di Rita Castellani
Sono più di vent'anni, ormai, che si grida al cambiamento, da destra e da manca. E cambiamenti ce ne sono stati. Cavoli, davvero non vi siete accorti che sono diminuiti i posti di lavoro e i vostri figli emigrano, che non ci sono più ammortizzatori sociali in grado di coprire un tempo di vita decente, che la sanità ora la pagate, che sullo scaglione più basso di reddito pagate più tasse di quante non ne paghi il vostro padrone di casa su tutto l'affitto, che le tariffe "privatizzate" sono aumentate ovunque e il servizio è sempre quello (o peggio), che le strade della vostra città non sono sicure e invece di mandare in giro poliziotti e vigili urbani, ci mandano l'esercito.....
Che, da quando è passata l'elezione diretta del sindaco, per farvi sentire dai vostri amministratori di comunità dovete andare a urlare sotto o dentro il municipio, perché lì nessuno rappresenta più nessuno...
Che, per stanchezza e/o disperazione, si va poco a votare ma tasse e contributi, anche per prestazioni che non ci sono più tipo la mobilità, le dovete pagare comunque e in anticipo: ve le prelevano dalla busta paga.
E il padrone può dirvi come votare (oltre che come pisciare) perché può anche licenziarvi, praticamente gratis, solo perché gli state antipatici.
Ora, come ultima novità, vi fanno qualche regalino ogni tanto, magari sotto elezioni/votazioni: li chiamano bonus. I voucher, invece, ci sono sempre e sono un'altra cosa.
Vogliamo continuare a cambiare in questo stesso, luminoso senso? Ma sì, allora, che mangino brioches.
Io voto NO, dovesse essere l'ultima cosa che faccio in questo paese.

Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.