La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

martedì 19 aprile 2016

Svegliatevi! Abbiamo bisogno di statisti e di valori e invece abbiamo politici egoisti e cinismo

di Roberto Savio
Un’indifferenza totale ha accompagnato i molti rifugiati feriti dalla polizia macedone a Idomeni, dove sono intrappolate più di 12.000 persone, compresi 4.000 bambini, da quando l’Austria ha chiesto alla Macedonia, alla Serbia, alla Croazia e alla Slovenia di impedire il continuo passaggio di rifugiati. L’Austria ha ora informato il governo italiano che manderà varie centinaia di truppe al suo confine con l’Italia.
L’accordo illegale con la Turchia che Angela Merkel ha spinto per interrompere la sua crescente impopolarità in Germania, è gestita in un modo che ha obbligato sia l’Alto Commissariato dell’ONU per i Rifugiati che Medici Senza Frontiere a rifiutarsi di partecipare a una brutale operazione che effettivamente viola la Carta dell’ONU e il Trattato Europeo dato che corrompe il governo turco.
L’uso di gas lacrimogeni e di pallottole di gomma contro i rifugiati a Idomeni, è deplorevole e fa il gioco di chi appoggia sempre di più i partiti della destra europea e anche dell’ISIS che presumibilmente chiede la dignità e la libertà del mondo arabo e appoggia la creazione di una guerra di religioni.
Quello che molti sembrano aver dimenticato è che la polizia austriaca ha realmente eseguito un’indagine dei rifugiati e ha scoperto che erano più istruiti degli austriaci.
Ora il gruppo di esperti e di accademici che monitorano la migrazione ha pubblicato uno studio intitolato: Unpacking a Rapidly Changing Scenario [Disfare uno scenario che cambia rapidamente], che dimostra ciò che è ovvio. Il milione di persone che hanno rischiato la vita per arrivare in Europa nel 2015, appartengono in gran parte alla classe media, e sono state sradicate dai loro paesi a causa del conflitto. Due terzi dei rifugiati hanno un’istruzione di livello di scuola superiore o universitario, e coloro che hanno una laurea sono un terzo di tutti i rifugiati. Due terzi avevano un posto di lavoro stabile prima di lasciare il loro paese.
All’inizio la Merkel accettò i rifugiati perché la Germania un bisogno urgente di lavoratori, e tuttavia non aveva previsto che i partiti di destra avrebbero così efficacemente usato l’attuale clima di incertezza e di frustrazione. Ora in Germania ci sono 2.000 incidenti di tipo razziale al mese e il nuovo partito di destra, Alternativa per la Germania (AFD) sembra in procinto di diventare il terzo partito tedesco.
Purtroppo nessuno statista è attualmente “nell’aria”, qualcuno che dovrebbe rischiare i voti, educare gli elettori a verità impopolari, come il semplice fatto che l’Europa non è fattibile senza una vasta immigrazione. Le statistiche sono chiare. I rifugiati arrivati con questa vasta ondata, la più grande avvenuta dalla Seconda Guerra mondiale, hanno in media 23 anni – metà della media europea – l’82% ha meno di 34 anni, e due terzi hanno un livello alto di istruzione.
La Commissione Europea nel 2015 ha progettato che l’Europa avrebbe avuto bisogno di supportare una popolazione sempre più anziana. Ci sarà un’ininterrotta diminuzione di posti di lavoro tra il 2010 e il 2060. La popolazione in età lavorativa (da 20 anni a 64) è andata calando costantemente fin dal 2010, e nel 2060 sarà diminuita di 50 milioni rispetto ai 310 milioni del 2010, ai 260 milioni nel 2060, cosa che probabilmente avrà come conseguenza un probabile bancarotta del sistema pensionistico. Il numero totale di coloro che sono nella fascia di età lavorativa compresa tra i 20 anni e i 64, si ridurrà da 210 milioni nel 2010 a 200 milioni nel 2060. Il problema è: chi rimpiazzerà i 10 milioni di persone necessarie a mantenere l’Europa nel suo attuale stato di competitività globale? Chi pagherà i contributi di coloro che sono andati in pensione?
La mancanza di posti di lavoro, e la probabile bancarotta dei sistemi pensionistici, si avrà in una popolazione considerevolmente più vecchia. Mentre abbiamo bisogno di 2,1 figli per ogni coppia, per mantenere stabile la popolazione, le proiezioni attuali indicano che la cifra diminuirà a 1,22 bambini per ogni coppia.
L’età media della maternità, che attualmente è di 31,7 anni, aumenterà a 33 nel 2064, e il numero di donne in età fertile (tra i 15 e i 49 anni), diminuirà di 4,3 milioni.
L’aspettativa di vita, che è attualmente di 80 anni per gli uomini e di 87,5 per le donne, nel 2064 arriverà a 91 per gli uomini e a 94,3 per le donne. Si stima che coloro che avranno più di 100 anni, rappresenteranno circa il 10% della popolazione.
In altre parole il mondo che conosciamo adesso, non esisterà più. Stiamo discutendo se l’età del pensionamento debba essere di 65 anni. I bambini nati oggi hanno un’aspettativa di vita di 82 anni, e, secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), coloro che ora hanno un’età compresa tra i 18 e i 25 anni, avranno in pensione di circa 630 euro al mese perché molti avranno un impiego precario, non saranno in grado di versare i contributi per la pensione e molti di meno saranno in grado di comprarsi una proprietà.
L’ILO ha anche scoperto che mentre oggi i genitori e i nonni forniscono una rete di sicurezza sociale che allevia la sofferenza della disoccupazione, la generazione attuale che può aspettarsi una pensione relativamente decente, fra 30 anni sarà sparita, e coloro che saranno genitori non saranno in grado di aiutare i loro figli nello stesso modo in cui i loro genitori erano stati in grado di aiutare loro. Questo significa che vivremo in un mondo di vecchi nel quale i giovani affronteranno un destino molto più duro.
E tuttavia, oggi pochi parlano di quel futuro. Invece ascoltiamo gli xenofobi e i partiti di destra che continuano a crescere in ogni nazione europea ad ogni elezione, cavalcando l’onda della frustrazione e della paura. Quello che fanno è chiedere un ritorno a uno ieri migliore, a un’Europa pura, dove altri saranno deportati lasciando quindi i posti di lavoro disponibili per gli europei. Contemporaneamente, i politici fanno i loro giochi, invece di discutere di una serie politica dell’immigrazione.
La differenza tra gli statisti europei del passato, persone come Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e Robert Schuman, con una visione chiara e la capacità di comunicarla ai loro cittadini (abbandonare il nazionalismo e scegliere un sogno europeo), sono drammaticamente assenti oggi. Il referendum olandese contro l’Ucraina (un dono inaspettato per Putin che, oltre a essere un giocatore intelligente, è anche fortunato), affretterà la decadenza dell’Europa.
Anche gli scandali associati alla massiccia partecipazione dei leader politici ai Fondi di Panama, affretteranno il declino della legittimità della classe politica, e quindi della democrazia. Anche le elezioni americane stanno procedendo in questa direzione. Ted Cruz, che è una moderna incarnazione del Grande Inquisitore Tomas de Torquemada, un sogno dell’ISIS, è diventato la soluzione alternativa a Donald Trump. E in una campagna elettorale che costerà oltre 54 miliardi di dollari, pochi donatori copriranno i costi. I fratelli Koch, re del carbone, hanno annunciato un investimento di 900 miliardi di dollari.
Se vincerà un repubblicano, potremo dimenticarci qualsiasi vero tentativo di controllare il cambiamento del clima che è già dimenticato, malgrado le prove allarmanti di futuri disastri. In un mondo normale uno statista tenterebbe di motivare i giovani, di considerare il loro futuro. Creerebbe nuove alleanze, trascenderebbe la politica tradizionale che guarda al passato, e tenterebbe di dare forma a un dibattito sul futuro.
La tragedia di Idomeni non è soltanto un crimine contro l’umanità e i valori della giustizia e della solidarietà: è un crimine di stupidità e di cinismo, un crimine commesso contro giovani europei che non sono consapevoli del loro mondo futuro. E Federico Mayor ha ragione quando dice che la Banca Centrale Europea non ha alcun problema a aggiungere 20 milioni di dollari al mese ai 60 milioni di dollari che vanno già nel sistema finanziario, indicando quindi chiaramente dove sono le priorità. I tradimento generazionale sta andando avanti, tra l’indifferenza generalizzata.
Soltanto la storia parlerà delle Angela Merkel, dei François Hollande, dei David Cameron, dei Mariano Rajoy, dei Matteo Renzi e dei Mark Rutte come personaggi che hanno guardato alla politica come una stampella per la loro sopravvivenza invece che come uno strumento per un mondo migliore, ma sarà troppo tardi.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
Originale: Other News
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 20156ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0

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