di Gianluca Graciolini
Anche sui social network fanno capolino degli stati di "pensiero" esemplari. Sono tipici di quella che una volta avremmo chiamato piccola borghesia impiegatizia, sostanzialmente indifferente, decisamente amorfa e beatamente inerte, tutta dedita ad un'imbelle routine ed oggi divenuta la principale fucina elettorale del Pd, proprio in ragione della sua matrice profondamente conservatrice. Questa massa di individui è antropologicamente incapace di alzare la testa e di restare a schiena dritta. Socialmente, guarda con fastidio ad ogni benemerito sussulto di conflittualità democratica e civile e bada solo al "particulare", si cura dei propri specifici interessi e coltiva esclusivamente i propri piccoli egoismi quotidiani.
Così, questi ovini che si improvvisano leoni da tastiera, mostrano insofferenza e si definiscono annoiati per la campagna referendaria. Giammai che si dichiarino apertamente, lasciano ben intendere che non li scoccia quella per il Sì, fatta con gran fragore, a forza di slogan petulanti e raccogliticci ed insopportabile miseria argomentativa, attraverso l'occupazione diretta da parte del governo di tutti gli spazi pubblici e privati di informazione. Nossignore, non li disturba l'ossessiva ed opprimente propaganda di Renzi. No, sono infastiditi dalla campagna per il No. Incapaci di pensiero critico o di qualsivoglia scatto intellettuale, impermeabili al confronto ragionevole, orgogliosi del proprio analfabetismo politico, naturalmente sottomessi e completamente proni, si frustrano con un'invidia recondita per chi non si toglie il cappello e si dedicano volontariamente alla servitù.
Care anime belle, da qui al 4 dicembre morirete di noia.

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