di Paolo Andreozzi
Se l'omino che controfirma per Renzi le cose del PD a Roma dice che è soddisfatto per le loro primarie, col crollo da 6° grado della scala Richter delle affluenze (da 100.000 votanti 2013 a 40.000 ieri) e la vittoria di uno che ha l'appeal di un quarta fila del Partito Radicale degli anni d'oro (quelli in cui le file erano solo tre: Pannella, Bonino e Rutelli), allora è provato che il PD le elezioni a Sindaco di Roma gioca a perderle.
Così come tutti gli altri, dal Centrodestra ai 5Stelle alle estreme di qua e di là. Tranne Marchini. Ma l'ho già esposto analiticamente in tempi non sospetti e non mi ripeto.
Più in generale, lo schema che è passato già quasi dappertutto e che deve passare in ogni dove e a tutti i livelli per completare l'esautorazione della democrazia, prevede che i cittadini vengano lo stesso chiamati il più possibile a esprimersi tramite elezioni politiche o amministrative, ufficiali o preparatorie (le primarie, le convention, i caucus), i referendum o le petizioni, e però quella loro espressione non sia presa di fatto in considerazione alcuna.
Vuoi perché gli eleggibili sono prescelti apposta perché chiunque vinca non possa oggettivamente o soggettivamente esercitare un contropotere popolare rispetto ai poteri strutturali del finanz-capitalismo, del neo-liberismo, della globalizzazione (a Roma: se non era all'altezza Marino figuriamoci Giachetti), vuoi perché il gradimento pubblico viene orientato su qualcuno che quei poteri li incarna in proprio ma ha in dote la rara qualità di poter piacere alla gente (che quindi si vota da sé il suo stesso boia), vuoi perché più semplicemente il voto popolare sarà poi disatteso quanto alla manovrabilità reale sullo stato di cose presente grazie a una qualunque delle zavorre procedimentali, burocratiche, legalistiche che il sistema ha ben approntato e tira fuori all'occorrenza quando la pressione sociale fa un po' troppo sul serio (un esempio tra mille: che fine ha fatto la vittoria ai referendum del 2011?).
Vuoi perché gli eleggibili sono prescelti apposta perché chiunque vinca non possa oggettivamente o soggettivamente esercitare un contropotere popolare rispetto ai poteri strutturali del finanz-capitalismo, del neo-liberismo, della globalizzazione (a Roma: se non era all'altezza Marino figuriamoci Giachetti), vuoi perché il gradimento pubblico viene orientato su qualcuno che quei poteri li incarna in proprio ma ha in dote la rara qualità di poter piacere alla gente (che quindi si vota da sé il suo stesso boia), vuoi perché più semplicemente il voto popolare sarà poi disatteso quanto alla manovrabilità reale sullo stato di cose presente grazie a una qualunque delle zavorre procedimentali, burocratiche, legalistiche che il sistema ha ben approntato e tira fuori all'occorrenza quando la pressione sociale fa un po' troppo sul serio (un esempio tra mille: che fine ha fatto la vittoria ai referendum del 2011?).
Ciò vale a tutti i livelli, dalla scelta del Sindaco di Roma a quella della Commissione Europea a quella per la Casa Bianca, passando per quella del Presidente del Consiglio di un Paese come questo: Renzi là dove sta incarna alla perfezione lo schema, con lui premier a prender e a perder tempo con battute, proverbi e strette di mano i poteri strutturali del finanz-capitalismo, del neo-liberismo, della globalizzazione le mani se le fregano letteralmente.
E il popolo? E la classe? Se la politica politichese-politicista è questa, che cosa ci resta da fare?
Il bel film "Suffragette" dice che un popolo, o meglio una classe, o meglio ancora una categoria la quale difendendo il proprio sacrosanto interesse difende l'interesse più generale della Civiltà, può a prezzo di grandi lotte e sacrifici e mediante grande intelligenza e volontà raggiungere tanto meglio l'obiettivo quanto più esso è chiaro, comprensibile, sfidante ma non campato in aria: il voto alle donne, nella fattispecie. Ed è per questo, io credo, che ai giorni nostri tanto dell'antagonismo (sincero, quello strumentale sa parassitare e svilire ogni slogan) si sta orientando su obiettivi semplici da capire e tutto sommato circoscritti come il reddito di cittadinanza: esso potrebbe avere quella forza di contagio ideale grazie a cui, senza cadere nelle trappole politiciste, l'opinione pubblica raggiunge il livello di massa critica che ostacola i meccanismi automatici del potere.
Solo che: uno, io al reddito di cittadinanza oppongo con (mi pare) buoni argomenti l'obiettivo della piena occupazione, e soprattutto due, il contesto presente è infinitamente diverso da quello delle lotte di più un secolo fa per il suffragio universale, o contro il segregazionismo (altro tema 'smart', e formalmente vincente) o per la decolonizzazione del Terzo Mondo (idem) o, più recente, per il disarmo nucleare (idem).
Perché il fatto è che negli ultimi decenni il Modo (Modo Neocapitalista Globale di Produzione e Scambio di Beni e Significati, vedi altrove il dettaglio) si è davvero ristrutturato di brutto, complice anche un bel po' di distrazione da parte delle classi naturalmente antagoniste che si godevano (è anche normale!) i frutti del welfare così a lungo sognato e così meritoriamente conquistato.
Diciamo, per restare a Hollywood, che tra i tempi eroici delle lotte di Civiltà e questo nostro tempo, di mezzo c'è stato il completamento della Morte Nera di "Guerre Stellari". E davanti a tanto formidabile, onnipervasivo nemico non basterebbero più neppure la Pankhurst, M.L.King&MalcomX o Gandhi in persona!
E comunque non ce n'è l'ombra in giro, purtroppissimo.
Il Modo ha messo ormai il pilota automatico, come si lasciò sfuggire Draghi una volta (uno che se ne intende), e mi sembra che noi classe, noi 99%, noi gente comune, noi popolo, possiamo ben poco sulla rotta di fatto seguita, se non chiedere qualche gadget a hostess e steward per rendere il volo più confortevole.
Eppure bisogna pensare qualcosa di più incidente, qualcosa di cui non abbiamo pratica e quasi nessuna teoria, ancora. E pensarlo e sperimentarlo in fretta.
Perché il pilota automatico è automatico davvero, ormai, e nessuno (nemmeno i plenipotenziari della torre di controllo, i nostri nemici di classe secolari) è più in grado di correggerne la guida per evitare il punto di non-ritorno, il disastro totale.
Proviamoci.
Riusciamoci.
Fonte: controlacrisi.org

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