di Gianluca Graciolini
Gualdo è malata ed ha detto 0,33. Non 33, ma proprio 0,33, ovvero uno di
quei coefficienti introdotti dagli studi econometrici e statistici di
Corrado Gini per misurare i livelli di disuguaglianza nella
distribuzione del reddito e della ricchezza. Il dato è emerso dal
Rapporto del Ministero dell’economia e delle finanze ed è stato
riportato da Il Giornale dell’Umbria nei giorni scorsi.
L’analisi statistica fa salire la nostra Città nella ingloriosa vetta dei Comuni umbri con gli indici di maggiore disuguaglianza dei redditi, rendendoci capofila tra quelli con più di 10 mila abitanti.
Di cosa ci parla questo dato? Innanzitutto, di come la nostra Città, in Umbria, sia stata tra quelle che più di altre, forse di tutte, ha subito i maggiori contraccolpi dalla crisi economica ed occupazionale, con l’allargamento della platea dei disoccupati e dei cassaintegrati, con il progressivo aumento delle povertà (una delle due facce della disuguaglianza), con gli effetti delle politiche economiche e sociali recessive ascrivibili all’austerità, con l’esplosione di una grande questione sociale dunque, di cui molti parlano, magari per giustificare altre porcate a svendere i beni comuni o con cui alimentare ad arte il discorso razzista, ma di cui nessuno intende aggredire davvero il nocciolo.
L’analisi statistica fa salire la nostra Città nella ingloriosa vetta dei Comuni umbri con gli indici di maggiore disuguaglianza dei redditi, rendendoci capofila tra quelli con più di 10 mila abitanti.
Di cosa ci parla questo dato? Innanzitutto, di come la nostra Città, in Umbria, sia stata tra quelle che più di altre, forse di tutte, ha subito i maggiori contraccolpi dalla crisi economica ed occupazionale, con l’allargamento della platea dei disoccupati e dei cassaintegrati, con il progressivo aumento delle povertà (una delle due facce della disuguaglianza), con gli effetti delle politiche economiche e sociali recessive ascrivibili all’austerità, con l’esplosione di una grande questione sociale dunque, di cui molti parlano, magari per giustificare altre porcate a svendere i beni comuni o con cui alimentare ad arte il discorso razzista, ma di cui nessuno intende aggredire davvero il nocciolo.

