La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

giovedì 22 ottobre 2015

Alla ricerca dell’equilibrio

di Andrea Capocci
Si oggi apre a Genova il festi­val della Scienza. Fino al 1 novem­bre, la città si riem­pirà di mostre, labo­ra­tori e con­fe­renze che rac­con­te­ranno le ricer­che e i risul­tati degli scien­ziati di tutto il mondo. Il tema dell’edizione di quest’anno è l’equilibrio: se ne par­lerà da diversi punti di vista, per­ché la fisica, la bio­lo­gia e l’economia si inter­ro­gano su come inse­guire l’equilibrio, o come sfuggirne.
La fisica sarà pro­ta­go­ni­sta anche per­ché l’edizione 2015 coi­cide con il cen­te­na­rio della teo­ria della rela­ti­vità gene­rale che ride­finì i con­cetti di equi­li­brio, massa e gra­vità. Ad Ein­stein saranno dedi­cate ben due lec­tio magi­stra­lis. Ame­deo Balbi dell’Università di Tor Ver­gata rac­con­terà l’impatto di Ein­stein e delle sue teo­rie nella cul­tura con­tem­po­ra­nea anche al di fuori della scienza. Gio­vanni Amelino-Camelia (che la rivi­sta Disco­ver ha incluso tra i sei pos­si­bili «pros­simi Ein­stein») illu­strerà invece i ten­ta­tivi della fisica teo­rica di giun­gere ad una «teo­ria del tutto».
Ma di gra­vità non si occu­pano solo i fisici teo­rici. Saman­tha Cri­sto­fo­retti e Luca Par­mi­tano (gli ultimi ita­liani a salire sulla Sta­zione Spa­ziale Inter­na­zio­nale), ad esem­pio, spie­ghe­ranno cosa inse­gna la gra­vità quando è assente, secondo i nume­rosi espe­ri­menti che si effet­tuano sulla Stazione.
L’equilibrio visto dal punto di vista dei bio­logi, invece, è tutt’altra cosa. I sistemi all’equilibrio sono disor­di­nati men­tre gli orga­ni­smi, homo sapiens incluso, devono pre­ser­vare mec­ca­ni­smi mole­co­lari e strut­ture orga­niz­zate per rima­nere in vita. Allon­ta­narsi dall’equilibrio però ha un costo ener­ge­tico e mate­riale per l’ambiente cir­co­stante, e l’abuso può por­tare al col­lasso, già avve­nuto in pas­sato nella sto­ria dell’uomo. Sarà Jared Dia­mond, l’autore dei cele­bri Armi, acciaio e malat­tie e, appunto, Col­lasso(entrambi usciti per Einaudi), a spie­gare come evi­tarlo in futuro. Usare bene il nostro grande cer­vello potrebbe aiu­tare, ma non sen­tia­moci troppo supe­riori alle altre spe­cie. Come rac­con­terà Gior­gio Val­lor­ti­gara dell’università di Trento, con Nicla Vas­sallo autore di Cer­velli che con­tano(Adel­phi), il senso del numero appar­tiene anche a molte altri ani­mali. Noi in più ci met­tiamo la capa­cità di astra­zione e la razionalità.
Se la ragione ci aiuta a rima­nere lon­tani dalla «morte ter­mica», cioè vivi, essa non pare suf­fi­ciente a garan­tire l’equilibrio nel nostro eco­si­stema sociale, cioè l’economia. A Genova, si par­tirà dalla con­sta­ta­zione che i mer­cati, chec­ché ne pen­sino i neo­li­be­ri­sti, non ten­dono affatto all’equilibrio spon­ta­nea­mente.
Tra i soste­ni­tori dell’inadeguatezza della teo­ria eco­no­mica domi­nante c’è l’economista Alan Kir­man, che ne discu­terà con il fisico Luciano Pie­tro­nero, e il col­lega olan­dese Iman Van Lely­veld. La con­nes­sione glo­bale delle reti finan­zia­rie è uno dei prin­ci­pali fat­tori di rischio, e saranno di nuovo un fisico e un eco­no­mi­sta (l’italiano Ste­fano Bat­ti­ston e il polacco Grze­gorz Halaj) a rac­con­tarlo. Gior­dano Zevi del cen­tro studi della Banca d’Italia, invece, illu­strerà gli studi sulla man­canza di razio­na­lità degli agenti eco­no­mici reali.
Gestire e ana­liz­zare una massa di dati – eco­no­mici, ma anche sociali e per­so­nali – sem­pre più grande sarà forse la chiave per affron­tare i pro­blemi glo­bali: è una delle scom­messe delle ricer­che attual­mente finan­ziate dall’Unione Euro­pea, i cui risul­tati saranno pre­sen­tati a Genova.
Il Festi­val non sarà dun­que solo un’esposizione di sco­perte, ma anche l’occasione di misu­rare l’impatto della scienza nella vita reale. Pro­prio «Una scienza troppo umana» è il titolo dell’incontro tra gli epi­ste­mo­logi Cri­stina Amo­retti e Pier­da­niele Gia­retta con lo sto­rico della scienza Gil­berto Cor­bel­lini, intorno all’incerto sta­tuto della medi­cina, «la più empi­rica delle arti e la più scien­ti­fica delle huma­ni­ties».
È un campo in cui sono fre­quenti anche vere e pro­prie frodi scien­ti­fi­che ma anche peri­co­lose spe­cu­la­zioni poli­ti­che e com­mer­ciali. Il risul­tato? Secondo Dario Bres­sa­nini e Bea­trice Mau­tino, ten­diamo irra­zio­nal­mente a rifu­giarci nel «bio» e nelle diete alca­line: una tesi ad alto rischio, nella città di Beppe Grillo.

Fonte: il manifesto 

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