lunedì 18 luglio 2016

Francia: una risposta gandhiana agli omicidi seriali

di Juan Cole
Il ministro francese degli Interni, Bernard Cazeneuve ha prolungato lo stato di emergenza in Francia, che sospende i fondamentali diritti civili e umani, subito dopo il raccapricciante attacco compiuto con un camion, il Giorno della Bastiglia, a Nizza che, fino al momento in cui scrivo ha causato 80 morti e oltre una dozzina di feriti ricoverati in terapia intensiva. Come per le vittime di Ankara, Istanbul, Dhaka, Baghdad, Beirut e Sousse, il mio pensiero è con loro, e con i loro amici e parenti. Coloro che mi leggono da lungo tempo, sanno che sono cresciuto in parte in Francia e che ho un debole per il paese, la sua gente e la sua cultura. Questo fa male.
I primi rapporti non confermati indicavano che l’autista del camion poteva essere un uomo di 31 anni, nato a Nizza, ma di origine tunisina.
E’ stata mobilitata l’unità scelta del controterrorismo di Parigi, ma il fatto è che, sfortunatamente, questo tipo di attacco non può essere prevenuto. Nessuna quantità di sorveglianza o di sospensione delle libertà civili potrebbe impedire a un singolo individuo o a una piccola cella di amici o parenti di commettere un attacco nichilistico di questo tipo contro un bersaglio facile.
Questo crimine ha una certa rassomiglianza con gli omicidi di un assassino seriale che sono notoriamente difficili da fermare o da risolvere. In un normale delitto del tipo su cui si concentrano i detective o gli scrittori di libri gialli per risolvere i casi criminali, si dice che la polizia cerchi “i mezzi, il motivo e l’occasione.” Gli assassini seriali non hanno però un motivo specifico, soltanto generico, cioè, che prendono gusto a uccidere. E un motivo generico è troppo vago e manca di dettagli che forniscano un qualsiasi aiuto per risolvere il caso. Ecco perché alcuni assassini seriali possono far fuori molte vittime nel corso di anni prima di essere presi. Non conoscono le persone che uccidono e non hanno nessun motivo normale per ucciderle. Nulla apparirebbe in un conto bancario o nei file delle email. Per la vittima è come un disastro naturale, come andare a camminare in montagna e incontrare un orso nero affamato, o entrare per caso in un tornado.
Proprio come a un criminale nichilista come un assassino seriale non si può facilmente impedire di colpire di nuovo, così a un lupo solitario e a un terrorista di una piccola cellula non si può facilmente impedire di compiere una devastazione.
Ho sostenuto che il Daesh non si occupa di terrorismo nel classico senso di uccidere civili per raggiungere un obiettivo politico specifico o per cambiare qualche politica di governo. L’autista del camion non ha fatto alcuna richiesta. Non ha colpito una parte di un’importante infrastruttura civile, ma ha ucciso a casaccio delle persone che assistevano a uno spettacolo di fuochi d’artificio nella quinta città più importante della Francia. Se fosse stato terrorismo, egli avrebbe voluto disperatamente che il Presidente François Hollande facesse qualcosa oppure no. Che cosa sarebbe stato, esattamente? Se fosse stato terrorismo, avrebbe colpito un obiettivo di importanza simbolica o strategica.
Si potrebbe assumere la posizione che il Daesh stia protestando contro gli attacchi aerei sulla sua capitale, Raqqa, in Siria, ma la Francia ha cominciato quegli attacchi aerei lo scorso settembre perché aveva avuto l’informazione segreta che il Daesh stava programmando di colpire Parigi (l’informazione era giusta). Quindi il Daesh ce l’aveva con la Francia prima che quel paese fosse molto coinvolto nella guerra civile siriana. La motivazione deve essere da qualche altra parte.
Dato che ho parlato del fatto che al-Qaida e il Daesh sono ‘contraddizioni che si intensificano e che cercano di spingere i musulmani europei nelle loro braccia, provocando gli europei bianchi di eredità cristiana a trattarli male, riconoscere quella tattica è diventata una cosa normale.
Che cosa fare allora? Il Daesh vuole che abbiamo paura, che odiamo e che spingiamo i musulmani occidentali nelle loro braccia. L’unica efficace risposta è gandhiana. Dimostrate un po’ di affetto ai musulmani e includeteli nella società politica. No, i musulmani non sono particolari in quanto all’ammontare di violenza che hanno provocato nel secolo scorso. No, la regione dell’Islam non permette il terrorismo; il Corano condanna ogni assassinio dato che la considera una forma di genocidio simbolico.
La Francia ha il problema di quartieri poveri intorno ad alcune delle sue città e che sono sproporzionatamente africani e medio-orientali. Trasformatele in zone per imprese e metteteci delle fabbriche. Spesso i lavoratori non vivono dove ci sono i posti di lavoro. Si deve attuare una politica sociale per sanare quel divario. (I lavoratori africani e medio-orientali sono arrivati in Francia in tempi di rapida espansione economica, quando erano necessari, ma sono stati abbandonati a causa della robotizzazione o del trasferimento della fabbrica).
Ecco un’altra proposta gandhiana: estendere ampiamente gli aiuti economici alla Tunisia. Non intendo aiuti militari, il che è problematico, dato che potenzia le forze di sicurezza per le istituzioni democratiche, e normalmente ha pochi benefici economici per il ricevente.
Intendo aiuto economico e investimenti in campo civile, che sembra essere, da parte degli Stati Uniti, circa 50 milioni di dollari all’anno in questo periodo. E’ meno del costo di un cacciabombardiere joint Strike F35. Il bilancio degli Stati Uniti è di 3,8 trilioni di dollari e gli aiuti all’estero, contrariamente a quello che pensa la gente, sono una piccola, irrisoria parte di questo, specialmente una volta che si sia “provveduto” a Israele e all’Egitto
La Tunisia ha rovesciato una squallida dittatura ed è andata efficientemente verso più democrazia – è stata di fatto una nazione esemplare in Medio Oriente. E gli Stati Uniti non possono contribuire dal lato degli aiuti civili e degli investimenti neanche con un solo aeroplano.
Perché questo argomento è importante? La crescita economica della Tunisia è anemica. In parte questo rallentamento della crescita deriva dal terrorismo di successo che ha danneggiato il settore del turismo della Tunisia (il 5% dell’economia). La sua economia è cresciuta soltanto dell’1% nel primo quarto e il meglio che potrebbe fare per quest’anno è il 2,5%. L’anno scorso è stata dello 0,8% Aggiungete la crescita della popolazione e l’avanzamento economico è di zero o meno. Ci sono state massicce dimostrazioni di giovani che protestano per gli alti tassi di disoccupazione. E i reclutatori del Daesh – indovinate che cosa fanno? – prendono di mira i giovani disoccupati.
Se l’Occidente non ha tempo da perdere a offrire aiuto genuino e sostanziale per una storia di successo come la Tunisia, allora avrà altri paesi falliti come la Siria che trabocca in Occidente. E mentre il terrorista a Nizza era francese, piuttosto che tunisino, l’esistenza di un gruppo di tunisini spinti dall’emarginazione, dall’umiliazione e dalla disperazione a unirsi al Daesh, crea un nesso di reclutamento potenziale.
Quindi la risposta a Nizza è l’opposto di quello che pensano i politici. Non è di dichiarare guerra al Daesh (Trump) o di fare più sorveglianza senza mandato (HR Clinton) o di liberarsi dei Diritti dell’Uomo (François Hollande). Il 14 luglio, ricordando la Rivoluzione Francese che aveva contribuito a concepire proprio l’idea dei diritti umani, dovremmo difenderli, non emulando i dittatori e i monarchi assoluti.
Infine l’Occidente deve giocare meglio a fare il pacificatore in posti come la Siria. Abbiamo ex funzionari dell’amministrazione Obama, come Dennis McConough che quando era in carica la pensava così:
"Mr McDonough che aveva forse i legami più stretti con Mr Obama, restava scettico. Chiedeva quanto fosse nell’interesse dell’America schiacciare la violenza in Siria. Mentre accompagnava un gruppo di anziani legislatori in una visita di un giorno alla base navale della Baia di Guantánamo all’inizio di giugno, Mr McDonough sosteneva che lo status quo in Siria poteva tenere l’Iran alle corde per anni. In successive discussioni, suggeriva anche che una lotta in Siria tra Hezbollah e Al Qaida funzionerebbe a vantaggio dell’America, secondo i funzionari del Congresso.”
A essere giusti, McDonough prendeva questa posizione in modo da potere essere contrario ad armare i ribelli siriani e a impegnarsi nella guerra civile siriana, ma la sua politica e quella della CIA sono avventate. Prolungare la guerra inviando armi ai jihadisti salafiti ne crea altri e alcuni di loro provengono dall’Europa o ci vanno. La Siria è diventata un agente di contagio in un’epidemia di violenza nichilista.
E il fatto di tollerare o promuovere il prolungamento della guerra fornisce ai miliziani più esperienza militare e di munizioni, e più scorte e più risorse per programmare attacchi in Occidente.
Questa è quindi la mia prescrizione. Si vuole replicare efficacemente a Nizza? Rifiutate la paura e rifiutate l’odio. Trovate un musulmano locale e inondate quella persona di amore e rispetto. Dichiaratevi contrari all’islamofobia. Operate per rafforzare la democrazia e l’apertura e i diritti umani fondamentali. Sostenete la presa della Bastiglia del 1789 e la liberazione dei prigionieri di coscienza. Investite dei miliardi, non misere diecine di milioni, in storie di successo come la Tunisia, per promuovere la democrazia e la crescita economica. E date a John Kerry l’appoggio e le risorse per portare a termine la guerra civile siriana.
Le solite repliche dei politici peggioreranno soltanto le cose.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
Originale: Informed Comment
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0

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