La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci
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martedì 28 luglio 2015

Gualdo è malata di disuguaglianze e ha detto 0,33

Risultati immagini per disuguaglianza vignetta biani
di Gianluca Graciolini
Gualdo è malata ed ha detto 0,33. Non 33, ma proprio 0,33, ovvero uno di quei coefficienti introdotti dagli studi econometrici e statistici di Corrado Gini per misurare i livelli di disuguaglianza nella distribuzione del reddito e della ricchezza. Il dato è emerso dal Rapporto del Ministero dell’economia e delle finanze ed è stato riportato da Il Giornale dell’Umbria nei giorni scorsi.
L’analisi statistica fa salire la nostra Città nella ingloriosa vetta dei Comuni umbri con gli indici di maggiore disuguaglianza dei redditi, rendendoci capofila tra quelli con più di 10 mila abitanti.
Di cosa ci parla questo dato? Innanzitutto, di come la nostra Città, in Umbria, sia stata tra quelle che più di altre, forse di tutte, ha subito i maggiori contraccolpi dalla crisi economica ed occupazionale, con l’allargamento della platea dei disoccupati e dei cassaintegrati, con il progressivo aumento delle povertà (una delle due facce della disuguaglianza), con gli effetti delle politiche economiche e sociali recessive ascrivibili all’austerità, con l’esplosione di una grande questione sociale dunque, di cui molti parlano, magari per giustificare altre porcate a svendere i beni comuni o con cui alimentare ad arte il discorso razzista, ma di cui nessuno intende aggredire davvero il nocciolo.

lunedì 27 luglio 2015

Europa, la legge non è uguale per tutti



 
di Roberto Musacchio
Come nella fattoria di Orwell tutti gli animali sono uguali ma qualcuno lo è di piu'. Questa Europa arcigna e austera fino ad essere crudele "giustifica " il suo cuore di pietra con la logica implacabile dei numeri e delle regole. Poco importa se poi i numeri non tornano e le persone ne soffrono. Dura lex, sed lex! Ma poi vai a vedere e scopri che le cose non sono proprio così.
Alla Grecia viene riservato un trattamento che assomiglia ad una tortura. E non molto meglio è andata a Portogallo, Spagna e Irlanda. Sulla colpa del debito si prova a costruire una vera e propria antropologia del potere. Ma la severità della legge viene invece messa da parte quando si tratterebbe di applicare altre norme che chiamerebbero in causa quelli più uguali degli altri. Nella fattispecie si tratta del superamento continuato e costante di quel 6% di attivo tra import ed export che sta al primo posto tra gli undici indicatori che la Commissione Europea ha individuato come spie di gravi squilibri macro economici tra gli Stati membri.

Il Portogallo verso il voto tra austerity e disuguaglianze


 






di Luigi Pandolfi
Si annuncia caldo il prossimo autunno europeo, se non altro per alcuni appuntamenti elettorali che potrebbero incidere molto sul futuro dell’Unione. C’è la Spagna, su cui sono maggiormente puntati i riflettori, ma c’è anche il Portogallo, altro paese che in questi anni è stato sottoposto a commissariamento da parte della Troika. Anche qui le elezioni, fissate per il prossimo 4 ottobre, risentiranno degli effetti delle politiche di “risanamento” degli ultimi cinque anni, ma, almeno per il momento, non si intravedono sconquassi del quadro politico tradizionale.
Stando ai sondaggi che circolano, la contesa sarebbe ancora tra conservatori e socialisti, con i secondi leggermente in testa. I comunisti del Pcp e la sinistra del Bloco de Esquerda, formazione organica al Partito della Sinistra Europea di cui fa parte anche Syriza, otterrebbero buoni risultati, ma sarebbero fuori dalla competizione per il governo. Fallito invece, salvo sorprese, il tentativo di costruire in Portogallo qualcosa di simile al Podemos spagnolo.