La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

lunedì 14 dicembre 2015

La sinistra di tutte e di tutti: il tavolo e le proposte di Act!

di Act! 
Negli scorsi mesi abbiamo partecipato al tavolo delle forze politiche per la costruzione di una nuova sinistra, un tavolo che aveva l’obiettivo di mettere in campo il processo costituente di una forza politica d'alternativa, autonoma e differente dalle altre forze politiche e in grado di irrompere sulla scena pubblica. Mentre diversi fascismi avanzano sulle due sponde del Mediterraneo, mentre la guerra si fa mondiale, mentre le disuguaglianze crescono, oggi più che mai ci sarebbe bisogno di una risposta politica, chiara, efficace, radicale e di massa.
Come avevamo scritto più di un anno fa crediamo che in Italia serva una forza politica e non una debolezza politica, da costruire in campo aperto, coniugando discontinuità e innovazione con radicalità e partecipazione.
Abbiamo partecipato al confronto del tavolo a partire da una valutazione: in assenza di grandi movimenti di piazza e spinte dal basso in grado di trasformare in profondità il quadro politico è necessario costruire uno spazio pubblico dell’alternativa, un luogo politico aperto in cui dar battaglia e con cui costruire un’alternativa credibile sapendo che è necessario un gran lavoro collettivo per non sommare pezzi di politica, ma organizzare una parte di società.
Sulla base di questa convinzione in questi mesi abbiamo proposto di non ragionare come al solito sulla mera ricomposizione “di quello che c’è”, ma di lavorare sulla costruzione di uno spazio largo, aperto, che non fosse proprietà di nessuno e al contempo neanche ostaggio di logiche correntizie, una scommessa sulla possibilità di non limitarsi ad unire ciò che è già organizzato, ma di coinvolgere ed organizzare ciò che può essere unito.
Non basta una "sinistra unitaria", per questo abbiamo proposto una "sinistra di tutte e tutti", restituendo piena sovranità ai cittadini, a coloro che nonostante i disastri di questi anni – e forse a maggior ragione visti i disastri di questi anni – sono disponibili a impegnarsi in un nuovo cammino.
Nonostante un mese fa si fosse riscontrato un sostegno unanime (da Civati a Rifondazione) al documento “Noi ci siamo”, che proponeva il lancio di un processo costituente a partire da un’assemblea da convocare a gennaio, le discussioni successive sulla declinazione di questo processo costituente hanno portato, ieri, alla conclusione di questa esperienza e del tavolo.
Prendiamo atto della fine di questo tentativo, un tavolo che sapevamo essere asfittico e che si è rivelato anche inconcludente, ma in cui abbiamo lavorato con generosità e in modo costruttivo avanzando proposte e idee concrete sul piano del profilo politico, delle forme organizzative come abbiamo anche fatto nell’ultima riunione presentando una base di documento con l'obiettivo di trovare una sintesi tra tutti basata sulla qualità del processo e non sulle mediazioni al ribasso. Abbiamo proposto un percorso basato su piena cessione di sovranità e sulla partecipazione, anche e soprattutto con una piattaforma digitale che consenta l’effettività della pratica democratica.
Spiace constatare che di fronte alla palese insufficienza di tutte le forze politiche esistenti e davanti alla drammaticità della situazione politica del paese non ci sia la forza e il coraggio per mollare tutti gli ormeggi, abbandonare i lidi sicuri e le proprie appartenenze per dar vita ad un progetto nuovo e in grado di riaprire una sfida politica in Italia e in Europa.
In questi ultimi mesi abbiamo incontrato tante realtà politiche e sociali che quotidianamente lavorano per la costruzione del cambiamento a livello locale e fuori dai giri della “solita politica”. I nostri tentativi sono andati nelle direzione di costruire un soggetto capace di dare voce a questi tentativi; un soggetto che parta dal basso, dalle istanze dei cittadini, dalla partecipazione diretta delle persone, in grado di rompere il gioco di una politica spettacolo che ci vorrebbe come passivi spettatori.
Continueremo a batterci per aprire una stagione nuova, che vada oltre le miserie e le macerie di questi tempi bui, riappropriandoci della politica come strumento per cambiare le nostre vite.
Non solo non c’è tempo da attendere, ma non abbiamo intenzione di attendere.

Pubblichiamo in allegato il nostro documento per l'ultima riunione del tavolo con il solo obiettivo di fare chiarezza sulla nostra posizione e sul nostro tentativo di sintesi 
Fonte: Act! Agire, Costruire, Trasformare 

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