mercoledì 16 marzo 2016

La politica dello struzzo: proibiamo la cannabis e torna l'eroina

Intervista a Riccardo Gatti di Caterina Pasolini
"In Italia abbiamo seguito la politica dello struzzo. Per non discutere di liberalizzazione della marijuana, argomento che divide i partiti, si è preferito per anni non affrontare del tutto il problema droga. E così ora ci sono sempre più giovani che consumano di tutto, che passano dall'oppio all'erba, dallo psicofarmaco alle pasticche". Non usa mezzi termini Riccardo Gatti, psichiatra, direttore del dipartimento dipendenze di Milano città metropolitana. Nei decenni di lavoro dal suo osservatorio privilegiato ha visto cambiare il mercato degli stupefacenti, la fisionomia dei consumatori e passare governi e leggi.
Ci sono responsabilità politiche nel ritorno dell'eroina?
"Certo è che mentre il paese restava immobile e i politici facevano gli struzzi, i mercanti della droga studiavano strategie, lanciavano nuovi prodotti, consolidavano il mercato. Grazie anche all'ignoranza delle nuove generazioni, inconsapevoli dei pericoli. In pratica ora noi arriviamo a vedere le epidemie di un certo tipo di stupefacente quando il mercato è ormai consolidato".
Cosa bisognerebbe fare?
"Lavorare in coordinamento tra i vari settori coinvolti, dai servizi alla politica, dalla finanza alle scuole, in modo da prevedere cosa accadrà sui mercati prima che sia troppo tardi".
Mancano gli esperti?
"No, abbiamo persone qualificate, professionisti capacissimi. Tutto sta nel farli collaborare senza steccati, creando un think tank per lavorare sul futuro, in previsione. Perché non basta avere servizi epidemiologici o delle dipendenze che funzionano se non si opera assieme, con un progetto comune".
Com'è cambiato il mercato della droga?
"Una volta tutto era deciso e gestito dalle organizzazioni criminali, ora c'è la deregulation, c'è chi la compra in rete, ci sono i piccoli buyers locali che vendono di tutto e fidelizzano il cliente rafforzando, ad esempio, le dosi di hashish con l'eroina".
Nuovi
arrivi dall'estero?
"L'Osservatorio Europeo di Lisbona ha segnalato che si è ricominciato a raffinare eroina in Europa, forse per servire più rapidamente i clienti: non è un buon segnale".

Fonte: La Repubblica 

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.