mercoledì 14 dicembre 2016

Dal basso, a sinistra e con la Terra: un libro sul pensiero critico in America Latina

di Claudia Fanti 
Per gli appassionati della Patria Grande latinoamericana, della tormentata e gloriosa storia di lotta dei suoi popoli - con i loro progetti di liberazione, le loro grandi figure rivoluzionarie (da Che Guevara a Camilo Torres, da Salvador Allende a Marcos), la pluralità delle loro identità e delle loro culture -, è sicuramente un'occasione da non perdere la lettura del libro Rivoluzione e sviluppo in America Latina (Jaca Book, 2016, pp. 765, 48 euro), il quarto dei sei volumi previsti di un'opera molto più ampia, dal suggestivo titolo L'Altronovecento.
Comunismo eretico e pensiero critico, curata da Pier Paolo Poggio della Fondazione Luigi Micheletti di Brescia. Diviso in quattro sezioni - “La rivoluzione, vittorie e sconfitte”; “Movimenti politici e questione sociale”; “Il pensiero della liberazione” e “Tempo presente e scenari” - il volume (che raccoglie interventi di autori come Elvira Concheiro Bórquez, Arturo Escobar, Gustavo Esteva, François Houtart, Yvon Le Bot, Michael Löwy, Luciano Vasapollo, Aldo Zanchetta, Raúl Zibechi) evidenzia come dietro la definizione di America Latina si nasconda in realtà, secondo le parole di Arturo Escobar, «un pluriverso, un mondo fatto di molti mondi» a cui si può dare il nome di Abya Yala/Afro/Latino-America, considerando l'«importanza inusitata» che i popoli indigeni e afrodiscendenti hanno conquistato «nella ridefinizione di una supposta identità e realtà condivise». 
Proprio la forte presenza delle popolazioni originarie è non a caso indicata da Poggio come uno dei maggiori elementi di continuità nella storia latinomericana, saldando tra di loro i suoi principali cicli storici: quello precolombiano, quello coloniale e quello di un'«indipendenza dipendente», spesso «precaria e soggetta ai diktat nordamericani» e certamente interna alla logica della struttura dominante. Una presenza, quella indigena, a cui si lega, attraverso i più diversi cammini di lotta, un ricco e diversificato filone di pensiero critico, caratterizzato da nuove proposte sull’esercizio del potere e sul rapporto con la natura, sotto forma di cosmovisioni contrapposte a quella occidentale e ai suoi tratti di assolutismo, fondamentalismo e unilinearismo e riconducibili in vario modo al concetto, decisamente plurale, di buen vivir. 


Fonte: ecologiapolitica.org

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.