martedì 13 dicembre 2016

Trasformismo e opportunismo: l'interminabile leit motiv della politica italiana

di Franco Astengo 
Il lungo viaggio all’interno del sistema politico italiano compiuto dal Presidente del Consiglio incaricato, Paolo Gentiloni, merita attenzione: dai gruppi del movimento studentesco, all’MLS, alla confluenza nel PdUP, alla redazione di “Pace e Guerra” settimanale diretto, fra gli altri, da Luciana Castellina e Michelangelo Notarianni, agli ecologisti di Legambiente (fucina dei voltagabbana italici) fino alla folgorazione sulla via di Damasco in compagnia del radicale e verde arcobaleno Rutelli, giù giù agli ex- democristiani della Margherita e all’improvvisarsi – repentino e tempestivo – della funzione di ideologo del renzismo (funzione dalla quale è transitato direttamente al Ministero degli Esteri) si tratta di un cursus honorum cui meritano di essere dedicate due definizioni : quelle di trasformismo e di opportunismo.
Fa impressione come i giornali raccontino una vicenda del genere, quasi si trattasse di un percorso a tappe quasi naturali da toccare, senza alcun richiamo all’enormità della contraddizione che appunto consideriamo frutto di trasformismo e opportunismo.
Ecco di seguito le definizioni:
Trasformismo
Termine con cui la pubblicistica italiana definì la prassi politica, inaugurata da A. Depretis, consistente nel formare di volta in volta maggioranze parlamentari intorno a singole personalità e su programmi contingenti, superando le tradizionali distinzioni tra destra e sinistra. Di tipo trasformistico fu considerata anche la concessione di favori alle consorterie locali in cambio del sostegno parlamentare praticata da F. Crispi e G. Giolitti.
Con riferimento alla politica contemporanea, il termine è stato assunto a significare, con tono spregiativo o comunque polemico e negativo, sia ogni azione spregiudicatamente intesa ad assicurarsi una maggioranza parlamentare o a rafforzare la propria parte, sia la prassi di ricorrere, invece che al corretto confronto parlamentare, a manovre di corridoio, a compromessi, a clientelismi, senza più alcuna coerenza ideologica con la linea del partito.
Opportunismo
opportunismo s. m. [der. di opportuno, sull’esempio del fr. opportunisme]. – Comportamento per cui, nella vita privata o pubblica, o nell’azione politica, si ritiene conveniente rinunciare a principî o ideali, e si scende spregiudicatamente a compromessi per tornaconto o comunque per trarre il massimo vantaggio dalle condizioni e dalle opportunità del momento: l’ambizione ha troppo spesso condotto al più basso o. (Gramsci); accusare gli avversarî di o. politico; cedere, rinunciare alla lotta per o.; dare prova del più spregevole opportunismo.
Entrambe le definizioni sono state tratte dal vocabolario online dell’Enciclopedia Italiana e pare non abbisognino nella loro schiettezza di integrazioni o commenti per definire questo tipo di pratiche, in personaggi che le frequentano, la logica politica che viene esercitata nell’ambiente che circonda questo tipo di scelte.

Fonte: controlacrisi 

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.