice per la nascita del piccolo Antonio Tobia e la saluto come un inno alla vita. Ma è evidente che Vendola abbia dato un grande contributo per la morte della sinistra in Italia.

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