di Francesco Neri
In occasione degli attentati di Parigi e della decisione di alcuni paesi di prendere parte ai bombardamenti contro il cosiddetto Stato Islamico, i “Socialisti” europei hanno mostrato una volta di più tutta la loro inconsistenza non solo politica, ma soprattutto culturale. Il Presidente Hollande, la SPD tedesca e una parte dei laburisti britannici, hanno speso poche flebili parole di circostanza sul profondo disagio delle periferie europee da cui provenivano gli attentatori oppure sugli evidenti disastri delle politica estera americana e europea nel Medio Oriente, preferendo gettarsi a testa bassa in un confuso e roboante appello identitario alla difesa dell’Occidente e del suo stile di vita. Come ormai da vent’anni a questa parte, si ripresentano anche in questi giorni nei parlamenti e nei mezzi di comunicazione gli interventi di molti politici e “intellettuali di sinistra” a favore della “guerra umanitaria”. Recentemente, Repubblica ha dato il proprio contributo a tale causa pubblicando un video di Francesco Merlo dal titolo “se la guerra è di sinistra”.
Il giornalista prende spunto dall’intervento alla Camera dei Comuni del laburista Benn il quale, in disaccordo con Jeremy Corbyn ha votato a favore dell’intervento britannico in Siria, presentando l’ISIS come il “nuovo fascismo” contro cui serve una guerra unitaria come ai tempi della secondo conflitto mondiale. Merlo, voce fuori campo, e il montatore del video non risparmiano mezzi per convincerci che la posizione di Benn sia la più giusta possibile, la più moderna e adeguata. Il politico britannico, piu volte ministro sotto Blair, è presentato immediatamente come il nuovo “astro nascente” della sinistra d’Oltremanica, sorvolando sul fatto che Corbyn e le idee da lui rappresentate abbiano vinto a grande maggioranza nemmeno tre mesi fa l’elezione per il segretario del Labour. Segue una vibrante perorazione in favore dell’occidente “luogo della modernità” al di fuori del quale la sinistra semplicemente “non esiste”. Al termine del crescendo emotivo di parole e immagini (feroci miliziani ISIS e sostegno laburista alla lotta antinazista negli anni ’40) compare dopo qualche minuto addirittura un ritratto di Karl Marx. Ecco il messaggio rozzamente proposto dal video: la sinistra genuina, quella che nasce dal socialismo dell’ottocento e dalle lotte del novecento è oggi quella di Benn e di Blair e pazienza se l’ultimo ha perfino riconosciuto pubblicamente che l’intervento in Iraq fu un tragico errore alla base dell’odierno sviluppo del cosiddetto Califfato. I ragionevoli dubbi sull’ennesima campagna occidentale in Medio oriente priva di una seria strategia politica, sulle discutibili alleanze e gli ambigui interessi di Stati Uniti ed Europa nell’area, sull’assenza di un programma di sviluppo e redistribuzione della ricchezza per le prostrate popolazioni di Siria e Iraq vengono ignorati a favore di un approccio bassamente emozionale e propagandistico che si avvale del terrore per mettere a tacere ogni voce dissonante. Per contrastare e smascherare questa potente e capillare opera di disinformazione che ha ormai raggiunto anche la stampa “progressista”, occorre da parte della sinistra, una tenace e profonda azione di contrasto e di controinformazione.
Il giornalista prende spunto dall’intervento alla Camera dei Comuni del laburista Benn il quale, in disaccordo con Jeremy Corbyn ha votato a favore dell’intervento britannico in Siria, presentando l’ISIS come il “nuovo fascismo” contro cui serve una guerra unitaria come ai tempi della secondo conflitto mondiale. Merlo, voce fuori campo, e il montatore del video non risparmiano mezzi per convincerci che la posizione di Benn sia la più giusta possibile, la più moderna e adeguata. Il politico britannico, piu volte ministro sotto Blair, è presentato immediatamente come il nuovo “astro nascente” della sinistra d’Oltremanica, sorvolando sul fatto che Corbyn e le idee da lui rappresentate abbiano vinto a grande maggioranza nemmeno tre mesi fa l’elezione per il segretario del Labour. Segue una vibrante perorazione in favore dell’occidente “luogo della modernità” al di fuori del quale la sinistra semplicemente “non esiste”. Al termine del crescendo emotivo di parole e immagini (feroci miliziani ISIS e sostegno laburista alla lotta antinazista negli anni ’40) compare dopo qualche minuto addirittura un ritratto di Karl Marx. Ecco il messaggio rozzamente proposto dal video: la sinistra genuina, quella che nasce dal socialismo dell’ottocento e dalle lotte del novecento è oggi quella di Benn e di Blair e pazienza se l’ultimo ha perfino riconosciuto pubblicamente che l’intervento in Iraq fu un tragico errore alla base dell’odierno sviluppo del cosiddetto Califfato. I ragionevoli dubbi sull’ennesima campagna occidentale in Medio oriente priva di una seria strategia politica, sulle discutibili alleanze e gli ambigui interessi di Stati Uniti ed Europa nell’area, sull’assenza di un programma di sviluppo e redistribuzione della ricchezza per le prostrate popolazioni di Siria e Iraq vengono ignorati a favore di un approccio bassamente emozionale e propagandistico che si avvale del terrore per mettere a tacere ogni voce dissonante. Per contrastare e smascherare questa potente e capillare opera di disinformazione che ha ormai raggiunto anche la stampa “progressista”, occorre da parte della sinistra, una tenace e profonda azione di contrasto e di controinformazione.
Fonte: Esseblog
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