giovedì 11 agosto 2016

Ora decide Roma: il Comune verso lo stop agli sfratti dei centri sociali

di Viola Giannoli
Il Campidoglio vuole salvare gli spazi sociali. E la prima mossa per l'approdo a una delibera che riscriva le norme sull'uso del patrimonio pubblico non residenziale è arrivata ieri pomeriggio con il via libera in Consiglio comunale alla mozione 7/2016. Con venticinque voti a favore (grllini più Stefano Fassina di Si), 4 contrari (la destra) e 4 astenuti (Pd) il documento impegna ora la sindaca Raggi e la squadra di governo a creare un tavolo tecnico per la stesura di un nuovo regolamento.
L'obiettivo è superare la delibera 140 della giunta Marino: un provvedimento che mirava a riordinare il "patrimonio indisponibile" capitolino - 860 beni in concessione - avviando un controllo sui canoni di affitto e sulle eventuali morosità e che ha finito però per mescolare in un gran calderone inquilini senza titolo con appartamenti a canoni stracciati vista Colosseo e associazioni per l'assistenza ai malati di Sla, negozi in piazza Navona con locazioni ridicole e centri sociali occupati e non, sedi di partito e palestre popolari, scuole di musica e onlus come Emergency. A questo pot-pourri di locali era arrivato, in epoca Tronca, l'annuncio di sgombero e la richiesta di recupero crediti arretrati, ricalcolati sul valore di mercato.
Ora i Cinque Stelle vogliono fermare tutto. "Il patrimonio di Roma capitale è un bene collettivo; non un bene di nessuno, ma di ciascuno di noi - ha spiegato una delle tre firmatarie della mozione, la consigliera Valentina Vivarelli - La politica non deve farsi da parte. Vogliamo che sia un faro che aiuti i territori a mettersi in rete per un'efficiente e trasparente gestione del patrimonio".
L'idea della giunta, maturata anche dopo alcuni incontri tra i movimenti romani, la sindaca e almeno tre assessori, sarebbe quella di sospendere gli sfratti per procedere all'esame, caso per caso, di tutte le realtà. Salvando quelle "non a scopo di lucro e con valenza culturale e sociale" animate dai cittadini.
Il passo successivo è la scrittura di un vero e proprio Regolamento che "disciplini i criteri di rilascio delle concessioni". Roma potrebbe seguire la scia di Bologna, prima città ad aver adottato, nel 2014, un Regolamento dei beni comuni che, tra cura del verde e manutenzione delle strade, prevede anche "la gestione condivisa di edifici pubblici inutilizzati". A oggi sono 94 le città che lo hanno introdotto, 78 quelle in cui è in discussione. Altra strada, assai più difficile per i grillini, è l'esperimento Napoli: qui una delibera di giunta riconosce 7 immobili occupati come "beni comuni" affidandone proprietà e oneri al Comune ma manutenzione e gestione agli ex abusivi. La Raggi ha sempre ribadito invece fino a qui la necessità di un bando per affidare gli spazi.
E se le destre hanno espresso dubbi e critiche sollevando il tema della legalità, Pelonzi, consigliere del Pd, ha motivato l'astensione del suo gruppo spiegando che nonostante la mozione sia condivisibile, "vorremmo che i lavori del Tavolo tecnico passino attraverso le Commissioni consiliari anche se potrebbe esserci un problema di tempi per un processo di questo tipo". Fassina ha parlato invece di "ambiguità e lacune preoccupanti nella mozione in cui si parla solo di un nuovo reolamento applicativo, riducendo il suo raggio applicativo al patrimonio indisponibile. L'associazione per i ragazzi disabili 'Il grande cocomerò a San Lorenzo ha la sede in un bene di patrimonio disponibile, quindi che facciamo? - si è chiesto - Andiamo avanti con lo sgombero?". Poi però è arrivato il suo sì. 
Ad esultare con un applauso a fine Consiglio gli attivisti del coordinamento "Decide Roma" presenti ieri in aula Giulio Cesare che ora, facendo leva sul testo approvato, dicono: "Qualunque sfratto sarebbe contrario alla maggioranza eletta in questa città. La mozione è un primo ma significativo passo. Il tavolo tecnico ora dovrà valorizzare la partecipazione dei cittadini e riconoscere il valore sociale e culturale di associazioni e spazi".

Fonte: La Repubblica 

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