La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

domenica 4 settembre 2016

Azzerare tutto per ripartire. Intervista a Dario Fo

Intervista a Dario Fo di Tommaso Ciriaco
"Per spiegarle cosa è oggi il Movimento 5Stelle voglio usare questa immagine: è come un pittore che ha rovesciato tre colori sulla tavolozza, li ha mischiati. E adesso cosa può fare? Per tornare a dipingere non può fare altro che cancellare e ricominciare da capo. Ho parlato con Grillo e Di Maio, hanno deciso di farlo ". Ecco i grillini secondo il premio Nobel Dario Fo. L'immagine è forte, perché racchiude anche il senso di un parziale fallimento del grillismo. Perché sentire ragionare in questo modo Fo, tanto vicino al Movimento da salire sul palco di Virginia Raggi alla vigilia delle amministrative che hanno incoronato la sindaca, fa un certo effetto.
Lei ha sostenuto apertamente Raggi. Consiglia spesso Grillo e il direttorio. Ne sposa alcune battaglie. E adesso, dopo gli scontri interni e le dimissioni, è deluso dalla performance romana dell'amministrazione grillina?
"Non so bene del problema romano, perché sono stato impegnato in altre vicende che, se vuole, le spiegherò".
Certamente, ma partiamo dalla Capitale. Liti, scontri, dimissioni, lacrime. Se l'aspettava?
"Ho sentito di queste beghe insensate. Non so molto di più, ma una cosa è chiara: nel Movimento bisogna che si cancelli tutto. Occorre che tutto torni ad essere come una pagina bianca. Poi si potrà tornare a fare i conti. E si potrà ripartire da capo".
Lei propone un reset del Movimento cinque stelle, insomma?
"Ma certo, perché non può più stare in piedi una struttura come la loro, così come l'hanno creata ed è diventata. Vedo le beghe di un classico gruppo politico. E invece loro devono essere altro, devono essere l'opposto. Hanno bisogno di distinguersi nettamente dalle altre forze politiche".
Pare però che la dinamica in atto sia opposta. Degna del più agguerrito correntismo di partito, non le pare?
"Leggo che sono uno contro l'altro. Vedo uno che tira in mezzo l'altro, l'altro ancora che decide di dimettersi. E poi c'è quello che si ritira perché il compagno di merende ha fatto in un altro modo... Comunque, molto presto ci sarà una cancellazione di tutto, glielo garantisco ".
Lei dice che è in cantiere una rivoluzione nei cinquestelle?
"Senta, la settimana scorsa ci ho parlato. Ci siamo visti con Beppe e con il gruppo dei cinque del direttorio. Ho ragionato con Grillo e con Di Maio. Loro hanno capito che il punto è cominciare da capo. Così hanno deciso e così faranno, vedrete. Non hanno altra possibilità: serve cancellare tutto e ripartire".
Lei intanto ha sentito Raggi dopo averla sostenuta pubblicamente in campagna elettorale nella Capitale?
"No, non l'ho sentita".
Prima accennava alla difficoltà di seguire il caso romano perché si è dovuto occupare d'altro. Di cosa si tratta?
"Lo Stato turco ha decretato che nessuna compagnia teatrale straniera può mettere in scena Shakespeare, Brecht, Cechov e Dario Fo. Una circostanza che mi ha molto colpito".
Perché?
"Da una parte c'è naturalmente l'orgoglio perché hanno deciso di censurare me accanto a questi grandi autori, dall'altra parte c'è la preoccupazione per la gravità della censura e per la situazione delle compagnie che hanno dovuto chiudere e smettere di portare in scena le opere".

Fonte: La Repubblica 

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