lunedì 8 agosto 2016

Banche? Sofferenze, scandali e licenziamenti. Ma i manager si ingrassano

di Chiara Brusini
Ventidue milioni complessivi per Intesa Sanpaolo. Oltre 29 milioni per Unicredit. Più di 24 milioni per il Banco Popolare. Tredici milioni e mezzo per Ubi. Sette milioni per Mps, che salgono a quasi 19 se si considerano anche i 92 dipendenti che “assumono rischi in modo significativo”. Oltre 12 milioni ciascuna per le disastrate Popolare di Vicenza e Veneto Banca, che tra maggio e giugno sono finite entrambe in pancia al fondo Atlante. Tanto, nel 2015, sono costati alle maggiori banche italiane e a quelle più in crisi stipendi, bonus ebuonuscite versati ai loro amministratori, dirigenti con responsabilità strategiche e membri dei collegi sindacali o consiglieri di sorveglianza.
Che nel frattempo, in molti casi, varavano piani di ristrutturazione lacrime e sangue conditi da migliaia di esuberi. Per non parlare del mix pericoloso di crediti deteriorati (360 miliardi di cui 200 di sofferenze lorde) e scarsa redditività che ha reso gli istituti della Penisola il primo bersaglio delle turbolenze borsistiche seguite all’entrata in vigore della direttiva sul bail in.
A fare la parte del leone, ovviamente, i numeri uno: dall’ormai ex ad di Unicredit Federico Ghizzoni, che ha portato a casa 2 milioni di compensi fissi, 1,1 di benefit e emolumenti variabili e 1,9 milioni in azioni, a Fabrizio Viola, il banchiere che ha preso la guida di Mps dopo gli anni di malagestione di Giuseppe Mussari e Antonio Vigni: per lui 1,8 milioni di fisso e oltre 100mila euro tra benefici non monetari e altri compensi. Ma colpiscono ancora di più i guadagni degli ex dirigenti (sotto inchiesta) delle sofferenti ex popolari venete. Basti pensare che l’ex presidente e padre padrone di Pop Vicenza Giovanni Zonin ha incassato un lauto stipendio da oltre 1 milione per 11 mesi di lavoro prima di dare ledimissioni e ritirarsi nella propria villa di Terzo d’Aquileia.
Vero è che i colleghi stranieri guadagnano di più: in base all’analisi annuale di Equilar e del Financial Times, nel 2015 la media per gli amministratori delegati delle 11 maggiori banche europee è stata di 10,4 milioni di dollari, pari a circa 9,4 milioni di euro, in aumento del 9,6% sull’anno prima. Ma il risultato è molto influenzato dai maxi premi in azioni ricevuti dai vertici di Standard Chartered, Credit Suisse eBarclays. Se il numero uno della inglese Hsbc Stuart Gulliver ha intascato 8,6 milioni di euro, Jean-Laurent Bonnafé che guida Bnp Paribas si è “accontentato” per esempio di 3,6 milioni.
Fatti i dovuti distinguo – anche per quanto riguarda i risultati dei singoli istituti in termini di utili – le buste paga dei banchieri italiani restano comunque pesantissime. In attesa che, nel gennaio del prossimo anno, entrino in vigore le linee guida dell’Autorità bancaria europea sugli stipendi di manager e dipendenti degli istituti, l’austerity sembra lontana. Ecco, nel dettaglio, quanto hanno percepito nel 2015 (guarda la tabella).
Fabrizio Viola, amministratore delegato e direttore generale del Monte dei Paschi di Siena di cui il Tesoro è socio con il 4% e per il quale è appena stato varato un complesso e rischioso piano di salvataggio, lo scorso anno ha intascato 1,9 milioni: 475mila di compensi fissi per la carica di ad, 1,3 per il ruolo dirigenziale, oltre 81mila euro per gli incarichi nellepartecipate. Più benefici non monetari (polizze assicurative, versamenti a fondi pensione complementari e fringe benefits) per un corrispettivo di quasi 37mila euro. Per la cronaca, 258mila euro Viola li ha devoluti al fondo di solidarietà creato dall’istituto per i dipendenti con “gravi e accertati bisogni familiari e personali”. Il presidente Massimo Tononi, che essendo subentrato al predecessore Alessandro Profumo a metà settembre 2015 ha dovuto accontentarsi di poco più di 154mila euro, ha invece già deciso di girare al fondo Mp Solidale tutti i 500mila euro lordi che riceverà per l’anno in corso. “Solo” 186mila euro per Profumo, che, forte dei quasi 40 milioni di liquidazioneottenuti da Unicredit nel 2010, aveva accettato di percepire un compenso quasi simbolico a confronto con le medie del settore. La banca, che nel 2015 ha rivisto l’utile (390 milioni) dopo cinque anni di perdite, sta intanto portando avanti un piano che prevede 8mila esuberi complessivi tra 2012 e 2018. Per raggiungere l’obiettivo ne mancano ancora di cui 2.500, ha spiegato Viola a maggio.
L’ex presidente di Pop Vicenza Giovanni Zonin, indagato per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza, ha ricevuto oltre 1 milione di euro per gli 11 mesi di lavoro che hanno preceduto le dimissioni, mentre l’ex ad e dg Samuele Sorato, anche lui sotto inchiesta, oltre ai 600mila euro di stipendio ha ricevuto 2 milioni di buonuscita e, stando alla relazione sulle politiche di remunerazione dell’istituto, ne attende altri due differiti di qui al 2018. Resta da vedere se per effetto dell’azione di responsabilità annunciata dal nuovo consiglio di amministrazione i due saranno chiamati a risarcire i danni causati alla banca e ai suoi azionisti. Zonin, stando a quanto riferito da alcuni quotidiani, si è già tutelato trasferendo aziende e proprietà ai figli. Intanto il successore di Sorato, Francesco Iorio, che ha assunto la carica l’1 giugno 2015, ha guadagnato per 7 mesi di incarico oltre 870mila euro. Ma prima ancora la popolare vicentina, i cui azionisti in seguito all’aumento di capitale hanno visto azzerato il proprio investimento, ha addolcito il suo approdo su quella poltrona bollente con un bonus di ingresso di 1,8 milioni. Nel frattempo l’istituto, che ha chiuso il 2015 con 1,4 miliardi di rosso, ha annunciato 575 esuberi di qui al 2020.
Quanto a Veneto Banca, dalla relazione sulla remunerazione emerge che a gennaio di quest’anno Montebelluna ha deciso dicongelare la liquidazione da complessivi 3,6 milioniconcordata con l’ex direttore generale Vincenzo Consoli invocando le clausole di malus e claw back. Quelle che scattano in caso di comportamenti fraudolenti o colpa gravea danno della banca o azioni del dirigente da cui sia derivata una perdita significativa. Consoli, che nel frattempo all’inizio di agosto è stato arrestato con l’accusa di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza, non si è però dato per vinto: tramite i suoi legali ha chiesto il pagamento di tutte le spettanze non ancora corrisposte “pari a 3,46 milioni di euro”. La sua uscita “consensuale” era basata infatti su un accordo che prevedeva il versamento di 1,8 milioni a titolo di corrispettivo per il patto di non concorrenza, 900mila euro a titolo transattivo, 761mila come penale per anticipata risoluzione e 189mila come indennità sostitutiva. Cristiano Carrus, ex vicedirettore generale che nell’agosto 2015 è stato promosso dg e ha poi assunto anche la carica di amministratore delegato, ha preso in tutto 586mila euro. Solo 415mila euro di remunerazione, invece, per l’ex presidente Francesco Favotto, che non ha ottenuto nessuno scivolo quando a fine ottobre ha dato le dimissioni. Il suo successore Pierluigi Bolla si è fermato a 201mila euro per due mesi di lavoro ai vertici dell’istituto, che l’anno scorso ha perso 882 milioni. E’ stato Bolla a firmare l’intesa con i sindacati che prevede un centinaio di esuberi (contro i 730 annunciati inizialmente) e contratti disolidarietà per tutti i dipendenti del gruppo, compresa la controllata Bancapulia.
Per quanto riguarda le banche più grandi Intesa Sanpaolo, la più solida tra le italiane in base ai risultati degli ultimi stress test dell’Eba e forte di un utile 2015 di 2,7 miliardi, lo scorso anno ha versato 900mila euro al presidente del consiglio di sorveglianza Giovanni Bazoli e altrettanto a Gian Maria Gros Pietro, che presiede il consiglio di gestione. Bazoli, da aprile 2016 presidente emerito, ha ricevuto in aggiunta anche 9mila euro di gettoni di presenza nella veste di membro del comitato nomine della banca. A Carlo Messina, direttore generale e amministratore delegato, sono andati in totale 2,3 milioni tra compensi fissi (1,65 milioni), bonus e altri incentivi (502mila euro), benefici non monetari per un valore di 59mila euro e “altri compensi” per 119mila euro. A questo vanno aggiunti 1,24 milioni sotto forma di azioni della banca. Il direttore generale di Ca’ de Sass Gaetano Miccichè, che nell’aprile 2015 ha lasciato la poltrona di ad della controllataBanca Imi per diventarne poco dopo vicepresidente (quest’anno è stato poi promosso presidente), si è visto poi riconoscere 1,6 milioni tra stipendio fisso, bonus e incentivi e ha ricevuto azioni per un controvalore di 837mila euro. La banca non ha in programma esuberi ma sta portando avanti un piano di “riconversioni” che riguarda 3mila dipendenti in Italia.
Sul conto economico di Unicredit, che ha chiuso il 2015 con un utile di 1,7 miliardi, si farà sentire l’addio annunciato a maggio dell’a​llora a​mministratore delegato Federico Ghizzoni: sommando costo del preavviso, liquidazione e “remunerazione del rapporto fino a naturale conclusione”, il suo scivolo vale in tutto 10 milioni di euro, di cui 4,37 differiti su un orizzonte di cinque anni. Nel 2015 Ghizzoni ne ha invece guadagnati 3,2 tra compensi fissi e variabili, più 1,9 milioni sotto forma di azioni della banca. L’anno scorso ha lasciato l’incarico anche il direttore generale di piazza Gae Aulenti,Roberto Nicastro, non prima di aver firmato un accordo di “risoluzione consensuale del rapporto” che prevedeva il riconoscimento di 2,7 milioni subito e 2,67 spalmati tra 2015 e 2020, condizionati però “al mantenimento di adeguatirequisiti di patrimonializzazione e liquidità da parte della banca” e soggetti a “clausole di malus e clawback”, quelle che prevedono la restituzione dei soldi nel caso vengano provati comportamenti fraudolenti o di colpa grave.​ Lo stipendio del manager per i 9 mesi precedenti all’uscita è ammontato invece a 1,79 milioni più 959mila euro in azioni. Nicastro ora è presidente delle “good bank” di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, con uno stipendio di 400mila euro l’anno. ​Giuseppe Vita, presidente dell’istituto ora guidato da Jean Pierre Mustier ​che sta valutando come rafforzarne il capitale alla luce dell’esito degli ultimi stress test​​,​ ha guadagnato dal canto suo 1,58 milioni. ​I vicepresidenti Luca Montezemolo e Fabrizio Palenzona hanno dovuto accontentarsi, rispettivamente, di 310mila e 334mila euro. Intanto lo scorso novembre la banca ha annunciato che entro il 2018 verranno tagliati 6.500 dipendenti sui circa 55mila che lavorano in Italia.
Per quanto riguarda Ubi, l’anno scorso il consigliere delegato del gruppo bresciano-bergamasco Victor Massiah ha intascato 1,57 milioni, di cui 1,27 di stipendio fisso e il resto sotto forma di bonus e altri compensi. L’ex dg Iorio, rimasto in carica fino al 31 maggio 2015 prima di traslocare a Vicenza, ha preso invece più di 313mila euro. All’ex presidente del consiglio di gestione Franco Polotti, sostituito lo scorso aprile dall’ex sindaco di Milano Letizia Moratti e dal 2014 indagato perostacolo alla vigilanza e la concessione di prestiti in conflitto di interessi, sono andati 495mila euro. Poco meno, 455mila euro, per Andrea Moltrasio, che presiede il consiglio di sorveglianza. Due mesi fa Massiah ha presentato il piano industriale al 2020, in base al quale saranno tagliati 2.750 dipendenti su 17mila nonostante lo scorso anno la banca sia tornata in utile (195 milioni) dopo i 725 milioni di rosso del 2014.
Infine il Banco Popolare, che si avvia verso una fusione conBpm da cui dovrebbe nascere il terzo polo bancario italiano e ha dovuto per questo varare un aumento di capitale da 1 miliardo. L’ad Pier Francesco Saviotti lo scorso anno – chiuso con 430 milioni di utili contro la maxi perdita da 1,9 miliardi del 2014 – ha portato a casa 1,9 milioni più azioni per un corrispettivo di oltre 219mila euro, mentre al presidenteCarlo Fratta Pasini sono andati 469mila euro. Entrambi hanno però versato il 4% della retribuzione fissa al Fondo nazionale per il sostegno dell’occupazione nel settore del credito. Si noti che il piano di aggregazione con la banca milanese prevede l’esubero di 1.800 lavoratori sui 25mila complessivi dei due istituti.

Fonte: Il Fatto Quotidiano 

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.