mercoledì 5 ottobre 2016

La Grecia di Tsipras e i beati costruttori di socialismo

di Argiris Panagopoulos
Quante volte Tsipras ha privatizzato l’acqua, l’aria, il mare, il cielo?  Perché è dal febbraio del 2015 che lo dicono le nostre tv private, i partiti che le sostengono e la sinistra extraparlamentare, che si è allargata dal luglio del 2015 con quelli che sono andati da SYRIZA perché credevano di prendere 10% - 12% e consegnare il paese alla Nuova Democrazia e il Pasok.  Da allora SYRIZA è diventato il partito e il governo dei tagli!!! Quante volte ha tagliato le pensioni e gli stipendi del 30%, 40%, 60%, 120%, quante migliaia ha licenziato, quanti milioni ha buttato fuori dal sistema sanitario, a quante migliaia di famiglie ha tagliato la luce e l’acqua perché non avevano di pagare, quanti bambini sono svenuti alle scuole greche per mancanza di cibo senza che nessuna istituzione si occupasse di loro, quante migliaia ha represso con la sua polizia, quanti ha messo in carcere?
Quanti greci si sono suicidati perché le banche pignorano la loro prima casa perché non pagano i mutui? 
Ma il governo di Tsipras non doveva cadere tutti i santi giorni dell’anno precedente e tutti i santi giorni dell’anno in corso? Doveva cadere alle elezioni del settembre del 2015, con gli scioperi e le manifestazioni di Syntagma, i blocchi degli agricoltori… Lo dovevano far cadere qualche migliaio di pensionati ma gli hanno fermati questa settimana un pugno di poliziotti stupidi con i gas. E si sa che la colpa non è mai dei poliziotti. SYRIZA ha fatto anche un comunicato contro il ministro del suo governo perché non ha lasciato i mille pensionati di rovesciare il governo. Perfino Tsipras ha chiamato il suo ministro per avere spiegazioni per l’uso dei gas. Meglio lasciar cadere il governo che dichiarare la guerra contro i nostri nonni… 
Piace o no i manifestanti gli ultimi mesi sono di solito di KKE e della sinistra extraparlamentare, pochi e sempre gli stessi. Mesi fa andavano insieme con la Nuova Democrazia e qualche fascistello. Sempre pochi e sempre gli stessi. Per non dire per i grandi… scioperi dei sindacati, sia di quello che ha votato a favore del SI sia quello che ha votato a favore del NO, solo per la paura di licenziamenti nel settore pubblico dalla Nuova Democrazia. 
La strategia è molto semplice, portare avanti il “programma parallelo” per sostenere le persone colpite dalla crisi e dalla misure negative, far ripartire l'economia e tagliare il debito. Tutto deve essere fatto in due anni due anni e mezzo, e magari meno, per uscire dal commissariamento. Mi sembra abbastanza semplice. La cosa più difficile è di fare finta di niente, continuare a denunciare tutti, avere 5% per stare all'angolo e vedere la Nuova Democrazia di distruggere di nuovo il nostro paese. Il tempo che ci accontentavamo a distribuire volantini e ad essere i criticoni eterni che sapevano tutto è finito. Credo che abbiamo avuto un grande... tradimento, per andare bene con il vocabolario della sinistra settaria, quello dei compagni che hanno avuto paura di lottare per cambiare le cose e sono nascosti dietro le sicurezza dei loro gruppetti. Avere 2% o 3% o ancora meglio avere qualche deputato è molto comodo e rassicurante. Gli ultimi mesi abbiamo capito in tanti che non hanno tutti la stoffa politica e personale per lottare per cambiare le cose governando. 
Tra qualche settimana comincia la grande battaglia per ripristinare la contrattazione collettiva, mentre continua quella per tagliare il debito. 
Si, lo sappiamo che dobbiamo trattare con i capitalisti, il nemico di classe, i banchieri e i finanzieri… 
Si, dobbiamo sporcarsi le mani senza collettivizzare i mezzi di produzione, abolire con decreto le classi e dichiarare la vittoria del socialismo in Grecia. 
Queste sono cose difficili, cose di KKE, Antarsya e Unità Popolare per non dire di qualche gruppo anarchico che non lo conosce nessuno. 
Noi siamo per le cose facili. 
Perché per noi è stata una passeggiata riportare due milioni quattrocentomila nostri concittadini nel sistema sanitario nazionale, dare a trecentomila persone la carta sociale per gli alimenti, garantire la corrente elettrica e l’acqua a diecine di migliaia di famiglie, ai disoccupati che poter spostarsi gratis, ai bambini alle scuole dei quartieri più colpiti dalla crisi offrire un pasto caldo, ai rifugiati di non marcire ad Idomeni o al porto di Pireo ma di avere per lo meno un tetto, cibo, acqua, medici e perfino scuole per il loro figli, alle centinaia di migliaia di famiglie di vivere sicure che nessun banchiere gli butterà fuori perché non pagano il mutuo…
Per noi è stato facile mettere migliaia di nuovi insegnanti quest’anno alle nostre scuole pubbliche, 800 solo della lingua araba per i figli dei rifugiati, o assumere migliaia di infermieri, personale sanitario e medico che andrà a lavorare nei nostri ospedali pubblici nei prossimi mesi. 
Ma noi siamo pazienti. Lo dicono i volantini di KKE, di Antarsya e di Unità Popolare: in Grecia verranno un giorno i beati costruttori del socialismo. Così avremmo l'opportunità di sapere come si fa la rivoluzione.
Amen.

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