di Lawrence Ware
Barack Obama forse è il presidente a cui si è più mancato di rispetto nella storia americana. Prima ci furono i problemi sul suo certificato di nascita. I “birthers” (coloro che credevano che Obama non fosse nato negli USA, n.d.t.), ignari che le Hawaii erano entrate nell’Unione nel 1959, scesero in strada a chiedere di vedere il certificato, come un uomo scontento al Maury Show.
Poi, nel 2009, durante un discorso a una seduta congiunta del Congresso, il Rappresentante Joe Wilson (Repubblicano – Carolina del Sud), urlò: “Lei mente!” mentre il presidente Obama cercava di spiegare i dettagli della riforma sanitaria denominata Affordable Care Act. Wilson non fu per nulla dispiaciuto e usò le interruzioni come occasione di raccogliere soldi per essere rieletto. Quando Obama andò in Arizona nel 2012, la Governatrice Jen Brewer gli puntò un ditoin faccia appena arrivò all’aeroporto di Phoenix-Mesa. L’unica cosa che non fece fu di non riferirsi a lui come ‘ragazzo’. La Governatrice Brewer trattò Obama come un ne***o senza bisogno di dire la parola.
Quando il presidente visitò l’Oklahoma nel 2015, non molto tempo dopo il massacro di 9 uomini e donne avvenuto nella Chiesa Africana Metodista Episcopale Mother Emanuel, per mano di un razzista che sventolava la Bandiera della Confederazione, fu accolto da pochi veterani che sventolavano la bandiera Stars and Bars (la prima bandiera degli Stati Confederati d’America, adottata nel 1861, n.d.t.).
Ma, naturalmente, si trattava di diritti degli stati.
Potrei continuare. C’è l’interruzione da parte di un inviato del sito Daily Caller nel Giardino delle Rose (Neil Munro). L’ex sindaco di New York che, a proposito di Obama, dice: “Non credo e so che questa è una cosa orribile da dire, ma non penso che il presidente ami l’America. Non vi ama. E non mi ama. Non è s cresciuto nel modo in cui voi ed io siamo cresciuti; io sono cresciuto nell’amore per questo paese.”
La lista è apparentemente infinita, ma mentre arriviamo alla fine della sua presidenza, i Repubblicani del Senato stanno stabilendo un precedente nel livello di mancanza di rispetto nei riguardi del Presidente Obama.
Ora i membri di tutto il Comitato Repubblicano del Senato per la magistratura, hanno detto che non avrebbero tenuto sedute di conferma né avrebbero votato per la persona che il Presidente Obama nominerà per rimpiazzare il giudice Antonin Scalia.
E’ una questione di cortesia professionale per i Senatori che fanno parte del Comitato per la magistratura incontrarsi con i candidati nominati dal presidente, ma, quando gli fu chiesto se avrebbe aderito a quel precedente storico, il Senatore Mitchell McConnell del Kentucky, rispose di no. “Non conosco lo scopo di questa visita. Non sarei propenso a farla io stesso. Quando fu fatta la stessa domanda al senatore John Cornyn del Texas, è stato d’accordo con lui. “Non vedo il motivo di fare una cosa di corsa se sappiamo quale sarà il risultato.”
Molte persone sui social media hanno espresso tristezza per il fatto che presto Obama lascerà la presidenza. Mentre comprendo il potere simbolico dei neri in generale, e dei bambini in particolare, di vedere una famiglia alla Casa Bianca che somiglia a loro, sono pronto a veder che l’ultimo anno del presidente nella sua carica arriverà alla fine.
Quando Obama fu eletto, molti pensarono che saremmo stati accompagnati in una nuova era, certamente non in uno scenario post razziale, ma, forse, in uno meno evidente. Il fatto che un uomo di colore potesse arrivare così in alto, era scioccante e fece pensare a molte persone che le cose andavano meglio. Ci diede speranza. Adesso quella speranza se ne è andata.
E’ chiaro che non importa quanto in alto si arriva, quale carica si ha, non importa quanto duramente si lavora, se una persona è nera, molti la considereranno e la tratteranno come un cittadino di seconda classe. No, non useranno epiteti razzisti. Non bruceranno una croce nel vostro cortile. Forse non vi sputeranno in faccia. Il fatto innegabile, però, è che la supremazia bianca è destinata a restare, e nessuna elezione curerà quel male.
Sono pronto al fatto che Obama lascerà l’incarico, Non mi importa di quante volte usa ‘pop-off (con vari significati, n.d.t.) Non mi importa di quanto spesso saluta in modo cameratesco con pacche sulle spalle il giocatore di pallacanestro Kevin Durant. Non sono influenzato dalle tante donne nere della generazione dei diritti civili che ballano alla Casa Bianca quando lo incontrano.
Sono stanco di vedere il Presidente Obama non rispettato in maniera così vistosa, e il mio spirito è esausto di doverlo vedere sorridere e sopportare. Mi preparo a vedere il Presidente Obama libero dal peso di dover compiere il suo dovere per la supremazia bianca – e mi preparo a essere libero dal peso di doverlo vedere fare questo.
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
Fonte: http://www.counterpunch.org/2016/03/04/why-im-ready-for-president-obama-to-leave-the-white-house/
Originale: Counterpunch
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0

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