lunedì 14 marzo 2016

Parigi, in piazza contro il lavoro al tempo dello stato d’eccezione

di Giampaolo Martinotti
Per la seconda volta migliaia di persone sono scese in strada in tutta la Francia contro lo stato di emergenza decretato dal governo e rinnovato il 26 febbraio scorso come risposta, liberticida, irresponsabile e superflua, ai terribili attentati del 13 novembre scorso.
Nella capitale, sotto il sole parigino di sabato pomeriggio, circa 1500 manifestanti hanno marciato da Saint-Michel al Panthéon gridando “liberté!” e scandendo gli slogan “état d’urgence, état policier!”, “police partout, justice nulle part!”, entrambi figli “legittimi” dei numerosi abusi di polizia subiti negli ultimi mesi da cittadini, associazioni e militanti assolutamente lontani dagli ambienti del fondamentalismo.
A guidare la manifestazione, la seconda dopo quella che il 30 gennaio aveva radunato 20mila persone, il Nouveau Parti Anticapitaliste (NPA), l’EELV, i sindacati riuniti della CGT, i collettivi “Stop état d’urgence”, le associazioni “Droit devant!”, e ancora i gruppi anarchici e gli antifascisti. Davvero molteplici dunque le realtà politiche e sociali che fin dal primo momento hanno contrastato la palese violazione dello stato di diritto voluta dal presidente François Hollande.
I numeri ridotti della giornata di ieri non devono ingannare e vanno essenzialmente letti in un contesto di continua crescita nel quale si susseguono tanti appuntamenti di lotta tutti concentrati nello stesso periodo. L’opposizione allo stato di emergenza e alle politiche di austerità del governo si sta unificando e sta crescendo rapidamente, come dimostra la grande manifestazione di mercoledì 9 marzo a Parigi.
Quel giorno più di 50mila persone erano scese in piazza per dire “no” alla “loi El Khomri”, la pericolosa riforma del lavoro in senso neoliberista che i socialisti vorrebbero imporre ai francesi dopo aver già imposto la repressione dello stato di emergenza e una riforma costituzionale autoritaria, tanto cara a Marine Le Pen e ai fascisti del Front National.

La foto in apertura è di Lily Manapany 
Fonte: Popoff Quotidiano 

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