giovedì 14 aprile 2016

Tutti i rischi delle trivelle

Intervista a Giuseppe Notarbartolo di Sciara di Antonio Cianciullo
"Quando si prende il petrolio in mare il rischio ambientale c'è, legato a tutte le fasi del processo: dalla ricerca al trasporto. In caso di incidente si può arrivare al disastro". Giuseppe Notarbartolo di Sciara insegna Politiche di conservazione della biodiversità marina alla Statale di Milano ed è presidente dell'Istituto Tethys. "Per cercare i giacimenti si usa la tecnica dell'air gun", spiega.
"È aria compressa sparata a ripetizione sui fondali per capire cosa c'è nel sottosuolo. Il rumore che producono è superiore a quello di un jet in decollo. I cetacei non lo reggono e fuggono, così i loro habitat continuano a ridursi. Queste attività producono un impatto anche su pesci e calamari influenzando negativamente la pesca".
Ci sono perdite di routine?
"Le perdite di routine sono, in termini quantitativi, il problema principale. Nel periodo 1976 - 2007 nel Mediterraneo la proporzione tra sversamenti di routine e accidentali è stata 79 contro 21".
Per gli incidenti qual è il livello di rischio?
"Basta guardare quello che è successo con l'esplosione di una piattaforma nel Golfo del Messico. L'impatto è stato molto pesante, ma è difficile quantificarlo perché le carte sono secretate per via dei processi in corso".
La Bp è stata condannata a pagare 20 miliardi di dollari per gli indennizzi ai cinque Stati coinvolti, ma si calcola che il danno totale superi i 50 miliardi.
"Il fatto è che il petrolio contiene grandi quantità di composti nocivi alla salute di uomini e animali, come gli idrocarburi policiclici aromatici, cancerogeni e mutageni anche a bassissime concentrazioni".
Ci sono tecniche per contrastare gli sversamenti massicci?
"Spesso si usano i disperdenti, ma sono sostanze chimiche che hanno un impatto pesante sulla biodiversità. Spostano il danno verso il basso, non lo curano. Dopo l'incidente alla Exxon Valdez serviranno 30 anni per recuperare l'equilibrio degli ecosistemi".

Fonte: La Repubblica 

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.