mercoledì 9 marzo 2016

Tuteliamo la finanza etica, le persone vengono prima della speculazione

di Giulio Marcon
In questi giorni 62 deputati - in occasione della discussione del decreto legge sulle banche di credito cooperativo e sulla cartolarizzazione delle sofferenze bancarie - hanno presentato un emendamento (tra cui il sottoscritto) per salvaguardare le esperienze della finanza etica, trattate alla stregua di un universo bancario tradizionale non proprio e non del tutto trasparente e spesso attraversato da logiche speculative ed in alcuni casi truffaldine.
Bertold Brecht con il gusto poetico del paradosso disse: "Cos'è rapinare una banca a paragone di fondare una banca?". Ma non è questo il caso di Banca Etica che - fondata ormai quasi vent'anni fa dalle organizzazioni di volontariato e dalle associazioni di promozione sociale - ha fatto della trasparenza, del reinvestimento dei profitti nelle cause sociali, del finanziamento del non profit e del divieto di finanziare le industrie delle armi la sua ragione d'essere.
Con Banca Etica 38mila soci, di cui migliaia organizzazioni sociali e di volontariato, hanno investito in un istituto di finanza etica che sostiene un modo alternativo di promuovere, gestire e tutelare la finanza ed il risparmio: dalla parte della società, dell'interesse collettivo, della solidarietà.
Cosa dice questo emendamento? In sostanza questo: non si può trattare fiscalmente nello stesso modo chi fa finanza speculativa e chi fa finanza etica. I vincoli devono essere stringenti: la trasparenza (dare evidenza pubblica ai finanziamenti erogati), la destinazione di almeno il 30% dei finanziamenti a soggetti sociali e non profit, la governance democratica, la non distribuzione dei profitti tra i soci, la valutazione sociale ed ambientale dei progetti relativi ai finanziamenti erogati.
Sostenere la finanza etica significa costruire un'economia diversa, fondata sulla solidarietà, la giustizia, i diritti, la solidarietà: un nuovo modello di sviluppo dove le persone vengono prima dei profitti.

Fonte: Huffington post - blog dell'Autore 

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