giovedì 21 luglio 2016

Da Bergoglio ai no debito, Genova ha ancora qualcosa da dire

di Salvatore Cannavò 
La particolarità della giornata sta già nel nome: “Dal G8 di Genova alla Laudato si’ – Il Giubileo del debito?”. Questo il titolo della iniziativa che ha aperto, al Palazzo Ducale di Genova, le giornate di ricordo del G8 del 2001. Iniziativa organizzata dalla Fondazione Palazzo Ducale e dal Comitato per l’abolizione dei debiti illegittimi (Cadtm) in collaborazione con Comitato Piazza Carlo Giuliani. E quel Laudato si’ conferma proprio quello che promette, un dialogo diretto tra esponenti del mondo “altermondialista”, dediti alla battaglia per l’abolizione dei debiti illegittimi, come Éric Toussaint che del Cadtm è il fondatore, e settori importanti della Chiesa.
Alcuni presenti al convegno come monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne o monsignor Giovanni Ricchiuti, o, ancora, il presidente di Pax Christi Italia e padre Alex Zanotelli. Altri presenti nello spirito, anzi mediante la lettera con cui il cardinal Peter Turkson – da sempre indicato come il futuro “papa nero” (è del Ghana) – ha sostenuto l’iniziativa ma soprattutto l’idea di lavorare per alleggerire il peso del debito.
Il tema sembra utopico, se non peregrino, ma torna ripetutamente nel dibattito pubblico. Vuoi per le vicende greche – di cui Éric Toussaint ha offerto una lucida e critica, rispetto a Tsipras, ricostruzione – vuoi per vicende più piccole come quelle italiane. La campagna elettorale per Roma, ad esempio, è stata segnata dal tema della cancellazione del debito (o di una sua parte) contratto dal Comune nelle gestioni precedenti. In realtà, la tematica è ancora più subdola perché mentre si inveisce dal punto di vista degli economisti classici contro ricette considerate sciagurate, in realtà i debiti delle banche rappresentano la variabile che sta minando alla radice la solidità del progetto europeo.
Il debito, secondo la nuova alleanza tra ex no global – a gestire gran parte della giornata è stata Attac Italia – e Chiesa bergogliana, non è solo un’arma della finanza globale contro i Paesi periferici, ma anche il motore, forse l’unico negli ultimi dieci anni, della crescita finanziaria a livello globale. Crescita “drogata”, nelle forme più spurie, anche dalla Bce, dalla dilatazione dei debiti pubblici.
E così, da questa giornata snobbata dai più, nasce l’idea di costituire anche in Italia il Comitato per l’annullamento del debito (Cadtm), ormai presente in decine di Paesi e in quattro continenti, ma non ancora in Italia. A settembre verrà presentato ufficialmente e poi muoverà i suoi primi passi. E magari rivelarsi uno strumento utile per quegli amministratori, come i sindaci del M5S, che della questione del debito sono rimasti gli unici a parlare.

Articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano

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