giovedì 12 maggio 2016

Il sentiero democratico cinese

di Yu Keping 
Sostenere che “la democrazia è una cosa buona” vuol dire che il popolo può trarne benefici. Ma affinché la gente ottenga benefici dalla democrazia, una delle precondizioni deve essere il mantenimento dell’ordine sociale e una vita priva di stenti. Se, al contrario, la democrazia genera instabilità, la popolazione perderà la speranza e la corruzione avrà campo libero. In circostanze simili, chi desidererebbe ancora la democrazia? Coloro che si oppongono alla democrazia spesso utilizzano quest’argomentazione per spaventare la loro audience. Tuttavia ci sono prove sufficienti per affermare che l’avanzamento della democrazia non produce necessariamente delle tensioni. Piuttosto è vero il contrario: nel lungo termine, solo la democrazia e lo stato di diritto sono garanzia di un governo della nazione pacifico e duraturo.

La direzione
Il “sogno cinese” sostiene il grande risveglio della nazione cinese. Un revival che include diversi elementi, ma un alto livello di democrazia e stato di diritto sono parte imprescindibile di questa visione. Il progresso verso la democrazia che possiamo constatare ovunque rappresenta una tendenza politica che non può essere invertita. E la Cina non fa eccezione. Sun Yat-sen una volta disse:
"Le tendenze globali sono potenti. Se le si segue, si avrà successo, se ci si oppone, il risultato sarà un disastro."
La principale tendenza globale cui si riferiva era il processo che portava le nazioni a diventare indipendenti, ricche e forti, e la conseguente richiesta di democrazia dei rispettivi popoli. Oggi, quando parliamo di “civiltà politica”, ci riferiamo principalmente alla democrazia e allo stato di diritto.
La democrazia è la linfa vitale della nostra Repubblica. Il significato principale della “Repubblica Popolare Cinese” sta nel fatto che il popolo è maestro e prende le decisioni chiave. Durante il 16° Congresso del Partito si è sottolineato che la democrazia intrapartitica è la linfa vitale del Partito; durante il 17° Congresso del Partito si è posta enfasi sul fatto che la democrazia popolare è la linfa vitale del socialismo. Non è più questione di apprezzare o meno la democrazia: la democrazia è una tendenza che non può essere fermata.
Lo sviluppo politico del socialismo con caratteristiche cinesi è di fatto l’unificazione organica di tre elementi:
"… la leadership del Partito, il ruolo del popolo come sovrano e attore decisionale, e il governo della nazione secondo la legge."
Il popolo sovrano è al centro di questi tre aspetti. L’obiettivo è quello di rendere il popolo “sovrano”. In ultima analisi si può dire che la ‘”leadership del Partito” e lo “stato di diritto” servono a garantire che il popolo sia sovrano.
Il 18° Congresso del Partito ha enfatizzato lo stesso punto: il popolo deve comunque rimanere sovrano. I continui progressi della democrazia e dello stato di diritto rappresentano la responsabilità storica dei membri del Partito Comunista. Questa è la direzione corretta che dobbiamo seguire.
Tempistica
Il ritardo nelle riforme politiche democratiche in Cina provocherà una serie di problemi. Se non ci sarà alcuna svolta riformista in una serie di ambiti politici chiave, la corruzione potrebbe trasformarsi in privilegio legittimato.
Il raggiungimento della democrazia dipende dalle condizioni del mondo reale. È necessario collegarlo alle realtà economiche e culturali e alle fondamenta della società. Come abbiamo sperimentato “correndo verso il comunismo”, affrettarsi non paga, e provocherà conseguenze disastrose.
Ma anche procedere troppo lentamente nelle riforme politiche democratiche non funziona: il problema della corruzione che tanto detestiamo non si risolverà. Il fatto che finora la corruzione non è stata messa sotto controllo dipende direttamente dalla lentezza delle riforme, così come il dilemma se rendere pubblici i patrimoni dei funzionari e affrontare il declino della fiducia dei cittadini nel governo.
Individuare le tempistiche giuste per le riforme politiche è responsabilità dei politici, che è necessario possiedano grande saggezza e volontà di agire. Di queste qualità, la volontà di agire e il senso di responsabilità sono le più importanti.
La strada
Per affrontare i suoi problemi, la Cina, in quanto grande potenza, deve elaborare un programma di riforme politiche chiaro. Sono sempre stato convinto che ci siano tre percorsi tra cui scegliere: il primo è una transizione dalla democrazia intrapartitica alla socialdemocrazia. Il 16°, 17° e 18° Congresso del Partito hanno sottolineato proprio questo punto. Per sviluppare la democrazia è necessario scegliere un percorso il più efficace possibile al costo più contenuto.
Una seconda possibilità è passare da una democrazia di base a un sistema democratico più verticistico. La democrazia di base mira principalmente a soddisfare i bisogni della gente comune, a fornire al popolo vantaggi diretti.
Nella vita politica, l’ideale sarebbe che la gente avesse fiducia in tutti i livelli di governo. Nella realtà, la Cina è l’esatto opposto degli Stati Uniti, dove i cittadini hanno una fiducia molto bassa nel governo federale.
Invece noi in Cina abbiamo un alto grado di fiducia nel governo centrale, mentre ne riponiamo meno nei confronti delle articolazioni inferiori di governo. “Se la base non è solida, il terreno tremerà e le montagne collasseranno”. Dobbiamo stare attenti a questa eventualità.
Il terzo percorso comporta uno spostamento verso una maggiore competizione politica. La democrazia richiede competizione: senza competizione, come possiamo eleggere i candidati più validi?
La nostra democrazia avrà naturalmente caratteristiche cinesi. Ma la democrazia non può prescindere da elezioni e competizione. La democrazia consultiva è molto importante, ma la consultazione non dovrebbe escludere le elezioni.
Metodi
Lo sviluppo democratico in Cina richiede di raggiungere un equilibrio tra sei ambiti politici:
1. vogliamo la democrazia, e anche lo stato di diritto, due facce della stessa medaglia. Qualsiasi politico parli di democrazia non può non affrontare il tema del rule of law, sia prendendo come riferimento l’esperienza dell’Occidente sia quella della nostra nazione, la Cina.
2. Vogliamo deliberare e vogliamo anche elezioni. La democrazia cinese, in senso ampio, è di natura deliberativa; il deliberare è parte integrante delle nostre tradizioni storiche. Le elezioni sono invece prodotto della modernità. Non c’è democrazia senza elezioni, questi due elementi devono essere collegati.
3. Vogliamo libertà e uguaglianza. Questi sono valori fondamentali della governance democratica. In passato abbiamo posto un’eccessiva enfasi sul concetto di uguaglianza. Da quando sono cominciate le riforme, invece, è stato enfatizzato il concetto di libertà, al punto che uguaglianza e libertà sono entrate In conflitto.
4. Vogliamo efficienza e giustizia, due valori fondamentali e indispensabili. Nelle prime fasi delle riforme, la questione dell’efficienza era considerata più importante, ma oggi il tema della giustizia è diventato centrale.
5. Vogliamo partecipazione e vogliamo ordine. Il politologo Samuel Huntington ha detto che la sfida maggiore per una modernizzazione del sistema politico è la gestione del rapporto tra la partecipazione pubblica e la stabilità politica. Nel momento in cui gli interessi delle diverse componenti della società si diversificano, automaticamente il desiderio di partecipazione dei cittadini diventa più forte. Abbiamo bisogno di più canali per l’accesso alla partecipazione politica. In assenza di canali legali, è più probabile che i cittadini ricorrano a quelli illegali, e ne risulterebbe un aumento delle tensioni sociali. In questo modo la partecipazione democratica sarebbe compromessa.
6. Vogliamo un equilibrio tra diritti individuali e collettivi. I diritti appartengono all’individuo, e i diritti dei cittadini stabiliti per legge sono garantiti dalla costituzione. Ma abbiamo anche bisogno di diritti collettivi, perché la nostra nazione e la nostra società sono un’unica comunità.
Strategia
La Cina sta affrontando molte sfide di riforma, e c’è necessità di afferrare quelle più importanti. Dobbiamo individuare quei punti di riforma chiave che ci mettano nelle condizioni di “muovere tutto il corpo tirando una ciocca di capelli”. La moderazione del potere attraverso la democrazia intrapartitica è tra i più importanti di questi punti chiave.
C’è bisogno di migliore pianificazione e coordinamento: in termini di pensiero politico mainstream, è necessario uno “sviluppo scientifico”. Questo vuol dire che lo sviluppo economico deve essere associato a quello politico, sociale e culturale. Dobbiamo elaborare un progetto di più alto livello nonché piani ragionevoli che si basino su fatti.
C’è anche bisogno di una istituzione responsabile di coordinare interessi differenti, specialmente a livello del governo centrale. Le riforme governative dovrebbero essere associate a quelle del Partito.
C’è anche necessità di un monitoraggio sistematico e di una continua espansione delle riforme, così da metterci in grado di “attraversare il fiume mettendo i piedi sulle pietre”. Molte riforme efficaci sono state portate avanti con discontinuità. E nel momento in cui i politici vanno in pensione, le loro posizioni e le rispettive politiche spesso vengono abbandonate oppure non istituzionalizzate.
Per superare questa difficoltà, serve fare degli sforzi per fare progressi in aeree di grande importanza strategica.
Parliamo molto di supervisione, ma troppo poco di moderazione del potere. E parliamo ancora meno di limitazioni per i leader del Partito di tutti i livelli.
Tutti temono che l’avanzamento della democrazia provocherà disordine e a tensioni sociali. Nello stesso tempo ognuno spera che rafforzando la democrazia possiamo garantire la stabilità sociale.
A mio parere, solo con l’approfondimento delle riforme del nostro sistema politico, e attraverso il progresso sincero della democrazia e del rule of law, saremo in grado di dare alla nostra nazione un governo pacifico e duraturo, facendo sì che la democrazia porti benefici al popolo.

Fonte: cineforum.net

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