mercoledì 30 marzo 2016

La guerra di Nixon alle droghe come strategia per attaccare la sinistra pacifista e la gente di colore

di Nadia Purpis
L’ex massimo consigliere del Presidente Richard Nixon per la politica interna, anni fa ha ammesso che la cosiddetta “Guerra alle droghe” era stata costruita per prendere di mira le persone di colore e a quelle di sinistra contrarie alla guerra, secondo un reportage. Lo speciale di aprile della rivista Harper’s , un’indagine svolta dal giornalista Dan Baum circa i vasti fallimenti per la proibizione della droga, comprende un brano preso da un’intervista del 1994 fatta da Baum al consigliere di Nixon, John Ehrlichman, che morì nel 1999.
Un passaggio, in particolare è diventato “virale” martedì:
“Vuole sapere di che cosa si trattava?” chiese Ehrlichman con la franchezza di un uomo al quale dopo il pubblico disonore e un periodo di tempo passato in una prigione federale, era rimasto poco da proteggere. “La campagna elettorale di Nixon nel 1968, e la Casa Bianca di Nixon dopo, aveva due nemici: la sinistra contraria alla guerra e la gente di colore. Capisce che cosa sto dicendo?
Sapevamo che non si rendere illegale il fatto di essere o contro la guerra o neri, ma facendo in modo che la gente associasse gli hippy con la marijuana e i neri con l’eroina, e poi criminalizzandoli pesantemente, potevamo fermare quelle comunità.
Potevamo arrestare i loro capi, assaltare le loro case, interrompere i loro raduni e umiliarli sera dopo sera sui notiziari. Sapevamo di mentire riguardo alle droghe? Naturalmente sì."
La citazione è posta all’inizio dello speciale, e “incornicia” la tesi centrale di Baum – per vincere la guerra alle droghe si doveva smettere di proibirle. Osserva che la legalizzazione della marijuana per uso medico e ricreativo si è diffusa in tutti gli Stati Uniti e che molti paesi stanno decriminalizzando le droghe più pesanti come cocaina ed eroina come parte di un nuovo e più umano tentativo di occuparsi della dipendenza e della violenza delle bande.
“E’ ora impossibile ignorare il costo crescente della guerra alla droga: miliardi di dollari sprecati, spargimento di sangue in America Latina e nelle strade delle nostre città, milioni di vite distrutte da punizioni draconiane che non si fermano all’entrata del carcere: uno su otto uomini di colore sono stati privati del diritto di voto a causa di una condanna per reato,” scrive Baum. “Ora, per la prima volta, abbiamo la possibilità di cambiare direzione.”
“Legalizzatela tutta,” scrive Baum.
Il mese prossimo le Nazioni Unite dedicheranno una Sessione Speciale dell’Assemblea Generale (UNGASS) , per discutere della politica da adottare per la droga. Nel periodo precedente all’incontro, l’Osservatorio per i Diritti Umani evidenzierà la gamma di violazioni di tali diritti che la Guerra alle Droghe ha causato.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Originale : Common Dreams
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0

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