martedì 4 ottobre 2016

La noia e l'Italia che dice Sì-ssignore

di Gianluca Graciolini
Anche sui social network fanno capolino degli stati di "pensiero" esemplari. Sono tipici di quella che una volta avremmo chiamato piccola borghesia impiegatizia, sostanzialmente indifferente, decisamente amorfa e beatamente inerte, tutta dedita ad un'imbelle routine ed oggi divenuta la principale fucina elettorale del Pd, proprio in ragione della sua matrice profondamente conservatrice. Questa massa di individui è antropologicamente incapace di alzare la testa e di restare a schiena dritta. Socialmente, guarda con fastidio ad ogni benemerito sussulto di conflittualità democratica e civile e bada solo al "particulare", si cura dei propri specifici interessi e coltiva esclusivamente i propri piccoli egoismi quotidiani. 
Così, questi ovini che si improvvisano leoni da tastiera, mostrano insofferenza e si definiscono annoiati per la campagna referendaria. Giammai che si dichiarino apertamente, lasciano ben intendere che non li scoccia quella per il Sì, fatta con gran fragore, a forza di slogan petulanti e raccogliticci ed insopportabile miseria argomentativa, attraverso l'occupazione diretta da parte del governo di tutti gli spazi pubblici e privati di informazione. Nossignore, non li disturba l'ossessiva ed opprimente propaganda di Renzi. No, sono infastiditi dalla campagna per il No. Incapaci di pensiero critico o di qualsivoglia scatto intellettuale, impermeabili al confronto ragionevole, orgogliosi del proprio analfabetismo politico, naturalmente sottomessi e completamente proni, si frustrano con un'invidia recondita per chi non si toglie il cappello e si dedicano volontariamente alla servitù. 
Care anime belle, da qui al 4 dicembre morirete di noia.

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